Sez. 2, Sentenza n. 295 del 10/03/1995 Ud. (dep. 26/07/1995) Rv. 202356 - 01
Sentenza - Requisiti - Motivazione - Illogicità. | Riconosciuta possibilità di acquisizione di una prova diretta - Mancata acquisizione - Riconosciuta sufficienza delle già esistenti prove logiche e indiziarie - Illogicità - Sussistenza - Ragioni.
Sentenza - Requisiti - Motivazione - Illogicità.
È viziata da illogicità la motivazione che, pur riconoscendo la possibilità di acquisizione di una prova che dimostri in modo diretto la sussistenza o meno di un reato o anche solo di un elemento della fattispecie criminosa dedotta in contestazione, ne escluda l'ammissibilità sul presupposto della sua non indispensabilità o necessità, dovuta alla presenza di prove indiziarie e logiche ritenute sufficienti per la decisione in ordine al reato nel suo complesso o ad un elemento di esso. Ciò in omaggio ad un principio di gerarchia delle prove, implicito nel nostro sistema processuale, in virtù del quale la prova diretta prevale su quella indiziaria e logica, in quanto idonea più di questa a dimostrare il "thema probandum" ed a costituire pertanto fondamento della certezza morale e giuridica che è presupposto indispensabile di una sentenza di condanna.
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 546, Legge 22/09/1988 num. 447 art. 546, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 606 lett. E, Legge 22/09/1988 num. 447 art. 606 lett. E
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)