diritto.io

Sez. 2 - , Ordinanza n. 869 del 16/01/2018 (Rv. 646668 - 01)

MEDIAZIONE - PROVVIGIONE | Diritto del mediatore - Presupposto - Nesso di causalità tra l'attività svolta e la conclusione dell'affare - Sufficienza - Fattispecie.
Stato
decisa il 2018-01-16
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/646668-01

MEDIAZIONE - PROVVIGIONE

Il diritto del mediatore alla provvigione sorge tutte le volte in cui la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'attività intermediatrice, non occorrendo un nesso eziologico diretto ed esclusivo tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare, poiché è sufficiente che il mediatore - pur in assenza di un suo intervento in tutte le fasi della trattativa ed anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo - abbia messo in relazione le stesse, sì da realizzare l'antecedente indispensabile per pervenire alla conclusione del contratto, secondo i principi della causalità adeguata. (Nella specie, la S.C. ha escluso che l'intervento di un secondo mediatore interrompa, di per sé, il nesso di causalità tra l'attività del primo e la conclusione dell'affare).

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1754, Cod. Civ. art. 1755

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)