Sez. 6, Sentenza n. 6561 del 27/04/1998 Ud. (dep. 04/06/1998) Rv. 210895 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE | Fattispecie astratta risultante dall'entrata in vigore dell'art. 1 della l. 16 aprile 1997, n. 234 - Elemento oggettivo - Ingiustizia del vantaggio - Necessità - Doppia condizione - Necessità che l'atto sia realizzato "non jure" (per mezzo di un atto illegittimo) e che consegua un risultato "contra jus" (contrario all'ordinamento giuridico) - Necessità - Sussistenza.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE
Affinché il "vantaggio" previsto dall'art. 323 c.p. come necessario per la configurazione del reato possa considerarsi "ingiusto", occorre la doppia condizione che esso sia prodotto "non iure", cioè per mezzo di un atto illegittimo, e inoltre che sia "contra ius", vale a dire che il risultato dell'abuso si presenti come contrario all'ordinamento giuridico, dimodoché l'ingiustizia riguardi non solo il fatto causativo, ma anche il risultato dell'azione.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST., Legge 16/07/1997 num. 234 art. 1 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)