Sez. 2, Sentenza n. 1815 del 14/12/1965 Ud. (dep. 05/03/1966) Rv. 100757 - 01
REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - ESTORSIONE - ELEMENTO SOGGETTIVO (PSICOLOGICO): DOLO - CONSAPEVOLEZZA DELLA INGIUSTIZIA DEL PROFITTO - NECESSITA - CONVINZIONE DELLA LEGITTIMITA DELLA PROPRIA PRETESA - ESCLUSIONE DEL REATO - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI - CONFIGURABILITA - FATTISPECIE.*
REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - ESTORSIONE - ELEMENTO SOGGETTIVO (PSICOLOGICO): DOLO - CONSAPEVOLEZZA DELLA INGIUSTIZIA DEL PROFITTO - NECESSITA - CONVINZIONE DELLA LEGITTIMITA DELLA PROPRIA PRETESA - ESCLUSIONE DEL REATO - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI - CONFIGURABILITA - FATTISPECIE.*
Nel reato di estorsione, il dolo deve necessariamente estendersi alla ingiustizia del profitto, poiche tale carattere e ricompreso tra gli elementi della fattispecie legale. La configurabilita del predetto reato deve pertanto essere esclusa per Mancanza del dolo, e il fatto puo essere definito come Esercizio arbitrario delle proprie ragioni, nel caso in cui l'autore della violenza o della minaccia abbia agito con la convinzione della legittimita della propria pretesa; tale convinzione deve ritenersi rilevante anche se risulti erronea, sempreche sia ragionevole e si estenda alla possibilita di promuovere un giudizio civile per far valere la pretesa. (nella specie, la Corte regolatrice ha ritenuto che correttamente i giudici di merito avevano affermato la responsabilita dell'imputato per il delitto di tentativo di estorsione in danno dell'offeso, suo preteso padre naturale, avendo essi accertato che l'agente era consapevole dell'insussistenza di qualsiasi obbligazione giuridica di costui verso di lui e della impossibilita per lui di promuovere un giudizio civile per ottenere una qualunque prestazione).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 629 CORTE COST., Cod. Pen. art. 393
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)