diritto.io

Sez. 5, Sentenza n. 1518 del 31/03/1999 Cc. (dep. 18/05/1999) Rv. 213205 - 01

REATO - CIRCOSTANZE - CONCORSO DI CIRCOSTANZE - DI AGGRAVANTI E ATTENUANTI: GIUDIZIO DI COMPARAZIONE | Comparazione tra circostanze e continuazione - Esclusione.
Stato
decisa il 1999-03-31
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/213205-01

REATO - CIRCOSTANZE - CONCORSO DI CIRCOSTANZE - DI AGGRAVANTI E ATTENUANTI: GIUDIZIO DI COMPARAZIONE

In tema di reato continuato non è consentito al giudice operare giudizio di equivalenza o prevalenza tra la continuazione ed una o più circostanze. Invero, da un lato, l'art 69 commi 1 e 3 cod. pen. fa esclusivo riferimento alla comparazione tra circostanze -aggravanti ed attenuanti- del reato, dall'altro, l'istituto della continuazione, presentando caratteristiche e finalità del tutto distinte rispetto alle circostanze del reato, non può mai essere oggetto di giudizio comparativo. (Nella fattispecie, la Corte ha annullato senza rinvio, disponendo trasmettersi gli atti al giudice di merito la sentenza del pretore che aveva determinato la pena, in sede di patteggiamento, avendo formulato giudizio di equivalenza tra le concesse attenuanti generiche e la ritenuta continuazione).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 69 CORTE COST. PENDENTE, Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)