Sez. 2, Sentenza n. 6165 del 02/06/1993 (Rv. 482641 - 01)
Proprietà - Limitazioni legali della proprietà - Rapporti di vicinato - Aperture (finestre) - Luci - Irregolari - In genere | Apertura in un muro in comproprietà- Servitù di luce - Natura - Identificazione - Criteri - Acquisto per convenzione fra i proprietari dei fondi finitimi o per usucapione - Obblighi del comproprietario del muro.
Proprietà - Limitazioni legali della proprietà - Rapporti di vicinato - Aperture (finestre) - Luci - Irregolari - In genere
Una servitù di luce con riguardo ad una apertura in un muro in comproprietà può essere acquistata o in virtù di convenzione fra i proprietari dei fondi finitimi ovvero per usucapione e può consistere in una "servitus luminum" che costringe il vicino a subire l'esistenza della luce nel muro divisorio comune senza poterne chiedere la rimozione o in una "servitus ne luminibus officiatur" che impedisce al comproprietario del muro di sopprimere o di oscurare la luce, obbligandolo in caso di costruzione da parte sua in appoggio o in aderenza, ad osservare la distanza imposta dalle norme applicabili al caso. L'identificazione della precisa natura della servitù va condotta interpretando il titolo convenzionale o accertando le circostanze del possesso che portò all'usucapione.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 901, Cod. Civ. art. 902, Cod. Civ. art. 903, Cod. Civ. art. 904, Cod. Civ. art. 1031, Cod. Civ. art. 1058, Cod. Civ. art. 1061, Cod. Civ. art. 1158
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)