Sez. 3, Sentenza n. 10690 del 11/10/1988 Ud. (dep. 03/11/1988) Rv. 179608 - 01
FINANZE E TRIBUTI - IN GENERE - ACCERTAMENTO - LIBERO CONVINCIMENTO DEL GIUDICE PENALE - STIME DELL'UFFICIO FINANZIARIO - UTILIZZABILITÀ - CONDIZIONI - FATTISPECIE: ANNULLAMENTO DI SENTENZA PER PURO RINVIO ALLE STIME DELL'U.T.E..*
FINANZE E TRIBUTI - IN GENERE - ACCERTAMENTO - LIBERO CONVINCIMENTO DEL GIUDICE PENALE - STIME DELL'UFFICIO FINANZIARIO - UTILIZZABILITÀ - CONDIZIONI - FATTISPECIE: ANNULLAMENTO DI SENTENZA PER PURO RINVIO ALLE STIME DELL'U.T.E..*
In tema di Determinazione dei ricavi e delle imposte, non è precluso al giudice penale riferirsi alle stime operate dall'ufficio finanziario, anche se si tratti di valutazioni finalizzate alla Determinazione dei corrispettivi. Infatti, il principio del libero convincimento non tollera discriminazioni pregiudiziali in ordine alle fonti di persuasione di carattere tecnico-scientifico, all'inderogabile condizione, però, che i pareri, legittimamente acquisiti, siano recepiti dal giudice ed esposti come una valutazione accettata e fatta propria dall'organo decidente in ragione della correttezza argomentativa e della piena rispondenza del giudizio alle risultanze del processo. È, pertanto, inammissibile, in quanto abdicativo del potere-dovere di giudicare - e costituisce perciò difetto di motivazione - il puro rinvio che il giudice faccia alle conclusioni di un parere altrui - sia pure proveniente da un pubblico ufficio o da un perito nominato a tal fine - in ragione della sua esperienza e della sua preparazione professionale, della sua capacità o rettitudine. (fattispecie relativa ad annullamento di sentenza per difetto di motivazione, poiché la Corte di merito aveva determinato il valore di appartamenti venduti sulla base di stime operate dall'U.T.E. E dall'ufficio tecnico comunale, considerando che "la valutazione tecnica di pubblici uffici, specificamente abilitati alla Determinazione del valore venale dei fabbricati, in possesso di tutti i dati comparativi, sia tale da poter essere assunta anche in Sede di giudizio penale come un accertamento adeguato alla situazione di fatto rappresentata". La suprema Corte ha ritenuto evidente l'assenza della delibazione giudiziale sul parere, accolto dal giudice solo per l'autorità della provenienza, senza riferimento all'oggetto dell'indagine, dichiaratamente rimessa ad altro soggetto). (V mass n 154956).*
Riferimenti normativi: DPR 29/09/1973 num. 600 art. 56 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)