diritto.io

Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza

Testo in vigore al

Art. 147 Art. 148 T. U. 1926

1. Chiunque, per qualsiasi titolo, cede a stranieri la proprieta' o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio dello Stato, e' tenuto a darne avviso per iscritto all'autorita' locale di pubblica sicurezza, nel termine di giorni dieci, indicando le precise generalita' degli stranieri e sommariamente il contenuto degli atti di cessione.

Art. 148 Art. 149 T. U. 1926

1. Salvo quanto e' stabilito nelle leggi militari, il prefetto puo' vietare agli stranieri il soggiorno in Comuni o in localita' che comunque interessano la difesa militare dello Stato.

2. Tale divieto e' comunicato agli stranieri per mezzo della autorita' locale di pubblica sicurezza o col mezzo di pubblici avvisi.

3. Gli stranieri, che trasgrediscono al divieto, possono essere allontanati per mezzo della forza pubblica.

Art. 149 Art. 150 T. U. 1926

1. Le disposizioni di questo capo non si applicano ai componenti del Sacro collegio e del Corpo diplomatico e consolare.

Capo II. Degli stranieri da espellere e da respingere dal Regno.

Art. 150 Art. 151 T. U. 1926

1. Salvo quanto e' stabilito dal Codice penale, gli stranieri condannati per delitto possono essere espulsi dal Regno e accompagnati alla frontiera.

2. Il Ministro dell'interno, per motivi di ordine pubblico, puo' disporre l'espulsione e l'accompagnamento alla frontiera dello straniero di passaggio o residente nel territorio dello Stato.

3. Le predette disposizioni non si applicano agli italiani non regnicoli.

4. Possono altresi' essere espulsi gli stranieri denunziati per contravvenzione alle disposizioni del capo precedente.

5. L'espulsione per motivo di ordine pubblico, preveduta dal primo vapoverso di questo articolo, e' pronunciata con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri e con l'assenso del Capo del Governo.

Art. 151 Art. 152 T. U. 1926

1. Lo straniero espulso a norma dell'articolo precedente non puo' rientrare nel territorio dello Stato, senza una speciale autorizzazione del Ministro dell'interno.

2. Nel caso di trasgressione e' punito con l'arresto da due mesi a sei.

3. Scontata la pena, lo straniero e' nuovamente espulso.

Art. 152 Art. 153 T. U. 1926

1. I prefetti delle Provincie di confine possono, per motivi di ordine pubblico, allontanare, mediante foglio di via obbligatorio, dai Comuni di frontiera, nel caso di urgenza, riferendone al Ministro, gli stranieri di cui all'art. 150 e respingere dalla frontiera gli stranieri che non sappiano dare contezza di se' o siano sprovvisti di mezzi.

2. Per gli stessi motivi, i prefetti hanno facolta' di avviare alla frontiera, mediante foglio di via obbligatorio, gli stranieri che si trovano nelle rispettive Provincie.

3. Gli stranieri muniti di foglio di via obbligatorio non possono allontanarsi dall'itinerario ad essi tracciato. Qualora se ne allontanino, sono arrestati e puniti con l'arresto da uno a sei mesi.

4. Scontata la pena, sono tradotti alla frontiera.

Titolo VI. Disposizioni relative alle persone pericolose per la società.

Capo I. Dei malati di mente, degli intossicati e dei mendicanti.

Art. 153 Art. 154 T. U. 1926

1. Agli effetti della vigilanza dell'autorita' di pubblica sicurezza, gli esercenti una professione sanitaria sono obbligati a denunziare all'autorita' locale di pubblica sicurezza, entro due giorni, le persone da loro assistite o esaminate che siano affette da malattia di mente o da grave infermita' psichica, le quali dimostrino o diano sospetto di essere pericolose a se' o agli altri.

2. L'obbligo si estende anche per le persone che risultano affette da cronica intossicazione prodotta da alcool o da sostanze stupefacenti.

Art. 154 Art. 155 T. U. 1926

1. E' vietato mendicare in luogo pubblico o aperto al pubblico.

2. Le persone riconosciute dall'autorita' locale di pubblica sicurezza inabili a qualsiasi proficuo lavoro e che non abbiano mezzi di sussistenza ne' parenti tenuti per legge agli alimenti e in condizione di poterli prestare sono proposte dal prefetto, quando non sia possibile provvedere con la pubblica beneficenza, al Ministro dell'interno per il ricovero in un istituto di assistenza o beneficenza del luogo o di altro Comune.

3. Il Ministro puo' autorizzare il prefetto a disporre il ricovero dell'inabile in un istituto di assistenza o beneficenza.

4. Per il rimborso delle spese di ricovero si applicano le norme stabilite per il domicilio di soccorso.

5. Quando il comune e le istituzioni pubbliche di assistenza o beneficenza del domicilio di soccorso non sono in condizione di provvedere in tutto o in parte, le spese sono in tutto in parte a carico dello Stato.1644a

Art. 155 Art. 156 T. U. 1926

1. I congiunti di un mendicante inabile al lavoro e privo di mezzi di sussistenza, tenuti per legge agli alimenti e in condizione di poterli prestare, sono diffidati dall'autorita' locale di pubblica sicurezza ad adempiere al loro obbligo.

2. Decorso il termine all'uopo stabilito nella diffida, l'inabile al lavoro e' ammesso di diritto al beneficio del gratuito patrocinio per promuovere il giudizio per gli alimenti.44a

Art. 156 Art. 157 T. U. 1926

1. Salvo quanto e' disposto in materia ecclesiastica, non possono essere fatte, senza licenza del questore, raccolte di fondi o di oggetti, collette o questue, nemmeno col mezzo della stampa o con liste di sottoscrizione.

2. La licenza puo' essere conceduta soltanto nel caso in cui la questua, colletta o raccolta di fondi o di oggetti, abbia scopo patriottico o scientifico ovvero di beneficenza o di sollievo da pubblici infortuni.

3. Nella licenza sono determinate le condizioni e la durata di essa.

4. La licenza stessa vale solamente per i Comuni nell'ambito della provincia in cui e' rilasciata.44a

Capo II. Delle persone sospette, dei liberati dal carcere o dagli stabilimenti per misure di sicurezza, del rimpatrio e degli espatri abusivi.

Art. 157 Art. 158 T. U. 1926

1. Chi, fuori del proprio Comune, desta sospetti con la sua condotta e, alla richiesta degli Ufficiali o agenti di pubblica sicurezza, non puo' o non vuol dare contezza di se' mediante l'esibizione della carta di identita' o con altro mezzo degno di fede, e' condotto dinanzi l'autorita' locale di pubblica sicurezza. Questa, qualora trovi fondati i sospetti, puo' farlo rimpatriare con foglio di via obbligatorio o anche, secondo le circostanze, per traduzione.18

2. Questa disposizione si applica anche alle persone pericolose per l'ordine e la sicurezza pubblica o per la pubblica moralita'.18

3. L'autorita' di pubblica sicurezza puo' vietare a chi e' rimpatriato con foglio di via obbligatorio o per traduzione di ritornare nel Comune dal quale e' allontanato, senza preventiva autorizzazione dell'autorita' stessa.18

4. I contravventori sono puniti con l'arresto da uno a sei mesi.
Scontata la pena, sono tradotti al luogo di rimpatrio.

Art. 158 Art. 160 T. U. 1926

1. Chiunque, senza essere munito di passaporto o di altro documento equipollente a termini di accordi internazionali, espatri o tenti di espatriare, quando il fatto sia stato determinato, in tutto o in parte, da motivi politici, e' punito con la reclusione da due a quattro anni e con la multa non inferiore a L. 20.000.24

2. In ogni altro caso, chiunque espatri o tenti di espatriare senza essere munito di passaporto e' punito con l'arresto da tre mesi a un anno e con l'ammenda da L. 2000 a 6000.

3. E' autorizzato l'uso delle armi, quando sia necessario, per impedire i passaggi abusivi attraverso i valichi di frontiera non autorizzati.2

Art. 159 Art. 161 T. U. 1926

1. Il Ministro dell'interno, o, per sua delegazione, le autorita' di pubblica sicurezza, possono, per motivi di pubblica sicurezza o in casi eccezionali di pubbliche o private sventure, fornire i mezzi di viaggio gratuito agli indigenti a fine di rimpatrio.

Art. 160 Art. 162 T. U. 1926

1. I cancellieri delle Preture, dei Tribunali e delle Corti di Appello hanno l'obbligo di trasmettere ogni quindici giorni il dispositivo delle sentenze di condanne irrevocabili a pene detentive, al questore della provincia in cui il condannato ha la residenza o l'ultima dimora.

Art. 161 Art. 163 T. U. 1926

1. I direttori degli stabilimenti carcerari e degli stabilimenti per misure di sicurezza detentiva hanno l'obbligo di segnalare per iscritto, quindici giorni prima, la liberazione di ogni condannato al questore, che ne informa, nei tre giorni successivi, quello della provincia alla quale il liberando e' diretto.

Art. 162 Art. 164 T. U. 1926

1. I condannati per delitto a pena detentiva o per contravvenzione all'ammonizione o che debbono essere sottoposti alla liberta' vigilata hanno l'obbligo, appena dimessi dal carcere o dagli stabilimenti indicati nell'articolo precedente, di presentarsi all'autorita' di pubblica sicurezza locale, che li provvede del foglio di via obbligatorio, se necessario.29

2. I pregiudicati pericolosi possono essere tradotti in istato di arresto davanti all'autorita' predetta.29

Art. 163 Art. 165 T. U. 1926

1. Le persone rimpatriate con foglio di via obbligatorio non possono allontanarsi dall'itinerario ad esse tracciato.

2. Nel caso di trasgressione esse sono punite con l'arresto da uno a sei mesi.

3. Scontata la pena, sono fatte proseguire per traduzione.

4. La stessa pena si applica alle persone che non si presentano, nel termine prescritto, all'autorita' di pubblica sicurezza indicata nel foglio di via.

Capo III. Dell'ammonizione.

Art. 164 Art. 166 T. U. 1926

1. Il questore, con rapporto scritto, motivato e documentato, denunzia al prefetto, per l'ammonizione, gli oziosi, i vagabondi abituali validi al lavoro non provveduti di mezzi di sussistenza o sospetti di vivere col ricavato di azioni delittuose e le persone designate dalla pubblica voce come pericolose socialmente.

2. Sono altresi' denunziati per l'ammonizione i diffamati per delitti di cui all'articolo seguente.

3. La denunzia puo' essere preceduta da una diffida alle persone suindicate, da parte del questore.19

Art. 165 Art. 167 T. U. 1926

1. E' diffamata la persona la quale e' designata dalla voce pubblica come abitualmente colpevole:

  1. 1° dei delitti contro la personalita' dello Stato o contro l'ordine pubblico e di minaccia, violenza o resistenza alla pubblica autorita';

  2. 2° del delitto di strage;

  3. 3° dei delitti di commercio clandestino o fraudolento di sostanze stupefacenti e di agevolazione dolosa dell'uso di stupefacenti;

  4. 4° dei delitti di falsita' in monete e in carte di pubblico credito;

  5. 5° dei delitti di sfruttamento di prostitute o di tratta di donne o di minori, di istigazione alla prostituzione o favoreggiamento, di corruzione di minorenni;

  6. 6° dei delitti contro la integrita' e la sanita' della stirpe commessi da persone esercenti l'arte sanitaria ;

  7. 7° dei delitti non colposi di omicidio, incendio, lesione personale ;

  8. 8° dei delitti di furto, rapina, estorsione, sequestro di persone a scopo di estorsione o rapina, truffa, circonvenzione di persone incapaci, usura ;

  9. 9° della contravvenzione di abuso di sostanze stupefacenti;

2. quando per tali reati sia stata sottoposta a precedimento penale terminato con sentenza di proscioglimento per insufficienza di prove.19

Art. 166 Art. 168 e 176 T. U. 1926

1. L'ammonizione ha la durata di due anni ed e' pronunciata, da una Commissione provinciale composta del prefetto, del procuratore del Re, di un giudice - designato dal presidente del tribunale - del questore, del comandante l'Arma dei carabinieri reali nella provincia e di un cittadino di specchiata probita' nominato dal sindaco del Comune capoluogo di provincia. Un funzionario di gruppo A di grado inferiore al 10° designato dal prefetto, assistera' come segretarie.

2. La Commissione e' convocata e presieduta dal prefetto, e, in caso di assenza od impedimento, dal vice prefetto. Essa delibera a maggioranza di voti; in caso di parita', prevale quello del presidente.19

Art. 167 Art. 169 T. U. 1926

1. Entro cinque giorni dalla comunicazione della denunzia alla Commissione di cui all'articolo precedente, questa intima al denunziato atto di comparizione con invito a presentare le sue difese.

2. L'atto di comparizione deve contenere una succinta esposizione dei fatti sui quali la denuncia e' fondata.19