dec. 84/333/CEE
Testo vigente
IL PARLAMENTO EUROPEO,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 206 ter,
vista la seconda convenzione ACP-CEE di Lomé1,
visti il conto di gestione, il bilancio e la relazione del quinto Fondo europeo di sviluppo,
vista la relazione della Corte dei conti per l'esercizio 1982 nonché le risposte delle istituzioni (doc. 1-1270/83)2,
visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio nonché il parere della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (doc. 1-118/84),
considerando che il trattato del 22 luglio 1975 incarica il Parlamento di dare scarico della gestione finanziaria delle Comunità,
1. concede il discarico alla Commissione delle Comunità europee, sulla base delle entrate e delle spese esaminate dalla Corte dei conti conformemente all'articolo 206 bis, paragrafo 1, del trattato che istituisce la Comunità economica europea, dei seguenti importi iscritti al conto di gestione per l'esercizio 1982;:
- in entrate: 72 563 902,00 ECU,
- in spese (pagamenti): 330 107 542,72 ECU;
2. osserva che il fatto che il Fondo europeo di sviluppo non figuri nel bilancio implica che taluni problemi di gestione e di disciplina finanziaria, quali ad esempio il versamento in ritardo dei contributi degli Stati membri, non possano essere risolti in modo efficace ed incidano quindi sulla dotazione finanziaria del Fondo;
3. aggiunge che pertanto lo scarico è dato solo nella misura in cui la Commissione mantenga fermamente la sua proposta di far figurare il sesto Fondo europeo di sviluppo nel bilancio;
4. incarica il suo presidente di comunicare la presente decisione alla Commissione, di trasmetterla alle altre istituzioni e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Strasburgo, il 10 aprile 1984. Il segretario generale H.-J. OPITZ Il Presidente Pieter DANKERT contenente le osservazioni relative alle decisioni con cui viene concesso il discarico per l'esecuzione delle operazioni del Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 1982 IL PARLAMENTO EUROPEO, 1. esprime nuovamente la propria disapprovazione per il fatto che il fondo europeo di sviluppo non figuri attualmente nel bilancio delle Comunità europee e che pertano, a parte il discarico, non è sottoposto alle decisioni del Parlamento; 2. chiede che la Commissione tragga tutte le opportune conseguenze dal fallimento del progetto stradale «Sibiti-Valle del Niari» e ne riferisca al Parlamento; sottolinea che si tratta di un caso atipico ed estremo che non è assolutamente caratteristico, visti i risultati assolutamente positivi della politica comunitario di aiuto allo sviluppo; 3. critica le complicate proceduce amministrative attraverso cui vengono concessi aiuti ai progetti del fondo europeo di sviluppo e chiede dei miglioramenti di fondo nel quadro della nuova convenzione; 4. chiede che la Commissione mantenga le proprie responsabilità in merito alla gestione dei prestiti e affidi alla Banca europea per gli investimenti soltanto il compito dell'operazione tecnica; 5. raccommanda, laddove necessario, l'impiego di procedure accelerate per la consessione di aiuti nel quadro della seconda convenzione di Lomé; 6. deplora la mancanza di flessibilità degli strumenti finanziari creati nel quadro della convenzione di Lomé, in quanto ciò rende difficile una soluzione dei problemi connessi con trasferimenti Stabex; 7. chiede agli Stati membri di fornire i loro contributi finanziari tempestivamente ed esige che la Commissione faccia tutto il possibile per richiedere in futuro agli Stati membri morosi un risarcimento per la perdita degli interessi; 8. chiede che siano attuate le proposte contenute nella relazione dell'on. Michel sulla valutazione delle politiche comunitarie di sviluppo e sulla funzione del Parlamento europeo e chiede insistentemente che, per quando riguarda i progetti del Fondo europeo di sviluppo, sia effettuata in misura molto più ampia una valutazione a posteriori; 9. chiede da parte della commissione un controllo molto più efficace degli uffici speciali negli Stati membri, cui spetta la competenza per quanto riguarda la gestione delle borse di studio nel quadro del Fondo europeo di sviluppo, degli accordi sul Mediterraneo e dell'aiuto ai paesi in via di sviluppo non associati; 10. chiede procedure più chiare per la concessione di aiuti agli Stati ACP che partecipano a fiere commerciali; 11. chiede alla Banca europea per gli investimenti di fornire in futuro informazioni più ampie sull'utilizzo delle disponibilità del Fondo europeo di sviluppo che essa gestisce a nome della Comunità, in quanto ciò è importante per il controllo e quindi per la procedura di scarico e in quanto una maggiore trasparenza torna a vantaggio di tutte le parti interessate; 12. prende atto con stupore dell'affermazione della Corte dei conti1 secondo cui, nel caso dei fondi gestiti dalla banca europea per gli investimenti, i bandi di gara relativi a progetti finanziati dal bilancio comunitario o dalle disponibilità del Fondo sono aperti non solo ad offerenti degli Stati ACP e dei paesi comunitari, ma anche ad offerenti di paesi in cui la Banca europea per gli investimenti procura le proprie risorse (ad esempio Stati Uniti e Giappone); chiede alla commissione per il controllo di bilancio di far luce su tale punto.