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dec. 89/498/CEE

Testo vigente

IL PARLAMENTO EUROPEO,

- visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,

- vista la terza Convenzione ACP-CEE di Lomé1,

- visti i bilanci finanziari e i conti di gestione del terzo, quarto, quinto e sesto Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 1987 (COM(88) 219 def.),

- vista la relazione della Corte dei conti relativa all'esercizio 1987 accompagnata dalle risposte delle istituzioni2,

- vista la raccomandazione del Consiglio relativa alla concessione del presente discarico (doc. C2-10/89),

- visto il trattato del 22 luglio 1975 che autorizza il Parlamento europeo a dare discarico per le attività finanziarie della Comunità,

- visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio e il parere della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (doc. A2-19/89),

- visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli 137 e 206 ter,

- visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio e il parere della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (doc. A2-19/89),

1. dà discarico alla Commissione per la gestione finanziaria del sesto Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio sulla base dei seguenti importi:

- entrate: 11 668 742,49 ECU;

- pagamenti: 352 536 660,22 ECU;

2. esprime le proprie osservazioni nella risoluzione che accompagna la presente decisione (3);

3. incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione nonché la risoluzione che contiene le proprie osservazioni alla Commissione, al Consiglio, alla Corte dei conti, nonché alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (serie L).

Strasburgo, il 13 aprile 1989.

Il Segretario generale Enrico VINCI Il Presidente Lord PLUMB (3) Vedi pagina 12 della presente Gazzetta ufficiale. RISOLUZIONE contenente le osservazioni che accompagnano le decisioni di concessione del discarico relativo alla gestione finanziaria del terzo, quarto, quinto e sesto Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 1987 IL PARLAMENTO EUROPEO,

A. considerando rispettivamente gli articoli 67, 70 e 73 dei regolamenti finanziari applicabili al quarto, quinto e sesto Fondo europeo di sviluppo, ai termini dei quali la Commissione deve adottare tutte le misure opportune per dar seguito alle osservazioni che figurano nelle decisioni di discarico;

B. considerando che questi stessi articoli obbligano la Commissione anche alla stesura di una relazione, su richiesta del Parlamento europeo, sulle misure prese a seguito delle osservazioni del Parlamento ed in particolare sulle istruzioni che essa ha rivolto ai servizi incaricati di assicurare la gestione dei Fondi europei di sviluppo;

C. decidendo di esprimere le osservazioni menzionate nei succitati articoli 67, 70 e 73 sotto forma della presente risoluzione che accompagna ogni decisione di discarico relativa alla gestione finanziaria dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 1987;

D. adottando la presente risoluzione anche nel quadro dell'esercizio delle competenze indispensabili al compimento del suo ruolo di controllo in modo da rimediare alle carenze constatate al momento dell'esame sul discarico e al fine di garantire una migliore gestione dei Fondi europei di sviluppo,

Ritmo di esecuzione finanziaria dei FES 1. constata che il terzo FES è stato chiuso nel 1987 e che gli ultimi fondi residui per un importo di circa 9,5 milioni di ECU sono stati trasferiti al quinto FES;

2. prende atto che al 31 dicembre 1987 era stato impegnato il 90,8 % degli aiuti programmabili del quinto FES (contro l'84,7 % per il 1986) mentre per i pagamenti si è giunti al 56,2 % (contro il 46,1 % del 1986);

3. constata nuovamente la lentezza dell'esecuzione del quinto FES che si riflette fra l'altro anche nel fatto che, a sette anni dalla sua entrata in vigore, esiste un paese beneficiario (il Belize) per il quale il livello degli impegni del programma indicativo raggiunge soltanto il 7 %, e ripete che non rispettare il principio di regolarità temporanea nella ripartizione delle somme da impegnare mette in causa la capacità della Comunità di fissare una programmazione degli aiuti e di adeguarvisi;

Carenze della gestione finanziaria e contabile 4. ripete alla Commissione la sua richiesta di precisare le condizioni speciali dei contratti di appalto dei lavori, soprattutto per quanto riguarda le disposizioni relative alle monete di pagamento e alle revisioni dei prezzi, in modo da evitare le anomalie rilevate dalla Corte dei conti;

5. esprime la propria preoccupazione per la mancanza di rigore denunciata dalla Corte nella verifica di talune operazioni finanziarie quali, ad esempio, il pagamento di un anticipo superiore all'impegno preso a seguito del preventivo e il pagamento di un acconto superiore a quello previsto nei contratti;

6. richiama l'attenzione della Commissione sull'importanza di rispettare pienamente i principi della legittimità, della regolarità e della sana gestione finanziaria in tutte le operazioni FES; a tale proposito insiste sulla necessità di presentare una documentazione giustificativa completa ed esatta per qualsiasi pagamento e chiede alla Commissione di conformarsi ai suggerimenti della Corte;

7. chiede alla Commissione di rivedere taluni aspetti del proprio sistema contabile in modo da migliorare la trasparenza, l'esattezza e la rapidità delle proprie operazioni;

8. chiede alla Commissione di modificare la ripartizione delle responsabilità all'interno del servizio del contabile per rafforzare l'operatività dell'esecuzione finanziaria del FES;

9. chiede alla Commissione di razionalizzare la gestione della tesoreria del FES: a) riducendo il numero dei conti bancari al minimo indispensabile, b) aprendo un conto bancario separato per il deposito dei proventi annui del sistema Stabex, conformemente all'articolo 55 del regolamento finanziario del sesto FES;

10. ritiene che nel regolamento finanziario del prossimo FES si dovrà tener conto delle specifiche esigenze implicate dalla procedura di discarico, in particolare: a) migliorare il contenuto e la forma dei documenti presentati all'autorità di discarico, b) mettere a disposizione del Parlamento i documenti sui quali la Commissione ha basato tutte le proprie decisioni che abbiano implicazioni finanziarie, c) informare regolarmente il Parlamento dei risultati delle varie misure di gestione del bilancio;

Stabilizzazione dei proventi delle esportazioni 11. sottolinea la necessità di garantire una documentazione giustificativa dettagliata dei pagamenti nell'impiego dei trasferimenti Stabex; osserva che le relazioni inviate alla Commissione dai paesi beneficiari mancano della necessaria precisione che consenta di verificare l'impiego delle risorse trasferite; constata che la terza Convenzione ha introdotto norme più efficaci per il controllo dell'utilizzazione; chiede alla Commissione che essa esiga dai paesi beneficiari un rigoroso rispetto delle procedure stabilite dalle Convenzioni;

12. ritiene che l'instabilità monetaria sperimentata da taluni paesi beneficiari non dovrebbe incidere sul loro diritto a un trasferimento di risorse Stabex corrispondente al livello delle perdite dei proventi da esportazione; invita la Commissione a fissare metodi di calcolo atti a garantire, nella misura del possibile, che il diritto al trasferimento non sia influenzato da fattori di ordine puramente monetario;

Cooperazione regionale 13. rinnova il suo appoggio alla formula della cooperazione regionale fra i paesi ACP e sottolinea che, applicata in buone condizioni, essa può consentire di sostenere gli sforzi di integrazione economica fra i paesi ACP; a tal fine per una migliore efficacia di questo strumento raccomanda di: a) evitare la dispersione e il numero eccessivo dei progetti in modo da poter concentrare gli interventi nei settori prioritari che interessano l'insieme dei paesi appartenenti alla medesima regione, b) operare una selezione più rigorosa delle organizzazioni regionali, c) garantire che i progetti siano in armonia con la capacità finanziaria, le possibilità tecnologiche e di gestione dei paesi interessati, d) assicurare che la valutazione venga integrata nella programmazione delle azioni di cooperazione regionale in tutte le fasi, e) accordare una maggiore importanza nella fase di selezione dei progetti all'aspetto del rendimento e in particolare agli sbocchi commerciali;

Microrealizzazioni 14. ritiene che decentralizzare il potere decisionale alle delegazioni in loco è una condizione essenziale se si vuole assicurare il buon funzionamento delle microrealizzazioni, soprattutto per verificare la conformità dei progetti ai criteri di selezione, per alleggerire le procedure di istruzione e ridurre le scadenze di risposta a favore delle collettività locali e infine per esercitare il controllo, sorvegliare la gestione e effettuare la valutazione; si rammarica che, secondo la Corte, per più della metà dei programmi finanziati dal quinto FES non si disponga dei rapporti semestrali dei delegati sul controllo di esecuzione; chiede alla Commissione di controllare in particolare che si segua regolarmente questa modalità di aiuto;

15. ritiene che l'assistenza tecnica sia indispensabile per garantire il successo di programmi più complessi di microrealizzazione; chiede alla Commissione di prevedere il coordinamento delle microrealizzazioni con altre modalità di aiuto per ridurre il costo medio dell'assistenza tecnica e rafforzare la sinergia delle azioni di aiuto complementari;

16. osserva che attualmente per impegnare i fondi destinati al finanziamento dell'aiuto tecnico non vi è bisogno di una specifica proposta di destinazione degli stanziamenti, cosa che impedisce il controllo degli importi assegnati a tal fine dai programmi di microrealizzazione; chiede alla Commissione di prendere le misure necessarie onde disporre di un'imputazione contabile separata per l'assistenza tecnica e poterne quindi controllare il costo e la quota ad essa relativa nel preventivo delle microrealizzazioni;

17. richiama l'attenzione sulla facilità di accesso delle autorità nazionali dei paesi beneficiari agli anticipi che precedono la selezione dei progetti (specialmente in Kenya); constata che secondo la Corte una notevole percentuale di azioni prefinanziate sul secondo programma annuo del quinto FES non è mai stata avviata dopo lo studio preparatorio di fattibilità; chiede alla Commissione di colmare tale lacuna e, prima di accordare gli anticipi previsti, di far effettuare dettagliate valutazioni nella fase di istruzione e di attuazione;

18. sottolinea che la valutazione a priori di tutti i vincoli di ordine economico, finanziario, sociale e istituzionale costituisce una condizione essenziale per poter valutare le possibilità di successo delle microrealizzazioni; a tal fine chiede alla Commissione che venga accordata da parte dei delegati una speciale attenzione alla fattibilità dei progetti, soprattutto per quanto riguarda: a) la capacità degli Stati beneficiari di rispettare gli impegni finanziari presi, b) l'importo degli oneri ricorrenti che pesano sugli utenti, c) l'utilizzazione di tecniche semplici e di tecnologie appropriate, d) la prevenzione degli effetti di segno contrario (l'accentuazione delle disparità) nelle comunità locali benefi- ciarie;

19. prende atto che un gruppo di consulenti sta procedendo ad una valutazione dei vari aspetti dei programmi di microrealizzazione; chiede alla Commissione che il Parlamento venga informato delle sue conclusioni;

Aiuti d'urgenza 20. sottolinea che al di fuori di altre modalità di aiuto a medio e a lungo termine destinati a colmare le lacune strutturali è essenziale che la Commissione continui a gestire e ad attuare questo tipo di aiuto con rapidità e flessibilità e che esso giunga a destinazione in quantità adeguate; ritiene che la rapidità e la flessibilità nella scelta delle modalità di esecuzione debbano andare di pari passo con una previsione quanto più esatta possibile dei fabbisogni, senza cadere in un eccesso di perfezionismo, dato che ciò che conta è la rapidità;

21. raccomanda alla Commissione di continuare a rafforzare la funzione di valutazione dei danni mediante una più attiva partecipazione delle delegazioni nella fase di istruzione e di attuazione delle azioni;

22. raccomanda alla Commissione di continuare a esigere da chi gestisce gli aiuti d'urgenza la presentazione di rapporti periodici di esecuzione nonché di rapporti definitivi di sintesi, che consentano di valutare il grado di realizzazione degli obiettivi;

23. attira l'attenzione sui pericoli che possono ripercuotersi sulle popolazioni vittime di catastrofi a seguito dei ritardi nell'esecuzione degli aiuti d'urgenza; constata con inquietudine che in passato la scadenza massima di sei mesi fissata nella seconda Convenzione di Lomé varie volte non è stata rispettata; chiede alla Commissione di intensificare gli sforzi per ridurre al minimo indispensabile la durata del periodo compreso tra la decisione di accordare un aiuto urgente e la sua consegna;

24. esprime la propria preoccupazione per il notevole ritardo nella chiusura dei conti riguardanti circa il 96 % delle spese totali assegnate all'aiuto d'urgenza nel quinto FES; ricorda che si tratta di un compito fondamentale innanzitutto per giustificare la buona gestione delle azioni avviate ed anche per determinare l'importo degli stanziamenti non utilizzati da riassegnare alla dotazione speciale; a tale proposito chiede alla Commissione di riassorbire quanto prima questi ritardi;

La valutazione dei programmi e dei progetti di sviluppo 25. sottolinea, per quanto riguarda le proprie responsabilità in materia di controllo di bilancio, la necessità di disporre di valutazioni indipendenti da quelle effettuate dalla Commissione per i propri bisogni di gestione, quando esso lo ritenga necessario;

26. ritiene in particolare che le sue commissioni per lo sviluppo e per il controllo di bilancio, nel quadro delle loro rispettive responsabilità e nella misura del possibile, debbano poter procedere in maniera coordinata a queste valutazioni;

27. ritiene che le valutazioni realizzate dopo la conclusione dei progetti o alla fine di una delle loro fasi principali forniscano elementi chiave per migliorare l'elaborazione dei progetti e dei programmi di aiuto futuri; chiede a tale proposito che il Parlamento venga informato dalla Commissione dei risultati di queste valutazioni;

28. invita la Commissione ad assicurare la formazione del personale dei paesi beneficiari nel settore della valutazione e del controllo dell'efficacia dei progetti e programmi d'aiuto;

29. chiede alla Commissione di presentare una relazione sulle misure prese per dar seguito alle osservazioni che figurano nelle decisioni di discarico.