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DECISIONE DEL CONSIGLIO del 25 marzo 1991 relativa all'accettazione dello statuto del Gruppo internazionale di studio sullo stagno (91/178/CEE)

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli 113 e 116,

vista la proposta della Commissione,

considerando che lo statuto del Gruppo internazionale di studio sullo stagno è stato adottato il 7 aprile 1989 a Ginevra dalla Conferenza delle Nazioni Unite sullo stagno;

considerando che gli Stati membri e le organizzazioni internazionali che hanno partecipato alla Conferenza sono stati invitati a notificare al segretario generale delle Nazioni Unite l'accettazione dello statuto conformemente al paragrafo 21 b) di quest'ultimo;

considerando che il Gruppo espleterà importanti funzioni di analisi e sorveglianza del mercato e del commercio dello stagno;

considerando che la struttura istituzionale del Gruppo, quale è definita dallo statuto, implica la partecipazione congiunta della Comunità e degli Stati membri che hanno accettato detto statuto;

considerando che alcuni Stati membri hanno indicato che intendono partecipare ai lavori del Gruppo;

considerando pertanto che è necessario che la Comunità ed i suoi Stati membri che hanno deciso di partecipare ai lavori del Gruppo, depositino simultaneamente i loro strumenti di accettazione sulla base di una posizione comune,

DECIDE:

Art. 1

La Comunità accetta lo statuto del Gruppo internazionale di studio sullo stagno.

La Comunità e gli Stati membri che hanno sinora deciso di partecipare ai lavori del Gruppo depositano simultaneamente, non appena concluse le rispettive procedure interne, i propri strumenti di accettazione presso il segretario generale delle Nazioni Unite.

Il testo dello statuto è accluso alla presente decisione.

Art. 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare le persone abilitate a depositare lo strumento di accettazione a nome della Comunità. Fatto a Bruxelles, addì 25 marzo 1991. Per il Consiglio

Il Presidente

R. STEICHEN