diritto.io

dec. 91/292/CEE

Testo vigente

IL PARLAMENTO EUROPEO,

- visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,

- vista la terza convenzione ACP-CEE di Lomé1,

- visti i bilanci finanziari e i conti di gestione del quarto, quinto e sesto Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 1989 [COM(90) 148 def.],

- viste la relazione della Corte dei conti sull'esercizio 1989 e le risposte delle istituzioni2,

- vista la raccomandazione del Consiglio del 18 marzo 1991 relativa alla concessione di tale discarico (documento C3-0173/91),

- visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio e il parere della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (documento A3-0070/91),

- visti gli articoli 137 e 206 ter del trattato che istituisce la Comunità economica europea,

- visti rispettivamente gli articoli 67, 70 e 73 dei regolamenti finanziari applicabili al quarto, quinto e sesto Fondo europeo di sviluppo, ai sensi dei quali la Commissione deve adottare tutte le misure opportune per dar seguito alle osservazioni figuranti nella decisione di scarico,

- visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio e il parere della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (documento A3-007/91),

- considerando che il trattato del 22 luglio 1975 attribuisce al Parlamento europeo la facoltà di concedere il discarico,

1. concede il discarico alla Commissione per la gestione finanziaria del sesto Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 1989 sulla base dei seguenti importi:

- entrate: 895 211 025,02 ecu;

- uscite: 1 024 161 799,46 ecu;

2. esprime le proprie osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante della presente decisione (3);

3. incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione recante le sue osservazioni alla Commissione, al Consiglio, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (serie L). Fatto a Strasburgo, il 16 aprile 1991.

Il Segretario generale Il Presidente Enrico VINCI Enrique BARÓN CRESPO IL PARLAMENTO EUROPEO,

- constatando che questi stessi articoli obbligano altresì la Commissione a riferire, su richiesta del Parlamento europeo, in merito alle misure adottate a seguito delle osservazioni del Parlamento, e in particolare alle istruzioni da essa impartite ai servizi incaricati di assicurare la gestione dei Fondi europei di sviluppo,

- decidendo di presentare le osservazioni menzionate nei succitati articoli 67, 70 e 73 nella presente risoluzione che accompagna le decisioni di discarico relative alla gestione finanziaria dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 1989,

- adottando altresì la presente risoluzione nell'esercizio delle competenze indispensabili per lo svolgimento della sua funzione di controllo, allo scopo di ovviare alla carenze constatate all'atto dell'esame relativo al discarico, e per garantire una migliore gestione dei Fondi europei di sviluppo,

Priorità alla politica di sviluppo 1. ricorda che il Parlamento attribuisce ormai da lungo tempo una elevata priorità alla politica comunitaria per lo sviluppo; che esso ha svolto un ruolo attivo nella realizzazione di questa politica e nel varo di talune azioni e ha contribuito regolarmente al miglioramento delle misure della Commissione sottolineandone i risultati positivi;

Tasso di utilizzo 2. prende atto che alla fine del quattordicesimo anno di esecuzione risultava impegnato il 98,6 % dell'intero quarto FES (rispetto al 98,5 % nel 1988) e il 95 % per i pagamenti; reitera alla Commissione la sua richiesta di procedere alla chiusura del quarto FES prima dell'entrata in vigore della quarta Convenzione di Lomé;

3. constata che al termine del nono anno di esecuzione il ritmo di pagamento del quinto FES è ulteriormente rallentato (79 %) e risulta del 5 % inferiore a quello del quarto FES alla stessa epoca;

4. si dimostra ancora una volta preoccupato per il ritardo nei pagamenti relativi ai progetti programmati; è altresì consapevole dei problemi che risultano dalla nuova procedura di pagamento semidiretto; reitera alla Commissione la sua richiesta, già formulata per il discarico 1983, di presentargli una relazione sulle cause dei ritardi nei pagamenti dei FES;

Carenze nella gestione di bilancio e nella contabilità 5. constata che ogni anno la Corte dei conti fa la stessa critica della gestione di bilancio e della contabilità e che frequentemente esso stesso ha dovuto fare altrettanto nelle sue osservazioni sul discarico;

6. prende atto del fatto che la Commissione ha dichiarato l'obiettivo di eseguire entro il 1o ottobre 1991 le seguenti misure: a) eliminazione di prassi amministrative da parte delle delegazioni e dell'ordinatore che consentono l'effettuazione di pagamenti senza un previo impegno; b) modifica della procedura interna di modo che il controllore finanziario possa esercitare la propria funzione statutaria prima della contabilizzazione degli impegni; c) introduzione di precise direttive contabili e di efficaci test di affidabilità nel sistema contabile EDP; d) elaborazione e impiego del manuale, da lungo tempo annunciato, relativo alle procedure finanziarie e contabili; e) introduzione dei nuovi capitolati d'onere generali per gli appalti di lavori, forniture e servizi; f) nuova organizzazione dei servizi della Commissione al fine di operare una effettiva separazione tra le funzioni dell'ordinatore e del contabile; g) creazione di un'unità per il controllo della contabilità nell'ambito della direzione «Finanze» della DG VIII, per agevolare i compiti del controllore finanziario; h) miglioramento della presentazione degli stati finanziari dell'ordinatore;

7. richiama l'attenzione della Commissione sul fatto che è di sua competenza operare una ripartizione dell'organico che le consenta di assolvere adeguatamente i suoi compiti; in proposito ricorda nuovamente con forza che esso attribuisce una grande priorità politica alla gestione efficace dei FES;

8. chiede alla Commissione di presentargli entro il primo ottobre 1991 una relazione sull'attuazione delle misure elencate al paragrafo 6;

9. prende atto del fatto che la Commissione considera un insuccesso l'impiego deviato dei trasferimenti destinati al Benin nell'ambito dello Stabex; prende atto altresì del fatto che si tratta di un caso particolare e chiede tuttavia alla Commissione di informarlo, senza che esso ne faccia richiesta, su eventuali analoghi casi;

10. reitera, in riferimento al caso BRGM descritto dalla Corte dei conti nei paragrafi 14.4 e 14.5, la sua richiesta di migliorare i controlli sull'attività della Banca europea per gli investimenti nell'ambito del FES;

11. richiama l'attenzione della Commissione sul fatto che esso, sulla base delle relazioni speciali n. 6/87 e n. 7/87 della Corte dei conti, ha formulato raccomandazioni sulla gestione dei fondi di contropartita relativi all'aiuto alimentare, le quali dovrebbero essere prese in considerazione dalla Commissione nelle sue attuali riflessioni;

12. ritiene che si debba istituire un Ispettorato della CEE per l'incremento qualitativo dei progetti e programmi, che riferisca alle istituzioni interessate sia della CEE che della cooperazione ACP-CEE, e invita la Commissione ad assumere un'iniziativa in tal senso.