dec. 93/366/CEE
Testo vigente
- visto il Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 78 ottavo,
- visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 206 ter,
- visto il Trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 180 ter,
- visto il bilancio per l'esercizio 1991,
- visti il conto di gestione e il bilancio finanziario delle Comunità europee per l'esercizio 1991 [SEC (92) 507 - 510],
- viste la relazione della Corte dei conti sull'esercizio finanziario 1991 e le risposte delle istituzioni1,
- vista la raccomandazione del Consiglio del 15 marzo 1993 (C3-0127/93),
- visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia, della commissione per le relazioni economiche esterne, della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro, della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali, della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi d'informazione, della commissione per i diritti della donna, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo e la cooperazione e della comissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0121/93),
""1. constata che le entrate e le spese autorizzate per l'esercizio 1991 ammontavano a:
> ID="2">(in ecu)> ID="3">(in ecu)"ID="01">- Entrate"> ID="01">- Previsioni figuranti nel bilancio generale> ID="02">56 085 448 195"> ID="01">- Entrate da servizi resi a terzi> ID="02">51 714 111 "> ID="03">56 137 162 306 "> ID="01">- Stanziamenti di impegno:"> ID="01">- Stanziamenti autorizzati nel bilancio generale> ID="02">59 369 570 195"> ID="01">- Stanziamenti riportati dal 1990> ID="02">938 010 387"> ID="01">- Stanziamenti disponibili in seguito all'annullamento, nel 1990, di stanziamenti anteriori al 1990> ID="02">74 220 972"> ID="01">- Stanziamenti corrispondenti a entrate da servizi resi a terzi> ID="02">38 401 734 "> ID="03">60 420 203 288 "> ID="01">- Stanziamenti di pagamento> ID="03">56 116 377 508 ">2. concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione dei seguenti importi:
> ID="2">(in ecu)> ID="3">(in ecu)"ID="01">a) Entrate"> ID="01">- Risorse proprie> ID="02">51 676 130 410"> ID="01">- Contributi finanziari> ID="02">-"> ID="01">- Eccedenze disponibili> ID="02">4 001 968 257"> ID="01">- Altre entrate> ID="02">571 306 704 "> ID="03">56 249 405 371 "> ID="01">b) Spese"> ID="01">- Pagamenti effettuati per l'esercizio finanziario> ID="02">52 712 542 239"> ID="01">- Stanziamenti riportati al 1992> ID="02">1 110 568 372 "> ID="03">53 823 110 612 "> ID="01">c) Saldo dell'esercizio finanziario 1991> ID="03">2 762 611 813 "> ID="01">Che si articola come segue:"> ID="01">- Entrate dell'esercizio finanziario> ID="03">56 249 405 371"> ID="01">- Pagamenti in base agli stanziamenti dell'esercizio finanziario> ID="02">52 712 542 239"> ID="01">- Stanziamenti riportati al 1992> ID="02">1 110 568 373 "> ID="03"> 53 823 110 612 "> ID="01">Differenza> ID="03">2 426 294 759"> ID="01">- Stanziamenti riportati dal 1990 caduti in perenzione> ID="03">+ 305 076 211"> ID="01">- Differenze di cambio nell'esercizio finanziario 1991> ID="03">+ 31 240 843"> ID="01">Saldo dell'esercizio 1991> ID="03">7 762 611 813"> ID="01">Questo saldo rispecchia solo la situazione contabile e non include le spese affrontate attualmente durante l'esercizio finanziario in corso"> ID="01">d) Impiego degli stanziamenti d'impegno> ID="03">57 645 965 070 "> e) Bilancio al 31 dicembre 1991 "(in ecu) "" ID="01">Attivi fissi> ID="02">9 994 922 323> ID="03">Capitale fisso> ID="04">13 785 692 827"> ID="01">Inventari> ID="02">93 160 490> ID="03">Passivo corrente> ID="04">3 966 063 340"> ID="01">Attivi correnti> ID="02">838 634 868> ID="03">Eccedenze di spesa> ID="04">164 353 604"> ID="01">Benefici di tesoreria> ID="02">6 730 420 879"> ID="01">Pagamenti anticipati di spese> ID="02">258 971 210 "> ID="01">Totale > ID="02">17 916 109 770> ID="03">Totale > ID="04">17 916 109 770 "> 3. esprime le proprie osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante della presente decisione;
4. incarica il suo presidente di trasmettere alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia, alle Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti la presente decisione, unitamente alla risoluzione recante le sue osservazioni, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (serie L).
Fatto a Strasburgo, il 21 aprile 1993. Il Segretario generale Enrico VINCI Il Presidente Egon KLEPSCH RISOLUZIONE recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1991 IL PARLAMENTO EUROPEO, - visto l'articolo 206 ter del Trattato che istituisce la Comunità economica europea, - visto l'articolo 89 del regolamento finanziario del 13 marzo 1990, in base al quale le istituzioni della Comunità sono tenute ad adottare ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni contenute nelle decisioni di discarico, - constatando che, in base al medesimo articolo, le istituzioni sono altresì tenute a riferire, a richiesta del Parlamento europeo, sulle misure adottate in conseguenza di tali osservazioni e, in particolare, sulle istruzioni da esse impartite ai loro servizi che intervengono nell'esecuzione del bilancio, - vista la raccomandazione del Consiglio del 15 marzo 1993 (C3-0127/93), - visti la relazione della Commissione per il controllo dei bilanci e gli altri documenti menzionati nella decisione di discarico (A3-0121/93), A. considerando che, in base all'articolo 205 del Trattato CEE, la Commissione ha unicamente una responsabilità giuridica per l'esecuzione del bilancio comunitario, B. considerando che al Consiglio europeo di Edimburgo del dicembre 1992 la Comunità si è nuovamente impegnata ad applicare il principio della sussidiarietà relativamente agli affari comunitari, Temi orizzontali Sussidiarietà e ruolo degli Stati membri 1. ritiene che il principio di sussidiarietà sottintenda che le spese del bilancio comunitario debbano essere utilizzate per le politiche attuate nel modo migliore dalla Comunità e per il perseguimento degli obiettivi comunitari; 2. chiede alla Commissione, nella sua qualità di organismo responsabile per l'esecuzione del bilancio comunitario, di procedere ad una revisione di tutti i settori di spese di bilancio per stabilire se esse sono eseguite nella maniera più appropriata dalla Comunità e chiede alla Commissione di pubblicare i risultati delle sue ricerche; chiede all'autorità di bilancio di procedere ad una simile revisione in merito alle politiche di spesa prima di redigere il bilancio comunitario; 3. ribadisce la necessità che l'applicazione del principio di sussidiarietà sia controllata per tutta la durata del processo decisionale comunitario conformemente all'articolo 3 B del Trattato sull'Unione europea e insiste sulla corretta applicazione del diritto comunitario da parte delle autorità competenti; 4. prende atto che la concreta esecuzione di gran parte del bilancio comunitario ricade sui governi, sulle autorità locali e regionali degli Stati membri nonché, in alcuni casi, sulle organizzazioni private e/o non governative; prende atto inoltre che, di conseguenza, il compito di controllare in gran parte le spese deve essere svolto di concerto con tali organismi; 5. rileva che la Commissione deve disporre degli strumenti necessari per sorvegliare la gestione delle risorse comunitarie da parte degli Stati membri e degli enti subordinati affinché essi possano essere, se del caso, invitati a modificare la loro prassi amministrativa in considerazione delle loro responsabilità per la gestione delle risorse comunitarie; 6. ricorda alla Commissione e a tutte le altre parti interessate che il principio di sussidiarietà non implica solo un decentramento della responsabilità per la concreta esecuzione del bilancio, ma anche un potenziamento dei mezzi a disposizione della Commissione per gestire ed esercitare il controllo di bilancio sugli Stati membri e sugli organismi sussidiari con responsabilità per le politiche di amministrazione della Comunità e, se necessario, la facoltà di costringerli a cambiare le loro prassi di gestione; 7. ritiene che molte carenze riscontrate nell'esecuzione e nel controllo del bilancio 1991 siano una conseguenza diretta del modo in cui il bilancio comunitario viene eseguito, e cioè frammentando la responsabilità sostanziale delle spese comunitarie tra numerose sedi, in particolare gli Stati membri; 8. fa notare che gran parte dei problemi riscontrati dal Parlamento e dalla Corte dei conti in fatto di cattiva gestione, errata assegnazione delle risorse, perdita di queste ultime a causa di frodi e irregolarità, valutazioni e controlli insufficienti, ecc. rientrano nella sfera di competenza degli Stati membri, e sottolinea il bisogno di un efficiente supervisore nell'esecuzione della politica comunitaria; si rammarica del fatto che in pratica la Commissione non sia in grado di espletare a fondo questo ruolo; 9. nota che alla Commissione mancano le risorse tecniche ed organizzative per tradurre la sua responsabilità giuridica, ai sensi dell'articolo 205 del Trattato CEE, in materia di esecuzione del bilancio, in una effettiva capacità di assicurare che la politica comunitaria sia ben gestita ed efficacemente eseguita; 10. invita la Commissione ad assumere le proprie responsabilità in ordine all'effettivo utilizzo delle risorse comunitarie, a controllare con rigore la gestione dei fondi comunitari da parte degli Stati membri, nonché ad uniformarsi al principio secondo cui il finanziamento comunitario è subordinato all'effettiva attuazione della politica comunitaria da parte delle rispettive amministrazioni; 11. chiede alla Commissione, nell'ambito della decentralizzazione della responsabilità per l'utilizzazione fisica dei fondi comunitari, di aumentare i controlli sulla loro gestione da parte degli Stati membri e di applicare il principio secondo cui il finanziamento centrale dovrebbe essere subordinato all'efficienza gestionale nella promozione delle politiche comunitarie; 12. ritiene che, come prassi generale, la Commissione dovrebbe avere il potere di sospendere unilateralmente gli stanziamenti del bilancio comunitario a favore degli Stati membri nel caso in cui sia dimostrabile che essi non stanno adempiendo al loro dovere in modo da proteggere attraverso controlli efficaci il denaro dei contribuenti; chiede alla Commissione di presentare proposte specificando condizioni e meccanismi appropriati per tale sospensione; sottolinea che la sussidiarietà non può funzionare a meno che il Consiglio non approvi tali proposte; 13. chiede alla Commissione di presentare una relazione scritta in tempo utile perché possa essere esaminata dalle competenti commissioni parlamentari entro la fine del 1993; 14. ritiene necessario esaminare e discutere a fondo questi sforzi, prima del prossimo discarico, quale strumento per creare condizioni favorevoli al necessario potenziamento della cooperazione interistituzionale, allo scopo di garantire un impiego efficace del denaro del contribuente; Responsabilità democratica 15. prende atto che gran parte delle spese di bilancio, soprattutto nell'ambito delle spese obbligatorie, non sono determinate da un vero e proprio processo di dibattito democratico, in pratica non sono soggette ad un adeguato controllo e quindi non si può dire che soddisfino un consenso democratico; ritiene che ciò contribuisca a creare malcontento tra i contribuenti e a gettare discredito sulla Comunità nel suo complesso; 16. pone di nuovo l'accento sulle riserve espresse nella risoluzione sul discarico 1990 in merito al ricorso, da parte della Commissione, a società e consulenti esterni nell'esecuzione delle spese comunitarie a tutti i livelli; ritiene che l'eccessivo ricorso a tali organizzazioni comprometta la trasparenza e la responsabilità delle spese di bilancio; 17. plaude al crescente impegno della Banca europea per gli investimenti nella politica economica della Comunità; a questo riguardo chiede maggiori poteri di controllo democratico sulle attività della BEI in generale, comprese quelle finanziate con le risorse proprie della Banca; 18. chiede a tutti gli organismi responsabili per gli stanziamenti dei fondi comunitari, e soprattutto al Consiglio, di agire in modo trasparente, sulla base di criteri oggettivi stabiliti, rendendo pubbliche tutte le sue attività in qualità di colegislatore; 19. condanna la prassi in virtù della quale gli Stati membri non considerano i fondi comunitari alla stessa stregua delle finanze nazionali e di conseguenza non ammettono di avere una responsabilità diretta nei confronti dei contribuenti europei; invita quindi la Commissione a proseguire energicamente i suoi sforzi per informare l'opinione pubblica delle attività della Comunità e del diritto dei cittadini a pretendere dai governi una giustificazione sull'uso dei fondi comunitari; Questioni pratiche 20. prende atto che la mancanza di coordinamento tra i vari organismi responsabili dell'esecuzione del bilancio, gli strumenti finanziari e mezzi di intervento ed anche tra le politiche è una diffusa caratteristica delle attività della Comunità; suggerisce pertanto che la Commissione, nel proporre una nuova legislazione, ne indichi sempre l'impatto potenziale sulle altre politiche e attività comunitarie; 21. registra la sconfortante regolarità di prassi di gestione inadeguate sia all'interno della Commissione che negli organismi esterni incaricati dell'amministrazione del bilancio; ritiene che tali difficoltà si acuiranno con il procedere della decentralizzazione dell'attività comunitaria a meno che la Commissione non rafforzi con urgenza le proprie capacità nel settore del controllo di bilancio; 22. giudica che la legislazione comunitaria sia spesso eccessivamente complessa, contraddittoria o addirittura incomprensibile, generalmente a causa dei mercanteggiamenti tra gli Stati membri all'interno del Consiglio e ritiene che ciò dia luogo a conseguenze finanziarie a causa delle difficoltà a livello di esecuzione; 23. chiede alla Commissione di dare più risalto alla valutazione ex ante ed ex post di ogni indirizzo politico con riferimento a criteri verificabili e oggettivi, facendo in modo che tale valutazione comprenda un'analisi caso per caso volta a definire se gli obiettivi fondamentali della Comunità sono stati raggiunti ad un costo ragionevole; ribadisce la sua richiesta, già avanzata alla Commissione nella risoluzione sul discarico 1989, di elaborare una relazione in cui compaia un'analisi sistematica relativa ad ogni politica di spesa da presentare entro il 31 luglio 1993; 24. chiede a tutte le parti coinvolte nella procedura di bilancio di prendere in debita considerazione la praticabilità e la potenziale efficacia delle linee di bilancio all'atto della proposta o dell'approvazione della spesa e di trarne le debite conclusioni; 25. fa rilevare che la spesa di bilancio è di qualche utilità soltanto se raggiunge i suoi obiettivi, fatto che può essere appurato solo con rigorosi controlli e valutazioni; ricorda che il trasferimento completo del bilancio non è l'unico criterio di gestione del bilancio; ribadisce che la Commissione ha l'obbligo di dare esecuzione alle decisioni dell'autorità di bilancio; si attende che nel fare ciò essa si conformi costantemente ai livelli di qualità fissati dal legislatore; 26. chiede che la Commissione programmi un adeguato calendario di spesa per ogni voce di bilancio nel corso dell'anno finanziario, evitando una indebita concentrazione della spesa alla fine dell'anno; chiede alla Commissione di introdurre un sistema di preallarme per tutti i settori di spesa del bilancio; 27. nota che la Commissione ha preso misure volte a rafforzare il ruolo dell'UCLAF; ritiene tuttavia che queste misure saranno inefficaci a meno che non siano accompagnate dal potenziamento del personale necessario per costituire una squadra volante; attende quindi con interesse le proposte della Commissione sulle priorità in materia di personale nel progetto preliminare di bilancio; Settori di bilancio Risorse proprie 28. chiede alla Commissione di scindere il calcolo della riduzione delle risorse IVA del Regno Unito da quello della Comunità nell'interesse della trasparenza di bilancio; 29. chiede alla Commissione di garantire che, in ogni caso, gli Stati membri pagheranno gli interessi sulle risorse proprie rimborsate in ritardo alla Comunità, come previsto dai regolamenti; 30. deplora l'incapacità da parte della Commissione di garantire la precisione dei conti nazionali relativamente alle risorse proprie; prende atto che ciò pregiudica gravemente la trasparenza del bilancio e rappresenta un grande fallimento della responsabilità democratica di fronte al contribuente europeo; 31. biasima la disparità di trattamento degli Stati membri nell'ambito delle risorse proprie consistente nella penalizzazione degli Stati che si attengono ai regolamenti comunitari nei confronti di quelli che non lo fanno; chiede pertanto alla Commissione di adempiere all'obbligo di garantire un trattamento equo per i contribuenti in tutta la Comunità, attuando un controllo ancor più approfondito della gestione delle risorse proprie da parte degli Stati membri; 32. ribadisce il suo impegno per un pronto ritorno alla piena applicazione dei principi di autonomia finanziaria nella Comunità; riafferma quindi la sua richiesta di una conferenza interistituzionale nel 1994 per creare un sistema di risorse comunitarie a lungo termine; 33. chiede alla Commissione di presentare una relazione sulle misure prese nei confronti degli Stati membri che sottovalutano sistematicamente l'entità dei diritti sull'IVA; FEAOG, sezione garanzia 34. si compiace della dichiarazione sulla disciplina di bilancio, che compare tra le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo, in quanto in linea con le opinioni del Parlamento e cioè che la disciplina di bilancio comprenda l'obbligo rigoroso da parte della Commissione di contenere le spese agricole a livello dei singoli capitoli tramite una gestione tempestiva dei mercati piuttosto che con operazioni di mera ingegneria finanziaria; constata tuttavia che la disciplina di bilancio in questo senso non è stata certo applicata all'esercizio 1991, in particolare al settore delle carni bovine, che è ormai sfuggito al controllo; 35. comunica che farà il massimo per garantire che la disciplina di bilancio continui ad essere interpretata nel modo attualmente convenuto dal Parlamento e al Consiglio europeo di Edimburgo; 36. sottolinea che una disciplina di bilancio sulla base del sistema di preallarme non può funzionare se le valutazioni degli Stati membri non migliorano; chiede quindi alla Commissione di collaborare con gli Stati membri per conseguire i necessari miglioramenti; 37. chiede che la Comissione nel presentare le sue future proposte relative al FEAOG, sezione garanzia, includa nella relativa motivazione una chiara analisi atta a dimostrare che la proposta in questione rappresenta lo strumento più efficace, in termini di costi, per raggiungere gli obiettivi fissati nel Trattato CEE, in particolare per i prodotti interessati; 38. osserva che le nuove tecniche di sorveglianza via satellite hanno permesso dei miglioramenti nel controllo di alcuni settori del FEAOG, ma constata che tali controlli possono solo rappresentare un'aggiunta ai metodi convenzionali, rispetto ai quali devono ancora essere fatti dei miglioramenti; 39. si attende miglioramenti che dovrebbero derivare dall'esecuzione del nuovo regolamento in merito all'identificazione degli animali; incarica la commissione per il controllo dei bilanci di seguire l'andamento dell'attuazione della legislazione; 40. constata che attualmente è impossibile verificare o controllare efficacemente il sistema di aiuti alla produzione d'olio di oliva; si domanda se i contribuenti comunitari debbano finanziare un sistema su cui la Comunità non può esercitare alcun controllo; annuncia che chiederà alla Commissione di prendere tutte le misure possibili per sospendere gli aiuti alla produzione di olio d'oliva nel caso in cui non vengano effettuati controlli soddisfacenti entro un lasso di tempo ragionevole; 41. si attende che la Commissione presenti proposte relative alla riorganizzazione del settore dell'olio d'oliva, tenendo conto dei commenti della Corte dei conti nella relazione annuale del 1991; 42. incarica la sua commissione per il controllo dei bilanci di sorvegliare attentamente gli sviluppi nel settore dell'olio d'oliva durante l'esercizio 1993; 43. chiede alla Commissione di esercitare sugli Stati membri tutte le pressioni possibili affinché istituiscano e gestiscano efficaci sistemi di controllo in materia di spese agricole, compreso se necessario anche il congelamento dei fondi nei casi in cui non siano stati effettuati controlli soddisfacenti; 44. chiede alla Commissione di accelerare la revisione della procedura di liquidazione dei conti; 45. rileva che le operazioni di aiuto alimentare finanziate dal FEAOG nell'Europa orientale sono caratterizzate da una mancanza di coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri; ritiene che, in conformità del principio di sussidiarietà, l'aiuto esterno dovrebbe rientrare nella competenza della Comunità e che sia perciò compito della Commissione prendere l'iniziativa dell'organizzazione di tali operazioni; Fondi strutturali 46. chiede che la decentralizzazione della gestione dei Fondi strutturali riformati corrisponda ad una maggiore disciplina da parte degli Stati membri, nonché ad un aumento della sorveglianza, del controllo e della valutazione delle operazioni effettuate dalla Commissione; incarica quindi la sua commissione per il controllo dei bilanci di controllare sistematicamente, in cooperazione con le altre commissioni competenti, le corrispondenti attività relative all'applicazione dei Fondi strutturali riformati; 47. ricorda alla Commissione e agli Stati membri che le spese strutturali dovrebbero rappresentare l'esecuzione della politica comunitaria e dovrebbero produrre benefici per la Comunità nel suo insieme piuttosto che rispondere solo ad interessi settoriali locali; 48. nota una dispersione e una frammentazione delle spese strutturali in un'eccessiva quantità di piccoli programmi che non possono certo raggiungere gli obiettivi della politica comunitaria, e neanche risultare trasparenti in termini di criteri di assegnazione; 49. chiede alla Commissione di garantire che i Fondi strutturali siano assegnati solo secondo criteri rigorosi, oggettivi e valutabili e di dimostrare la capacità di esaminare criticamente le proposte degli Stati membri, respingendo i programmi che non sono in grado di contribuire agli obiettivi della politica comunitaria; 50. ritiene che i Fondi strutturali debbano essere più efficacemente integrati tra i ministeri nazionali e fra le direzioni generali della Commissione; 51. chiede agli Stati membri di accelerare il flusso dei Fondi strutturali verso i destinatari finali; chiede alla Commissione di stabilire delle regole precise per quanto riguarda l'utilizzo degli interessi maturati dai fondi della Comunità nel periodo in cui essi vengono trattenuti dalle autorità competenti degli Stati membri; 52. ritiene necessario che le commissioni di vigilanza siano ampliate fino a comprendere le parti sociali, e i loro poteri estesi fino a comprendere la selezione dei progetti, i pagamenti e la revisione degli obiettivi; ricorda alla Commissione che questa richiesta era già compresa nella risoluzione del discarico 1989 ma che fino ad ora non è stato registrato alcun miglioramento; 53. sottolinea la carenza di controllo democratico a livello comunitario nell'elaborazione dei quadri comunitari di sostegno; invita la Commissione ad elaborare entro la fine del 1993 una proposta sulle modalità in base alle quali il Parlamento europeo possa essere informato esaurientemente ed efficacemente allo scopo di essere in grado di esercitare concretamente i propri diritti e doveri nella sua qualità di autorità competente per la concessione del discarico; Politiche interne 54. trova che la spesa per le varie politiche interne della Comunità, come viene effettuata attualmente, non è sufficientemente coerente per favorire la competitività dell'economia europea; chiede pertanto alla Commissione di formulare orientamenti generali volti a coordinare la politica nell'interesse della competitività europea; 55. prende atto delle osservazioni contenute nella relazione annuale della Corte dei conti per i 1991 in ordine ai progressi compiuti negli ultimi anni in sede di ristrutturazione del Centro comune di ricerche; invita la Commissione ad adoperarsi affinché detto Centro compia ulteriori sforzi per portare avanti detto processo prefiggendosi, fra l'altro, gli obiettivi di un'impostazione all'insegna della concorrenza nell'ambito dei lavori per terzi esterni, nonché di dar vita ad un effettivo rapporto committente-esecutore rispetto ad altri servizi dalla Commissione al momento della messa in atto di supporti scientifici per altre politiche della stessa; osserva che all'uopo occorre non solo farsi carico della necessità della trasparenza di bilancio bensì continuare a perseguire un'ampia quanto dinamica politica del personale tesa a sopperire al futuro fabbisogno scientifico del Centro comune di ricerca; 56. ritiene che la gestione di bilancio da parte della Commissione del programma Joule, così come attuata nel 1991, rappresenti una volontaria mancanza di decisioni da parte dell'autorità di bilancio nella misura in cui vi è stata una deliberata insufficiente utilizzazione del bilancio adottato e che sia in contraddizione con precedenti dichiarazioni del commissario competente secondo cui l'importo di 40 milioni di ECU è accettabile e può essere utilizzato; 57. deplora che la Commissione continui a considerare quale cambiamento di priorità una parte della dotazione aggiuntiva che l'autorità di bilancio aveva iscritta al programma Joule; 58. chiede alla Commissione di inserire nel codice di condotta interistituzionale un punto teso a definire una procedura per la continuità dei controlli e l'aggiornamento delle priorità dei programmi quadro finalizzata al rispetto, oltretutto, degli impegni di bilancio; 59. ritiene che alle intenzioni positive nel campo della politica ambientale non corrisponda ancora un'integrazione efficace e sistematica delle considerazioni di carattere ambientale nell'attuazione di tutte le politiche; chiede alla Commissione di provvedere a questa integrazione sistematica mediante adeguate misure di potenziamento del personale, non solo nell'ambito della DG XI; chiede che la Commissione definisca in modo molto più chiaro la collocazione della politica ambientale nel contesto delle politiche comunitarie strutturali e della concorrenza, definendo nel contempo precisi indicatori concreti e socioeconomici mediante i quali possa essere controllato il raggiungimento di una crescita ambientale sostenibile; deplora il ritardo relativo all'attuazione dei programmi per l'ambiente nel 1991; 60. nota che la politica dei trasporti è caratterizzata dalla mancanza di coordinamento tra i vari strumenti finanziari comunitari e tra le politiche della Comunità e quella degli Stati membri; invita la Commissione a garantire il massimo coordinamento e la massima coerenza necessari per l'efficiente funzionamento del mercato unico; 61. incoraggia la Commissione a proseguire lo sforzo di integrare le attività di prestito della BEI e della CECA nelle più ampie politiche interne e strutturali della Comunità; sottolinea tuttavia che tale integrazione deve essere accompagnata da maggiori poteri perché l'autorità di bilancio possa effettivamente seguire e controllare queste attività; 62. nota con preoccupazione i commenti della Corte dei conti nella sua relazione annuale del 1991 per quanto riguarda l'attuazione dell'aiuto comunitario alla regione italiana dell'Irpinia colpita dal terremoto nel 1981; chiede che la Commissione assicuri il rimborso di eventuali sovvenzioni ai tassi di interessi per le quali si accerti un'applicazione non conforme alle finalità volute; 63. incarica la propria commissione per il controllo dei bilanci di controllare attentamente e costantemente la spesa comunitaria a favore dell'istituto psichiatrico dell'isola di Leros; 64. invita la Commissione a cercare di risolvere i problemi della sottoutilizzazione e della malversazione di fondi intesi a promuovere la parità di opportunità per le donne, garantendo ad esempio: a) la fornitura di un'assistenza tecnica per la compilazione delle opportune richieste, b) la nomina di funzionari per il settore della parità di opportunità ad ogni livello del processo decisionale e dell'attuazione all'interno degli Stati membri, nonché di tutti i comitati di controllo CSF; 65. invita la Commissione a elaborare ed attuare strutture gestionali che riflettano adeguatamente il ruolo degli strumenti finanziari quali unità di servizio per le varie applicazioni nel settore della parità di opportunità e in altri settori delle politiche comunitarie; 66. invita la Commissione a inserire nella sua relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto comunitario un apposito capitolo sui programmi, cui partecipa la Comunità, che incidono sulla politica ambientale; 67. chiede alla Corte dei conti di effettuare uno studio sulle incidenze della parità di opportunità sull'insieme del bilancio comunitario; Relazioni esterne 68. riconosce che il programma di aiuto alimentare a favore dei paesi dell'Europa centrale ed orientale e dell'ex Unione Sovietica risponde più ad un bisogno politico che non ad una necessità materiale; 69. rileva che nei programmi di aiuto alimentare del 1991 a favore dei paesi dell'Europa centale ed orientale e dell'ex Unione Sovietica non esisteva quasi coordinamento tra gli sforzi degli Stati membri e quelli della Comunità; ritiene che sarebbe nell'interesse di tutti e in conformità del principio di sussidiarietà se la Commissione avesse il controllo esclusivo sui programmi di aiuto esterno della Comunità; 70. giudica che il ricorso a procedure accelerate per gli appalti non è bastato a sveltire la distribuzione degli aiuti nell'Europa orientale e nell'ex Unione Sovietica e ha, invece, reso meno trasparenti le stesse procedure di offerta; 71. prende atto con rammarico dei problemi causati ancora una volta dall'uso di fondi di contropartita in alcuni paesi; chiede alla Commissione di far sì che tutte le parti interessate capiscano appieno il loro ruolo nella gestione di tali fondi; 72. constata con grande preoccupazione la concentrazione di contratti relativi al programma Tempus nelle mani di un gruppo di ONG in relazione tra loro; ritiene che queste situazioni possano condurre a seri conflitti di interessi; esige entro il 30 giugno 1993 una relazione urgente, in cui la Commissione spieghi le procedure che hanno determinato l'assegnazione di questi contratti; 73. chiede che la Commissione fornisca al Parlamento alla fine di ogni anno una lista di tutti i beneficiari di contratti e di tutti gli esperti utilizzati dalla Commissione nel quadro dei programmi Tempus, Tacis e Phare, dando precisazioni in merito ai beneficiari dei contratti, alla natura dei lavori eseguiti, al coinvolgimento di subappaltatori locali e al costo di ogni contratto per il bilancio comunitario; 74. ritiene che la cancellazione di una parte significativa degli stanziamenti di pagamento assegnati al programma Phare rappresenti uno spreco delle risorse destinate a superare i problemi dei paesi dell'Europa centrale e dell'Europa orientale rallentando il ritmo della ripresa economica; riconosce tuttavia che i fondi pubblici devono essere spesi in maniera responsabile; 75. sottolinea nuovamente che la Commissione non deve perdere di vista gli obiettivi fondamentali del programma Phare, in particolare l'incoraggiamento delle riforme politiche ed economiche e lo sviluppo di una democrazia stabile; invita pertanto la Commissione a identificare con più efficacia, insieme al Parlamento, gli obiettivi di assistenza della Comunità e il trasferimento di know-how sul potenziamento delle adeguate strutture giuridiche, economiche e politiche; 76. osserva che, da quando è entrato in vigore il programma Tacis, appena lo 0,6 % degli stanziamenti disponibili è stato erogato nel 1991 e solo il 9,9 % nel 1992; ritiene che la gestione di questo programma stia presentando difficoltà analoghe a quelle del programma Phare, se non più serie; è dell'avviso che la gestione degli stanziamenti destinati alla cooperazione con l'ex Unione Sovietica debba registrare un salto qualitativo onde potenziare l'impatto degli aiuti comunitari finalizzati a stabilizzare la situazione economica e politica in quel paese; 77. incarica la propria commissione per il controllo dei bilanci di controllare attentamente l'evoluzione della spesa prevista nella voce, inclusa nel bilancio su iniziativa del Parlamento, dedicata all'aiuto e al miglioramento degli orfanotrofi in Romania; chiede alla Commissione di far pervenire regolarmente alla commissione per il controllo dei bilanci tutte le informazioni disponibili e significative in matiera; 78. esprime la sua preoccupazione per l'entità dei prestiti concessi ai paesi dell'Europa centrale ed orientale e garantiti dal bilancio comunitario con la sola copertura di una menzione «per memoria»; fa notare che passerà molto tempo prima che venga costituito il fondo di garanzia proposto; lamenta la mancanza di informazioni a disposizione del Parlamento in merito alla vera natura del rischio per il bilancio; 79. sottolinea il bisogno di criteri oggettivi e realistici nella preparazione dei progetti di sviluppo per i paesi ACP e ALA; 80. si compiace del ruolo futuro della Comunità previsto dalla Commissione nell'esecuzione dei progetti di cooperazione; ritiene che il ruolo di guida della Comunità debba migliorare il coordinamento, l'efficacia e l'impatto ecologico dei programmi d'aiuto, rafforzare la cooperazione decentrata che responsabilizza gli attori locali e contribuire a ridurre il peso degli angusti interessi nazionali nel settore della politica dello sviluppo; 81. invita la Commissione a far sì che le risorse di bilancio destinate a Israele e alla popolazione palestinese dei territori occupati alla vigilia della guerra del Golfo siano pienamente utilizzate, in modo efficace e senza ritardi, nonché ad iscrivere nelle proposte di bilancio per il 1994 un importo di stanziamenti per questa linea nelle dimensioni originariamente approvate dall'autorità di bilancio; 82. esprime serie riserve, in attesa dell'imminente presa di posizione della Corte di giustizia, per quanto concerne le procedure seguite nella fornitura di aiuti al Bangladesh nel 1991 e intende tornare sull'argomento al momento opportuno; Spese amministrative e sussidi 83. prende atto che i criteri e le procedure per l'assegnazione dei sussidi non sono sufficientemente trasparenti; rileva altresì che la distribuzione dei sussidi non è sempre conforme ai criteri dichiarati e, in alcuni casi, è addirittura contraria ad essi; 84. chiede quindi alla Commissione di: a) individuare una più vasta gamma di potenziali candidati ai sussidi; b) assegnare i sussidi a coloro per i quali essi costituiscono una necessità anziché un sovrappiù e quindi, più precisamente, evitare di sovvenzionare organismi e iniziative che possono facilmente assicurarsi un'altra sponsorizzazione; c) riferire regolarmente nel corso dell'anno alle commissioni del Parlamento interessate; d) pubblicare ogni anno e rendere prontamente disponibile al pubblico l'elenco dei sussidi concessi; e) effettuare controlli «sul posto» dei beneficiari, concentrandosi su quelli ricorrenti e/o quelli che presentano il rischio maggiore di errata assegnazione; f) presentare una relazione di esecuzione al Parlamento a metà maggio di ogni anno; queste relazioni dovrebbero illustrare, per ogni linea, sia i principi e le procedure che disciplinano la distribuzione dei sussidi e le verifiche ex post analizzando in particolare gli sforzi fatti per individuare una gamma più vasta di candidati, l'equilibrio raggiunto tra le categorie di beneficiari e i tipi di attività a cui è indirizzato il sussidio, la distribuzione geografica del sostegno e i risultati delle ispezioni sul posto; 85. insiste in merito alla necessità di esaminare, nell'ambito della procedura di bilancio 1994, tutte le linee relative agli organismi impegnati nello studio o nella promozione dell'integrazione europea, per determinare l'entità della sovrapposizione dei loro interventi e prevedere la loro assegnazione nell'ambito di linee di bilanci sussidiarie di carattere non nominativo; 86. constata una distribuzione inadeguata tra gli Stati membri dei sussidi che dovrebbero promuovere l'idea europea; 87. chiede al Consiglio di stabilire in futuro le date della nomina di nuovi membri delle istituzioni della Comunità in modo tale da evitare sovrapposizioni nei pagamenti e di rendere pubblici i dettagli relativi ai casi eccezionali in cui non è stato possibile evitare tale sovrapposizione; 88. chiede alla Corte dei conti di includere sistematicamente in ogni relazione annuale una sezione sul Consiglio ed anche sui risultati dei controlli esterni della gestione finanziaria e di bilancio relativa ai propri stanziamenti. 89. chiede a tutte le istituzioni di inviare al Parlamento le disposizioni interne in materia di nomina, di condizioni di lavoro e di indipendenza dei controllori finanziari.