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dec. 97/382/CE

Testo vigente

IL PARLAMENTO EUROPEO,

- visto il trattato CECA, in particolare l'articolo 78 ottavo,

- visto il trattato CE, in particolare l'articolo 206,

- visto il trattato CEEA, in particolare l'articolo 180 ter,

- visto il bilancio per l'esercizio 1995,

- visti il conto di gestione e il bilancio finanziario dell'Unione europea relativi all'esercizio finanziario 1995 [SEC(96)0421 - C4-0280/96, SEC(96)0422 - C4-0281/96, SEC (96)0423 - C4-0282/96, SEC(96)0424 - C4-0283/96],

- viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esercizio finanziario 1995, accompagnata dalle risposte delle istituzioni (C4-0585/96)1, nonché le relazioni speciali della Corte dei conti,

- viste la dichiarazione di affidabilità presentata dalla Corte dei conti sulle attività di pertinenza del bilancio generale per l'esercizio 1995 e la relazione speciale in materia (C4-0110/97)2 nonché la relativa dichiarazione del Consiglio (C4-0137/97),

- vista la raccomandazione del Consiglio del 17 marzo 1997 (C4-0133/97),

- visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, della commissione per le relazioni economiche esterne, della commissione per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'energia, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per la politica regionale, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori, della commissione per lo sviluppo e la cooperazione, della commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni, della commissione per la pesca, della commissione per i diritti della donna e della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione (A4-0120/97),

- visto l'articolo 89 del regolamento finanziario, applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, in base al quale la Commissione e le altre istituzioni della Comunità sono tenute ad adottare ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni del Parlamento europeo concernenti l'esecuzione delle spese,

- vista la raccomandazione del Consiglio del 17 marzo 1997 (C4-0133/97),

- visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e gli altri documenti menzionati nella decisione di discarico (A4-0120/97),

1. constata che le entrate e le spese autorizzate per l'esercizio 1995 ammontavano a:

>SPAZIO PER TABELLA> 2. concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione dei seguenti importi:

>SPAZIO PER TABELLA> 3. concorda sul fatto che si dovranno ancora effettuare controlli definitivi sulle spese FEAOG riferite dagli Stati membri e che a tali importi si potrebbero ancora dover apportare correzioni;

4. si riserva pertanto il diritto di riesaminare gli importi in questione, nella misura in cui si riferiscano a spese del FEAOG, sezione Garanzia, alla luce della decisione di liquidazione dei conti per l'esercizio 1995, che sarà trasmessa al Parlamento europeo per una decisione integrativa della presente decisione di discarico;

5. esprime le proprie osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante della presente decisione;

6. incarica il suo presidente di trasmettere alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Comitato economico e sociale, al Comitato delle Regioni e alla Banca europea per gli investimenti la presente decisione unitamente alla risoluzione recante le sue osservazioni e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (serie L).

Il Segretario generale Julian PRIESTLEY Il Presidente José María GIL-ROBLES RISOLUZIONE recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1995 IL PARLAMENTO EUROPEO,

- constatando che, in base al medesimo articolo, le istituzioni sono altresì tenute a riferire, su richiesta del Parlamento, circa le misure adottate in conseguenza di tali osservazioni e, in particolare, sulle istruzioni da esse impartite ai loro servizi che intervengono nell'esecuzione del bilancio,

Osservazioni generali 1. accoglie con soddisfazione lo spirito di costruttiva cooperazione fra la Commissione e la Corte dei conti, evidenziatosi nuovamente nel corso della procedura di discarico per l'esercizio 1995 e che non può che ripercuotersi positivamente sull'esecuzione del bilancio dell'Unione;

2. deplora il fatto che il Consiglio abbia approvato la sua raccomandazione soltanto il 17 marzo 1997, rendendo così impossibile qualsiasi dialogo costruttivo con il Parlamento e le sue commissioni competenti sulle questioni relative al discarico;

3. ribadisce il suo sostegno agli sforzi compiuti dalla Commissione nel quadro del programma SEM 2000, mirante a introdurre una nuova cultura a livello di gestione finanziaria; è consapevole del fatto che questo processo è cominciato soltanto con l'esercizio 1995 e che i suoi risultati potranno essere valutati soltanto alla luce delle esperienze compiute negli esercizi di bilancio successivi;

4. ricorda che l'80 % delle risorse comunitarie (fondamentalmente, spese agricole e Fondi strutturali) è amministrato in forma decentrata negli Stati membri, ai quali quindi incombe in particolare la responsabilità di un'utilizzazione dei fondi quanto più efficace e oculata possibile, alla luce dell'articolo 209 A del trattato;

5. fa d'altro canto rilevare che ciò non esime la Commissione dall'obbligo di fare tutto il possibile per assicurarsi che gli Stati membri spendano i fondi in modo adeguato e di garantire che gli errori vengano corretti;

6. invita gli Stati membri a informare la Commissione circa le misure da loro adottate sulla base delle osservazioni della Corte dei conti, affinché la Commissione le possa integrare nella sua relazione sul seguito dato al discarico;

7. invita la Commissione a presentargli in futuro la sua relazione sul seguito dato al discarico entro i sei mesi successivi alla decisione di discarico;

8. sottolinea che la raccomandazione del Consiglio sul discarico da dare alla Commissione in merito all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1995 non fa parte integrante del discarico finché non sia stata approvata dal Parlamento;

Dichiarazione di affidabilità (DAS) 9. accoglie con soddisfazione il fatto che la Corte abbia potuto acquisire un certo grado di garanzia circa la legittimità e la regolarità delle operazioni su cui si basano gli impegni e le entrate iscritti nei conti;

10. si compiace che la revisione della Corte abbia accertato che dall'esercizio 1994 sono stati fatti dei progressi nel conto di gestione consolidato;

11. rileva che la gestione degli stanziamenti di pagamento ha nuovamente dato origine a troppi errori formali e sostanziali;

12. plaude al fatto che la Corte abbia cominciato a esporre in modo più dettagliato settori specifici di spesa, contribuendo così notevolmente ad affrontare i problemi rilevati nel quadro della DAS;

13. ricorda che preferirebbe che la Corte procedesse ad analisi ancora più approfondite di singoli settori ed esaminasse seriamente la possibilità di elaborare dichiarazioni di affidabilità sulle spese nei singoli Stati membri e di cooperare strettamente con gli organismi nazionali di revisione contabile per quanto riguarda tali analisi; riconosce la limitatezza delle risorse attuali e invita la Corte a discutere con il Parlamento come meglio pervenire a questo risultato;

14. auspica che la Corte continui, in consultazione con la Commissione, i propri sforzi per sviluppare la metodologia e la presentazione della DAS allo scopo di incrementarne l'utilità nel contesto di azioni mirate al miglioramento della gestione e del controllo della spesa comunitaria;

15. invita la Corte dei conti, ai fini di una più grande coerenza e di una maggiore trasparenza, a presentare i risultati dei suoi lavori in materia di dichiarazione di affidabilità sotto forma di capitolo supplementare alla sua relazione annuale;

Risorse proprie 16. invita la Commissione a proporre norme regolamentari e amministrative volte a potenziare le verifiche contabili e i controlli sui sistemi nazionali di controllo e di gestione per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali;

17. chiede alla Commissione di pubblicare, in allegato ai conti di bilancio annuali (conto di gestione consolidato), la situazione di ciascuno Stato membro rispetto ai debiti nei confronti della Comunità non recuperati o dichiarati inesigibili, fornendo spiegazioni caso per caso;

18. prende atto della complessità dei regimi doganali descritti nella relazione della Corte dei conti e nella relazione della commissione temporanea d'inchiesta sul regime di transito comunitario; incarica le sue commissioni competenti, alla luce delle conclusioni e delle raccomandazioni della commissione temporanea d'inchiesta, di esaminare in che modo questi regimi possano essere semplificati per migliorarne il monitoraggio e il controllo;

19. chiede alle sue commissioni competenti di esaminare le ripercussioni sulle risorse proprie di futuri accordi in materia di unione doganale, alla luce dei rilievi della Corte dei conti riguardo all'applicazione dell'accordo CE-Turchia;

20. invita la Corte dei conti a dedicarsi in via prioritaria a controllare l'attendibilità e la completezza della base di riscossione delle risorse proprie IVA;

21. invita la Commissione a sviluppare uno strumento statistico e matematico adeguato, allo scopo di contribuire a misurare l'attendibilità degli aggregati PIL forniti dagli Stati membri, dati sui quali poggiano le finanze comunitarie; chiede a Eurostat di chiarire il suo ruolo in tale processo di sviluppo;

22. chiede alla Commissione di presentare al Parlamento e al Consiglio una proposta di regolamento intesa a realizzare un programma d'azione destinato a migliorare, nel rispetto delle competenze degli Stati membri, l'efficacia delle amministrazioni degli Stati membri per quanto riguarda il recupero degli importi di qualsiasi tipo dovuti al bilancio comunitario; auspica che tale programma agevoli le misure di riorganizzazione giudicate necessarie dagli Stati membri per rendere più coerente la loro azione e che sia di natura tale da indurre gli Stati membri a rafforzare il personale incaricato del recupero dei crediti nonché la sua formazione professionale;

Spesa agricola 23. constata che le spese per il FEAOG «sezione garanzia» 1995 sono rimaste, con 34,5 miliardi di ECU, ampiamente al di sotto del massimale previsto nelle prospettive finanziarie, pur rappresentando ancora, con il 52 %, oltre la metà di tutti i pagamenti;

24. constata che con la riforma della PAC nei settori dei cereali e delle colture in una fase transitoria dal 1992 al 1996 sono state introdotte gradualmente sovvenzioni dirette ai redditi per compensare il calo dei prezzi istituzionali in questi settori, provocando inevitabilmente con la conversione del sistema un aumento temporaneo delle spese; constata inoltre che nonostante l'aumento delle spese nell'esercizio 1995, la linea direttrice agricola è stata di gran lunga al di sotto del previsto e le spese agricole effettive nell'ambito del FEAOG, sezione «garanzia», sono state dell'11 % inferiore alla dotazione di bilancio; ribadisce che gli impegni derivanti dalle decisioni del Consiglio europeo di Edimburgo del 1992 debbono essere pienamente mantenuti e che anche in futuro la linea direttrice agricola deve essere rispettata;

25. conferma che la Commissione e gli Stati membri hanno effettuato scarsi progressi per una migliore applicazione della regolamentazione dell'OCM dell'olio d'oliva; chiede pertanto alla Commissione di applicare immediatamente tutti i mezzi di controllo offerti dalla legislazione vigente, anziché rinviare la soluzione del problema a una futura riforma dell'OCM, i cui primi abbozzi oltretutto non offrono garanzia sufficiente di controllo della spesa;

26. ricorda la sua risoluzione, del 21 aprile 1993, recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 19911, in cui invitava la Commissione a sospendere gli aiuti all'olio d'oliva a meno che gli Stati membri non potessero garantire controlli soddisfacenti entro un lasso di tempo ragionevole;

Sistema di controllo integrato 27. constata che, pur avendo questo Parlamento concesso una proroga di un anno per la sua piena operatività, il sistema di controllo integrato per il pagamento dei premi per animali e superfici, che originariamente doveva essere introdotto entro la fine del 1995 in tutti gli Stati membri, non è ancora pienamente funzionante in alcuni Stati membri; invita la Commissione ad accertare, nel quadro della liquidazione dei conti, il rischio di perdite che ne derivano al bilancio comunitario e a procedere nei confronti degli Stati membri interessati a rettifiche finanziarie per gli importi del caso;

28. chiede alla Corte dei conti di indagare quanto prima sull'efficacia del sistema di controllo integrato; invita la Commissione ad avanzare eventualmente proposte migliorative;

29. sottolinea che la Corte dei conti ha accertato che non esiste attualmente alcun sistema soddisfacente per l'identificazione di caprini e ovini, per cui invita la Commissione, di fronte al volume finanziario dei premi pagati (circa 2 miliardi di ECU), a presentare entro la fine dell'anno, analogamente a quanto già fatto con la proposta di regolamento del Consiglio per la marcatura dei bovini, anche una proposta di regolamento del Consiglio per la marcatura di ovini e caprini;

Liquidazione dei conti 30. osserva che gli importi delle rettifiche che la Commissione deve computare nel quadro delle liquidazioni di conti dovrebbero essere determinati esclusivamente in base all'entità delle perdite effettivamente subite dal bilancio comunitario, o all'entità del rischio di perdite, e non essere trattabili sulla base di altri criteri;

31. è del parere che non si possa trascurare che il FEAOG «sezione garanzia» detiene ancora il 36 % degli errori sostanziali rinvenuti attraverso la dichiarazione di affidabilità per un importo superiore a 1,5 miliardi di ECU e richiama l'attenzione sul fatto che, a differenza di altri settori, si tratta di pagamenti indebiti già effettuati, cosicché il recupero degli importi a favore del bilancio dell'Unione risulta problematico;

32. chiede alla Commissione di trasmettere quanto prima i risultati dell'indagine sulla legittimità e sulla regolarità delle domande di restituzioni all'esportazione di formaggio Feta dalla Danimarca, onde stabilire l'importo che sarà escluso dal finanziamento comunitario;

33. chiede alla Commissione di accertarsi, nel quadro della liquidazione dei conti, del buon uso degli stanziamenti FEAOG destinati, direttamente o indirettamente, alla prevenzione e al trattamento dell'ESB nel corso degli ultimi cinque anni;

Varie 34. chiede alla Commissione di informarlo sui passi compiuti contro i responsabili delle frodi diffusamente commesse ai danni del sistema di aiuti al cotone, sugli importi delle somme recuperate per aiuti indebitamente versati e sull'efficacia delle nuove misure di monitoraggio e di controllo dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del cotone;

35. ritiene che gli allevamenti intensivi di suini debbano contribuire maggiormente alle misure per combattere la peste suina classica; chiede quindi alla Commissione di effettuare un riesame dei regolamenti in vigore;

36. ricorda di dover verificare se sia ancora giustificabile proseguire il pagamento delle sovvenzioni dell'Unione per i produttori di whisky, pari a circa 40 000 000 di ECU all'anno; a questo proposito rileva che va chiarito se un'abolizione degli aiuti sia effettivamente in contrasto con il protocollo n. 19 degli atti relativi all'adesione alle Comunità europee del Regno Unito;

Politica comune della pesca 37. incarica le sue commissioni competenti di verificare se le notevoli risorse che la Comunità ha reso disponibili per potenziare la sorveglianza delle attività di pesca abbiano effettivamente portato a una maggiore efficacia dei controlli;

38. disapprova che siano stati utilizzati aiuti della Comunità per la costruzione o l'ammodernamento di impianti di trasformazione che in seguito non hanno potuto operare perché non erano disponibili le necessarie infrastrutture di rimozione dei residui o perché non era garantito il regolare riferimento di materia prima, ossia di pesce; invita la Commissione a non limitarsi ad accettare un progetto solo perché formalmente corretto, bensì a cercare di ottenere ragionevoli garanzie che l'investimento finanziato sia anche redditizio;

Fondi strutturali 39. è preoccupato per il tasso di utilizzazione dei fondi disponibili, che sotto molti profili è estremamente insoddisfacente; incarica le sue commissioni competenti di esaminare con precisione le dimensioni e le ripercussioni del problema e di presentare raccomandazioni in materia;

40. è preoccupato perché la Corte dei conti ha accertato che la quota degli errori sostanziali commessi in ordine ai Fondi strutturali è notevolmente superiore alla media di tutti i pagamenti a carico del bilancio;

41. chiede alla Commissione di proporre una soluzione dei problemi di programmazione, compresa l'esigenza di valutazione a posteriori e a priori;

42. chiede alla Commissione di presentare i conti in modo tale che sia possibile per il Parlamento:

- identificare il quadro statutario in cui si iscrivono gli impegni e i pagamenti;

- se i pagamenti siano stati già effettuati;

- essere continuamente informato sull'arretrato di impegni e pagamenti e sul volume degli impegni in essere;

43. chiede alla Commissione ancora una volta di presentare proposte di modifica dell'articolo 24 del regolamento (CEE) n. 4253/88 del Consiglio2 intese a far sì che un'azione correttiva efficace, mirante al recupero di quanto dovuto, sia possibile e obbligatoria:

- allorché vi sia il sospetto che si sia verificata qualche irregolarità (inammissibilità, mancato rispetto di disposizioni comunitarie, mancato adempimento degli obblighi di riporto, mancata applicazione di misure compensative ecc.), il finanziamento del programma o progetto dovrebbe essere congelato per un determinato periodo nel corso del quale la Commissione dovrebbe espletare un'indagine;

- a seguito dell'indagine le correzioni da parte del beneficiario finale e/o dello Stato membro saranno effettuate entro un termine fissato, in mancanza di che gli importi già pagati saranno considerati indebitamente pagati;

44. attende il progetto di regolamento promesso dalla Commissione sull'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 4253/88; auspica che la proposta contenga tra l'altro obblighi per lo Stato membro riguardo alla comunicazione delle informazioni in tutte le fasi, fino a livello di singoli progetti;

45. invita la Commissione a instaurare un sistema di liquidazione dei conti che renda possibile apportare rettifiche forfettarie, qualora appaiano giustificate a causa delle carenze dei sistemi in uso negli Stati membri in materia di selezione, gestione, monitoraggio e controllo;

Settori di politica interna 46. ribadisce la sua richiesta che la Corte dei conti inserisca nella sua relazione annuale un capitolo riguardante le politiche interne dell'Unione nel loro complesso e che tratti anche gli aspetti comuni alle varie attività finanziate dalla rubrica 3 delle prospettive finanziarie;

Ricerca e sviluppo tecnologico (RST) 47. invita la Commissione a istituire un sistema coordinato di verifica e a rendere disponibile personale sufficiente per i controlli dei contratti di RST;

48. invita la Commissione a escludere da futuri contratti con i suoi servizi i partecipanti a programmi di RST che non assolvono i loro obblighi finanziari o che commettono violazioni particolarmente gravi delle norme contrattuali;

49. chiede alla Corte dei conti di effettuare per il 1996 ed esercizi successivi una valutazione precisa delle spese amministrative sostenute non solo dalla Commissione e dai suoi consulenti esterni ma anche dai beneficiari degli stanziamenti per i programmi specifici di ricerca nell'ambito del quarto programma quadro;

Pacte e Recite 50. fa rilevare che la struttura decentrata della gestione dei programmi regionali Pacte e Recite ha indotto una mancanza di controlli, una gestione non oculata e gravi ritardi nel pagamento da parte della Commissione ai partner regionali; invita la Commissione a introdurre strumenti tecnici e giuridici che garantiscano una migliore struttura di gestione;

Servizi televisivi avanzati 51. prende atto del suggerimento della Corte dei conti di evitare il finanziamento permanente dei servizi televisivi avanzati a titolo del bilancio comunitario; chiede quindi alle sue commissioni competenti di esaminare a fondo gli sviluppi del piano di azione per i servizi televisivi avanzati anteriormente alla prima lettura del bilancio 1998;

Politica europea di formazione professionale 52. appoggia la Corte dei conti, con riguardo al programma d'azione comunitario per una politica europea della formazione professionale, sostenendo la creazione di una procedura di selezione unica sotto la responsabilità diretta della Commissione; chiede a quest'ultima di avanzare nella sua prossima relazione interlocutoria sull'attuazione del programma proposte di modifiche intese a snellire le procedure di domanda;

Settore giustizia e affari interni 53. deplora la natura improvvisata e disparata dei progetti accettati dal Consiglio nel settore della giustizia e degli affari interni;

54. deplora il modo in cui il Consiglio, con la decisione 95/402/JAI3, ha ridotto il ruolo della Commissione a quello di mero agente di bilancio nella gestione degli stanziamenti destinati alla cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni;

55. deplora che su un totale di 23 progetti iscrivibili a titolo della voce di bilancio B5-800 soltanto 5 siano stati presentati dalla Commissione; invita pertanto la Commissione a fare maggior uso del suo potere di iniziativa nei settori contemplati dall'articolo K.1 1)-6) del trattato;

Assunzione ed erogazione di prestiti 56. chiede alla Commissione, nella sua veste di rappresentante della Comunità europea in quanto azionista del FEI, di garantire l'instaurazione di trasparenti procedure pubbliche di revisione contabile e di controllo che consentano al contribuente-investitore di disporre delle garanzie necessarie in ordine alla responsabilità del FEI per l'uso cui esso destina i fondi pubblici;

57. chiede alla Corte dei conti e alla Commissione di riferirgli quanto prima sulla gestione e sull'efficacia della linea di credito di Copenaghen, con particolare riguardo al funzionamento del legame instaurato fra creazione di posti di lavoro e bonifici di interessi;

58. chiede alla Commissione di presentare proposte alla Conferenza intergovernativa, precisando che occorre estendere i poteri di verifica della Corte dei conti ai sistemi di gestione finanziaria di tutte le organizzazioni che gestiscono fondi comunitari;

Settori di politica esterna 59. è preoccupato per il crescente squilibrio tra le dimensioni e la diversità dei programmi, da un lato, e la capacità di attuarli, dall'altro, che comporta un rapidissimo aumento degli impegni in sospeso e notevoli problemi nell'utilizzazione degli stanziamenti disponibili;

60. chiede alle sue commissioni competenti di esaminare se, dato questo scenario, non valga la pena di spettare la fase delle decisioni politiche da quella della gestione dei programmi e dell'attuazione dei progetti;

61. incarica le sue commissioni competenti di studiare in che modo rafforzare l'indipendenza e la credibilità della valutazione di progetti e programmi sovvenzionati dal bilancio comunitario e garantire che i risultati della valutazione si ripercuotano efficacemente sul processo decisionale comunitario;

62. chiede alla Commissione di armonizzare le procedure in materia di appalti pubblici seguite dalle varie direzioni generali incaricate delle politiche esterne;

63. chiede alla Corte dei conti di inserire nel suo programma di lavoro un'indagine sull'adeguatezza e l'efficacia delle strutture, delle procedure e della distribuzione delle risorse umane poste in essere dalla Commissione nel settore della cooperazione allo sviluppo;

Phare 64. deplora la mancanza di una chiara visione politica in seno alla Commissione, sia per quanto riguarda i risultati e l'incisività delle spese relativi al programma Phare che per quanto riguarda il suo futuro ruolo nel contribuire all'adesione all'Unione dei paesi candidati dell'Europa centrale e orientale; chiede nuovamente che sia effettuata un'analisi dell'impatto globale del programma Phare su tali paesi nel corso degli ultimi sei anni e sia elaborata una strategia chiara per i prossimi cinque;

Tacis 65. appoggia l'intenzione della Commissione di concentrare le proprie attività a titolo dei programmi indicativi Tacis in non più di due settori di intervento per paese beneficiario; è convinto che, se applicata in modo efficiente, questa restrizione dovrebbe consentire all'assistenza Tacis di essere utilizzata in modo più mirato ed efficiente; chiede alla Commissione di riferire in dettaglio, nella sua relazione sul seguito dato alla presente risoluzione, sull'esito di questa iniziativa;

66. continua a rilevare con preoccupazione la cronica instabilità della dotazione di personale all'interno della direzione generale della Commissione responsabile della gestione di Tacis e le difficoltà che ciò causa alla gestione efficiente del programma; chiede alla Commissione, in mancanza di qualunque seria prospettiva di poter disporre di nuovo personale, di rivedere il dispiegamento del personale esistente all'interno della DG IA e, nel contesto dei suoi tentativi di concentrare gli interventi Tacis in un numero inferiore di settori, ridurre drasticamente il numero di progetti trattati;

67. esprime la propria profonda preoccupazione riguardo alla disordinata lentezza della procedura di impegno, contrattazione e versamento dei fondi a titolo dei programmi Tacis; è convinto che normalmente non dovrebbe mai passare più di un anno tra l'impegno di fondi Tacis e la firma del contratto corrispondente; a questo fine chiede alla Commissione di introdurre procedure automatiche in base alle quali gli impegni decadano se non sono contratti entro 18 mesi;

68. chiede alla Commissione di massimizzare all'interno della portata del regolamento Tacis i suoi contributi a progetti di investimenti pubblici, specialmente quelli cofinanziati con altri donatori;

69. sottolinea nuovamente l'estrema importanza che attribuisce ai programmi di sicurezza nucleare; prova pertanto grande inquietudine di fronte all'incapacità della Commissione di attuare in modo coerente questa politica nel contesto dei programmi Phare e Tacis; invita la Commissione a costituire una task force incaricata di raccogliere in tutti i servizi le risorse di cui l'istituzione dispone in tale settore, impiegandole in modo più efficace, a dare priorità politica assoluta alla rimozione degli ostacoli amministrativi, procedurali e giuridici all'attuazione del programma e a esercitare a tal fine tutta la pressione necessaria sui paesi beneficiari;

Cooperazione allo sviluppo 70. sottolinea la necessità di utilizzare personale più esperto nei settori connessi con la lotta alla povertà, fra cui lo sviluppo sociale, la discriminazione della donna, l'ambiente e la politica macroeconomica;

71. chiede alla Commissione di chiarire su una qualche parte del FES sia finanziata con il bilancio dell'Unione;

72. chiede alla Commissione di chiarire gli obiettivi degli aiuti a carico del bilancio, in modo da utilizzarli a scopi sociali, affinché ne beneficino persone che vivono in povertà, e fare in modo che gli aiuti dal bilancio comunitario contribuiscano a far sì che una quota maggioritaria dei bilanci dei paesi beneficiari sia destinata a spese per esigenze sociali di base;

73. è del parere che l'autorità di bilancio, con l'aiuto della Commissione, dovrebbe snellire le procedure per lo sblocco degli stanziamenti della riserva per gli aiuti umanitari, al fine di renderne più agile la mobilitazione, evitando così di riportare all'esercizio successivo gli stanziamenti non utilizzati dall'Ufficio per gli aiuti umanitari della Comunità europea (ECHO);

74. incarica, alla luce dei dati disponibili, le proprie commissioni competenti di indagare se le donne stiano beneficiando dei programmi di sviluppo messi in opera dalla Commissione ai sensi della risoluzione del Consiglio, del 20 dicembre 1995, sulla parità tra uomini e donne nella cooperazione allo sviluppo;

75. invita la Commissione a far sì che un importo di 2 000 000 di ECU sia speso per progetti di sviluppo per lo sport nelle township del Sudafrica e chiede una relazione dettagliata su come ciò sarà realizzato;

Politica estera e di sicurezza comune 76. ravvisa nelle relazioni speciali della Corte dei conti sull'amministrazione UE di Mostar e sulla osservazione delle elezioni in Palestina una conferma della propria opinione secondo la quale la PESC ha evidenziato una pericolosa confusione di competenze tra Consiglio e Commissione, che ostacola il Parlamento nel compimento del suo dovere di chiamare la Commissione a rendere conto nel quadro della procedura di discarico;

77. chiede che in futuro, sin dal momento dell'adozione delle decisioni, l'organizzazione e la sorveglianza delle azioni comuni siano poste sotto l'incondizionata responsabilità della Commissione per garantirne trasparenza, continuità ed efficacia;

78. sollecita la Commissione a istituire insieme con gli Stati membri un gruppo preparatorio che elabori, sulla base delle esperienze finora acquisite in materia di azioni comuni, procedure in base alle quali queste ultime possano svolgersi con la massima rapidità e scorrevolezza sotto il profilo organizzativo e finanziario;

Spese amministrative 79. chiede alla Commissione di riferirgli sulle condizioni in cui è stata indotta a contrarre l'obbligo, contrario alle promesse fatte dalle autorità belghe nel corso di tutto il negoziato, di pagare varie imposte fondiarie sugli immobili che occupa a seguito dell'evacuazione dell'edificio Berlaymont e di cui non è proprietaria;

Sovvenzione al CERI 80. raccomanda, a seguito della visita di una delegazione al CERI a Firenze, che la commissione per i bilanci mantenga nella riserva il suo finanziamento per l'esercizio finanziario 1997, in attesa di ricevere un'altra relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali;

Agenzie comunitarie decentrate 81. ringrazia la Corte dei conti per le relazioni annuali che coprono parte del 1994 e del 1995;

82. appoggia la commissione per i bilanci nella sua intenzione di riunire i vari statuti in una struttura sulla quale la Commissione eserciti un controllo finanziario, il Parlamento conceda il discarico e le entrate delle agenzie siano classificate come risorse proprie;

83. sollecita, nonostante l'organico limitato, la separazione delle competenze tra funzionario ordinatore e funzionario contabile dal momento che il controllo finanziario costituisce un prerequisito per ottenere fondi comunitari;

84. riconosce a questo fine che la separazione di poteri è rispettata per quanto concerne il personale e auspica un nuovo sistema contabile comunitario che eserciti la separazione delle funzioni contabili; vede con favore la proposta di un sistema contabile che consenta al controllore finanziario di concedere visti «on line» dalla Commissione a Bruxelles;

85. invita la Commissione, nel frattempo, a attuare il suggerimento del Parlamento di far assistere le agenzie da controllori finanziari a tempo parziale;

SEM 2000 86. invita la Commissione a rivedere le procedure interne di selezione, gestione e monitoraggio delle azioni da essa stessa direttamente sovvenzionate nonché quelle di conguaglio o di recupero di versamenti indebiti;

87. è del parere che il problema, già affrontato nel quadro di SEM 2000, riguardante gli interessi generati da fondi comunitari necessiti una riflessione approfondita ed estesa a tutti i settori; invita la Commissione a redigere regolamenti concernenti l'impiego o, se del caso, il recupero degli interessi maturati su fondi comunitari; nel frattempo incarica la sua commissione per il controllo dei bilanci di elaborare una relazione in merito;

88. insiste affinché la Commissione traduca in concreto il suo annuncio di applicare regole di ammissibilità, quali stabilite nel quadro di SEM 2000; chiede una revisione di questi criteri di ammissibilità prima dell'inizio della prossima fase di programmazione;

89. chiede alla Corte dei conti di pubblicare una relazione speciale sul «mainstreaming» e le misure per promuovere l'uguaglianza di opportunità;

90. ribadisce la sua richiesta alla Corte dei conti perché pubblichi, quale appendice alla sua relazione annuale, una sinossi che evidenzi, per tutte le istituzioni, i rifiuti di visto da parte dei controllori finanziari ed eventualmente le decisioni di non tenerne conto.