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Decisione 2009/969/PESC del Consiglio del 15 dicembre 2009 che proroga le misure restrittive nei confronti di determinati funzionari della Bielorussia, stabilite nella posizione comune 2006/276/PESC, e che abroga la posizione comune 2009/314/PESC

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,

il 10 aprile 2006 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2006/276/PESC relativa a misure restrittive nei confronti di determinati funzionari della Bielorussia1.

La posizione comune 2009/314/PESC del 6 aprile 2009 che modifica la posizione comune 2006/276/PESC2 ha prorogato le misure restrittive sino al 15 marzo 2010. Tuttavia, i divieti di soggiorno nei confronti di alcuni responsabili bielorussi, ad eccezione di coloro che sono implicati nelle sparizioni verificatesi tra il 1999 e il 2000 e della presidente della Commissione elettorale centrale, sono stati sospesi sino al 15 dicembre 2009.

Il 17 novembre 2009 il Consiglio ha convenuto che, a causa dell’assenza di progressi tangibili nei settori individuati nelle conclusioni del Consiglio del 13 ottobre 2008, le misure restrittive stabilite con la posizione comune 2006/276/PESC dovrebbero essere prorogate fino a ottobre 2010, mentre dovrebbe altresì essere prorogata fino a ottobre 2010 la sospensione dei divieti di soggiorno nei confronti di determinati responsabili bielorussi, ad eccezione di coloro che sono implicati nelle sparizioni verificatesi tra il 1999 e il 2000 e della presidente della Commissione elettorale centrale. Alla fine di tale periodo il Consiglio riesaminerà le misure restrittive alla luce della situazione in Bielorussia. Il Consiglio può decidere in qualsiasi momento di applicare nuovamente o di revocare i divieti di soggiorno, alla luce delle azioni delle autorità bielorusse in materia di democrazia e di diritti umani.

È opportuno, pertanto, abrogare la posizione comune 2009/314/PESC,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Fatto a Bruxelles, addì 15 dicembre 2009. Per il Consiglio Il presidente E. Erlandsson