Decisione 2010/212/PESC del Consiglio del 29 marzo 2010 relativa alla posizione dell’Unione europea per la conferenza di revisione del 2010 delle parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari
Testo vigente
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,
L’Unione europea continua a considerare il trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) la pietra angolare del regime globale di non proliferazione nucleare, presupposto essenziale per la prosecuzione del disarmo nucleare, in conformità dell’articolo VI del TNP, ed elemento importante per un ulteriore sviluppo delle applicazioni dell’energia nucleare per scopi pacifici.
Il 12 dicembre 2003 il Consiglio europeo ha adottato la strategia dell’UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa per indirizzare la sua azione nel settore. L’8 dicembre 2008 il Consiglio ha adottato un documento intitolato «Nuove linee d’azione dell’Unione europea nella lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e relativi vettori».
Il 12 dicembre 2008 il Consiglio europeo ha approvato la dichiarazione del Consiglio sul rafforzamento della sicurezza internazionale in cui ribadisce la sua determinazione a lottare contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e relativi vettori e promuovere le iniziative concrete e realistiche in materia di disarmo presentate dall’Unione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato, all’unanimità, la risoluzione 1540 (2004) che individua nella proliferazione delle armi di distruzione di massa e relativi vettori una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. Il Consiglio ha adottato l’azione comune 2006/419/PESC1, il 12 giugno 2006, e l’azione comune 2008/368/PESC2, il 14 maggio 2008, entrambe a sostegno dell’attuazione della risoluzione 1540 (2004) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nell’ambito dell’attuazione della strategia dell’UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, riunito a livello di capi di Stato e di governo, ha adottato all’unanimità la risoluzione 1887 (2009), in cui si manifesta l’intenzione di perseguire un mondo più sicuro per tutti e creare le condizioni per un mondo privo di armi nucleari, conformemente agli obiettivi del TNP, in modo da promuovere la stabilità internazionale e, in base al principio di un livello invariato di sicurezza per tutti, invitando tutti gli Stati che non sono parti del TNP ad aderirvi in quanto Stati parti non dotati di armi nucleari ed invitando gli Stati parti del TNP ad adempiere pienamente a tutti gli obblighi e a rispettare gli impegni assunti ai sensi del TNP, nonché a cooperare affinché la conferenza di revisione del 2010 del TNP possa riuscire a rafforzare il TNP e fissare obiettivi realistici e realizzabili nei tre pilastri dello stesso: non proliferazione, usi pacifici dell’energia nucleare e disarmo.
Dal 2004 il Consiglio ha adottato varie azioni comuni sul sostegno alle attività svolte dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) nei settori della sicurezza e della verifica nucleari e nell’ambito dell’attuazione della strategia dell’UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, la più recente delle quali è l’azione comune 2008/314/PESC3.
L’8 dicembre 2008 il Consiglio ha adottato conclusioni su un contributo dell’UE, fino a un massimo di 25 milioni di EUR, alla creazione di una banca di combustibile nucleare sotto l’egida dell’AIEA.
Dal 2006 il Consiglio ha adottato varie azioni comuni sul sostegno alle attività della commissione preparatoria dell’Organizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, al fine di potenziarne le capacità di monitoraggio e di verifica. Tra queste la più recente è l’azione comune 2008/588/PESC4. Infine, il Consiglio ha promosso la rapida entrata in vigore e l’universalizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT).
Il presidente degli Stati Uniti ha convocato un vertice sulla sicurezza nucleare, il 13 aprile 2010, per rafforzare l’impegno a favore della sicurezza nucleare mondiale, anche affrontando la minaccia del terrorismo nucleare.
La conferenza di revisione e proroga del 1995 delle parti del TNP ha adottato decisioni sulla proroga indeterminata del TNP, sui principi e sugli obiettivi della non proliferazione e del disarmo nucleari e sul rafforzamento del processo di revisione del TNP, nonché una risoluzione sul Medio Oriente.
La conferenza di revisione del 2000 del TNP ha adottato un documento finale.
Il 25 aprile 2005 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2005/329/PESC relativa alla conferenza di revisione del 2005 delle parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari5.
Il comitato preparatorio della conferenza di revisione del 2010 del TNP ha tenuto tre sessioni: a Vienna dal 30 aprile all’11 maggio 2007, a Ginevra dal 28 aprile al 9 maggio 2008 e a New York dal 4 al 15 maggio 2009.
Alla luce dei risultati delle conferenza di revisione del 2000 del TNP e della conferenza di revisione del 2005 del TNP e delle discussioni tenute durante le tre sessioni del comitato preparatorio della conferenza di revisione del 2010 del TNP e tenendo conto della situazione attuale, è opportuno aggiornare e sviluppare ulteriormente gli obiettivi indicati nella posizione comune 2005/329/PESC e le iniziative intraprese in base alla stessa,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Art. 1
L’Unione persegue l’obiettivo di rafforzare il regime internazionale di non proliferazione nucleare adoperandosi per un risultato sostanziale e equilibrato della conferenza di revisione del 2010 delle parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), al fine di conseguire progressi concreti e realistici verso gli obiettivi sanciti nel TNP.
Al fine di raggiungere questo obiettivo, l’Unione mira a promuovere in particolare l’adozione di una serie di misure concrete, efficaci, pragmatiche e consensuali per intensificare gli sforzi internazionali contro la proliferazione, perseguire il disarmo ed assicurare lo sviluppo responsabile degli usi pacifici dell’energia nucleare da parte dei paesi che vogliono sviluppare le proprie capacità in questo settore. All’uopo l’Unione ha elaborato e presentato per la conferenza di revisione del 2010 del TNP un documento di lavoro contenente proposte lungimiranti su tutti e tre i pilastri del TNP6, da inserire in un piano d’azione ambizioso da adottare in occasione della conferenza di revisione del 2010 del TNP.
Art. 2
Alla conferenza di revisione del 2010 del TNP, l’Unione si adopera, in particolare, per garantire che gli Stati parti del TNP («gli Stati parti») trattino le seguenti priorità:
1) la riconferma da parte di tutti gli Stati parti dell’impegno all’adempimento degli obblighi e al conseguimento degli obiettivi del TNP, nonché alla promozione dell’universalizzazione del TNP;
2) il rafforzamento dell’attuazione del TNP attraverso l’adozione di una serie di misure concrete, efficaci, pragmatiche e consensuali per intensificare gli sforzi internazionali contro la proliferazione, perseguire il disarmo ed assicurare lo sviluppo responsabile degli usi pacifici dell’energia nucleare e realizzare progressi nell’attuazione della risoluzione sul Medio Oriente adottata nel 1995 nell’ambito del TNP;
3) la riconferma dell’impegno a favore dei processi di controllo degli armamenti e di disarmo nucleari e l’importanza di concreti progressi al riguardo, soprattutto attraverso una riduzione globale della scorta mondiale di armi nucleari, in conformità dell’articolo VI del TNP, tenendo conto della particolare responsabilità incombente agli Stati che posseggono i maggiori arsenali, e un accordo su misure specifiche e tempestive, compresi una rapida entrata in vigore del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT) e l’avvio di negoziati, nella conferenza sul disarmo, per un trattato sul bando di produzione di materiale fissile per armi nucleari o per altri ordigni esplosivi nucleari (FMCT), quali passi indispensabili verso il rispetto degli obblighi e il conseguimento dell’obiettivo finale sancito dall’articolo VI del TNP;
4) il rafforzamento dell’efficacia e della globalità del regime di non proliferazione rendendo la conclusione di un accordo di salvaguardia globale corredato di un protocollo aggiuntivo il parametro di verifica, ai sensi dell’articolo III del TNP;
5) il rafforzamento del TNP attraverso una visione comune degli Stati parti su come rispondere con efficacia al ritiro di uno Stato parte dal TNP;
6) il rispetto del TNP, tenendo presenti le principali sfide attuali della proliferazione, in particolare nella Repubblica popolare democratica di Corea e nella Repubblica islamica dell’Iran, attraverso una visione comune degli Stati parti su come rispondere con determinazione ed efficacia ai casi di inadempimento;
7) l’ampliamento dell’accettazione e del sostegno del concetto di sviluppo responsabile degli usi pacifici dell’energia nucleare, nelle condizioni migliori di sicurezza e non proliferazione, e degli approcci multilaterali al ciclo del combustibile nucleare.
Art. 3
Per conseguire l’obiettivo di cui all’articolo 1 e le priorità definite all’articolo 2, l’Unione:
a) contribuisce ad una revisione strutturata ed equilibrata del funzionamento del TNP in sede di conferenza di revisione del 2010 del TNP, che comprenda l’attuazione degli impegni sottoscritti dagli Stati parti nel quadro del TNP, nonché l’individuazione dei settori e dei mezzi per ulteriori progressi futuri, in particolare in vista della conferenza di revisione del 2015 del TNP;
b) contribuisce alla formazione di un consenso sulla base del quadro stabilito dal TNP, sostenendo le decisioni e la risoluzione sul Medio Oriente adottate dalla conferenza di revisione e proroga del 1995 del TNP e il documento finale della conferenza di revisione del 2000 del TNP, tiene conto della situazione attuale e promuove, fra l’altro, i seguenti temi essenziali:
1) compiere sforzi per preservare l’integralità del TNP e potenziarne l’autorità e l’attuazione;
2) riconoscere che il TNP è lo strumento multilaterale unico e insostituibile per mantenere e rafforzare la pace, la sicurezza e la stabilità internazionali, in quanto stabilisce il quadro giuridico per prevenire la proliferazione delle armi nucleari e sviluppare maggiormente il sistema di verifica che garantisce l’uso a fini esclusivamente pacifici dell’energia nucleare da parte degli Stati non dotati di armi nucleari e in quanto rappresenta il fondamento essenziale della prosecuzione del disarmo nucleare conformemente all’articolo VI, nonché un elemento importante per un ulteriore sviluppo delle applicazioni dell’energia nucleare per scopi pacifici, sottolineando che il TNP, con i suoi tre pilastri che si rafforzano reciprocamente, rappresenta gli interessi di sicurezza comuni di tutti gli Stati parti;
3) sottolineare la necessità assoluta di assicurare che tutti gli Stati parti rispettino appieno l’insieme delle disposizioni del TNP;
4) rilevare la necessità che le politiche e strategie degli Stati parti siano coerenti con le disposizioni del TNP;
5) promuovere l’universalizzazione del TNP; esortare tutti gli Stati che non sono parti del TNP a diventarne senza indugio parti in quanto Stati parti non dotati di armi nucleari e, in attesa della loro adesione al TNP, a rispettarne i termini e impegnarsi a favore della non proliferazione e del disarmo;
6) rallegrarsi del contributo della società civile alla promozione dei principi e degli obiettivi del TNP;
DISARMO
7) ribadire l’impegno di perseguire un mondo più sicuro per tutti e creare le condizioni per un mondo privo di armi nucleari, conformemente agli obiettivi del TNP, convinti che tappe intermedie verso il conseguimento di questo obiettivo possono altresì rappresentare incrementi significativi della sicurezza per tutti;
8) esprimere apprezzamento per le notevoli riduzioni degli armamenti nucleari attuate dalla fine della guerra fredda, anche da parte di due Stati membri dell’Unione; sottolineare la necessità di una riduzione globale degli arsenali nucleari nel perseguimento di un disarmo nucleare progressivo e sistematico ai sensi dell’articolo VI del TNP, tenendo conto della particolare responsabilità incombente agli Stati che posseggono i maggiori arsenali; accogliere con favore, in tale contesto, i negoziati per un nuovo accordo START tra gli Stati Uniti e la Federazione russa; ribadire la necessità di compiere ulteriori progressi nella riduzione dei rispettivi arsenali e della prontezza operativa dei loro sistemi di armi nucleari al livello minimo necessario;
9) per quanto riguarda le armi nucleari non strategiche:
i) esortare tutti gli Stati parti che posseggono tali armi ad includerle nei rispettivi processi generali di controllo degli armamenti e di disarmo, in vista della loro riduzione ed eliminazione secondo modalità verificabili e irreversibili;
ii) concordare sull’importanza di ulteriori misure volte a rafforzare la trasparenza e la fiducia per fare avanzare questo processo di disarmo nucleare;
iii) incoraggiare gli Stati Uniti e la Federazione russa a sviluppare ulteriormente le iniziative presidenziali unilaterali del 1991/92 e ad includere le armi nucleari non strategiche nel loro prossimo ciclo di riduzione bilaterale dell’arsenale nucleare, giungendo ad un abbassamento del numero massimo di armi nucleari sia strategiche che non strategiche detenute nei rispettivi arsenali;
10) riconoscere l’applicazione del principio di irreversibilità a tutte le misure nel campo del disarmo nucleare e del controllo degli armamenti come contributo al mantenimento e al rafforzamento della pace, della sicurezza e della stabilità internazionali, tenendo conto di queste condizioni;
11) riconoscere l’importanza, sotto il profilo del disarmo nucleare, dei programmi di distruzione ed eliminazione delle armi nucleari e di eliminazione del materiale fissile, definiti nel quadro del partenariato globale del G8;
12) proseguire gli sforzi per garantire la verificabilità, la trasparenza e altre misure volontarie di rafforzamento della fiducia da parte delle potenze nucleari per favorire ulteriori progressi in materia di disarmo; rallegrarsi in tale contesto della maggiore trasparenza dimostrata da alcuni Stati dotati di armi nucleari — anche da due Stati membri dell’Unione — riguardo alle armi nucleari in loro possesso, ed esortare gli altri Stati a fare altrettanto;
13) ribadire altresì l’impegno a favore di un approccio in materia di controllo degli armamenti e di disarmo nucleari basato su trattati e sottolineare la necessità di rinnovare gli sforzi multilaterali e di riattivare gli strumenti multilaterali, in particolare la Conferenza sul disarmo;
14) esortare gli Stati a firmare e ratificare quanto prima e senza condizioni il CTBT, in particolare i nove Stati dell’allegato II del CTBT che non lo hanno ancora fatto, considerato che tale trattato costituisce un elemento essenziale del regime di disarmo e non proliferazione nucleare e affinché esso possa entrare in vigore al più presto; al riguardo accogliere con favore i recenti impegni assunti dagli Stati Uniti per una rapida ratifica del CTBT;
15) in attesa dell’entrata in vigore del CTBT, esortare tutti gli Stati a rispettare una moratoria sugli esperimenti nucleari, ad astenersi da qualsiasi azione contraria agli obblighi e alle disposizioni del CTBT e a smantellare quanto prima tutti gli impianti per esperimenti nucleari in modo trasparente e aperto alla comunità internazionale; sottolineare l’importanza dei lavori della commissione preparatoria dell’Organizzazione del CTBT ed esprimere compiacimento per tali lavori, in particolare in relazione al sistema internazionale di monitoraggio;
16) rallegrarsi dell’adozione per consenso, nel 2009, del programma di lavoro della conferenza sul disarmo e, su tale base, lanciare un appello per l’immediato avvio e la rapida conclusione dei negoziati in vista di un FMCT, sulla scorta del documento CD/1299 del 24 marzo 1995 e del mandato in esso contenuto, come convenuto nella decisione del 29 maggio 2009 della conferenza sul disarmo per l’istituzione di un programma di lavoro per la sessione 2009 (CD/1864);
17) in attesa dell’entrata in vigore di un FMCT, esortare tutti gli Stati interessati a dichiarare e a mantenere una moratoria immediata sulla produzione di materiale fissile per armi nucleari o per altri ordigni esplosivi nucleari, nonché a smantellare o convertire per un utilizzo non esplosivo solo gli impianti di produzione di materiale fissile per armi nucleari; adottare con favore l’iniziativa degli Stati, tra i cinque dotati di armi nucleari, in particolare all’interno dell’Unione, che hanno decretato tale moratoria e smantellato i pertinenti impianti;
18) esortare tutti gli Stati interessati ad adottare misure pratiche adeguate per ridurre il rischio di una guerra nucleare accidentale;
19) proseguire l’esame della questione delle garanzie in materia di sicurezza da fornire agli Stati parti non dotati di armi nucleari;
20) invitare gli Stati dotati di armi nucleari a rinnovare le attuali garanzie di sicurezza, di cui il Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite ha preso atto nella risoluzione 984 (1995), riconoscendo che tali garanzie di sicurezza rafforzano il regime di non proliferazione nucleare, nonché a firmare e a ratificare i protocolli pertinenti dei trattati che stabiliscono zone prive di armi nucleari, elaborati in seguito alla conclusione delle consultazioni richieste conformemente agli orientamenti della Commissione delle Nazioni Unite per il disarmo (UNDC) del 1999, a riconoscimento del fatto che esistono per tali zone garanzie di sicurezza basate sui trattati;
21) sottolineare la necessità di portare avanti i processi generali di controllo degli armamenti e di disarmo, e lanciare un appello affinché su tutti gli aspetti del disarmo si compiano ulteriori progressi per rafforzare la sicurezza globale;
22) adoperarsi per l’avvio di consultazioni in vista di un trattato che metta al bando i missili terra-terra di corta e media gittata;
23) chiedere l’universalizzazione e l’applicazione effettiva del codice di condotta dell’Aia contro la proliferazione dei missili balistici;
24) sottolineare l’importanza dell’universalizzazione e dell’attuazione della convenzione sulle armi biologiche e tossiniche, della convenzione sulle armi chimiche e delle convenzioni, misure e iniziative che contribuiscono al controllo degli armamenti convenzionali;
25) adoperarsi al fine di risolvere i problemi d’instabilità e di insicurezza regionali, nonché le situazioni di conflitto spesso all’origine dei programmi di armamento;
NON PROLIFERAZIONE
26) riconoscere che le principali sfide riguardanti la proliferazione nucleare si sono poste negli ultimi anni, in particolare nella Repubblica popolare democratica di Corea e nella Repubblica islamica dell’Iran, sottolineare che la comunità internazionale deve essere pronta a farvi fronte e rilevare la necessità di intervenire con decisione al riguardo;
27) sottolineare la necessità di rafforzare il ruolo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in quanto arbitro finale, affinché possa adottare le azioni appropriate in caso di inadempimento degli obblighi derivanti dal TNP, conformemente allo statuto dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA), compresa l’applicazione delle garanzie;
28) ricordare le possibili implicazioni per la pace e la sicurezza internazionali di un ritiro dal TNP; esortare la comunità internazionale a rispondere a una notifica di ritiro e alle sue conseguenze in modo deciso e urgente; sottolineare che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è tenuto ad agire prontamente e, in particolare, a trattare senza indugio una notifica di ritiro dal TNP presentata da uno Stato parte; esortare tutti gli Stati parti a promuovere l’adozione di misure al riguardo, comprese disposizioni volte a mantenere adeguate salvaguardie dell’AIEA su tutti i materiali, attrezzature, tecnologie e impianti nucleari sviluppati per scopi pacifici;
29) chiedere la sospensione della cooperazione nucleare con un dato Stato quando l’AIEA non è in grado di dare garanzie sufficienti sui fini esclusivamente pacifici del programma nucleare di tale Stato, e ciò fino a quando l’AIEA potrà darle;
30) invitare tutti gli Stati della regione a compiere progressi, tra l’altro, verso l’istituzione in Medio Oriente di una zona priva di armi nucleari, nonché di altre armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, effettivamente verificabile, e astenersi dall’adozione di misure che precludano la realizzazione di tale obiettivo; riconoscere l’importanza di raggiungere, nel quadro di un processo, un accordo che coinvolga tutti gli Stati della regione, su iniziative concrete e pratiche, volte a facilitare l’attuazione della risoluzione sul Medio Oriente adottata nel 1995 nell’ambito del TNP;
31) invitare altresì tutti gli Stati parti, in particolare gli Stati parti dotati di armi nucleari, a estendere la loro cooperazione e a esercitare il massimo sforzo per l’istituzione in Medio Oriente, ad opera delle parti regionali, di una zona priva di armi nucleari, nonché di altre armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, effettivamente verificabile, conformemente alla risoluzione sul Medio Oriente adottata nel 1995 nell’ambito del TNP;
32) poiché la sicurezza in Europa è legata alla sicurezza nel Mediterraneo, dare alta priorità all’attuazione del regime di non proliferazione nucleare in tale regione;
33) riconoscere l’importanza delle zone prive di armi nucleari per la pace e la sicurezza, sulla scorta di intese concluse liberamente tra gli Stati nella regione interessata, conformemente agli orientamenti del 1999 dell’UNDC;
34) sottolineare la necessità di adoperarsi al massimo per prevenire il rischio di terrorismo nucleare legato al possibile accesso di terroristi ad armi nucleari o a materiali nucleari impiegabili nella fabbricazione di ordigni a dispersione radiologica e, in tale ambito, sottolineare la necessità di osservare gli obblighi derivanti dalle risoluzioni 1540 (2004) e 1887 (2009) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e chiedere il miglioramento della sicurezza nucleare delle sorgenti altamente radioattive;
35) invitare gli Stati che non lo abbiano già fatto a firmare, ratificare e attuare la convenzione internazionale per la repressione degli atti di terrorismo nucleare, quale componente importante del quadro giuridico internazionale inteso ad affrontare le minacce del terrorismo nucleare;
36) a fronte della crescente minaccia della proliferazione nucleare e del terrorismo, sostenere a questo proposito l’iniziativa di partenariato globale del G8 e l’azione dell’AIEA e altri meccanismi multilaterali, quali l’iniziativa di sicurezza contro la proliferazione, l’iniziativa globale per combattere il terrorismo nucleare e l’iniziativa per la riduzione della minaccia globale; accogliere con favore gli obiettivi di sicurezza del vertice sulla sicurezza nucleare mondiale;
37) riconoscere che gli accordi di salvaguardia globali e i relativi protocolli aggiuntivi esercitano un effetto dissuasivo sulla proliferazione nucleare e costituiscono il parametro di verifica attuale;
38) continuare ad adoperarsi per l’universalizzazione e rafforzare il sistema di salvaguardie dell’AIEA per far sì che le violazioni degli obblighi di non proliferazione siano più facilmente individuate, in particolare attraverso l’adozione e l’attuazione da parte di tutti gli Stati interessati dell’accordo di salvaguardia globale corredato di un protocollo aggiuntivo e, se del caso, del protocollo riveduto sulle piccole quantità, e per l’ulteriore rafforzamento del sistema di salvaguardie;
39) adoperarsi per far riconoscere alla conferenza di revisione del 2010 del TNP e al consiglio dei governatori dell’AIEA che la conclusione e l’attuazione di un accordo di salvaguardia globale corredato di un protocollo aggiuntivo costituisce l’attuale parametro di verifica, ai sensi dell’articolo III del TNP;
40) sottolineare il ruolo unico dell’AIEA di verifica del rispetto degli impegni di non proliferazione nucleare da parte degli Stati;
41) sottolineare ulteriormente il ruolo importante dell’AIEA di assistenza agli stessi, su richiesta, nel miglioramento della sicurezza dei materiali e degli impianti nucleari ed esortare gli Stati a sostenere l’AIEA;
42) riconoscere l’importanza di controlli effettivi e adeguati delle esportazioni in ottemperanza alle risoluzioni 1540 (2004) e 1887 (2009) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e in conformità all’articolo III, paragrafo 2, del TNP;
43) attuare, sul piano nazionale, controlli efficaci dell’esportazione, del transito, del trasbordo e della riesportazione e, a tal fine, adeguate disposizioni legislative e regolamentari, e compiere a livello internazionale e nazionale sforzi risoluti per contrastare il finanziamento della proliferazione e controllare l’accesso ai trasferimenti intangibili di tecnologia;
44) emanare sanzioni penali effettive e dissuasive contro atti di proliferazione per scoraggiare attività illecite di esportazione, transito, intermediazione, traffico e relativo finanziamento, in ottemperanza alla risoluzione 1540 (2004) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
45) incoraggiare il comitato Zangger e il gruppo dei fornitori nucleari (GFN) a condividere le esperienze in materia di controllo delle esportazioni, in modo tale che tutti gli Stati si ispirino alle intese del comitato Zangger e agli orientamenti del GFN e alla relativa attuazione;
46) rilevare la necessità di mettere a punto in tempi rapidi il rafforzamento degli orientamenti del GFN, in particolare in ordine al potenziamento dei controlli delle esportazioni di tecnologie di arricchimento e di ritrattamento, e adoperarsi in seno al GNF per rendere l’adesione al protocollo aggiuntivo una condizione dell’approvvigionamento nucleare;
47) invitare gli Stati parti della convenzione sulla protezione fisica del materiale nucleare a ratificare quanto prima la modifica della convenzione per accelerarne l’entrata in vigore;
48) incoraggiare lo sviluppo di tecnologie a prova di proliferazione e rispettose delle salvaguardie;
USI PACIFICI DELL’ENERGIA NUCLEARE
49) riconoscere agli Stati parti il diritto all’uso dell’energia nucleare per scopi pacifici, conformemente all’articolo IV del TNP e nel rispetto degli articoli I, II e III dello stesso, tra l’altro nel settore della produzione di energia elettrica, dell’industria, della sanità e dell’agricoltura;
50) mantenere l’impegno di assicurare uno sviluppo responsabile degli usi pacifici dell’energia nucleare nelle condizioni migliori di sicurezza e non proliferazione;
51) al riguardo, incoraggiare gli Stati parti a confermare e rispettare i principi e parametri che governano lo sviluppo responsabile degli usi pacifici dell’energia nucleare;
52) sottolineare l’importanza della costante cooperazione internazionale per rafforzare la sicurezza nucleare, la gestione sicura dei residui, la radioprotezione e la responsabilità civile in materia nucleare e invitare gli Stati che ancora non l’abbiano fatto a sottoscrivere al più presto tutte le convenzioni pertinenti e a porre in essere i relativi impegni;
53) sostenere gli sforzi nazionali, bilaterali e internazionali volti a formare la manodopera qualificata necessaria per assicurare lo sviluppo responsabile degli usi pacifici dell’energia nucleare nelle condizioni migliori di sicurezza e non proliferazione;
54) restare fermamente convinti dei vantaggi offerti dagli approcci multilaterali al ciclo del combustibile nucleare, in cui i meccanismi di garanzia, individualmente o in collegamento con altri meccanismi complementari, non dovrebbero perturbare il buon funzionamento del mercato esistente e dovrebbero affrontare il diritto agli usi pacifici dell’energia nucleare, provvedendo alla sicurezza degli approvvigionamenti del combustibile nucleare per i paesi che sviluppano un programma nucleare nelle condizioni migliori di sicurezza e non proliferazione;
55) riconoscere che varie iniziative, compresa l’istituzione di una banca di uranio a bassa concentrazione sotto il controllo dell’AIEA, può fornire meccanismi di riserva ai paesi interessati e facilitare soluzioni multilaterali durature;
56) incoraggiare e avviare un ulteriore dialogo e consultazione per chiarire questioni in sospeso e accrescere il sostegno al concetto di approcci multilaterali al ciclo del combustibile nucleare.
Art. 4
L’azione condotta dall’Unione ai fini degli articoli 1, 2 e 3 comprende:
a) iniziative nei confronti degli Stati parti e, se opportuno, nei confronti degli Stati che non sono parti del TNP, al fine di ottenere il loro appoggio agli obiettivi di cui agli articoli 1, 2 e 3 della presente decisione;
b) il perseguimento di un accordo tra gli Stati membri su progetti di proposte relative alle questioni sostanziali da sottoporre, a nome dell’Unione, all’esame degli Stati parti, che potrebbero costituire la base delle decisioni che saranno adottate in occasione della conferenza di revisione del 2010 del TNP;
c) dichiarazioni dell’Unione nel quadro del dibattito generale e dei dibattiti nell’ambito dei tre comitati principali e dei relativi organi sussidiari della conferenza di revisione del 2010 del TNP.
Art. 5
Gli effetti della presente decisione decorrono dal giorno dell’adozione.
Art. 6
La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, addì 29 marzo 2010. Per il Consiglio La presidente E. Espinosa