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Decisione Atalanta/3/2010 del Comitato politico e di sicurezza del 28 maggio 2010 relativa alla nomina del comandante dell’operazione dell’UE per l’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta) (2010/317/PESC)

Testo vigente

IL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 38,

vista l’azione comune 2008/851/PESC del Consiglio, del 10 novembre 2008, relativa all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia1 (Atalanta), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

A norma dell’articolo 6, paragrafo 1, dell’azione comune 2008/851/PESC, il Consiglio ha autorizzato il Comitato politico e di sicurezza (CPS) ad adottare decisioni relative alla nomina del comandante dell’operazione dell’UE.

Il Regno Unito ha proposto che il Maggiore Generale Buster HOWE sostituisca il viceammiraglio Peter HUDSON come comandante dell’operazione dell’UE.

Il comitato militare dell’UE appoggia tale raccomandazione.

A norma dell’articolo 5 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non partecipa all’elaborazione e all’attuazione di decisioni e azioni dell’Unione europea che hanno implicazioni nel settore della difesa,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 1

Il Maggiore Generale Buster HOWES è nominato comandante dell’operazione dell’UE per l’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia.

Art. 2

La presente decisione entra in vigore il 14 giugno 2010.

Fatto a Bruxelles, addì 28 maggio 2010. Per il Comitato politico e di sicurezza Il presidente C. Fernández-Arias