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Decisione di esecuzione del Consiglio del 9 ottobre 2012 che modifica la decisione di esecuzione 2011/344/UE sulla concessione di assistenza finanziaria dell’Unione al Portogallo (2012/658/UE)

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il regolamento (UE) n. 407/2010 del Consiglio, dell’11 maggio 2010, che istituisce un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria1, in particolare l’articolo 3, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione europea,

Conformemente all’articolo 3, paragrafo 9, della decisione di esecuzione 2011/344/UE del Consiglio2, la Commissione, in collaborazione con il Fondo monetario internazionale (FMI) e di concerto con la Banca centrale europea (BCE), ha portato a termine il quinto riesame dei progressi compiuti dalle autorità portoghesi nell’attuazione delle misure concordate nel quadro del programma di aggiustamento economico e finanziario («programma»), nonché dell’efficacia e dell’impatto economico e sociale di tali misure.

Il riequilibrio dell’economia portoghese si sta realizzando a un ritmo più rapido del previsto. Nel secondo trimestre del 2012 si è registrata una consistente contrazione del prodotto interno lordo (PIL) su base trimestrale dell’1,2 %, dopo un primo trimestre piatto. Su base annua il previsto andamento della recessione economica è rimasto invariato a - 3 %. Il disavanzo delle partite correnti sta diminuendo più rapidamente del previsto: è sceso infatti al 3 % del PIL nel 2012 dal 10 % circa di appena due anni fa. Questo aggiustamento interviene sulla scia dei buoni risultati delle esportazioni e della rapida diminuzione delle importazioni. Nel prossimo futuro l’attività economica risentirà della diminuzione dello stimolo della domanda esterna e dell’impatto delle ulteriori misure di risanamento del bilancio. Di conseguenza, la crescita del PIL è stata rivista al ribasso di circa 1 punto percentuale sia nel 2013 che nel 2014 a circa - 1 % e + 1 %.

Nonostante una rigorosa esecuzione del bilancio sul lato della spesa, i dati fino a luglio indicano uno scostamento di bilancio pari a 1,75 % di PIL nel 2012 rispetto al programma di bilancio. Per quanto l’aggiustamento più rapido del previsto dell’economia, orientata ormai sulle esportazioni invece che sulla domanda interna, costituisca un’evoluzione positiva, esso incide in due modi sull’esecuzione del bilancio. In primo luogo, settori nazionali ad alta intensità di manodopera, quale il settore edilizio, risultano tra i più duramente colpiti e il conseguente aumento della disoccupazione pesa sul bilancio della sicurezza sociale. In secondo luogo, cala l’intensità fiscale della produzione e del consumo, con conseguente netta diminuzione delle entrate. L’effetto della composizione della crescita sulle entrate è accentuato da spostamenti tra categorie, dai prodotti a tassazione più elevata, quali i beni durevoli, verso prodotti di consumo quotidiano a minore tassazione. Inoltre, la debolezza dell’imposizione diretta è esacerbata da una progressione all’inverso nelle fasce retributive, dato che i minori redditi sono assoggettati ad aliquote più basse e il gettito fiscale sugli utili si riduce. Per contro, la spesa ha registrato un andamento nel complesso in linea con le previsioni, con risparmi superiori al previsto sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici. L’esecuzione del bilancio sta beneficiando altresì di pagamenti di interessi inferiori al previsto e della riprogrammazione dei fondi strutturali dell’Unione. Sebbene alcuni fattori straordinari possano ridurre lo scostamento a circa 0,75 % di PIL nel 2012, permarrà un ampio trascinamento al 2013 e al 2014 di approssimativamente 1,5 % di PIL, che rende irraggiungibili gli obiettivi di bilancio previsti nel programma per il periodo 2012-2014.

In considerazione della notevole diminuzione delle entrate e di prospettive di crescita più modeste, gli obiettivi di disavanzo sono stati aggiustati al 5,0 % del PIL nel 2012, 4,5 % nel 2013 e 2,5 % del PIL nel 2014. Dato che lo scostamento di bilancio sembra in gran parte sfuggire al controllo del governo, appare appropriata una revisione degli obiettivi per tener conto della diminuzione delle entrate. Anche con i nuovi obiettivi, nel 2013 e nel 2014 saranno necessari notevoli sforzi di risanamento equivalenti, rispettivamente, a 3 % e 1,75 % di PIL. È opportuno accelerare in qualche misura l’aggiustamento al fine di preservare la credibilità del programma.

Una serie di misure strutturali sulla spesa e sulle entrate contribuirà a conseguire i nuovi obiettivi di bilancio. Misure equivalenti allo 0,25 % di PIL dovrebbero ancora essere adottate nel 2012 per raggiungere l’obiettivo del 5 % del PIL. Ciò include, tra l’altro, il blocco della spesa e l’anticipazione di alcune delle misure previste per il 2013. Per raggiungere l’obiettivo del 4,5 % del PIL nel 2013 dovrebbero essere inserite in bilancio misure di risanamento equivalenti al 3 % del PIL. Queste dovrebbero comprendere un’ulteriore riduzione della spesa salariale principalmente attraverso la riduzione del numero di dipendenti pubblici, una riduzione dei consumi intermedi, un taglio dei trasferimenti sociali, un’ulteriore razionalizzazione del settore sanitario, la riduzione della spesa per investimenti, nonché aumenti delle entrate mediante una riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche mirante a semplificare la struttura impositiva, ad allargare la base impositiva mediante l’abolizione di taluni benefici fiscali, ad aumentare l’aliquota fiscale media incrementando allo stesso tempo la progressività, l’allargamento della base imponibile dell’imposta sul reddito delle società, con l’abolizione della detraibilità degli interessi, l’aumento delle accise e la modifica della tassazione degli immobili. Per il 2014 è stata avviata una revisione generale della spesa al fine di identificare i tagli di spesa (pari a 4 miliardi di EUR nel biennio) per conseguire un disavanzo di bilancio del 2,5 % del PIL.

Sono stati messi in atto strumenti per il controllo della spesa pubblica. Il nuovo sistema di controllo degli impegni è in fase di attuazione, ma occorre assicurarne il pieno rispetto in modo da evitare un nuovo accumulo di arretrati di pagamento. La frammentazione di bilancio dovrebbe essere ridotta e dovrebbero essere eliminati i costi dovuti all’inefficienza in vari settori, con misure quali il contenimento delle perdite delle imprese pubbliche, la rinegoziazione dei partenariati pubblico-privato (PPP) e ulteriori risparmi nel settore sanitario.

Sulla base delle attuali proiezioni della Commissione sulla crescita nominale del PIL (- 1,0 % nel 2011, - 2,7 % nel 2012, 0,3 % nel 2013 e 2,2 % nel 2014) e tenendo conto degli obiettivi di bilancio rivisti, l’andamento del rapporto debito/PIL dovrebbe essere il seguente: 107,8 % nel 2011, 119,1 % nel 2012, 123,7 % nel 2013 e 123,6 % nel 2014. Tale rapporto debito/PIL si stabilizzerebbe pertanto al di sotto del 124 % nel 2014 e si collocherebbe successivamente su una traiettoria discendente, nell’ipotesi che il disavanzo continui a diminuire. Le dinamiche del debito risentono di diverse operazioni fuori bilancio, tra le quali si annoverano consistenti acquisizioni di attività finanziarie, in particolare per eventuali ricapitalizzazioni di banche e finanziamento di imprese pubbliche, e le differenze fra la spesa per interessi secondo la contabilità di competenza e di cassa.

Le condizioni di liquidità e di solvibilità del sistema bancario sono migliorate dopo il quarto riesame, grazie alla riduzione in corso della leva finanziaria, al sostegno eccezionale di liquidità fornito dall’Eurosistema e ad un aumento di capitale superiore a 7 miliardi di EUR. Le banche hanno presentato i piani aggiornati di finanziamento e di capitale (4a edizione). Benché leggermente meno ottimistiche sulla crescita dei depositi, tutte le banche prevedono di conseguire entro il 2014 l’obiettivo indicativo di un rapporto prestiti/depositi pari al 120 %. Nel complesso, l’attuazione del protocollo d’intesa su condizioni specifiche da rispettare in materia di politica economica («protocollo d’intesa») nella parte relativa al settore finanziario procede conformemente agli obiettivi previsti per preservare la stabilità finanziaria. Alcune banche devono ancora compiere sforzi per soddisfare entro fine anno l’obiettivo per il 2012 del 10 % di un capitale di base di classe 1 fissato dal Banco de Portugal.

I progressi nell’attuazione delle riforme miranti ad accrescere la competitività, l’occupazione e il potenziale di crescita sono nel complesso soddisfacenti. Il nuovo codice del lavoro è entrato in vigore nell’agosto 2012. Ulteriori importanti riforme in materia di indennità di licenziamento e di contrattazione collettiva sono in programma per la fine di settembre 2012. Il governo portoghese ha adottato di recente una serie di politiche attive del mercato del lavoro per migliorare il funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego, sostenere la creazione di posti di lavoro, rafforzare l’attivazione e offrire migliori opportunità di formazione. Nel settore giudiziario, procedono con successo le riforme in tema di procedura civile e organizzazione dei tribunali, che consentiranno di accelerare la risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale, decongestionando i tribunali. Sono state adottate misure per migliorare il quadro in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, con l’adozione di modifiche alla legge di recepimento della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali3, e con l’adozione da parte del governo portoghese di un disegno di legge mirante a migliorare il funzionamento delle professioni rigidamente regolamentate. I lavori per l’attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno4, procedono a ritmo sostenuto per quanto riguarda la legislazione settoriale e l’adozione delle restanti modifiche necessarie della legislazione settoriale è prevista entro il 2012. Al fine di ridurre gli oneri amministrativi sono essenziali ulteriori sforzi per attuare l’iniziativa per l’abolizione delle autorizzazioni preventive e per la creazione dello sportello unico previsto dalla direttiva 2006/123/CE. Al fine di agevolare l’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI), il governo portoghese si è impegnato ad adottare, se necessario, una serie di altre iniziative, tra cui meccanismi volti a rafforzare l’orientamento alle esportazioni delle PMI.

Sulla base della relazione indipendente sulle principali autorità nazionali di regolamentazione, il Portogallo preparerà una legge quadro per tutelare l’interesse pubblico e promuovere l’efficienza del mercato. La legge quadro garantirà l’indipendenza delle autorità di regolamentazione e la loro autonomia finanziaria, amministrativa e di gestione nell’esercizio delle loro competenze, in conformità alla normativa dell’Unione. La legge quadro contribuirà inoltre ad accrescere l’efficacia dell’autorità della concorrenza nel controllo del rispetto delle regole di concorrenza e permetterà pertanto di rafforzare e completare l’effetto della legge sulla concorrenza di recente adozione.

Il quinto aggiornamento del protocollo d’intesa contiene un’intera sezione dedicata alla promozione di procedure di rilascio delle licenze che tengano conto delle esigenze delle imprese, la quale prevede un calendario più dettagliato e tappe intermedie specifiche per la revisione di alcuni importanti regimi giuridici, in particolare in materia di ambiente e pianificazione territoriale, nonché di rilascio di licenze industriali, commerciali e turistiche.

Alla luce di tali sviluppi, è opportuno modificare la decisione 2011/344/UE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 1

L’articolo 3 della decisione di esecuzione 2011/344/UE è così modificato:

  1. 1) i paragrafi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti: «3. Il disavanzo pubblico non supera il 5,9 % del PIL nel 2011, il 5,0 % nel 2012, il 4,5 % nel 2013 e il 2,5 % nel 2014, in linea con i requisiti rivisti della procedura per i disavanzi eccessivi. Ai fini del calcolo del disavanzo non sono presi in considerazione i possibili costi di bilancio delle misure di sostegno al settore bancario adottate nel contesto della strategia del governo portoghese per il settore finanziario. Il risanamento avviene tramite misure permanenti di elevata qualità e minimizzandone l’impatto sui gruppi vulnerabili. 4. Il Portogallo adotta le misure specificate ai paragrafi da 5 a 8 prima della fine dell’anno indicato, rispettando i termini precisati per gli anni dal 2011 al 2014 nel protocollo d’intesa. Il Portogallo è pronto a prendere misure di risanamento aggiuntive per ridurre il disavanzo al di sotto del 3 % del PIL entro il 2014 in caso di scostamenti dagli obiettivi.»;

  2. 2) i paragrafi da 6 a 9 sono sostituiti dai seguenti: «6. Il Portogallo adotta le seguenti misure durante il 2012, in linea con i requisiti specificati nel protocollo d’intesa: a) nel 2012 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche non supera il 5,0 % del PIL. Il Portogallo continua a monitorare attentamente l’andamento del bilancio e attua ulteriori aggiustamenti di indirizzo per raggiungere l’obiettivo per il 2012. A tal fine, il Portogallo procede al blocco di una parte degli stanziamenti previsti nel bilancio del 2012 per progetti di investimento non ancora avviati; aumenta l’imposta di registro sui beni immobili di valore elevato; aumenta le aliquote fiscali sui redditi da capitale; anticipa alcune delle misure previste per il bilancio 2013 riguardanti le prestazioni di sicurezza sociale; attua misure supplementari che generino risparmi nei consumi intermedi e aumentino altri proventi al fine di garantire il conseguimento dell’obiettivo di disavanzo per il 2012; b) il Portogallo mira a ridurre la spesa nel 2012 di almeno 6,8 miliardi di EUR, anche riducendo i dipendenti e gli stipendi del settore pubblico, operando tagli delle pensioni, attuando una riorganizzazione complessiva dell’amministrazione centrale che consenta di eliminare ridondanze e altre inefficienze, riducendo i trasferimenti alle imprese pubbliche, riorganizzando i comuni e i distretti e riducendone il numero; facendo tagli nei settori dell’istruzione e della sanità, minori trasferimenti agli enti regionali e locali, riducendo la spesa in conto capitale e altre spese secondo quanto previsto dal programma; c) sul lato delle entrate il Portogallo attua misure per un importo pari ad almeno 3 miliardi di EUR, tra cui l’allargamento della base imponibile IVA tramite la riduzione delle esenzioni e il riordino degli elenchi dei prodotti e dei servizi soggetti ad aliquote ridotte, intermedie e superiori, l’aumento delle accise, l’allargamento delle basi imponibili per l’imposta sul reddito delle società e l’imposta sul reddito delle persone fisiche, tramite la riduzione delle detrazioni e dei regimi speciali, la convergenza delle detrazioni sull’imposta sul reddito delle persone fisiche applicate alle pensioni e ai redditi da lavoro e la modifica della tassazione degli immobili, tramite una sostanziale riduzione delle esenzioni. Queste misure sono completate da provvedimenti di lotta contro l’evasione fiscale, le frodi e l’economia sommersa; d) il Portogallo continua ad adottare misure finalizzate al rafforzamento della gestione delle finanze pubbliche. Esso attua le misure previste nella nuova legge quadro di bilancio, tra cui la creazione di un quadro di bilancio a medio termine. I quadri di bilancio a livello locale e regionale sono notevolmente rafforzati, in particolare allineando i rispettivi regimi di finanziamento alle prescrizioni della legge quadro di bilancio. Il Portogallo potenzia l’informativa e il monitoraggio sulle finanze pubbliche e rafforza le norme e le procedure di esecuzione del bilancio. Il governo portoghese dà attuazione alla strategia per la convalida e la liquidazione degli arretrati e rafforza l’attuazione della legge sul controllo degli impegni per prevenire la formazione di nuovi arretrati. Il Portogallo attua il nuovo quadro giuridico e istituzionale previsto per i PPP. Fintanto che il nuovo quadro non sarà pienamente effettivo non saranno avviati PPP. Sulla base di uno studio svolto da una società internazionale di revisione, il Portogallo stende un piano strategico dettagliato, pienamente in linea con la normativa dell’Unione applicabile, tra cui la normativa sugli appalti pubblici, al fine di conseguire consistenti risparmi di bilancio, minimizzando allo stesso tempo l’onere del debito e assicurando una riduzione duratura delle passività pubbliche. Il Portogallo adotta una legge per regolamentare la creazione e il funzionamento delle imprese pubbliche a livello centrale, regionale e locale; e) il Portogallo applica la nuova normativa ai fini della riorganizzazione degli enti locali, di cui riduce il numero in misura significativa. Gli effetti delle modifiche decorrono dall’inizio del prossimo ciclo elettorale locale. Inoltre, il Portogallo intensifica gli sforzi per razionalizzare il settore pubblico, riducendo gli enti e migliorando la ripartizione delle competenze a tutti i livelli della pubblica amministrazione; f) il Portogallo realizza una riforma in profondità dell’amministrazione delle entrate rafforzando il collegamento tra la Autoridade Tributária e Aduaneira e i servizi della previdenza sociale preposti alla riscossione delle imposte, riducendo il numero degli uffici municipali ed eliminando le strozzature che ancora permangono nel sistema di ricorso fiscale; g) il Portogallo attua l’accordo finanziario con la RAM; h) il Portogallo adotta misure volte a migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle imprese pubbliche a livello centrale, regionale e locale. Il Portogallo vaglia le opzioni per gestire il pesante onere del debito delle imprese pubbliche, tra cui Parpública, e per assicurare migliori condizioni di finanziamento sul mercato. Il Portogallo mira a raggiungere l’equilibrio operativo a livello settoriale entro la fine del 2012; i) il Portogallo continua ad attuare il programma di privatizzazioni. La vendita diretta delle attività assicurative della Caixa Geral de Depósitos (CGD), Caixa Seguros, è in corso; j) il governo portoghese presenta al Parlamento portoghese un disegno di legge volto ad allineare il sistema delle indennità di licenziamento alla media dell’Unione pari a 8-12 giorni per anno lavorato e a istituire un fondo di compensazione per le indennità di licenziamento; k) il Portogallo promuove un’evoluzione salariale in linea con gli obiettivi di promuovere la creazione di posti di lavoro e migliorare la competitività delle imprese al fine di correggere gli squilibri macroeconomici. Nel periodo del programma i salari minimi sono aumentati solo se gli sviluppi della situazione economica e del mercato del lavoro lo giustificano. Sono adottati provvedimenti per rimediare alle carenze degli attuali regimi di contrattazione salariale, tra cui norme che ridefiniscano i criteri e le modalità della proroga degli accordi collettivi e facilitino la contrattazione a livello aziendale. Fino ad allora gli accordi collettivi non sono prorogati; l) il Portogallo continua a migliorare l’efficacia delle sue politiche attive del mercato del lavoro in linea con i risultati della relazione di valutazione e con il piano di azione per migliorare il funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego; m) il Portogallo attua le misure previste dai piani d’azione per migliorare la qualità dell’istruzione secondaria e della formazione professionale; n) il funzionamento del sistema giudiziario viene migliorato attuando le misure proposte nella mappa della riforma giudiziaria e applicando misure mirate che consentano di smaltire progressivamente l’arretrato giudiziario e di promuovere i sistemi di risoluzione alternativa delle controversie; o) il Portogallo prosegue l’apertura della sua economia alla concorrenza. Il governo portoghese adotta le misure necessarie per garantire che i suoi interventi non creino ostacoli alla libera circolazione dei capitali e, in particolare, che lo Stato portoghese o altri enti pubblici non concludano, in veste di azionisti, accordi che possano ostacolare la libera circolazione dei capitali o influenzare il controllo sulla gestione delle imprese. Il Portogallo promuove il funzionamento dei servizi professionali migliorando il quadro per il riconoscimento delle qualifiche professionali ed eliminando le restrizioni superflue riguardo alle professioni regolamentate. Nei settori edilizio e immobiliare, il Portogallo rende meno gravosi gli obblighi a carico dei prestatori di servizi transfrontalieri e rivede gli ostacoli allo stabilimento dei prestatori di servizi; p) viene migliorato il quadro in materia di concorrenza e la relativa regolamentazione. Il Portogallo rafforza l’indipendenza, l’autonomia e la governance delle principali autorità di regolamentazione nazionali, attua la legge sulla concorrenza al fine di migliorare la rapidità e l’efficacia dell’applicazione delle regole di concorrenza, segue l’introduzione di nuove cause e riferisce sul funzionamento del tribunale specializzato per la concorrenza, la regolamentazione e la vigilanza; q) nel settore dell’energia il Portogallo adotta misure per agevolare l’accesso al mercato e promuovere la creazione di un mercato del gas iberico e adotta ulteriori misure finalizzate al pieno recepimento del terzo pacchetto energia dell’UE. Per garantire l’indipendenza, l’autonomia e le competenze dell’autorità nazionale di regolamentazione previsti dal terzo pacchetto energia dell’UE, il Portogallo adotta entro il terzo trimestre del 2012 i regolamenti delle nuove autorità di regolamentazione, come concordato nel luglio 2012 con la Commissione, la BCE e l’FMI, e ne assicura l’effettività entro la fine del 2012, in tempo per la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas. Il Portogallo adotta misure di riesame dei regimi di sostegno e compensazione per la produzione di energia elettrica. Il Portogallo adotta le misure finalizzate a ridurre le rendite eccessive e a eliminare il debito tariffario entro il 2020, concentrandosi sui sistemi di compensazione per la garanzia di approvvigionamento energetico, sui regimi speciali (energie rinnovabili — ad esclusione delle concessioni mediante meccanismi di gara — e cogenerazione) e sul regime ordinario (“CMEC” e “CAE”); r) per quanto riguarda le altre industrie di rete, in particolare i trasporti, le telecomunicazioni e i servizi postali, il Portogallo adotta misure aggiuntive per promuovere la concorrenza e la flessibilità; s) il Portogallo adotta una serie di misure per aumentare l’efficienza dei regimi di rilascio delle licenze per la pianificazione territoriale e delle licenze industriali, commerciali e turistiche. Inoltre, il governo portoghese analizza e accelera il trattamento delle domande di rilascio di licenze relative a progetti di investimento programmati rimaste in sospeso per più di dodici mesi; t) il Portogallo prepara un piano di azione con misure volte a facilitare l’accesso delle imprese, in particolare delle PMI, ai finanziamenti e ai mercati di esportazione. 7. Il Portogallo adotta le seguenti misure durante il 2013, in linea con i requisiti specificati nel protocollo d’intesa: a) nel 2013 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche non supera il 4,5 % del PIL. Il bilancio per il 2013 comprende misure di risanamento permanenti equivalenti almeno al 3 % di PIL, intese a ridurre il disavanzo pubblico nei tempi previsti dal paragrafo 3. Il governo portoghese esamina le possibilità di aumentare il peso delle riduzioni di spesa nel pacchetto complessivo di risanamento per il 2013, per assicurare un aggiustamento di bilancio a medio termine favorevole alla crescita orientato al lato della spesa. Nel corso del 2013 il governo portoghese ricorre a misure di emergenza in caso di scostamenti legati a possibili rischi in termini di attuazione; b) il bilancio 2013 include misure sul lato delle entrate, quali la riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, semplificando la struttura impositiva, l’ampliamento della base imponibile attraverso l’abolizione di taluni benefici fiscali e l’aumento dell’aliquota media migliorando allo stesso tempo la progressività; l’allargamento della base imponibile dell’imposta sul reddito delle società innalzando l’aliquota sui redditi da capitale; l’aumento delle accise e l’introduzione di modifiche nella tassazione degli immobili; c) sul lato della spesa, il bilancio per il 2013 individua misure quali la riduzione delle spese dell’amministrazione centrale, nel settore dell’istruzione, della sanità delle prestazioni sociali; la razionalizzazione delle sovvenzioni e dei trasferimenti sociali pubblici e privati; la riduzione dei trasferimenti agli enti locali e regionali; la riduzione della spesa salariale mediante la riduzione del personale permanente e temporaneo e della retribuzione degli straordinari; la diminuzione delle spese operative e in conto capitale delle imprese pubbliche; d) il Portogallo completa lo smaltimento dell’arretrato giudiziario; e) il Portogallo migliora le condizioni operative per le imprese riducendo gli oneri amministrativi tramite l’estensione a tutti i settori dell’economia delle riforme di semplificazione (progetti su sportello unico e abolizione delle autorizzazioni preventive). In particolare, il Portogallo adatta il contenuto e le informazioni disponibili presso lo sportello unico per assicurare il rispetto della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno5, e della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali6. Il Portogallo allevia le restrizioni di credito per le PMI anche con l’attuazione della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali7; f) il Portogallo adegua il contenuto e le informazioni disponibili presso lo sportello unico per quanto riguarda le normative applicabili ai 44 settori specifici che sono state modificate al fine di assicurare la conformità alla direttiva 2006/123/CE e adegua il contenuto e le informazioni disponibili presso lo sportello unico per quanto riguarda le normative applicabili ai 13 settori specifici che sono state modificate al fine di assicurare la conformità alla direttiva 2005/36/CE; g) il Portogallo prosegue l’attuazione del programma di privatizzazioni, che deve essere ampliato ad altre imprese e attività, oltre a quelle individuate nel protocollo d’intesa, da destinarsi alla vendita o alla concessione nel 2013. 8. Nel 2014 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche non supera il 2,5 % del PIL. Per conseguire questo obiettivo il Portogallo applica un accurato piano di riduzione della spesa equivalente a circa 4 miliardi di EUR nel biennio 2014-2015. Una revisione complessiva della spesa mirante a specificare tutte le fonti addizionali di risparmio è effettuata per il sesto riesame e le misure sono tutte specificate entro febbraio 2013. I piani di risanamento del bilancio per il biennio 2014-2015 sono pienamente definiti nel programma di stabilità per il 2013. 9. Per ripristinare la fiducia nel settore finanziario, il Portogallo mira a mantenere un livello adeguato di capitali nel suo settore bancario e provvede a un processo ordinato di riduzione della leva finanziaria. In tale ambito il Portogallo attua la strategia per il settore bancario portoghese concordata con la Commissione, la BCE e l’FMI in modo da preservare la stabilità finanziaria. In particolare, il Portogallo: a) consiglia alle banche di rafforzare le riserve di garanzie reali in maniera sostenibile; b) assicura che le banche raggiungano l’obiettivo del programma di un tasso del 10 % del capitale di base di classe 1 entro la fine del 2012. c) assicura una riduzione equilibrata e ordinata della leva finanziaria nel settore bancario, che resta fondamentale per eliminare permanentemente gli squilibri di finanziamento. I piani di finanziamento delle banche mirano a ridurre il rapporto prestiti/depositi indicativamente a circa il 120 % nel 2014 e a ridurre a medio termine la dipendenza dal finanziamento dell’Eurosistema. Tali piani di finanziamento sono sottoposti a riesame trimestrale; d) prosegue con la riorganizzazione della CGD, di proprietà pubblica; e) ottimizza il recupero delle attività trasferite dalla banca BPN alle tre società veicolo di proprietà pubblica esternalizzando la gestione delle attività a professionisti esterni, incaricati di recuperare progressivamente le attività. Il governo portoghese seleziona il professionista incaricato della gestione dei crediti attraverso una procedura di gara competitiva e prevede nel mandato incentivi adeguati a massimizzare le attività recuperate e minimizzare i costi operativi. Il governo portoghese assicura la cessione tempestiva delle controllate e delle attività detenute nelle altre due società veicolo di proprietà pubblica; f) sulla base della serie di proposte preliminari presentate per incoraggiare la diversificazione delle possibilità di finanziamento delle imprese, sviluppa e valuta le diverse opzioni prospettate per definire le priorità. Il governo portoghese valuta l’efficacia dei regimi di assicurazione dei crediti alle esportazioni finanziati dal governo e compatibili con la normativa dell’Unione al fine di adottare misure appropriate per promuovere le esportazioni; g) assicura le modalità del finanziamento iniziale e periodico del fondo di risoluzione delle crisi, in due fasi: in primo luogo, mediante l’adozione entro novembre 2012 di un decreto legge sui contributi delle banche al fondo e, in secondo luogo, mediante l’approvazione, a distanza di un mese, di una comunicazione di vigilanza sui contributi periodici specifici delle banche; adotta le comunicazioni di vigilanza sui piani di risanamento entro fine ottobre 2012; adotta il regolamento sui piani di risoluzione delle crisi entro fine novembre 2012; e adotta le norme in materia di creazione e gestione di banche ponte, in linea con le regole di concorrenza dell’Unione, entro fine ottobre 2012. La priorità è data all’esame dei piani di risanamento e successivi piani di risoluzione delle crisi delle banche di importanza sistemica; h) definisce un quadro che dia agli enti finanziari la possibilità di procedere alla ristrutturazione extragiudiziale del debito delle famiglie e delle PMI e attua un piano di azione per sensibilizzare il pubblico agli strumenti di ristrutturazione.

  3. 3) è aggiunto il seguente paragrafo: «10. Ai fini della corretta attuazione delle condizioni previste nel programma e della correzione duratura degli squilibri, la Commissione fornisce orientamento e consulenza continui sulle riforme strutturali, del bilancio e dei mercati finanziari. Nel quadro dell’assistenza da fornire al Portogallo, insieme all’FMI e in collaborazione con la BCE, la Commissione rivede periodicamente l’efficacia e l’impatto economico e sociale delle misure concordate e raccomanda le correzioni necessarie al fine di rafforzare la crescita e la creazione di posti di lavoro, assicurare il risanamento finanziario necessario e minimizzare gli effetti sociali negativi, in particolare per i gruppi più vulnerabili della società portoghese.»

Art. 2

La Repubblica portoghese è destinataria della presente decisione.

Fatto a Lussemburgo, il 9 ottobre 2012 Per il Consiglio Il presidente A. D. Mavroyiannis