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Decisione (PESC) 2020/1127 del Consiglio del 30 luglio 2020 che modifica la decisione (PESC) 2019/797, concernente misure restrittive contro gli attacchi informatici che minacciano l’Unione o i suoi Stati membri

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato dell’Unione europea, in particolare l’articolo 29,

vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

Il 17 maggio 2019 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2019/7971.

Le misure restrittive mirate contro gli attacchi informatici con effetti significativi che costituiscono una minaccia esterna per l’Unione o i suoi Stati membri fanno parte delle misure previste nel quadro dell’Unione relativo a una risposta diplomatica comune alle attività informatiche dolose (pacchetto di strumenti della diplomazia informatica) e sono uno strumento fondamentale per scoraggiare e contrastare tali attività. Le misure restrittive possono altresì essere applicate in risposta ad attacchi informatici con effetti significativi nei confronti di Stati terzi o organizzazioni internazionali, ove ritenuto necessario ai fini del conseguimento degli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune enunciati nelle pertinenti disposizioni dell’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

Il 16 aprile 2018 il Consiglio ha adottato conclusioni in cui condanna fermamente l’uso illecito di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, inclusi gli attacchi informatici pubblicamente noti come «WannaCry» e «NotPetya», che hanno causato danni significativi e perdite economiche nell’Unione e nel resto del mondo. Il 4 ottobre 2018 i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea e l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («alto rappresentante») hanno espresso serie preoccupazioni in una dichiarazione congiunta relativa a un tentativo di attacco informatico inteso a compromettere l’integrità dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) nei Paesi Bassi, un atto aggressivo che costituisce un oltraggio nei confronti del solenne obiettivo dell’OPCW. In una dichiarazione rilasciata a nome dell’Unione il 12 aprile 2019, l’alto rappresentante ha esortato i soggetti interessati a cessare di intraprendere attività informatiche dolose volte a compromettere l’integrità, la sicurezza e la competitività economica dell’Unione, ivi compreso il furto di proprietà intellettuale favorito dall’informatica. I furti favoriti dall’informatica comprendono quelli effettuati dal soggetto pubblicamente noto come «APT10» («Advanced Persistent Threat 10»).

In tale contesto e al fine di prevenire, scoraggiare e contrastare il persistere e l’aumento del comportamento doloso nel ciberspazio, sei persone fisiche e tre entità o organismi dovrebbero essere inseriti nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive che figura nell’allegato della decisione (PESC) 2019/797. Tali persone ed entità o organismi sono responsabili di attacchi informatici o tentati attacchi informatici, hanno fornito sostegno a tali attacchi, vi erano coinvolti o li hanno agevolati, compresi il tentativo di attacco informatico contro l’OPCW, gli attacchi informatici pubblicamente noti come «WannaCry» e «NotPetya», nonché la campagna «Operation Cloud Hopper».

È opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2019/797,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 30 luglio 2020 Per il Consiglio Il presidente M. Roth