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Decisione (PESC) 2024/951 del Consiglio del 22 marzo 2024 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29,

vista la decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani1, in particolare l'articolo 5, paragrafo 1,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2020/1999.

L'8 dicembre 2020, nella dichiarazione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a nome dell'Unione europea, relativa al regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, l'Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito il loro forte impegno a favore della promozione e protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani sottolinea la determinazione dell'Unione a rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. Far sì che tutti possano godere dei propri diritti umani è un obiettivo strategico dell'Unione. Il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani è un valore fondamentale dell'Unione e della sua politica estera e di sicurezza comune.

L'Unione è profondamente preoccupata per il costante deterioramento della situazione dei diritti umani in Russia. La guerra di aggressione illegale, ingiustificata e non provocata della Russia contro l'Ucraina ha ulteriormente accelerato la repressione interna in Russia, limitando drasticamente la libertà di opinione e di espressione e la libertà dei media e introducendo una censura di guerra.

L'Unione continua a condannare con fermezza il forte aumento della legislazione restrittiva e la repressione sistematica nei confronti della società civile e dei difensori dei diritti umani, nonché l'implacabile giro di vite contro i media indipendenti, singoli giornalisti e operatori dei media, membri dell'opposizione politica e altre voci critiche che operano in tutta la Russia e al suo 'esterno.

Il 19 febbraio 2024, nella dichiarazione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a nome dell'Unione europea, sulla morte di Alexei Navalny, l'Unione ha espresso indignazione per la sua morte e ha ricordato la propria ripetuta condanna riguardo all'avvelenamento e alle azioni di matrice politica adottate nei suoi confronti, tra cui la detenzione e i maltrattamenti nel sistema carcerario. Ha sottolineato che l'Unione farà tutto quanto in suo potere affinché la leadership politica e le autorità della Russia siano chiamate a rispondere della sua morte e imporrà ulteriori sanzioni.

L'Unione esorta nuovamente la Russia a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutte le persone detenute sulla base di accuse di matrice politica.

In tale contesto, è opportuno inserire 33 persone e 2 entità nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi oggetto delle misure restrittive di cui all'allegato della decisione (PESC) 2020/1999.

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2020/1999,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 22 marzo 2024 Per il Consiglio Il presidente H. Lahbib