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Decisione (PESC) 2025/2036 del Consiglio del 23 ottobre 2025 che modifica la decisione 2014/145/PESC concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,

vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

Il 17 marzo 2014 il Consiglio ha adottato la decisione 2014/145/PESC1.

Nelle sue conclusioni del 19 dicembre 2024 il Consiglio europeo ha ribadito la sua ferma condanna della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, che costituisce una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite, e ha riaffermato il suo perdurante sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale. Il Consiglio europeo ha dichiarato che gli sforzi volti a limitare ulteriormente la capacità della Russia di fare la guerra devono proseguire. Ha inoltre espresso la prontezza dell’Unione ad aumentare la pressione sulla Russia, anche adottando ulteriori sanzioni.

In considerazione del proseguimento e dell’escalation dell’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e in particolare della sua recente brutale campagna militare deliberatamente mirata alle infrastrutture civili, comprese le strutture energetiche, idriche e sanitarie, che ha causato gravi sofferenze alla popolazione civile e punta a compromettere la resilienza dell’Ucraina, il Consiglio ritiene necessario adottare ulteriori misure restrittive.

In particolare, il Consiglio ritiene che 22 persone e 42 entità responsabili di azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina debbano essere aggiunte all’elenco di persone, entità e organismi oggetto di misure restrittive che figura nell’allegato della decisione 2014/145/PESC.

Dall’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina nel 2022, le autorità ucraine stimano che la Russia abbia deportato e trasferito con la forza quasi 20000 minori ucraini, in Russia o nei territori ucraini illegalmente occupati dalla Russia. Tali minori, molti dei quali provenienti da orfanotrofi o separati dalle loro famiglie, spesso devono sottostare all’adozione forzata e a tentativi di cancellare la loro identità ucraina. Tali azioni sono state condannate come crimini di guerra dalle Nazioni Unite, il che ha portato a mandati d’arresto della Corte penale internazionale nel 2023 nei confronti di alti funzionari russi, compreso il presidente Putin. Inoltre, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha constatato che, attraverso la legislazione e i programmi educativi, la Russia ha sistematicamente perseguito politiche volte ad assimilare con la forza e indottrinare i minori ucraini al fine di sminuire la loro identità ucraina e inculcare sentimenti di patriottismo e identità nazionale filorussi. Tali politiche comprendono l’istruzione e la formazione militarizzate a scuola e in gruppi giovanili patriottici organizzati, al fine di promuovere il futuro servizio militare ai minori, compresi i minori nei territori occupati illegalmente in Ucraina. Tali deportazioni e trasferimenti forzati costituiscono violazioni dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della dignità umana, compresi il diritto alla vita privata, all’istruzione, alla partecipazione culturale e alla libertà di espressione e di accesso alle informazioni, e compromettono e minacciano la sovranità, la stabilità e la sicurezza dell’Ucraina.

Il Consiglio ritiene pertanto necessario introdurre un criterio aggiuntivo per inserire in elenco persone fisiche o giuridiche, entità o organismi responsabili di azioni o politiche che contribuiscono alla deportazione, al trasferimento forzato, all’assimilazione forzata, compreso l’indottrinamento, o all’istruzione militarizzata di minori ucraini, o che sostengono o attuano tali azioni o politiche.

È opportuno estendere a due società assicurative già inserite in elenco la deroga esistente relativa ai pagamenti che costituiscono un indennizzo o una prestazione riconosciuti a seguito dell’avverarsi di un rischio.

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione 2014/145/PESC,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 1

La decisione 2014/145/PESC è così modificata:

  1. 1) All’articolo 1, paragrafo 1, è aggiunta la lettera seguente: «k) delle persone fisiche responsabili di azioni o politiche, o che sostengono o attuano dette azioni o politiche, che contribuiscono alla deportazione, al trasferimento forzato, all’assimilazione forzata, compreso l’indottrinamento, o all’istruzione militarizzata di minori ucraini;» ;

  2. 2) l’articolo 2 è così modificato:

    1. a) al paragrafo 1, è aggiunta la lettera seguente: «n) persone fisiche o giuridiche, entità o organismi responsabili di azioni o politiche, o che sostengono o realizzano dette azioni o politiche, che contribuiscono alla deportazione, al trasferimento forzato, all’assimilazione forzata, compreso l’indottrinamento, o all’istruzione militarizzata di minori ucraini;» ;

    2. b) il paragrafo 28 è così modificato:

      1. i) nella frase introduttiva le parole «l’entità di cui alla voce numero 270» sono sostituite dalle parole «le entità di cui alle voci 56, 270 e 579»;

      2. ii) alla lettera a) le parole «l’entità di cui alla voce numero 270» sono sostituite dalle parole «le entità di cui alle voci 56, 270 e 579»;

  3. 3) L’allegato è modificato conformemente all’allegato della presente decisione.

Art. 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 23 ottobre 2025 Per il Consiglio Il presidente M. Bjerre