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Decisione (UE) 2026/962 della Commissione del 22 dicembre 2025 relativa alla misura SA.64153 (2022/C) (ex 2021/N) cui la Repubblica ceca ha dato esecuzione che fornisce aiuti per la trasmissione parallela in DVB-T2/HEVC della televisione terrestre [notificata con il numero C(2025) 8837] (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)

Testo vigente

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),

dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma dei suddetti articoli1, e tenuto conto di tali osservazioni,

1. PROCEDIMENTO

Il 14 febbraio 2018 sono pervenute alla Commissione due denunce: una da Česká asociace satelitních operátorů z. s. (in appresso: «ČASO») il 19 settembre 2016 e una da DIGI TV s.r.o. (attuale Telly s.r.o., in appresso: «Telly»). ČASO è un’associazione che rappresenta due società, Telly e Canal + Luxembourg2, che forniscono servizi televisivi via internet e satellite. L’oggetto di tali denunce era l’intenzione delle autorità ceche di sostenere finanziariamente gli operatori di piattaforme di televisione terrestre nella transizione dagli standard tecnici DVB-T3/MPEG-24 a quelli più avanzati DVB-T25/HEVC6. La Commissione ha ricevuto informazioni complementari negli anni successivi, fino a maggio 2021.

Il 2 dicembre 2016 le autorità ceche hanno notificato preventivamente diverse misure relative agli operatori di piattaforme televisive terrestri nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz. Tra il 2017 e il 2021 hanno avuto luogo diversi scambi scritti e numerose riunioni tra le autorità ceche e la Commissione. Si tratta delle misure seguenti:

  1. (1) compensazione dei costi per l’aggiornamento e la risintonizzazione delle reti di televisione digitale terrestre. Questa misura è stata oggetto della decisione della Commissione del 23 gennaio 2020 nel caso SA.55742, con cui la Commissione ha approvato la compensazione per le apparecchiature relative allo spettro («decisione nel caso SA.55742»)7;

  2. (2) compensazione dei costi per il funzionamento simultaneo delle reti DVB-T esistenti e delle reti di transizione DVB-T2;

  3. (3) proroga fino al 2030 delle assegnazioni di frequenze radio esistenti detenute dagli operatori di reti di televisione digitale terrestre. Questa misura è stata oggetto della decisione della Commissione del 15 marzo 2021 nel caso SA.55805 in cui si è concluso che la proroga delle assegnazioni dello spettro non costituiva aiuto («decisione nel caso SA.55085»)8.

Il 16 luglio 2021 le autorità ceche hanno notificato formalmente una misura intitolata «Simultaneous broadcast compensation related to the transition to DVB-T2 standard» [Compensazione per trasmissione simultanea connessa alla transizione verso lo standard DVB-T2] (di seguito, «la misura notificata», considerando 2, punto 2. Questa misura mira a compensare gli operatori delle piattaforme di trasmissione del digitale terrestre per quanto concerne: i) i costi di investimento in apparecchiature nuove necessarie per la costruzione e la gestione di reti DVB-T2 combinate con lo standard HEVC; e ii) le spese operative relative alla gestione delle nuove reti DVB-T2/HEVC parallelamente alle reti DVB-T originali tra il 1o marzo 2017 e il 18 marzo 2020 e tra il 1o luglio e il 31 ottobre 2020.

Con lettera del 3 giugno 2022 («decisione di avvio»), la Commissione ha informato la Cechia della propria decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea («TFUE» o «trattato») in relazione alla misura notificata e ha invitato la Cechia a presentare osservazioni. La decisione di avvio è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 22 luglio 20229. Nella stessa pubblicazione la Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni.

La Commissione ha ricevuto osservazioni dalla Cechia il 1o luglio 2022, dai beneficiari Ceske Radiokomunikace (CRa) il 22 agosto 2022 e Digital Broadcasting (DB) il 9 agosto 2022 e dal denunciante10 Telly il 21 settembre 2022. La Commissione ha trasmesso alla Cechia le osservazioni pervenute dagli interessati. La Cechia ha presentato le proprie osservazioni il 20 ottobre 2022 e il 3 novembre 2022.

La Commissione ha chiesto ulteriori informazioni alla Cechia il 29 luglio 2024 e ulteriori chiarimenti il 31 marzo 2025. La Cechia ha presentato osservazioni il 29 agosto 2024, il 14 marzo 2025, il 18 marzo 2025 e il 24 aprile 2025. Le autorità ceche hanno presentato altresì una lettera il 23 giugno 2025.

Con lettera del 10 gennaio 2022 la Cechia ha rinunciato ai diritti conferiti ai sensi dell’articolo 342 TFUE e dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1/195811 e ha acconsentito all’adozione e alla notifica in inglese della presente decisione. Il 4 luglio 2025 la Cechia ha confermato che la rinuncia linguistica si applica anche per l’adozione della presente decisione.

2. DESCRIZIONE DELLA MISURA NOTIFICATA

2.1. Ambito di applicazione della misura

La misura notificata riguarda la compensazione finanziaria da concedere a tre operatori di piattaforme di trasmissione del digitale terrestre per la diffusione della televisione digitale terrestre («TDT») che utilizzano reti di transizione dotate degli standard tecnici più avanzati DVB-T2 e HEVC. La misura notificata coprirebbe i costi ammissibili sostenuti dai tre operatori della TDT per i periodi compresi tra il 1o marzo 2017 e il 18 marzo 2020 e tra il 1o luglio e il 31 ottobre 2020. La misura notificata costituisce parte della strategia volta a liberare la banda dei 700 MHz dagli operatori della TDT conformemente alla decisione (UE) 2017/899 del Parlamento europeo e del Consiglio12 (in appresso: «decisione sull’uso della banda»), che assegna i 700 MHz a servizi a banda larga senza fili e impone la liberazione di tale spettro dai sistemi terrestri che forniscono servizi di trasmissione entro il 30 giugno 2020.

Le reti di transizione della TDT che utilizzavano standard più avanzati hanno operato parallelamente alle reti TDT esistenti (simulcast, ossia radiodiffusione simultanea) che utilizzavano standard più vecchi nel periodo compreso tra il 1o marzo 2017 e il 31 ottobre 2020, al fine di agevolare la transizione verso le tecnologie più recenti nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz.

La Cechia aveva inizialmente previsto che le reti di transizione sarebbero state in funzionamento fino al 30 giugno 2020. A causa della pandemia di COVID-19, la Cechia ne ha prorogato il funzionamento fino al 31 ottobre 2020. La Commissione ha inoltre approvato un aiuto per la proroga degli obblighi di radiodiffusione simultanea durante la pandemia di COVID-19, ai sensi del quadro temporaneo per la COVID-1913, con decisione della Commissione del 13 luglio 2021 nel caso SA.60062 («decisione nel caso SA.60062»)14, concernente la compensazione dei costi per la proroga di tali obblighi per il periodo dal 19 marzo 2020 al 30 giugno 2020.

2.2. Contesto della misura

La misura si inserisce nel contesto dell’obbligo imposto ai sistemi terrestri che forniscono servizi di trasmissione dalla decisione sull’uso della banda di liberare la banda dei 700 MHz (694-790 MHz) entro il 30 giugno 2020, al fine di consentire l’uso di tale banda per servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili. La possibilità di assegnare la banda dei 700 MHz a tali servizi è stata oggetto di discussioni in corso a livello europeo e internazionale. La Cechia aveva adottato misure per prepararsi a questo cambiamento. Le discussioni a livello di UE hanno portato all’adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’uso della banda (considerando 8).

2.2.1. Politica dell’UE in materia di spettro radio

Lo spettro radio è una risorsa pubblica scarsa che è essenziale per taluni settori e servizi, tra i quali la trasmissione televisiva e i servizi a banda larga senza fili. Lo spettro radio è suddiviso in bande di frequenza con denominazioni convenzionali designate dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT). Talune bande presentano caratteristiche tecniche che meglio si adattano a determinati tipi di servizi. L’uso di una banda da parte di un determinato servizio è soggetto a coordinamento a livello internazionale, al fine di prevenire interferenze transfrontaliere.

I servizi di televisione terrestre potevano inizialmente utilizzare l’intera banda di frequenza tra 470 MHz e 862 MHz. Tali frequenze presentano caratteristiche tecniche che possono essere utilizzate anche dai servizi a banda larga senza fili. Per questo motivo, i servizi di televisione terrestre sono stati progressivamente costretti a liberare parte di tale spettro e a comprimersi in una larghezza di banda più ristretta. Innanzitutto, il ricorso a tecnologie digitali per la trasmissione televisiva ha consentito un uso più efficiente dello spettro, il che ha consentito il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale. Nel 2012 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno deciso che la banda degli 800 MHz (790-862 MHz) sarebbe stata assegnata ai servizi a banda larga senza fili a partire dal gennaio del 201315. Di conseguenza i servizi di televisione terrestre sono migrati verso la banda inferiore (ossia la banda dei 470-790 MHz) durante il passaggio dalla trasmissione analogico a quella digitale.

Nel 2012 la Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni (World Radiocommunication Conference, WRC) ha deciso di assegnare la banda dei 700 MHz (banda dei 694-790 MHz) a partire dal 2015 sia ai servizi di trasmissione radiotelevisiva che ai servizi a banda larga senza fili. Nel suo parere del 19 febbraio 2015 il gruppo «Politica dello spettro radio» ha raccomandato l’adozione di un approccio coordinato in tutta l’Unione al fine di rendere la banda dei 700 MHz disponibile per un uso efficace per i servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili entro la fine del 202016.

Sulla base di una proposta della Commissione17, la decisione sull’uso della banda adottata dai colegislatori nel maggio 2017 prevedeva l’obbligo per gli Stati membri di assegnare la banda dei 700 MHz esclusivamente ai servizi a banda larga senza fili entro il 30 giugno 2020. Tale decisione ha riconosciuto che la banda dei 700 MHz è una risorsa preziosa per fornire allo stesso tempo capacità aggiuntiva e copertura universale per i servizi a banda larga senza fili, in particolare nelle zone rurali, montane e insulari, nonché per l’uso in ambienti interni18. Di conseguenza, entro il 30 giugno 2020, la banda dei 700 MHz doveva essere messa a disposizione dei sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili19. Gli Stati membri dovevano adottare tabelle di marcia nazionali per agevolare l’uso della banda di frequenza dei 700 MHz per i servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili terrestri, garantendo allo stesso tempo la continuità dei servizi di trasmissione televisiva che liberano la banda20 migrando nel contempo quest’ultima verso una banda inferiore, la banda al di sotto dei 700 MHz (banda dei 470-694 MHz). Sulla base di motivi debitamente giustificati, gli Stati membri potevano essere autorizzati a ritardare la liberazione della banda dei 700 MHz per un periodo massimo di due anni21.

Per quanto concerne un’eventuale compensazione dei costi connessi alla liberazione della banda dei 700 MHz, la decisione sull’uso della banda stabilisce che «[g]li Stati membri possono, se del caso e in conformità del diritto dell’Unione, garantire che un’adeguata compensazione per il costo diretto della migrazione o della riassegnazione dell’uso dello spettro, in particolare quello a carico degli utenti finali, sia fornita in maniera tempestiva e trasparente allo scopo, tra l’altro, di agevolare la transizione verso tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente»22. Nello specifico, la decisione sull’uso della banda ha individuato gli standard DVB-T2/HEVC come tecnologie che utilizzano lo spettro in modo efficiente23. Tuttavia la decisione sull’uso della banda ha ricordato che l’ambito di applicazione e il meccanismo di tale eventuale compensazione dovrebbero essere conformi con gli articoli 107 e 108 TFUE24.

La decisione sull’uso della banda prevedeva inoltre l’obbligo per gli Stati membri di garantire la disponibilità dei servizi di televisione terrestre al di sotto dei 700 MHz almeno fino al 203025.

2.2.2. Politica ceca pertinente in materia di spettro per la televisione

La Cechia ha approvato l’avvio della trasmissione della televisione digitale nel 2004. La transizione dalla trasmissione analogica a quella digitale ha avuto luogo tra il 2008 e il 2012.

Nel 2013 la Cechia ha elaborato una strategia denominata Digitalni Cesko 2.026 nella quale si affermava che l’uso dello standard DVB-T2 era l’unico modo possibile per sviluppare la trasmissione terrestre27, in particolare per trasmettere formati più avanzati quali la televisione ad alta definizione (HDTV). In tale strategia è stato riconosciuto che l’HDTV sarebbe stata necessaria per soddisfare le esigenze dei telespettatori e che sarebbe stato necessario un uso più efficiente dello spettro, impiegando lo standard DVB-T2. In detta strategia è stato sottolineato altresì il progresso tecnologico di altre piattaforme, quali quelle satellitari28, e l’importanza di garantire la disponibilità di apparecchi televisivi compatibili per gli utenti finali.

Nel contesto delle discussioni in corso in merito al futuro utilizzo della banda dei 700 MHz, al fine di liberare i 700 MHz dai sistemi terrestri per i servizi di trasmissione, la Cechia ha adottato una strategia il 20 luglio 2016 e le basi giuridiche per garantire tale processo il 19 luglio 2017 e il 29 agosto 2018 (considerando 26). Parallelamente, la Cechia e i paesi vicini hanno avviato negoziati in materia di coordinamento sulla distribuzione dei canali di frequenza al fine di garantire la liberazione della banda dei 700 MHz e la transizione di tali sistemi nella banda al di sotto dei 700 MHz. Gli accordi riveduti sono stati firmati il 13 settembre 2017 con Germania e Polonia, il 30 novembre 2017 con la Slovacchia, il 12 dicembre 2017 con l’Ungheria e il 28 dicembre 2017 con l’Austria.

2.2.3. Descrizione del mercato dei servizi di radiodiffusione televisiva in Cechia

Il mercato dei servizi di radiodiffusione in Cechia è servito da quattro piattaforme tecnologiche: televisione digitale terrestre (TDT), televisione via cavo, via satellite e via internet (protocollo IP-TV, IPTV). La piattaforma TDT trasmette canali televisivi in chiaro (FTA TV – free-to-air TV), compresi le reti televisive pubbliche. Le tecnologie via cavo, via satellite e IPTV trasmettono principalmente servizi di televisione a pagamento.

Secondo le autorità ceche, il passaggio dall’analogico al digitale per i servizi di radiodiffusione terrestre si è verificato tra il 2008 e il 2012 e ha inciso sulle quote di mercato delle diverse tecnologie attive su tale mercato. Durante tale periodo, la televisione terrestre ha perso il 13 % della sua quota di mercato, la televisione via satellite ha guadagnato il 9 %, quella via cavo ha perso il 3 % e l’IPTV ha aumentato la sua quota del 2 %29.

All’inizio del 2019 il 58 % della popolazione guardava contenuti televisivi attraverso la piattaforma TDT (il 40 % delle famiglie si affidava esclusivamente alla piattaforma TDT). La televisione via satellite era utilizzata da circa il 25 % delle famiglie, quella via cavo dal 17 % e l’IPTV dall’8 %. Nel 2023 le autorità ceche hanno stimato che la televisione terrestre era scesa al 52,9 %, quella via satellite al 19,7 %, mentre la televisione via cavo e l’IPTV erano salite al 42,1 %.

Quattro soggetti, ossia Česká televize30, Ceske Radiokomunikace a.s. (in appresso: «CRa»)31, Czech Digital Group (in appresso: «CDG») e Digital Broadcasting s.r.o. («DB»), detenevano diritti d’uso dello spettro per la trasmissione mediante radiodiffusione della televisione digitale terrestre a livello nazionale, originariamente nella banda al di sotto dei 700 MHz e in quella dei 700 MHz, e soltanto nella banda al di sotto dei 700 MHz dopo la liberazione della banda dei 700 MHz. In particolare, prima della loro proroga fino al 2030, i diritti d’uso delle frequenze avrebbero dovuto scadere l’11 maggio 2021 per CRa, il 4 marzo 2022 per DB, il 30 maggio 2023 per Česká televize e il 10 gennaio 2024 per CDG. I titolari di diritti d’uso delle frequenze erano soggetti a obblighi di copertura che variavano dal 95,1 % al 99,9 % della popolazione32. A seguito delle misure messe in atto dalle autorità ceche, nel 2019 tali diritti sono stati prorogati fino al 2030.

Prima dell’aggiornamento con passaggio allo standard DVB-T2 esistevano quattro reti di trasmissione della TDT (note anche come multiplex) che utilizzavano lo standard DVB-T in Cechia, gestite dai quattro soggetti di cui sopra (Česká televize, CRa, CDG e DB). Durante la transizione tra il 2017 e il 2020 sono state utilizzate tre reti di transizione che utilizzavano lo standard DVB-T2, trasmettendo parallelamente alle quattro reti originali. Dopo la transizione, sono rimaste in funzione quattro reti DVB-T2.

  1. (1) Česká televize è l’emittente pubblica che gestisce la rete esistente 1, la rete di transizione 11 e ora la rete finale 21. La gestione della rete di Česká televize è esternalizzata a CRa;

  2. (2) CRA gestiva la rete esistente 2, la rete di transizione 12 (utilizzata per la radiodiffusione simultanea dei contenuti delle reti esistenti 2 e 3) e ora gestisce la rete finale 22;

  3. (3) CDG (una controllata del gruppo CRa) gestiva la rete esistente 3 e ora gestisce la rete finale 23. CDG non era tenuta a installare e gestire una rete di transizione. La radiodiffusione simultanea della rete 3 si basava sulla capacità della rete di transizione 21 gestita da CRa;

  4. (4) DB gestiva la rete esistente 4, la rete di transizione 13 e ora la rete finale 24.

2.3. Descrizione dettagliata della misura

2.3.1. Base giuridica

La base giuridica della misura è rappresentata dagli atti giuridici seguenti:

  1. (1) legge n. 127/2005 sulle comunicazioni elettroniche e che modifica alcuni atti correlati («legge sulle comunicazioni elettroniche»);

  2. (2) risoluzione governativa n. 648/2016, del 20 luglio 2016, sulla strategia per lo sviluppo della trasmissione della televisione digitale terrestre («strategia del 2016»);

  3. (3) legge n. 252/2017, del 19 luglio 2017, che modifica la legge n. 127/2005 sulle comunicazioni elettroniche e che modifica alcune leggi correlate, come modificata, e legge n. 483/1991 Sb., sulla televisione ceca, come modificata («modifica digitale»);

  4. (4) il «piano tecnico di transizione» per la transizione dallo standard DVB-T allo standard DVB-T2, adottato con decreto governativo n. 199/2018 racc. del 29 agosto 201833.

2.3.1.1. La strategia del 2016

La strategia del 2016 definiva la politica per quanto concerne lo sviluppo della trasmissione della televisione terrestre nel periodo fino al 2030. La logica alla base della strategia del 2016 era quella di garantire la transizione verso standard tecnici più avanzati (ossia il DVB-T2 e l’HEVC) garantendo nel contempo la liberazione della banda dei 700 MHz. La strategia è rimasta alla base delle successive misure legislative e della notifica della misura oggetto di notifica.

La strategia del 2016 prendeva atto dei negoziati dell’UE allora in corso per la liberazione della banda dei 700 MHz, compresa la proposta della Commissione relativa alla decisione sull’uso della banda. Prevedeva la liberazione della banda dei 700 MHz tra il 2020 e il 2022 (indicando che all’epoca la Commissione preferiva entro il 2020). La strategia del 2016 prendeva altresì atto delle conclusioni della WRC del 2015 che confermavano l’uso della banda al di sotto dei 700 MHz per la TDT almeno fino al 2030.

La strategia in questione individuava inoltre le sfide che la piattaforma TDT si sarebbe trovata ad affrontare, in particolare il rischio di scomparsa o di riduzione sostanziale a seguito della liberazione della banda dei 700 MHz in assenza di ulteriori misure. La TDT è stata l’unica piattaforma che offriva servizi televisivi in chiaro (FTA TV) in Cechia, coprendo oltre il 60 % delle famiglie. I portatori di interessi della piattaforma TDT (emittenti televisive e operatori di reti TDT) hanno espresso un chiaro consenso in merito alla liberazione della banda dei 700 MHz attraverso una transizione controllata dallo Stato verso lo standard DVB-T2/HEVC, che consentiva un uso più efficiente dello spettro. La transizione verso il DVB-T2/HEVC ha dovuto avvenire prima della liberazione dello spettro dei 700 MHz, in particolare al fine di mantenere la televisione in chiaro in Cechia, dato che altrimenti si sarebbe rischiato un drastico calo della disponibilità della TDT per la popolazione. La transizione sarebbe stata effettuata in modo accelerato e obbligatorio rispetto al normale ciclo di sostituzione dei televisori per i cittadini. La sostenibilità a lungo termine della piattaforma TDT comportava un processo continuo di miglioramento della qualità a livello tanto di suono quanto di immagine. All’epoca, nelle reti esistenti non esisteva alcuna capacità in termini di emissioni HD o Ultra HD. Al fine di soddisfare la necessità di una maggiore capacità e di far fronte alla significativa perdita di spettro per la TDT, nell’ambito della strategia si è ritenuto necessario utilizzare il DVB-T2/HEVC per le future reti.

La strategia individuava gli obiettivi seguenti nel processo di liberazione della banda dei 700 MHz dalla TDT: i) il mantenimento dello status quo nel mercato della trasmissione televisiva a seguito della migrazione nonché la riduzione al minimo delle interferenze negative sul mercato al fine di evitare la scomparsa della piattaforma TDT; ii) la garanzia dello sviluppo della piattaforma TDT, la conservazione a lungo termine della banda al di sotto dei 700 MHz e l’uso efficace dello spettro disponibile attraverso tecnologie di trasmissione che utilizzano lo spettro in modo efficiente (ossia lo standard di trasmissione DVB-T2) e il miglioramento della qualità dell’immagine e del suono; iii) un processo di migrazione socialmente accettabile che prendesse in considerazione la sostituzione delle apparecchiature di ricezione presso le famiglie; iv) la garanzia dell’esistenza di sei reti DVB-T2 a livello nazionale dopo la liberazione della banda dei 700 MHz34, che richiedevano l’utilizzo di grandi reti a frequenza unica (SFN – Single Frequency Network)35.

La strategia del 2016 prevedeva l’adozione di atti legislativi volti a stabilire la procedura per la liberazione della banda dei 700 MHz dai servizi di TDT e a garantire un sostegno finanziario per la liberazione della banda dei 700 MHz, compreso il sostegno alla transizione verso lo standard di trasmissione DVB-T2 e alla trasmissione parallela. Era prevista una modifica della legge sulle comunicazioni elettroniche che avrebbe consentito il rimborso dei costi direttamente connessi al completamento della transizione verso il DVB-T2.

La strategia del 2016 prevedeva la creazione di reti di transizione DVB-T2 e un periodo di trasmissione in radiodiffusione simultanea (ossia in parallelo) delle reti DVB-T esistenti e delle reti di transizione. Il settore della televisione terrestre e le autorità governative hanno convenuto sulla necessità di avviare un processo controllato di passaggio allo standard DVB-T2 tramite tre reti di transizione. Le quattro reti DVB-T (1, 2, 3 e 4) esistenti all’epoca sarebbero state sostituite da quattro reti finali DVB-T2 (21, 22, 23 e 24). Le reti 21, 22 e 23 sarebbero state reti nazionali che utilizzavano le stesse ubicazioni di trasmettitori esistenti delle reti 1, 2 e 3. La rete 24 sarebbe stata trasformata per consentire la trasmissione regionale sulla base della compatibilità con la rete 4. Era previsto il ricorso a tre reti di transizione A (a livello nazionale), B (a livello nazionale) e R36 (con trasmissione regionale). La rete di transizione A avrebbe perseguito la massima compatibilità con la rete 1 e la rete finale 21; la rete di transizione B era associata alle reti 2 e 3 e alle reti finali 22 e 23. La rete R sarebbe stata regionalizzata e associata alla rete esistente 4 e alla rete finale 24. Le reti di transizione dovevano essere concepite in modo tale da consentirne, per quanto possibile, la successiva trasformazione nelle reti finali. Le reti DVB-T2 dovevano avere una copertura adeguata di segnale37. In futuro si prevedeva l’introduzione di due reti finali supplementari, ossia le reti 25 e 26.

La radiodiffusione simultanea era necessaria, tra l’altro, al fine di stimolare l’acquisto di strutture adeguate di ricezione da parte delle famiglie. Qualora consentito dal coordinamento internazionale, l’inizio della diffusione era previsto nel 2016 e lo spegnimento dei trasmettitori DVB-T avrebbe dovuto avvenire all’inizio del 2021. La strategia prevedeva il periodo 2016-2021 per la radiodiffusione simultanea, ipotizzando un minimo di tre anni di tale trasmissione simulcast a livello nazionale al fine di stimolare le famiglie a dotarsi di nuovi ricevitori televisivi o ricevitori digitali compatibili38. Il sostegno alle famiglie doveva includere la certificazione di apparecchiature compatibili.

La strategia constatava la necessità di compensare gli operatori della TDT per la transizione nel rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato, tenendo conto del ciclo naturale di investimenti della TDT39, degli accordi contrattuali esistenti con le emittenti che erano stati stabiliti in vista del periodo 2021-2024 e dei costi di investimento nella transizione controllata40.

La strategia sottolineava altresì la necessità di compensare gli operatori della TDT per la liberazione anticipata dei 700 MHz prima della scadenza delle pertinenti assegnazioni delle frequenze radio. Secondo la strategia del 2016, la liberazione anticipata non sarebbe stata possibile in assenza di un accordo chiaro tra lo Stato, gli operatori della TDT e le emittenti televisive che avevano concluso contratti validi con gli operatori della TDT. Tale compensazione avrebbe riguardato gli operatori interessati dalla liberazione dei 700 MHz le cui assegnazioni delle frequenze sarebbero scadute dopo il 2020, al fine di evitare di peggiorare la loro posizione, altrimenti sarebbe stato probabile che tali operatori avrebbero avviato controversie in materia di protezione degli investimenti nei confronti della Cechia41. In assenza della migrazione forzata, la transizione naturale al DVB-T2 avrebbe probabilmente avuto luogo in un arco di tempo molto più lungo, intorno al 2024-2025.

La strategia del 2016 stimava l’importo totale della compensazione per gli operatori della TDT relativa alla transizione a 441-627 milioni di CZK (circa 17-25 milioni di EUR)42, di cui 298-416 milioni di CZK (circa 11,6-16,3 milioni di EUR) corrispondevano alla radiodiffusione simultanea (ossia alla gestione delle reti di transizione).

La strategia del 2016 prevedeva inoltre la procedura per la compensazione mediante il conto radiocomunicazioni. Le domande di compensazione avrebbero dovuto essere presentate dagli operatori di rete entro sei mesi dalla data in cui sono stati sostenuti i costi o entro tre mesi dalla data di entrata in vigore dell’allora futura modifica digitale. L’Ufficio ceco delle telecomunicazioni («CTU» – Český telekomunikační úřad) era incaricato della verifica delle domande.

2.3.1.2. La legge sulle comunicazioni elettroniche

La legge sulle comunicazioni elettroniche è il testo normativo principale per le comunicazioni elettroniche e la politica in materia di spettro radio in Cechia. Prima della strategia del 2016, la legge sulle comunicazioni elettroniche consentiva già al CTU di modificare le autorizzazioni all’uso delle frequenze radio qualora ciò fosse necessario ai fini dell’adempimento di impegni connessi all’adesione della Cechia all’Unione. Tali modifiche potevano comportare una compensazione per i costi sostenuti dai titolari delle autorizzazioni.

In particolare, l’articolo 19, primo comma, lettera b), della legge sulle comunicazioni elettroniche prevedeva che il CTU potesse decidere di modificare (o addirittura revocare ai sensi del quarto comma, lettera c)) l’autorizzazione all’uso delle frequenze radio, se necessario al fine di rispettare gli impegni derivanti dall’adesione della Repubblica ceca all’Unione, alla NATO o a organizzazioni internazionali43. Il CTU era tenuto a indennizzare il titolare dell’autorizzazione per tutti i costi effettivamente e deliberatamente sostenuti, attraverso il conto «Radiocomunicazioni» ai sensi dell’articolo 27.

L’articolo 27 della legge sulle comunicazioni elettroniche prevede il conto «Radiocomunicazioni», così come compensazioni per eventuali modifiche di diritti d’uso dello spettro:

  1. (1) il primo comma indica che il conto «Radiocomunicazioni», amministrato dal CTU, deve essere utilizzato ai fini della compensazione, dei costi sostenuti in modo efficiente e mirato, a favore dei titolari di un’autorizzazione all’uso di frequenze radio o del ministero della Difesa per l’uso delle frequenze radio per scopi militari a seguito di eventuali modifiche apportate all’uso dello spettro radio per motivi rientranti tra quelli specificati all’articolo 19, primo comma, lettera b);

  2. (2) il quinto comma descrive la procedura per la richiesta di compensazione44. La richiesta va presentata al CTU, corredata della documentazione giustificativa. Il CTU valuta la richiesta, stabilendo l’importo finale della compensazione;

  3. (3) il sesto comma descrive le categorie di costi per le quali può essere richiesta una compensazione, compresi i costi di adeguamenti tecnici, i costi ammortizzati di apparecchiature dismesse, i costi di smantellamento e disattivazione di apparecchiature e i costi per garantire in modo diverso i servizi di comunicazione elettronica forniti attraverso le frequenze radio esistenti, per il tempo necessario a garantire le misure tecniche necessarie per effettuare le modifiche nell’uso di frequenze radio45.

2.3.1.3. La modifica digitale

La modifica digitale ha introdotto modifiche legislative della legge sulle comunicazioni elettroniche, incaricando il governo di preparare il piano tecnico di transizione per la televisione digitale terrestre dal DVB-T al DVB-T2/HEVC al fine di liberare la banda dei 700 MHz, compresa la creazione di reti di transizione, nonché di stabilire la compensazione corrispondente.

L’articolo II, secondo comma, della modifica digitale stabiliva che il piano tecnico di transizione avrebbe specificato i termini, le condizioni e le procedure per la fornitura della TDT utilizzando lo standard DVB-T2, compresi lo smantellamento e lo spegnimento della TDT nel contesto dello standard DVB-T.

L’articolo II, terzo comma, della modifica digitale indicava che i titolari di assegnazioni di frequenze radio per la diffusione di trasmissioni televisive digitali su scala nazionale secondo lo standard DVB-T avrebbero istituito reti di transizione, per le quali il CTU avrebbe rilasciato autorizzazioni individuali all’uso di frequenze radio46. Tale disposizione indica che rientrano in tale contesto anche le autorizzazioni individuali per le reti di transizione che possono essere state rilasciate prima della modifica digitale, ma non prima del 20 luglio 2016 (ossia la data di adozione della strategia del 2016).

L’articolo II, sesto comma47, indica che i titolari di frequenze radio assegnate alle reti nazionali secondo lo standard DVB-T hanno diritto al rimborso dei costi effettivamente ed efficientemente sostenuti nel processo di transizione verso lo standard DVB-T2 al fine di garantire tecnicamente il servizio di diffusione della trasmissione della televisione terrestre utilizzando reti di transizione. L’articolo 27, quinto e sesto comma, della legge sulle comunicazioni elettroniche è stato applicato ai fini della valutazione della domanda di rimborso e del pagamento del rimborso dal conto radiocomunicazione.

I costi elencati all’articolo 27 della legge sulle comunicazioni elettroniche sono stati stimati sulla base di uno studio esterno del maggio 2017 («studio ADL»)48 commissionato dalla Cechia, basato su listini prezzi e informazioni aggiornate sulla costruzione delle reti di transizione e finali in termini di frequenze radio utilizzate. La Cechia ha inoltre fornito una versione aggiornata dello studio ADL datata 2 agosto 2019 («studio ADL aggiornato»)49. Lo studio ADL aggiornato ha analizzato diversi scenari al fine di individuare la risposta adeguata al fallimento del mercato innescato dalla liberazione forzata della banda dei 700 MHz. Tali scenari sono: i) l’aggiornamento con passaggio al DVB-T2 con trasmissione parallela; ii) l’aggiornamento con passaggio al DVB-T2 senza trasmissione parallela; e iii) il mantenimento del DVB-T pur ipotizzando una riduzione della copertura50. Lo studio ha fornito una valutazione qualitativa e quantitativa dei costi totali dei diversi scenari per i diversi portatori di interessi (ossia gli operatori della TDT, le emittenti televisive, le famiglie e lo Stato). Nello studio ADL aggiornato, si è ritenuto che gli operatori della TDT risentissero negativamente dell’esternalità della liberazione forzata della banda dei 700 MHz, a differenza della transizione dalla trasmissione analogica a quella digitale che ha interessato tutte le piattaforme tecnologiche. Per quanto concerne gli operatori della TDT, lo studio ha operato una distinzione tra i costi per i quali esisteva una base giuridica per la compensazione51 e altri costi (costo del capitale investito nelle reti di transizione e mancato guadagno derivante da contratti con le emittenti52) che sono stati considerati suscettibili di contenzioso nel contesto di eventuali procedimenti arbitrali derivanti da una revoca anticipata delle assegnazioni di frequenze in assenza di un accordo con lo Stato. Per quanto concerne le emittenti, lo studio ha quantificato i costi degli adeguamenti tecnici e il mancato guadagno derivante dalla pubblicità. Per quanto concerne le famiglie, lo studio ha quantificato i costi di sostituzione dei ricevitori. Infine, per lo Stato, lo studio ADL ha quantificato i costi derivanti dall’informare i cittadini e dalla gestione della transizione. Nel complesso, lo studio ha constatato che lo scenario dell’aggiornamento con passaggio al DVB-T2 con trasmissione parallela era preferibile a uno scenario privo di trasmissione parallela. L’aggiornamento con passaggio al DVB-T2 con trasmissione parallela richiedeva il pagamento di una compensazione più elevata agli operatori della TDT (ai sensi della legge sulle comunicazioni elettroniche e della modifica digitale), pur riducendo notevolmente gli importi che gli operatori della TDT avrebbero potuto richiedere nel contesto di un eventuale arbitrato. Anche i costi per altri portatori di interessi (emittenti, famiglie e Stato) sono stati considerati inferiori in caso di ricorso alla radiodiffusione parallela.

L’articolo II, ottavo comma, stabilisce che i costi devono essere sostenuti entro la data dello spegnimento delle reti DVB-T. Sono ammissibili i costi sostenuti prima dell’entrata in vigore della modifica digitale, ma non prima del 20 luglio 2016 (ossia la data di adozione della strategia del 2016). Le richieste di rimborso dei costi sostenuti prima della modifica digitale dovevano essere presentate entro sei mesi dall’entrata in vigore della modifica stessa.

La modifica digitale prevedeva inoltre la possibilità di prorogare la durata dei diritti d’uso esistenti delle frequenze della televisione terrestre fino al 31 dicembre 203053. La Commissione ha concluso che tale proroga non costituiva un aiuto di Stato (decisione nel caso SA.55805).

La Cechia ha indicato che l’articolo I, secondo comma, della modifica digitale costituisce una clausola sospensiva ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, TFUE54.

2.3.1.4. Il piano tecnico di transizione

Il piano tecnico di transizione ha stabilito le condizioni tecniche dettagliate per la transizione. L’articolo 3 ha individuato le quattro reti esistenti (1, 2, 3 e 4), le tre reti di transizione (11, 12 e 13) e le quattro reti finali (21, 22, 23 e 24). L’articolo 5 ha stabilito che le reti finali 21, 22, 23 e 24 avrebbero sostituito rispettivamente le reti esistenti 1, 2, 3 e 4. La rete di transizione 11 è intesa fornire la trasmissione simultanea rispetto alla rete esistente 1; la rete di transizione 12 rispetto alle reti esistenti 2 e 3; e la rete di transizione 13 rispetto alla rete esistente 4.

Le condizioni dettagliate per ciascun trasmettitore (ad esempio le date di spegnimento55, i periodi di radiodiffusione simultanea, i canali di frequenza da utilizzare, ecc.) sono state specificate negli allegati da 1 a 4, rispettivamente per le reti da 1 a 456:

Numero di trasmettitori ad alta potenzaNumero di trasmettitori a bassa potenzaNumero di frequenze DVB-T utilizzateNumero di frequenze DVB-T2 utilizzateTrasmissione parallela
Inizio (min/max)Fine (min/max)Durata in mesi (min/med/max)
Rete 12792103mar-18 giu-18nov-19 mag-2020 – 23 – 26
Rete 22651125mar-17 gen-19gen-20 giu-2013 – 31 – 39
Rete 3243115mar-17 gen-19gen-20 giu-2013 – 31 – 39
Rete 4323389ago-17 giu-18gen-20 mag-2019 – 24 – 29

Il piano tecnico di transizione è stato modificato durante la pandemia di COVID-19 (nota 33), posticipando lo spegnimento al 31 ottobre 2020.

La Cechia ha spiegato che il processo di migrazione effettivo è iniziato nel marzo 2017, quando gli operatori della TDT interessati hanno gradualmente istituito le reti di transizione che operavano su frequenze temporaneamente disponibili. Le reti DVB-T esistenti sono state gradualmente spente a partire dal novembre 2019. Le reti finali sono state parzialmente costruite sulle reti di transizione. In larga misura, le reti di transizione hanno trasmesso gli stessi contenuti trasmessi sulle reti esistenti, mentre alcuni programmi televisivi sono stati trasmessi in HD nelle reti di transizione. La capacità totale di ciascuna rete interessata dalla transizione è aumentata in modo sostanziale: per le reti originarie 1, 2 e 4 era pari a 64,6 Mbit/s61, mentre per le tre reti di transizione 11, 12 e 13 è salita a 99,6 Mbit/s e per le tre reti finali 21, 22 e 24 è salita a 103,6 Mbit/s.

2.3.2. Beneficiari

I beneficiari sono i tre operatori della TDT che erano tenuti a creare e gestire reti di transizione durante il periodo di radiodiffusione simultanea ai fini della migrazione allo standard DVB-T2 nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz. Tali operatori detenevano diritti d’uso delle frequenze per la trasmissione parallela nella banda dei 700 MHz che andavano oltre il 2020. I beneficiari sono Česká televize (rete di transizione 11), CRa (rete di transizione 12) e DB (rete di transizione 13).

Il quarto operatore della TDT titolare di diritti di frequenza nella banda dei 470-790 MHz, CDG (rete esistente 3), non era tenuto a istituire una rete di transizione e pertanto non aveva diritto a ricevere una compensazione. Durante la migrazione i contenuti della rete 3 sono stati trasmessi attraverso la rete di transizione 12, gestita da CRa. CDG appartiene al gruppo di società CRa.

2.3.3. Forma dell’aiuto, bilancio e durata

L’aiuto assumerà la forma di sovvenzioni dirette.

Il conto «Radiocomunicazioni» gestito dal CTU finanzierà la misura. Il CTU è l’autorità nazionale di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche. Il conto «Radiocomunicazioni» (cfr. considerando 40) è finanziato dai contributi versati dai titolari di diritti d’uso delle frequenze. L’importo dei contributi è stabilito dal governo in un regolamento. Il CTU, nella sua veste di amministratore del conto «Radiocomunicazioni», rimborserà i costi ammissibili ai beneficiari.

La misura copre i costi sostenuti nel periodo dal 1o marzo 2017 al 18 marzo 2020 e dal 1o luglio 2020 al 31 ottobre 2020. I costi devono essere stati sostenuti entro la data dello spegnimento delle reti DVB-T.

I beneficiari devono presentare la loro richiesta di compensazione entro sei mesi dall’entrata in vigore della modifica digitale (considerando 46). In applicazione dell’articolo 27 della legge sulle comunicazioni elettroniche, il CTU è incaricato di esaminare le domande di aiuto nel contesto della misura. Il CTU è responsabile della valutazione dell’accuratezza dei costi sostenuti.

I tre beneficiari hanno presentato le loro domande e il CTU ha completato il proprio audit. Il bilancio definitivo dell’aiuto dopo l’audit del CTU ammonta a 473391429 CZK (circa 18 milioni di EUR), che corrisponde a [0-500000000] CZK62 (circa [0-20] milioni di EUR) per Česká televize, [0-250000000] CZK (circa [0-10] milioni di EUR) per CRa e [0-250000000] CZK (circa [0-10] milioni di EUR) per DB.

La Cechia si è impegnata a versare l’aiuto soltanto dopo la notifica di una decisione della Commissione che approvi la misura notificata.

2.3.4. Costi ammissibili

La misura notificata mira a compensare i costi sostenuti per la gestione delle reti di transizione durante la fase di radiodiffusione simultanea dal 1o marzo 2017 al 18 marzo 2020 e dal 1o luglio 2020 al 31 ottobre 202063. La misura non copre i costi sostenuti dopo la fine del periodo transitorio, quale modificato (ossia il 31 ottobre 2020).

I costi ammissibili, nel periodo pertinente, sono i costi sostenuti per il funzionamento delle reti di transizione durante il periodo di radiodiffusione simultanea per ciascun trasmettitore: i) le spese in conto capitale tramite i costi di ammortamento relativi alle nuove apparecchiature ai fini della costruzione e della gestione delle reti di transizione; e ii) le spese operative incrementali dirette delle tre reti di transizione64:

  1. (1) per quanto riguarda le spese in conto capitale ammissibili, sono ammissibili i costi per le voci seguenti: a) trasmettitori, convertitori, alimentatori di antenne, nonché installazione e materiali di installazione corrispondenti; b) multiplatori, reti di distribuzione dei dati, nonché installazione e materiali di installazione corrispondenti; c) testa di rete (compresi i costi relativi all’HEVC); d) raffrescamento e relativa installazione; e) apparecchiature di misurazione; f) ricevitori GPS, alimentazione elettrica non interrompibile65;

  2. (2) per quanto riguarda le spese operative ammissibili, sono ammissibili le voci di costo seguenti: a) energia elettrica; b) retribuzioni per la manutenzione e/o la riparazione di apparecchiature; e c) percorsi di trasmissione (in caso di locazione), alimentazione elettrica non interrompibile (in caso di locazione), l’adeguamento dei collegamenti elettrici da parte del proprietario dell’edificio.

I costi relativi alle spese in conto capitale corrispondono all’ammortamento degli attivi durante il periodo pertinente. La Cechia ha spiegato che l’ammortamento rispecchia la vita utile economica degli attivi. Le autorità ceche hanno riferito che, secondo i registri contabili degli operatori66, la durata di vita e quindi la durata dell’ammortamento varia tra tre e 10 anni, a seconda dell’attivo specifico67.

La Cechia ha spiegato che gli investimenti oggetto della misura notificata ai fini della costruzione e della gestione di reti di transizione sarebbero in parte riutilizzati per le reti finali68.

Come indicato al considerando 10, la misura notificata non copre né i costi di adattamento delle apparecchiature relative alla frequenza (oggetto della decisione nel caso SA.55742), né i costi sostenuti tra il 19 marzo e il 30 giugno 2020, né i costi straordinari connessi al rinvio della data di conclusione dello spegnimento sostenuti tra il 1o luglio e il 31 ottobre 2020 (oggetto della decisione nel caso SA.60062).

Secondo la Cechia, l’aiuto rappresenterebbe circa il 47 % dei costi di investimento e delle spese operative totali per la creazione delle tre reti di transizione69. La Cechia ha stimato in via preliminare che i costi di investimento totali ammonterebbero a 1007476444 CZK (circa 39 milioni di EUR)70.

2.3.5. Cumulo

La Cechia ha confermato che l’aiuto nell’ambito della misura notificata non può essere cumulato con altre misure che finanziano gli stessi costi ammissibili.

La Cechia ha confermato che i beneficiari dell’aiuto non sarebbero in grado di chiedere l’ammortamento per fini fiscali degli attivi soggetti a compensazione nell’ambito della misura.

2.3.6. Trasparenza

Le autorità ceche si sono impegnate a pubblicare il testo della misura e le informazioni relative ai beneficiari di qualsiasi aiuto di importo superiore a 500000 EUR.

2.4. Le denunce

Nel 2016 e nel 2018 la Commissione ha registrato due denunce presentate da due soggetti, ČASO e Telly, che forniscono servizi di radiodiffusione su piattaforme satellitari e internet o che rappresentano tali fornitori (cfr. considerando 1).

La denuncia iniziale di ČASO ha informato la Commissione in merito a presunte misure di aiuto illegali e incompatibili sotto forma di sostegno all’aggiornamento delle piattaforme di trasmissione DVB-T esistenti allo standard DVB-T2, con diverse misure derivanti dalla strategia del 2016. Tra queste figurano la misura notificata, nonché altri aspetti, quali la campagna d’informazione, i servizi di gestione dei progetti, ecc. ČASO ha ritenuto che il sostegno statale avrebbe concesso un vantaggio competitivo agli operatori di infrastrutture della TDT (CRa e DB) e potenzialmente un vantaggio indiretto agli operatori televisivi (emittenti) che utilizzano la piattaforma TDT.

Telly ha inoltre denunciato diverse misure di aiuto derivanti in particolare dalla modifica digitale. La denuncia ha contemplato la misura notificata.

I denuncianti hanno ritenuto che la misura avrebbe concesso un vantaggio competitivo discriminatorio e sleale agli operatori della TDT, che avrebbero ricevuto un sostegno statale per l’aggiornamento delle loro piattaforme/reti, mentre i denuncianti, in quanto concorrenti, avevano dovuto pagarsi autonomamente gli aggiornamenti tecnologici e la relativa radiodiffusione simultanea/trasmissione in parallelo71 e, di conseguenza, avevano altresì subito un’erosione della loro base di clienti. Tali soggetti hanno sostenuto che, sebbene miri presumibilmente a sostenere le reti di transizione, la misura finanzia in realtà la realizzazione e la gestione delle reti DVB-T2 finali. Gli stessi hanno sostenuto che la misura rischia di rafforzare lo squilibrio del mercato (ossia la penetrazione elevata della TDT), in contrasto con il principio della neutralità tecnologica.

Le osservazioni dei denuncianti ricevute prima della decisione di avvio sono sintetizzate nei considerando da 51 a 55 della decisione di avvio.

La presente decisione riguarda soltanto gli aspetti delle denunce relativi alla misura notificata.

3. MOTIVAZIONI DELL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE

3.1. Sussistenza di un aiuto

Nella decisione di avvio, la Commissione ha ritenuto che la misura costituisse in via preliminare un aiuto di Stato a favore degli operatori della TDT, essendo finanziata mediante risorse pubbliche (il conto «Radiocomunicazioni») ed essendo imputabile allo Stato (in quanto prevista da misure legislative e amministrative). I beneficiari sono imprese che forniscono servizi di radiodiffusione terrestre, il che costituisce un’attività economica.

La misura offre un vantaggio economico a taluni operatori della TDT in quanto intende compensare i costi derivanti dal rispetto di obblighi normativi, in particolare della modifica digitale e del piano tecnico di transizione, che sono inerenti all’attività economica degli operatori della TDT. Inoltre, una volta completata la migrazione, i beneficiari potrebbero utilizzare reti aggiornate, dotate di maggiore capacità e in grado di sostenere servizi televisivi potenziati. Le emittenti non beneficiano di un vantaggio indiretto, dato che la transizione verso il DVB-T2/HEVC ha comportato costi elevati per tali soggetti (considerando 54) della decisione di avvio).

La Commissione ha ritenuto che la misura notificata sia selettiva in quanto prevede una compensazione che consente agli operatori della TDT di adempiere gli obblighi normativi (aggiornamento con passaggio al DVB-T2/HEVC e radiodiffusione simultanea) imposti loro per legge. Inoltre la misura ha consentito agli operatori della TDT di garantire continuità alle loro attività. Le apparecchiature delle reti di transizione sono state parzialmente riutilizzate nelle reti finali. Di contro, altri operatori di reti di radiodiffusione, quali quelli che utilizzano tecnologie satellitari, sono soggetti a vincoli normativi comparabili e devono sostenere i costi associati agli aggiornamenti tecnici e ai periodi di radiodiffusione simultanea.

Infine la misura minaccia di falsare la concorrenza e di incidere sugli scambi tra Stati membri, in quanto rafforza la posizione di taluni operatori della TDT, che competono con operatori che utilizzano altre piattaforme televisive (satellite, cavo, IPTV) e sono attivi a livello internazionale.

3.2. Legittimità

La Commissione ha sollevato dubbi circa il fatto che la misura sia stata attuata conformemente all’articolo 108, paragrafo 3, TFUE, osservando che la base giuridica non può includere una clausola sospensiva adeguata. I beneficiari hanno già presentato le loro domande, che sono state esaminate dalle autorità pubbliche. Allo stesso tempo la Commissione ha rilevato che la Cechia ha confermato che non doveva essere erogato alcun aiuto prima della notifica di una decisione della Commissione che approvasse la misura.

3.3. Compatibilità

La Commissione ha verificato la compatibilità della misura con il mercato interno sulla base dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), ossia possono considerarsi compatibili con il mercato interno «gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse», come notificato dalla Cechia.

La Commissione ha riconosciuto che la misura agevola lo sviluppo di un’attività economica, ossia la fornitura di servizi di radiodiffusione terrestre.

La Commissione non ha individuato alcun elemento della misura che violi disposizioni o principi del diritto dell’Unione.

La Commissione ha tuttavia espresso dubbi circa il fatto che la misura abbia un effetto di incentivazione in quanto vi sono vantaggi commerciali per gli operatori della TDT che potrebbero averli incentivati a investire di propria iniziativa (ad esempio reti aggiornate aventi una capacità e una qualità maggiori) in un contesto in cui la prevedibilità degli investimenti era stata aumentata a seguito dell’estensione dell’assegnazione dello spettro fino al 2030 e l’ambizione della Cechia di installare due reti TDT supplementari potrebbe essere considerata un’indicazione di uno sviluppo positivo del mercato.

La Commissione ha inoltre espresso dubbi sul fatto che la misura notificata possa avere un effetto di incentivazione dato che gli operatori della TDT hanno avviato i lavori per lo sviluppo delle reti di transizione e della radiodiffusione simultanea a partire da marzo 2017, prima dell’adozione della modifica digitale, del piano tecnico di transizione e della conclusione degli accordi definitivi sul coordinamento internazionale delle frequenze conclusi dalla Cechia con i paesi vicini. In tale contesto, la strategia del 2016 potrebbe non aver fornito orientamenti sufficienti in merito alla compensazione.

Inoltre la Commissione ha sollevato dubbi circa la necessità della misura tanto dal punto di vista dell’esistenza di un fallimento del mercato quanto dal punto di vista della necessità di finanziare i costi ammissibili ai sensi della decisione sull’uso della banda.

La Commissione ha inoltre sollevato dubbi in merito all’adeguatezza della misura, in particolare circa l’eventualità o meno che le campagne di informazione e certificazione non avrebbero incentivato in misura sufficiente le famiglie a cambiare apparecchiature anziché ricorrere alla trasmissione in parallelo, circa l’eventualità o meno che i voucher finanziari alle famiglie avrebbero potuto essere più appropriati o che l’imposizione di un obbligo normativo avrebbe potuto essere sufficiente alla luce della possibilità di ritardare la liberazione della banda dei 700 MHz sulla base delle deroghe previste dalla decisione sull’uso della banda.

Non da ultimo la Commissione ha sollevato dubbi circa la proporzionalità della misura, in particolare sulla durata della trasmissione parallela, sulla pertinenza di taluni costi ammissibili (ad esempio l’ammortamento delle spese in conto capitale) e sui parametri per calcolare l’importo dell’aiuto, nonché sull’eventualità o meno che l’attuazione accelerata dello standard DVB-T2 non sarebbe stata controbilanciata dai vantaggi commerciali alla luce delle esigenze di finanziamento dei beneficiari. La Commissione intendeva inoltre chiarire se i costi ammissibili fossero stati compensati da altri regimi di aiuto.

La Commissione ha riconosciuto gli effetti positivi della misura ai fini dello sviluppo e della continuità delle attività economiche della TDT nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz, nonché il ruolo importante svolto dai media, compresi i servizi televisivi, in termini di coesione sociale, funzionamento delle democrazie e dell’economia in generale. Allo stesso tempo, la Commissione ha preso in considerazione gli effetti negativi che la misura ha generato andando oltre il mantenimento dello statu quo, consentendo agli operatori della TDT di rimanere competitivi riducendone nel contempo i costi di investimento in apparecchiature aggiornate, costi che altri operatori, quali quelli satellitari, devono sostenere ricorrendo a risorse private.

4. OSSERVAZIONI PERVENUTE DALLA CECHIA E DAGLI INTERESSATI NEL CORSO DELL’INDAGINE FORMALE

4.1. Osservazioni pervenute dalla Cechia

La Cechia ha confermato la propria posizione in merito a vari elementi presentati in precedenza e ha fornito ulteriori argomentazioni e chiarimenti. Le autorità ceche hanno inoltre condiviso le osservazioni presentate da CRa e descritte nella sezione 4.3.

4.1.1. Osservazioni generali

Le autorità ceche hanno ribadito che la TDT è l’unica piattaforma di trasmissione in chiaro in Cechia, come confermato dalla situazione del mercato della trasmissione televisiva dopo la transizione verso il DVB-T2. Le autorità ceche hanno confermato l’equivalenza tra il mercato della TDT e i servizi di trasmissione in chiaro in Cechia. Le stesse hanno chiarito che il quadro giuridico consente la trasmissione della televisione a pagamento sulla piattaforma TDT. Tuttavia l’esperimento con la piattaforma TDT a pagamento (attuata dal gruppo Skylink/M7) non ha avuto esito positivo.

La Cechia ha fatto riferimento alla decisione della Commissione nel caso SA.55953 relativa alla compensazione a favore dell’operatore slovacco della TDT per la liberazione della banda dei 700 MHz («decisione nel caso SA.55953»)72. Tale decisione ha indicato che dichiarare incompatibile con il mercato interno la compensazione dei costi associati all’ammodernamento e alla trasmissione parallela potrebbe comportare una disparità di trattamento tra gli Stati membri che devono tenere conto delle specifiche condizioni tecniche e normative del loro mercato.

4.1.2. Violazione del diritto dell’UE

La Cechia ha espresso forte disaccordo in merito all’argomentazione del denunciante relativa a una violazione del principio di neutralità tecnologica. La Cechia ha sostenuto che la decisione sull’uso della banda non era di per sé tecnologicamente neutra, in quanto riguardava soltanto la piattaforma TDT. La stessa ha sostenuto che in effetti, in assenza della misura notificata, il principio di neutralità tecnologica sarebbe gravemente violato dato che soltanto la piattaforma TDT ha subito un pregiudizio dalla liberazione della banda dei 700 MHz.

Dato che nessuna delle piattaforme alternative ha dovuto far fronte a un fallimento del mercato derivante dalla liberazione della banda dei 700 MHz, è normale che le decisioni di tali soggetti di aggiornare le tecnologie siano sempre state determinate dalla domanda del mercato. In effetti la piattaforma IPTV concorrente può beneficiare del fatto che le frequenze della banda dei 700 MHz sono diventate disponibili per l’uso dell’IPTV da parte degli operatori di reti mobili che stanno attualmente installando reti mobili 5G.

4.1.3. Effetto di incentivazione

4.1.3.1. Sull’esistenza di incentivi commerciali per gli operatori della TDT

La Cechia ha sostenuto che la situazione del mercato nazionale della TDT è simile a quella della Slovacchia, come descritto nella decisione relativa al caso SA.55953, nel contesto della quale la Commissione ha approvato l’aiuto per l’aggiornamento tecnologico della rete in relazione alla liberazione della banda dei 700 MHz73. La Cechia ha ritenuto che tale caso dovesse essere utilizzato come precedente, secondo i principi di trasparenza e non discriminazione.

Nella decisione nel caso SA.55953, la Commissione ha riconosciuto che la decisione di liberare la banda dei 700 MHz entro giugno 2020 è una misura normativa coordinata a livello di Unione e pertanto non è rimessa alle dinamiche di mercato. Analogamente, in Cechia gli operatori della TDT non avevano alcun interesse commerciale a migliorare lo standard TDT entro i termini stabiliti dalla decisione sull’uso della banda. Gli operatori della TDT non potevano aspettarsi di recuperare i costi del passaggio al DVB-T2 dato che le emittenti televisive non erano interessate a realizzare tale transizione. In assenza di una modifica normativa, non vi sarebbe stato alcun incentivo a effettuare gli investimenti necessari per liberare la banda dei 700 MHz e migrare verso la banda al di sotto dei 700 MHz. Le reti di trasmissione TDT non hanno guadagnato entrate supplementari a seguito della liberazione della banda dei 700 MHz, ma hanno sostenuto costi aggiuntivi.

La Cechia ha ricordato che il ciclo naturale di investimenti per il settore delle comunicazioni elettroniche è generalmente considerato compreso tra 12 e 15 anni, che i contratti commerciali esistenti tra gli operatori della TDT e le emittenti sono stati generalmente fissati per il periodo di validità dei rispettivi diritti d’uso dello spettro radio (ossia fino al 2021-2024) e che il ciclo di rinnovo dei televisori nelle famiglie ceche74 indica una transizione naturale alla tecnologia DVB-T2 a partire dal 2022-2024.

le autorità ceche hanno altresì spiegato che, prima della decisione sull’uso della banda, si presumeva in generale (a livello tanto di autorità pubbliche quanto di operatori) che la transizione verso le nuove tecnologie avrebbe avuto luogo nel periodo 2022-2024 unitamente all’avvio dell’operatività di una o due reti di trasmissione supplementari DVB-T2. Di fatto la Cechia ha adottato la strategia del 2016 sulla base delle discussioni in corso in relazione all’imminente liberazione della banda dei 700 MHz.

La Cechia ha sostenuto che il fatto che la procedura sia stata adottata per consenso tra il governo e gli operatori della TDT interessati non annulla l’effetto di incentivazione della misura. Al contrario, l’effetto di incentivazione è dimostrato dall’avvio della costruzione delle reti di transizione e dall’avvio della campagna di informazione da parte dei soggetti interessati prima dell’approvazione delle pertinenti misure legislative.

Le autorità ceche hanno contestato l’argomentazione secondo cui dai test sperimentali condotti sulla tecnologia DVB-T2 nel 2012 emerge una mancanza di effetto di incentivazione della misura. Di norma gli operatori investono nella verifica delle nuove tecnologie, ma ciò non significa che utilizzeranno l’intera rete su tale base, in particolare prima del pieno ammortamento delle tecnologie già in uso.

Dai dati relativi alle quote di mercato per piattaforma emerge che dopo la transizione (ossia nel 2023) la quota della piattaforma TDT è leggermente diminuita, scendendo al 52,9 % da quasi il 60 % prima della transizione. La quota di mercato combinata della trasmissione via cavo e dell’IPTV è aumentata notevolmente, raggiungendo il 42,1 %, mentre la quota di mercato della televisione via satellite è in calo dal 2013 e ha raggiunto il 19,7 %.

Al contrario, il mercato della TDT in Cechia è relativamente stabile. I contratti tra gli operatori della rete TDT e le emittenti in chiaro sono negoziati sulla base delle entrate previste generate nel mercato pubblicitario televisivo, che sono stabili in Cechia. Le autorità ceche hanno confermato che gli operatori della TDT ottengono la grande maggioranza (quasi il 100 %) dei loro redditi da servizi di trasmissione forniti a emittenti in chiaro. Le entrate degli operatori della TDT sono legate al numero di canali, nonché alla qualità e alla possibile regionalizzazione (la cui possibilità è stata limitata dalla creazione di grandi SFN dopo la transizione allo standard DVB-T2).

Il rischio principale nel periodo previsto di transizione dal DVB-T al DVB-T2 era l’incertezza di conservare lo stesso numero di telespettatori. L’uso delle reti di transizione non aumenterebbe il pubblico della TDT, ma si limiterebbe ad attenuare eventuali perturbazioni. Le preoccupazioni delle emittenti in merito alla perdita di pubblico legata alla transizione hanno dovuto chiaramente riflettersi nei negoziati con gli operatori della rete TDT, riducendo le entrate per questi ultimi dopo la transizione. Inoltre la capacità inutilizzata nel contesto delle reti TDT dopo l’aggiornamento ha fatto sì che gli operatori della TDT dovessero ridurre il prezzo per la distribuzione del segnale al fine di attrarre o trattenere le emittenti. Si è quindi verificato un calo dei prezzi e un aumento della concorrenza sul mercato.

La Cechia ha fornito dati sul numero di canali televisivi trasmessi dagli operatori commerciali della TDT, da cui risulta che tanto il gruppo CRa (CRa e CDG) quanto DB hanno aumentato il numero di canali televisivi trasmessi75. La Cechia ha presentato informazioni fornite da CRa secondo cui la remunerazione corrisposta dalle emittenti in chiaro agli operatori della TDT dipende in ultima analisi dal mercato pubblicitario televisivo e si basa pertanto sugli ascolti televisivi piuttosto che sul numero di canali televisivi trasmessi.

Di conseguenza, nonostante l’aumento del numero di canali televisivi trasmessi, l’evoluzione del mercato della TDT ha confermato che gli operatori commerciali della TDT non avrebbero potuto trarre un vantaggio commerciale dalla transizione, come asserito dalla Commissione al considerando 149 della decisione di avvio. Le entrate degli operatori della TDT sono di fatto diminuite dopo la transizione. Gli operatori della TDT hanno dovuto far fronte a costi di investimento significativi e i servizi per le reti di transizione non sono stati addebitati alle emittenti. Gli operatori della TDT hanno inoltre registrato un graduale calo dell’EBITDA per il periodo a partire dal 2018.

La Cechia ha fornito dati attestanti che le entrate conseguite dagli operatori commerciali della TDT (CRa, CDG e DB) derivanti dalla distribuzione di segnali televisivi sulla piattaforma TDT sono diminuite dal 2017 al 2020, rimanendo poi relativamente stabili fino al 202376. Secondo le autorità ceche, ciò dimostra che la transizione non ha apportato in effetti vantaggi commerciali agli operatori della TDT, quanto piuttosto una diminuzione delle entrate. Inoltre i dati sulla redditività degli operatori commerciali della TDT (il gruppo CRa e DB) prima e dopo la transizione consentono di dimostrare che la redditività del gruppo CRa è leggermente variata dal 2017, rimanendo in generale al di sopra del livello del 201777. Per quanto concerne DB, la redditività è diminuita rispetto al 2017, ma è rimasta intorno al [0-50] % nel 202378.

Inoltre DB è subentrata nell’assegnazione delle frequenze nel gennaio 2012 e la sua rete originaria DVB-T (multiplex 4) era stata completata poco prima dell’inizio della transizione verso il DVB-T2 (il suo primo trasmettitore in DVB-T2 è diventato operativo nel novembre 2017). Per questo motivo, l’investimento nella tecnologia DVB-T non era stato ammortizzato in termini contabili o tecnologici. DB ha accettato la transizione verso il DVB-T2 al fine di mantenere la propria posizione sul mercato e ridurre al minimo le perdite.

4.1.3.2. Sull’avvio dei lavori prima dell’adozione degli atti formali di concessione dell’aiuto

La Cechia ha chiarito che gli operatori della TDT hanno svolto attività di pianificazione attiva prima della liberazione della banda dei 700 MHz. Nel periodo 2013-2016 gli operatori della TDT hanno avviato la cooperazione con i fabbricanti di apparecchiature di ricezione (laboratorio di certificazione, definizione della procedura e promozione della certificazione dei ricevitori televisivi). Inoltre hanno partecipato a seminari e discussioni con le società che fornivano servizi di manutenzione per antenne televisive. Di conseguenza gli operatori della TDT hanno investito nel processo prima del marzo 2017, anche se tali costi non sono soggetti a compensazione.

4.1.4. Necessità

4.1.4.1. Sulla necessità di finanziare i costi ammissibili nel contesto della decisione sull’uso della banda

La Cechia ha ritenuto che i costi ammissibili della compensazione fossero costi diretti in quanto direttamente connessi all’attuazione della liberazione dei 700 MHz e riconosciuti come tali in casi analoghi a livello di Unione. Le reti di transizione, la tecnologia DVB-T2 e gli standard di compressione HEVC erano necessari ai fini di una transizione agevole, ottimizzando lo spettro e mantenendo la disponibilità di servizi per i telespettatori. La compensazione per tali investimenti è giustificata in quanto si basa sulla necessità oggettiva di garantire la continuità della trasmissione e di rispettare gli obiettivi di armonizzazione europei.

La Cechia ha ritenuto che l’aggiornamento tecnologico costituisse un prerequisito per una transizione agevole in considerazione delle circostanze nazionali, anche se i regimi di sostegno concepiti da altri Stati membri potrebbero non aver incluso un aggiornamento tecnologico.

Per quanto concerne la necessità di un aggiornamento tecnologico:

  1. (1) tutti gli operatori della TDT utilizzavano le assegnazioni di frequenze nella banda dei 700 MHz interessata dalla decisione sull’uso della banda. Una semplice liberazione non sarebbe stata possibile senza gravi perturbazioni delle trasmissioni televisive in Cechia. In tale contesto, è stato necessario effettuare un complesso riassetto delle reti TDT nel restante spettro nella banda al di sotto dei 700 MHz;

  2. (2) tuttavia, in considerazione delle circostanze nazionali, non è stato possibile liberare la banda dei 700 MHz ricorrendo a un riassetto non accompagnato da un aggiornamento tecnologico verso tecnologie che utilizzassero lo spettro in modo più efficiente per motivi di coordinamento internazionale delle frequenze (per circa il 30 % delle frequenze) altrimenti il riassetto avrebbe comportato una perdita notevole di disponibilità di segnali televisivi. Durante la preparazione della strategia del 2016 la Cechia ha esaminato la possibilità di un riassetto diretto (senza aggiornamento) ed ha concluso che non sarebbe stato possibile mantenere 4 reti con una copertura del 98 % senza perturbazioni79. Gli operatori della TDT non sarebbero riusciti a rispettare gli obblighi previsti dai contratti con le emittenti. Ciò avrebbe danneggiato la piattaforma TDT a vantaggio di piattaforme alternative. Inoltre il mantenimento delle reti DVB-T non sarebbe stato compatibile con i paesi vicini (in particolare Germania, Austria e Polonia);

  3. (3) al fine di ridistribuire in modo efficace lo spettro rimanente era necessario il ricorso a SFN di grandi dimensioni con lo standard DVB-T2. Disporre di tali reti SFN di grandi dimensioni non era possibile con la tecnologia DVB-T80. Qualora SFN di grandi dimensioni fossero gestite con lo standard DVB-T dopo la liberazione della banda dei 700 MHz, si verificherebbero interferenze e perdita di copertura (cfr. considerando 64) della decisione di avvio e tabella ivi presente);

  4. (4) l’aggiornamento tecnologico con il passaggio al DVB-T2 è stato raccomandato nella decisione sull’uso della banda;

  5. (5) la Cechia ha sottolineato diversi aspetti derivanti dallo studio ADL condotto da Arthur D. Little. La decisione di liberare i 700 MHz non era tecnologicamente neutra e ha falsato un mercato funzionale danneggiando gli operatori della TDT e le famiglie. La misura notificata garantisce il finanziamento della transizione prematura al DVB-T2 e sostituisce in parte i costi irrecuperabili investiti nella tecnologia DVB-T, che sono stati spesi nell’ambito del ciclo di investimenti previsto almeno fino alla fine delle assegnazioni valide (2021-2024), alleviando gli svantaggi causati agli operatori della TDT;

  6. (6) l’assenza di SFN di grandi dimensioni nella rete 4 è dovuta alla regionalizzazione della rete (che consente contenuti televisivi regionali). Tuttavia, pur non utilizzando SFN di grandi dimensioni, la rete 4 ottiene comunque vantaggi tecnici dall’aggiornamento con il passaggio al DVB-T2, quali l’aumento della capacità e il miglioramento del funzionamento. Inoltre il mancato aggiornamento della rete 4 avrebbe arrecato un pregiudizio a tale rete, mentre altre reti erano state aggiornate;

  7. (7) anche l’aggiornamento con il passaggio alla compressione HEVC era necessario al fine di garantire una capacità sufficiente di trasmissione di programmi della qualità richiesta, mantenendo nel contempo la disponibilità di trasmissioni di servizio pubblico e di contenuti commerciali. Una soluzione alternativa, quale il mantenimento di standard di compressione più datati (ad esempio l’AVC/H.264), avrebbe comportato la necessità di limitare il numero di programmi disponibili o di ridurne la qualità. La transizione verso il DVB-T2 è stata inevitabile per motivi di efficienza dello spettro e tale standard è comunemente implementato nei paesi europei insieme all’HEVC. L’HEVC è uno standard moderno che soddisfa le prescrizioni attuali per la trasmissione digitale e la sua diffusione era in linea con le tendenze tecnologiche a lungo termine.

Per quanto concerne la necessità di reti di transizione:

  1. (1) tali reti erano necessarie al fine di evitare perturbazioni, incentivare le famiglie a sostituire le loro apparecchiature di ricezione e acquisire familiarità con le trasmissioni DVB-T2. La radiodiffusione simultanea ha accelerato la sostituzione delle apparecchiature riceventi fino a una media di quattro anni81 (rispetto a un normale ciclo di sostituzione di sei anni o più). Anche il processo di certificazione82 dei ricevitori (senza alcuna compensazione) è stato essenziale ai fini del successo della transizione. I dispositivi certificati sono stati venduti con un adesivo che si inseriva anch’esso nel quadro delle campagne di informazione. Anche la radiodiffusione simultanea in formato HD da parte di Česká televize ha incentivato l’acquisto di ricevitori compatibili;

  2. (2) una transizione insensibile da un punto di vista sociale avrebbe avuto un impatto negativo sulla diffusione della TDT. In assenza della misura, la radiodiffusione simultanea avrebbe avuto luogo a condizioni più restrittive (per determinate regioni e per un periodo di tempo limitato);

  3. (3) una volta liberata la banda dei 700 MHz, non sarebbe stato possibile progettare una transizione verso il DVB-T2 utilizzando reti di transizione per un periodo di radiodiffusione simultanea in considerazione della disponibilità ridotta di spettro.

4.1.4.2. Sull’esistenza di un fallimento del mercato

La Cechia ha indicato che la compensazione era necessaria in particolare dal momento che l’aggiornamento a seguito della liberazione della banda dei 700 MHz era avvenuto dopo la precedente liberazione della banda degli 800 MHz (ossia completata nel 2012), la quale ha comportato anch’essa costi per gli operatori della TDT.

Gli operatori della TDT non erano pronti a investire di propria iniziativa nel 2020. Lo studio ADL aggiornato sul fallimento del mercato della trasmissione TDT derivante dalla liberazione della banda dei 700 MHz aveva già stimato che il ciclo di investimento degli operatori della TDT sarebbe durato fino al 2024, documentando gli impatti negativi per i telespettatori e gli operatori della TDT derivanti dalla liberazione della banda dei 700 MHz nel 2020 e presentando la misura (una transizione controllata) come soluzione per incentivare gli operatori della TDT a effettuare gli investimenti necessari.

La Cechia ha documentato la forte opposizione delle emittenti al finanziamento della transizione83.

4.1.5. Adeguatezza

4.1.5.1. Sull’eventualità o meno che la campagna di informazione/certificazione potesse essere sufficiente

La Cechia ha insistito sul fatto che i dati sull’aumento delle vendite di apparecchiature di ricezione compatibili sono pertinenti al fine di dimostrare la ragionevolezza della durata della trasmissione parallela. Le autorità ceche hanno ribadito che l’aumento delle vendite e la diffusa accettazione delle apparecchiature costituiscono un indicatore sostanziale dell’adeguatezza della trasmissione parallela.

La Cechia ha chiarito che la campagna di informazione relativa all’inizio dello spegnimento delle reti DVB-T esistenti è stata avviata soltanto nell’ottobre 2019. Tuttavia altre parti della campagna d’informazione erano già state avviate a seguito dell’adozione della strategia del 2016 a metà del 2016, e si sono gradualmente sviluppate utilizzando vari media e in televisione, ad esempio per quanto riguarda le informazioni sulla certificazione, sulla procedura e sulle informazioni regionali.

4.1.5.2. Sulla possibilità di utilizzare voucher finanziari a favore delle famiglie

La Cechia ha indicato che sono state fornite prove fattuali sufficienti, tra cui il calcolo dei costi dei voucher finanziari a favore delle famiglie, che dimostrano chiaramente che la misura era più vantaggiosa per lo Stato e le famiglie rispetto ad altre opzioni. Oltre al costo dei voucher finanziari in sé, vi sono anche costi di distribuzione e la definizione della legislazione necessaria che ritarderebbe il processo di uno o due anni.

Per quanto concerne la neutralità tecnologica dei voucher, la Cechia ha espresso dubbi circa la necessità di adottare una misura tecnologicamente neutra che produca effetti positivi su piattaforme concorrenti per attenuare gli effetti negativi della liberazione della banda dei 700 MHz da parte degli operatori della TDT. Ciò amplificherebbe ulteriormente il fallimento del mercato.

4.1.5.3. Sulla possibilità di ritardare la liberazione dei 700 MHz

Le autorità ceche hanno spiegato che, ai sensi della decisione sull’uso della banda, la possibilità di ritardare di due anni la liberazione della banda dei 700 MHz è stata concessa nella pratica soltanto ai paesi confinanti con paesi terzi. La Cechia ha respinto tale possibilità in quanto la conformità e l’armonizzazione con gli Stati limitrofi (in particolare quelli con il confine più lungo) erano fattibili e possibili entro il termine stabilito.

4.1.6. Proporzionalità

4.1.6.1. Sulla durata della radiodiffusione simultanea

La Cechia ha ricordato che l’obiettivo principale di un periodo di radiodiffusione simultanea sufficientemente lungo era quello di tenere conto delle esigenze delle famiglie. La compensazione corrisponde ai costi effettivi sostenuti per la gestione delle reti di transizione e non è stata istituita per conferire un vantaggio a livello di mercato agli operatori della TDT, quanto piuttosto come risposta necessaria a prescrizioni normative. La tempistica della transizione è stata fissata al fine di ridurre al minimo l’impatto sugli utenti e la compensazione rispecchia i costi reali degli operatori della TDT, indipendentemente dalla durata dei diritti d’uso.

La Cechia ha spiegato che un periodo di transizione sufficientemente lungo ha diminuito in modo significativo il numero di famiglie che sarebbero state costrette a investire in un ricevitore nuovo al di fuori del ciclo di rinnovamento naturale, riducendo qualsiasi onere aggiuntivo per le famiglie derivante dalla liberazione della banda dei 700 MHz. La Cechia ha basato la radiodiffusione simultanea principalmente sulle reali esigenze dei suoi cittadini per la sostituzione delle apparecchiature riceventi e sulla capacità del mercato al dettaglio di fornire tali apparecchiature. È stato necessario stimolare la sostituzione dei ricevitori prima del ciclo naturale di sostituzione.

È stato inoltre necessario tenere conto di aspetti quali le condizioni meteorologiche (ad esempio non è pratico sostituire le antenne trasmittenti in inverno) e la capacità delle società di supporto (una radiodiffusione simultanea notevolmente ridotta non avrebbe concesso tempo per la manutenzione delle apparecchiature delle antenne presso le abitazioni)84. Inoltre, per la durata della radiodiffusione simultanea era anche necessario assicurare la verifica, la costruzione e il funzionamento pratico di SFN di grandi dimensioni85.

Un periodo più breve avrebbe potuto comportare problemi tecnici ed economici, in particolare nelle regioni con un rinnovo più lento delle apparecchiature di ricezione. I vantaggi (qualità, disponibilità, ulteriore aumento del numero di canali disponibili, ecc.) della nuova tecnologia (DVB-T2/HEVC) avevano dovuto essere dimostrati in modo evidente alle famiglie per un periodo di tempo più lungo.

La Cechia ha indicato che l’uso delle reti di transizione consentiva una transizione senza soluzione di continuità verso reti DVB-T2 per tutte le stazioni televisive, un obiettivo questo che non poteva essere conseguito mediante un passaggio diretto, ossia in un breve periodo di tre o quattro mesi, come ipotizzato dai denuncianti. La durata totale del periodo di radiodiffusione simultanea non è descritta con precisione indicando che corrisponde a tre anni e mezzo, dato che questa è la durata totale della transizione e non del periodo effettivo di radiodiffusione simultanea per ciascun trasmettitore. Ad esempio la durata media della radiodiffusione simultanea per la rete 1 è stata di 19 mesi86.

Il riferimento al periodo di sei mesi durante il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale, che il CTU ha ritenuto essere inutilmente lungo87, è specifico di tale situazione. Il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale (2008-2012 in Cechia) è stato accettato dal mercato come un importante passo innovativo che ha apportato un valore aggiunto significativo, a differenza della liberazione obbligatoria della banda dei 700 MHz.

La Cechia ha ricordato che la radiodiffusione simultanea è stata limitata al tempo necessario al fine di conseguire una migrazione socialmente accettabile e che gli operatori della TDT non hanno realizzato alcuna entrata dalle reti di transizione.

La Cechia è convinta che la questione della durata della radiodiffusione simultanea nei due standard rientri interamente nella competenza nazionale e sia una decisione esclusiva delle autorità nazionali. Questo approccio rispecchia non soltanto gli aspetti tecnici ed economici della transizione verso il nuovo standard di trasmissione, ma anche la dimensione sociale del processo. La Cechia ritiene che gli effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi siano limitati e che gli effetti positivi prevalgano in maniera evidente.

4.1.6.2. Sulla pertinenza di taluni costi ammissibili

La compensazione rispecchia i costi effettivi sostenuti al fine di garantire una liberazione agevole della banda dei 700 MHz e non può essere considerata eccessiva. La misura è stata concepita per ridurre al minimo le distorsioni del mercato e garantire la continuità della trasmissione televisiva terrestre. Gli operatori della TDT non sono i beneficiari principali dell’investimento, ma hanno piuttosto sostenuto i costi principali associati alla transizione e pertanto la compensazione è giustificata.

La Cechia ha contestato l’argomentazione secondo cui il livello di sostegno non tiene conto della tempistica del passaggio al DVB-T2/HEVC nel quadro dei diritti d’uso. L’argomentazione secondo cui l’aiuto avrebbe dovuto essere differenziato in base alla durata residua delle licenze non tiene conto del fatto che tali operatori hanno dovuto effettuare il passaggio entro un determinato periodo di tempo, indipendentemente dal periodo rimanente dei loro diritti d’uso. Inoltre la proroga dei diritti d’uso delle frequenze fino al 2030 non modifica il fatto che gli investimenti in tecnologie nuove sono stati imposti da prescrizioni normative e necessari ai fini della continuità della trasmissione.

In ogni caso, la Cechia ha chiarito che la proroga dei diritti d’uso fino al 2030 non era subordinata alla transizione e all’aggiornamento tecnologico. La proroga delle assegnazioni attuata fino al 2030 non era compensativa, ma piuttosto restrittiva per quanto concerne il quadro giuridico, in quanto, in assenza della liberazione dei 700 MHz, gli operatori della TDT avrebbero avuto il diritto di chiedere la proroga fino al 2030 (anche mantenendo lo standard DVB-T).

La Cechia ha inoltre contestato il fatto che la pertinenza dei parametri per il calcolo dell’importo dell’aiuto per compensare i costi di investimento nelle reti DVB-T2/HEVC non sia stata giustificata. L’utilizzo dell’ammortamento mensile di immobilizzazioni materiali costituisce un metodo standard che garantisce una suddivisione graduale dei costi di investimento effettivi ed è in linea con i principi contabili; tale metodo consente di determinare con precisione il valore economico degli investimenti nel tempo e di garantire che l’aiuto corrisponda ai costi effettivamente sostenuti.

Per quanto riguarda l’adeguatezza degli ammortamenti a stimare i costi relativi alle spese in conto capitale delle reti di transizione, la Cechia ha confermato che il periodo di ammortamento si basa sulla vita utile88 delle apparecchiature pertinenti secondo la contabilità dell’operatore pertinente (beneficiario). Secondo la legislazione ceca in materia di contabilità89, la vita utile utilizzata a fini contabili deve corrispondere alla realtà. Di conseguenza l’ammortamento evita la sopravvalutazione dei costi relativi alle spese in conto capitale concernenti gli attivi pertinenti. Inoltre l’ammortamento rispecchia la riduzione del valore di un attivo nel caso in cui sia riutilizzato nelle reti finali (ad esempio se un attivo con una vita utile di cinque anni è stato utilizzato per due anni nelle reti di transizione, avrà solo tre anni residui di vita nelle reti finali).

4.1.6.3. Sull’eventualità che l’attuazione accelerata dello standard DVB-T2 non sia controbilanciata da vantaggi commerciali

La Cechia ha spiegato che lo scenario controfattuale di un’adozione più lenta del DVB-T2 non era mai esistita in una descrizione dettagliata al momento del passaggio forzato derivante dalla decisione sull’uso della banda. Dato l’orizzonte temporale a lungo termine per il rinnovo della tecnologia da parte del mercato, al momento della misura gli operatori non avevano sviluppato alcuno scenario alternativo in materia di rinnovo del mercato. La Cechia ha presentato un piano aziendale del 201090 di uno dei beneficiari di una rete DVB-T, ma non ha fornito alcun piano aziendale contemporaneo alla misura. La Cechia ha tuttavia fatto riferimento allo studio ADL aggiornato, uno studio di esperti commissionato dal ministero dell’Industria e del commercio, che ha analizzato svariati scenari: i) aggiornamento con passaggio al DVB-T2 con trasmissione parallela; ii) aggiornamento con passaggio al DVB-T2 senza trasmissione parallela; e iii) mantenimento del DVB-T che porterebbe a una riduzione della copertura91. Lo studio ha fornito una valutazione qualitativa e quantitativa dei costi per i diversi portatori di interessi (ossia gli operatori della TDT, le emittenti televisive, le famiglie e lo Stato). Secondo le autorità ceche, i costi quantificati secondo l’analisi ex ante hanno dimostrato chiaramente che un passaggio simultaneo costituisce l’opzione migliore per limitare l’impatto della misura al minimo necessario, tenendo conto di tutti i portatori di interessi.

4.1.6.4. Sull’eventualità che i costi ammissibili siano stati compensati da altri regimi di aiuto

Per quanto concerne l’assenza di cumulo con altre misure di aiuto, la Cechia ha confermato che il CTU ha effettuato una verifica dettagliata dei costi ammissibili al fine di garantire che fossero inclusi solo i costi pertinenti e che non vi fossero costi già oggetto di compensazione sulla base di qualsiasi altra misura di aiuto. La Cechia ha sottolineato che tutti i costi pertinenti sono registrati nella contabilità di ciascun beneficiario e che la somma di tutti i costi compensati a ciascun beneficiario in base alle misure approvate dalla Commissione non può essere superiore al totale dei costi pertinenti nella contabilità di ciascun beneficiario. Il CTU ha effettuato una verifica dettagliata dei costi ammissibili, escludendo eventuali costi che erano stati oggetto di compensazione sulla base di un altro regime di aiuti. Le autorità ceche ritengono che l’asserzione dei denuncianti secondo cui gli esperti del CTU sarebbero di parte sia irrilevante e priva di fondamento. Il CTU effettua i propri audit conformemente al quadro giuridico (articolo 27, quinto comma, della legge sulle comunicazioni elettroniche).

4.1.7. Effetti positivi

La Cechia ha espresso disaccordo rispetto all’argomentazione di Telly secondo cui la misura avrebbe prodotto effetti positivi limitati (considerando 153). Il denunciante ha trascurato il fatto che la distribuzione di segnali televisivi sulla piattaforma TDT si basa su un modello economico diverso rispetto a quello delle piattaforme alternative (satellite, IPTV, cavo). Nel caso della TDT, il modello dominante è quello dei servizi in chiaro, nel contesto dei quali i costi di trasmissione del segnale televisivo sono pagati dalle emittenti agli operatori della rete TDT e i servizi rimangono gratuiti per i telespettatori. Nel caso delle piattaforme alternative, i telespettatori pagano tanto per la trasmissione del segnale quanto per i contenuti televisivi.

La Cechia ha spiegato che gli effetti positivi della transizione verso il DVB-T2/HEVC si sono tradotti in famiglie meglio dotate in termini di apparecchiature di ricezione, una circostanza questa che va a vantaggio anche di altre piattaforme concorrenti.

4.1.8. Effetti negativi

La liberazione della banda dei 700 MHz è avvenuta in modo relativamente rapido dopo la liberazione degli 800 MHz da parte degli operatori della TDT (completata nel 2012). Dal 2012 la Cechia ha affermato che vi è stata una sana concorrenza tra le diverse piattaforme nel mercato dei contenuti televisivi. Tuttavia la liberazione della banda dei 700 MHz ha colpito soltanto gli operatori della TDT, che hanno sostenuto i costi associati e hanno subito un deterioramento della loro situazione concorrenziale a vantaggio delle piattaforme concorrenti.

Le autorità ceche hanno ricordato che qualsiasi potenziale danno derivante da una liberazione incontrollata della banda dei 700 MHz subita dalla piattaforma TDT, che è gratuita per le famiglie, avrebbe potuto avere un impatto su queste ultime, qualora le stesse fossero state spinte a passare a piattaforme alternative in caso di peggioramento della copertura della TDT.

La Cechia ha espresso un disaccordo sostanziale rispetto all’argomentazione secondo cui avrebbe favorito la piattaforma meno progressista, danneggiando le piattaforme concorrenti e con effetti negativi per l’interesse pubblico. La selezione delle tecnologie si è basata unicamente sul suggerimento della decisione sull’uso della banda, nel rispetto della compatibilità con i paesi vicini. Di contro, le prove consentono di dimostrare che l’interesse per la banda larga è in aumento grazie alla transizione verso il DVB-T2/HEVC e all’uso delle opzioni HBBTV. La TDT ha iniziato a fungere realisticamente da punto di accesso all’uso della banda larga.

4.1.9. Cumulo

La Cechia ha confermato che l’aiuto concesso nell’ambito della misura notificata ai tre operatori della TDT non può essere cumulato con altre misure che finanziano gli stessi costi ammissibili.

4.2. Osservazioni pervenute dai denuncianti

4.2.1. Osservazioni generali

Telly ha richiamato le osservazioni presentate prima dell’adozione della decisione di avvio, nelle quali aveva spiegato che la Commissione avrebbe dovuto applicare nel caso di specie gli stessi criteri di valutazione di cui alla sua decisione nel caso SA.28599 relativa alla TDT in Spagna92.

Telly ha indicato di aver avuto accesso alle osservazioni della Cechia sulla decisione di avvio ai sensi delle norme nazionali in materia di libero accesso alle informazioni. Il denunciante ha ritenuto che le osservazioni della Cechia fossero brevi e non fornissero informazioni o prove nuove, contrariamente alla prescrizione secondo cui spetta allo Stato membro dimostrare la compatibilità della misura con il mercato interno.

4.2.2. Violazione del diritto dell’UE

Telly ha contestato la conclusione della Commissione secondo cui quest’ultima non aveva individuato alcuna violazione delle disposizioni o dei principi del diritto dell’UE (considerando 116) della decisione di avvio). In particolare, il denunciante ha ritenuto che la misura violasse il principio di parità di trattamento93 e il principio di neutralità tecnologica che, a suo avviso, costituisce il fulcro della prassi della Commissione in materia di aiuti di Stato, come confermato anche dagli organi giurisdizionali dell’UE94. Telly non è a conoscenza di alcuno Stato membro che avrebbe anche teoricamente preso in considerazione la possibilità di fornire sostegno agli operatori della TDT per l’aggiornamento tecnologico o la radiodiffusione parallela.

4.2.3. Effetto di incentivazione

Telly ha ritenuto che l’affermazione della Cechia secondo cui gli operatori della TDT avevano investito nella transizione verso il DVB-T2/HEVC anche prima del 1o marzo 2017 (considerando 108) confermi ulteriormente che la misura non aveva alcun effetto di incentivazione, in quanto dimostra che gli operatori erano pronti a investire ben prima dell’adozione del piano tecnico di transizione. Il fatto che eventuali costi sostenuti prima dell’avvio delle reti di transizione non siano stati oggetto di alcuna compensazione è irrilevante.

4.2.4. Necessità

Telly ha convenuto che la decisione politica di liberare la banda dei 700 MHz costituisce una conseguenza di misure di regolamentazione a livello di UE, ma ritiene che ciò non sia di per sé indicativo di un fallimento del mercato. Telly ha concordato con i dubbi espressi dalla Commissione nella decisione di avvio e ha indicato che non è stata fornita alcuna spiegazione in merito al motivo per cui gli operatori della TDT non sarebbero disposti a proseguire l’attività in assenza del sostegno da parte dello Stato.

Per quanto concerne la necessità di istituire reti di transizione, il denunciante ha ritenuto che non vi sarebbero state interferenze sostanziali, in quanto altri Stati membri sono chiaramente riusciti a liberare la banda dei 700 MHz senza tali esternalità negative. Il denunciante ha ricordato che altre piattaforme tecnologiche dovevano sostenere i loro costi relativi ad aggiornamenti e alla radiodiffusione simultanea. Telly ha ritenuto che le famiglie non avrebbero perso l’accesso alla trasmissione TDT se la liberazione della banda dei 700 MHz fosse stata effettuata in modo ragionevole, come avvenuto in altri Stati membri.

4.2.5. Adeguatezza

Il denunciante è convinto che la misura non sia adeguata in quanto esistevano alternative più efficienti e meno intrusive. Il denunciante ritiene che il sostegno diretto alle famiglie sarebbe molto meno distorsivo, meno costoso e tecnologicamente neutro. Questa soluzione ha funzionato bene in altri Stati membri95. Il denunciante non ha compreso in che modo la misura abbia contribuito ad affrontare la presunta reticenza delle famiglie nei confronti della perdita di accesso alla piattaforma TDT in assenza di una transizione gestita.

Con riferimento all’argomentazione della Cechia secondo cui la distribuzione dei voucher comporta costi di distribuzione, il denunciante ha fatto riferimento alla possibilità di utilizzare i servizi postali universali forniti dalle Poste ceche. Per quanto concerne l’argomentazione della Cechia secondo cui sarebbero necessari almeno due anni per adottare una legislazione in materia di voucher, il denunciante ha confrontato tale periodo con la durata di tre anni e mezzo della trasmissione parallela.

In relazione all’argomentazione secondo cui una campagna di certificazione potrebbe essere stata più appropriata di una lunga trasmissione parallela, secondo il denunciante la Cechia ha avviato la campagna di informazione formale a livello nazionale soltanto nell’ottobre 2019, ossia più di due anni dopo l’inizio della trasmissione parallela il 1o marzo 2017. Lo stesso ha aggiunto che la dichiarazione secondo cui la campagna d’informazione è stata avviata a metà del 2016 e da allora si è gradualmente sviluppata non è suffragata da prove.

4.2.6. Proporzionalità

Telly ha ritenuto che la Cechia non abbia fornito spiegazioni nuove per la durata della radiodiffusione simultanea oltre i tre o quattro mesi (o addirittura sei mesi), ma si è limitata a contestare la decisione di avvio facendo riferimento all’aumento delle vendite di apparecchiature riceventi. Il denunciante ha espresso altresì disaccordo per le argomentazioni secondo cui il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale non poteva essere utilizzato come situazione comparabile al fine di stabilire una durata ragionevole del periodo di radiodiffusione simultanea durante l’aggiornamento tecnologico al DVB-T2/HEVC.

Telly ha ritenuto che la Cechia non abbia fornito prove o giustificazioni nuove per stabilire se la misura sia effettivamente limitata alla compensazione di costi che non sono già stati coperti da altre misure. Le autorità ceche hanno formulato tale dichiarazione senza fornire alcuna prova del fatto che il CTU abbia effettuato una verifica dettagliata dei costi ammissibili per ciascun beneficiario. Il denunciante ha invocato le possibili distorsioni del CTU, suggerendo che sarebbero più appropriati esperti indipendenti. Ha inoltre suggerito che il solo audit di tali costi ammissibili non risolve i dubbi della Commissione.

4.2.7. Effetti positivi

Telly ha convenuto che un panorama e un pluralismo dei media ben funzionanti sono importanti al fine di avere democrazie ed economie funzionanti. Tuttavia gli effetti positivi della misura hanno natura limitata. In particolare, detta società ritiene che l’argomentazione della Cechia secondo cui la piattaforma TDT è l’unica piattaforma in chiaro per la trasmissione televisiva in Cechia sia falsa, in quanto non esiste alcuna regolamentazione giuridica né alcuna garanzia contrattuale che impedisca alle emittenti commerciali di criptare i loro programmi dopo la transizione allo standard DVB-T2.

4.2.8. Effetti negativi

Il denunciante ha sostenuto che la Cechia ha deciso di favorire la tecnologia televisiva meno progressiva (ossia la TDT), una circostanza questa che non solo danneggerebbe le tecnologie concorrenti, ma avrebbe in ultima analisi un effetto negativo sui clienti. Telly ha ricordato di essere pronta a introdurre una tessera DIGI TV non a pagamento, nell’ambito della legittima aspettativa di una campagna di informazione statale tecnologicamente neutra. Telly ha ricordato che le due maggiori emittenti commerciali della Cechia (che detengono una quota di ascolto combinata di quasi il 60 %) hanno ripetutamente annunciato la loro intenzione di criptare le versioni HD dei loro programmi una volta attuato lo standard DVB-T2.

4.3. Osservazioni pervenute dai beneficiari

La Commissione ha ricevuto osservazioni da CRa e DB, due dei beneficiari della misura (considerando 5). Salvo indicazione esplicita di cui alla presente sezione, le osservazioni provengono da CRa.

4.3.1. Osservazioni generali

Per quanto riguarda l’ambito di applicazione della misura, CRa ha indicato che la decisione di avvio dà l’impressione che la compensazione riguardi i costi di investimento in apparecchiature nuove necessarie per la costruzione e la gestione di reti DVB-T2/HEVC [cfr. considerando 3, punto i) e considerando 28, punto i), della decisione di avvio]. Tuttavia la misura riguarda proprio i costi incrementali delle tre reti di transizione, che sono state gestite per un periodo di tempo limitato e gratuitamente. In particolare, la misura compensa soltanto l’ammortamento delle apparecchiature utilizzate per le reti di transizione. A tale riguardo, il fatto che talune apparecchiature possano essere riutilizzate nelle reti finali è irrilevante.

Secondo CRa, la misura mira a: a) garantire una liberazione agevole e tempestiva della banda dei 700 MHz, che non sarebbe possibile in assenza di consenso con gli operatori della TDT; b) garantire la redditività delle reti TDT almeno fino al 2030, come previsto nella decisione sull’uso della banda; e c) preservare lo statu quo tra le piattaforme tecnologiche per la trasmissione televisiva, prevenendo in tal modo distorsioni della concorrenza.

CRa ha spiegato che la piattaforma TDT è incontestabilmente la piattaforma di trasmissione televisiva più forte della Cechia e che vi è una corrispondenza evidente tra i servizi televisivi TDT e quelli in chiaro in Cechia. Non esiste un’offerta di televisione a pagamento sulla piattaforma di trasmissione TDT e non esiste un’offerta per servizi in chiaro disponibile via satellite, via cavo o tramite IPTV, nemmeno all’interno di una parte del territorio ceco. Al considerando 106 della decisione di avvio, la Commissione ha fatto riferimento alla possibilità di avvio di un servizio di TDT a pagamento da parte del gruppo Skylink/M7, tuttavia tali informazioni sono obsolete96.

CRa ha ritenuto che la valutazione della misura debba essere coerente con la valutazione di altre misure relative alla liberazione della banda dei 700 MHz che sono già state approvate dalla Commissione.

4.3.2. Sussistenza di un aiuto

4.3.2.1. Imputabilità

CRa ha sostenuto che la misura non è imputabile allo Stato, dato che la liberazione della banda dei 700 MHz e la transizione verso il DVB-T2 attuano direttamente un atto legislativo adottato dall’Unione (ossia la decisione sull’uso della banda). La decisione sull’uso della banda prevede che gli Stati membri possano fornire una compensazione al fine di agevolare la transizione verso tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente. La misura si limita a garantire che la Cechia rispetti gli obiettivi imposti da detta decisione.

4.3.2.2. Vantaggio selettivo

CRa ha ritenuto che non vi sia alcun vantaggio selettivo, dato che la misura si limita ad attenuare gli effetti negativi sulla piattaforma TDT derivanti dal processo forzato di liberazione della banda dei 700 MHz e dalla relativa transizione verso il DVB-T2. La misura si limita a compensare gli operatori della TDT per uno svantaggio strutturale. Essa riguarda tutti gli operatori della TDT allo stesso modo.

CRa ha ricordato che la Corte di giustizia ha stabilito che una legge, la quale si limita ad evitare che sul bilancio di un’impresa gravi un onere che, in circostanze normali, non sarebbe esistito, non attribuisce a detta impresa un vantaggio97. Date le circostanze del caso di specie, nel contesto del quale la normativa dell’Unione riduce gradualmente la porzione dello spettro riservata ai servizi di TDT, ben prima della conclusione del ciclo di investimento della TDT e senza rispettare la validità dei relativi diritti d’uso, è opportuno trattare i costi relativi all’attuazione di tali misure come un onere anormale a carico del bilancio di un’impresa. Non si tratta né di normali costi normativi né di costi relativi alla gestione quotidiana delle normali attività di un’impresa. La Corte di giustizia ha concluso che i normali costi a carico di un’impresa sono quelli sostenuti da tutti i concorrenti98.

CRa ha indicato che l’affermazione di cui al considerando 79 della decisione di avvio, secondo cui le autorità ceche sono state in grado di liberare unilateralmente frequenze radio dalla banda dei 700 MHz dagli operatori della TDT modificando le loro assegnazioni di frequenze radio a norma dell’articolo 19 della legge sulle comunicazioni elettroniche, costituisce una semplificazione eccessiva. CRa ha ritenuto che la decisione sull’uso della banda non sia direttamente applicabile: tale decisione non è vincolante per gli operatori della TDT, ma è indirizzata agli Stati membri. Di conseguenza, sebbene la legge sulle comunicazioni elettroniche contempli disposizioni per un’eventuale modifica delle assegnazioni di frequenze al fine di conformarsi al diritto dell’UE, il ricorso a tale base giuridica non è stato considerato praticabile.

CRa ha sostenuto che è pacifico che fosse indispensabile che le autorità ceche raggiungessero un consenso con gli operatori della TDT al fine di liberare efficacemente e tempestivamente la banda dei 700 MHz, altrimenti si sarebbero esposte al rischio di controversie e/o arbitrati internazionali a lungo termine. Inoltre se lo Stato avesse invocato l’articolo 19 della legge sulle comunicazioni elettroniche, vi sarebbe stato un rischio imminente di dover affrontare richieste di risarcimento dei danni a causa di un’espropriazione di fatto delle frequenze radio pertinenti99.

CRa ha sottolineato che le reti di transizione erano gestite a titolo gratuito e senza scopo di lucro, istituite al fine di garantire un obiettivo di politica pubblica, e che l’unica remunerazione possibile per gli operatori della TDT era la compensazione nel contesto della misura. Durante l’ampia consultazione in merito alla liberazione della banda dei 700 MHz, tutte le emittenti televisive si sono chiaramente rifiutate di sostenere alcun costo, in particolare i costi di radiodiffusione simultanea.

CRa ha sostenuto che non si può presumere che vi sia un vantaggio nemmeno per i fornitori di TDT. Le entrate di tale società sono diminuite dopo la liberazione della banda dei 700 MHz e la relativa transizione verso il DVB-T2, indipendentemente da qualsiasi aumento della capacità di trasmissione dei dati a seguito della transizione verso il DVB-T2 menzionato al considerando 27 della decisione di avvio.

Per quanto concerne la selettività, CRa ha insistito sul fatto che la Commissione doveva spiegare il motivo per cui si dovesse ritenere che le imprese che utilizzano la TDT si trovassero in una situazione di fatto e di diritto analoga a quella delle imprese che utilizzano altre tecnologie100, le quali non erano direttamente interessate e/o influenzate negativamente dal processo di liberazione della banda dei 700 MHz. Le prescrizioni normative generali imposte ad altre piattaforme (ad esempio quella satellitare) non sono comparabili alla situazione specifica relativa alla liberazione della banda dei 700 MHz. I modelli imprenditoriali delle diverse piattaforme sono diametralmente diversi101. La piattaforma TDT non è in concorrenza diretta con altre piattaforme tecnologiche, la TDT fa riferimento alla televisione in chiaro, mentre altre piattaforme offrono servizi di televisione a pagamento. Ciò è in linea con le decisioni della Commissione nei casi di concentrazione nei quali la Commissione tende a delineare un mercato di distribuzione separato per i servizi di televisione in chiaro e per quelli a pagamento, in considerazione dei loro diversi modelli imprenditoriali102.

Con riferimento al considerando 88 della decisione di avvio, CRa ha indicato che la misura riguarda tutti gli operatori di reti TDT. Vi erano solo tre reti di transizione dato che non vi era spettro disponibile per una quarta rete di transizione103. CRa ha pertanto convenuto con CTU che CDG, la sua controllata, non avrebbe costruito la propria rete di transizione, ma avrebbe utilizzato la rete di transizione 12 gestita da CRa.

4.3.2.3. Distorsione della concorrenza

Per quanto concerne l’esistenza di una distorsione della concorrenza, CRa ha sostenuto che tale distorsione dovrebbe migliorare la posizione concorrenziale del beneficiario rispetto ad altre imprese con le quali è in concorrenza. Tuttavia la misura notificata è intesa a compensare i beneficiari per i costi incrementali aggiuntivi sostenuti a causa delle modifiche normative imposte dallo Stato. Inoltre, come già spiegato, CRa ritiene che gli operatori della TDT non siano in concorrenza con gli operatori di altre piattaforme.

4.3.3. Violazione del diritto dell’UE

CRa non ha ritenuto che la misura possa violare il principio di parità di trattamento, essendo accessibile a tutti gli operatori della TDT della Repubblica ceca in modo equo, trasparente e non discriminatorio, ossia essendo rivolta a tutti gli operatori economici che si trovano in una situazione fattuale e giuridica analoga.

4.3.4. Legittimità

CRa ha indicato che il momento della concessione dell’aiuto è quello in cui esiste un diritto incondizionato e giuridicamente vincolante a ricevere l’aiuto104. Anche se i beneficiari dell’aiuto hanno già presentato le loro domande di compensazione dei costi al CTU, è chiaro che quest’ultimo tratterrà il pagamento fino a quando la Commissione non avrà completato la sua valutazione. La concessione delle compensazioni era sempre subordinata alla loro approvazione da parte della Commissione.

CRa ha spiegato che la disposizione di cui all’articolo 27, quinto comma, della legge sulle comunicazioni elettroniche, modificata dalla modifica digitale, non forniva alcun dettaglio sui costi ammissibili e sull’importo della compensazione, pertanto la concessione dell’aiuto era soggetta a una valutazione da parte del CTU.

CRa ha spiegato che le disposizioni di cui all’articolo 27, quinto comma, della legge sulle comunicazioni elettroniche sono state apparentemente incorporate nella modifica digitale al fine di creare un quadro procedurale che consentisse alle autorità pubbliche di rispettare l’obbligo di sospensione di cui all’articolo 108, paragrafo 3, TFUE. Tale obbligo è formulato in modo analogo, ad esempio, nella legge sui servizi postali105. Secondo la prassi decisionale consolidata degli organi giurisdizionali nazionali, quando decide di sospendere un procedimento amministrativo in attesa della risoluzione di una questione preliminare da parte di un’altra autorità, l’autorità amministrativa deve tenere conto delle circostanze del procedimento in questione. Il fatto che le compensazioni che devono essere decise dall’autorità amministrativa siano oggetto di un procedimento dinanzi alla Commissione circa la loro compatibilità con l’articolo 107 TFUE è senza dubbio una circostanza importante di cui l’autorità amministrativa deve tenere conto. Un pagamento anticipato della compensazione potrebbe comportare l’obbligo di recuperare l’aiuto in caso di decisione negativa da parte della Commissione. La disposizione di cui all’articolo 108, paragrafo 3, TFUE, che vieta la concessione di aiuti prima di una decisione della Commissione, è direttamente applicabile e l’autorità amministrativa non aveva quindi altra scelta che sospendere il procedimento e attendere la decisione della Commissione, cosa che ha fatto.

Inoltre le misure di compensazione non dovevano essere concesse automaticamente ai sensi della modifica digitale, ma erano soggette a valutazione da parte del CTU, che è direttamente vincolato dall’articolo 108, paragrafo 3, TFUE. Come riconosciuto dalla Commissione stessa al considerando 44 della decisione di avvio, la Repubblica ceca prevede di versare l’aiuto soltanto dopo l’approvazione della misura da parte della Commissione.

CRa ha spiegato che, al fine di evitare qualsiasi dubbio, la disposizione pertinente della legge sulle comunicazioni elettroniche è stata successivamente modificata dalla legge No. 374/2021 racc., del 15 settembre 2021, in vigore dal 1o gennaio 2022106.

Infine, CRa ha sostenuto che la Commissione non ha contestato la legittimità dell’aiuto di Stato in caso di costi sostenuti per altre misure relative alla liberazione della banda dei 700 MHz (ad esempio nella decisione nel caso SA.55742), che si basano sugli stessi atti giuridici della misura notificata.

4.3.5. Effetto di incentivazione

4.3.5.1. Sull’esistenza di incentivi commerciali per gli operatori della TDT

CRa ha sostenuto che gli operatori della TDT non avevano un incentivo di mercato a liberare la banda dei 700 MHz, come richiesto dalla decisione sull’uso della banda. La Cechia ha dovuto raggiungere un consenso con gli operatori della TDT adottando un pacchetto di misure compensative al fine di compensare lo svantaggio strutturale causato agli operatori della TDT dalla decisione sull’uso della banda.

CRa ha sostenuto che la liberazione della banda dei 700 MHz entro giugno 2020 era in contraddizione con i cicli di investimento naturali per la TDT (in genere 12-15 anni e gli investimenti relativi al passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale erano stati completati nel 2012), con i contratti commerciali esistenti tra gli operatori della TDT e le emittenti televisive e con il ciclo di rinnovo dei ricevitori televisivi presso le famiglie.

CRa ha indicato che, sebbene la capacità di trasmissione dati delle reti sia aumentata a seguito della transizione verso il DVB-T2, CRa non è stata in grado di vendere l’intera capacità delle nuove reti e le sue entrate sono addirittura diminuite in seguito alla transizione. Il fatto che le reti siano state utilizzate a piena capacità non costituiva, di per sé, un fattore trainante sufficiente per l’aggiornamento tecnologico107.

Il fatto che CRa (attraverso la sua controllata CDG) abbia finanziato l’aggiornamento al DVB-T2 della rete 3 (attuale rete finale 23) non può essere utilizzato come prova della mancanza di effetto di incentivazione. Come spiegato in precedenza, CRa ha convenuto con il CTU che CDG non avrebbe costruito la propria rete di transizione in considerazione dello spettro insufficiente disponibile per gestire una quarta rete di transizione, ma si sarebbe piuttosto basata sulla rete di transizione 12.

CRa ha indicato che la trasmissione sperimentale del DVB-T2 da parte di CRa nel 2012, come indicato al considerando 124, lettera a), della decisione di avvio, non poteva essere utilizzata per negare l’effetto di incentivazione della misura. La trasmissione sperimentale di tecnologie nuove è solitamente effettuata molti anni prima dell’adozione di una decisione commerciale e molto prima della loro attuazione effettiva (ad esempio la Cechia ha avviato la trasmissione sperimentale che si è svolta sulla DVB-T già nel 1999, mentre la transizione effettiva alla TDT è stata completata soltanto nel 2012). CRa ha spiegato che la trasmissione sperimentale effettuata nel 2012 era finalizzata esclusivamente alla verifica dei parametri tecnici e sulla base di autorizzazioni individuali a breve termine rilasciate dal CTU.

Analogamente, il fatto che CRa abbia indicato nella sua relazione annuale del 2011 che il DVB-T2 poteva contribuire allo sviluppo delle sue attività non significava che CRa intendesse attuare tale standard. Inoltre la relazione non fissava alcun calendario specifico. CRa ha confermato che, prima dell’adozione della strategia del 2016 e della decisione sull’uso della banda, il piano aziendale di CRa non prevedeva immediatamente la transizione verso il DVB-T2 in considerazione della validità delle assegnazioni originarie delle frequenze radio, che si estendevano oltre il 2020. Inoltre la strategia del 2016 aveva già rilevato la forte opposizione delle emittenti al finanziamento della migrazione.

CRa ha ritenuto che la decisione di avvio fosse incoerente nel sollevare dubbi circa l’effetto di incentivazione della misura in quanto i beneficiari avevano iniziato a investire prima dell’adozione della modifica digitale. Se al momento degli investimenti non vi era sufficiente certezza riguardo alla compensazione, la Commissione non può allo stesso tempo sostenere che i beneficiari avrebbero potuto fare affidamento sulla proroga dei diritti d’uso dello spettro radio fino al 2030 e avrebbero dovuto tenerne conto nel loro piano aziendale. La Commissione non può neppure sostenere che gli operatori avrebbero potuto fare affidamento sulle frequenze necessarie per le reti di transizione che, nonostante la promessa contenuta nella strategia del 2016, non erano ancora state assegnate agli operatori della TDT. Al contrario, tutte queste misure costituiscono un unico pacchetto di misure descritte nella strategia del 2016, che sono state notificate congiuntamente dalla Cechia.

4.3.5.2. Sull’avvio dei lavori prima dell’adozione degli atti formali di concessione dell’aiuto

CRa ha inoltre osservato che la Commissione ha accolto l’effetto di incentivazione di altre misure relative alla liberazione della banda dei 700 MHz, come avvenuto nella decisione nel caso SA.55742, misure che si fondano sulla medesima base giuridica. CRa ha ritenuto che la valutazione dell’effetto di incentivazione dovesse basarsi sulla sentenza del Tribunale nella causa Graphischer Maschinenbau108, secondo cui, nel valutare l’effetto di incentivazione, si deve tenere conto del contesto più ampio in cui sono stati sostenuti i costi ammissibili, comprese le comunicazioni delle autorità nazionali.

CRa ha spiegato di aver ricevuto garanzie relative al meccanismo di compensazione dalle autorità ceche già prima del marzo 2017. La decisione degli operatori della TDT di adottare misure volte a liberare la banda dei 700 MHz (compresi investimenti nelle reti di transizione) si è basata innanzitutto su diversi anni di discussioni pubbliche iniziate già nel 2013109. I documenti principali in Cechia relativi alla liberazione della banda dei 700 MHz (ad esempio la strategia del 2016) sono stati ampiamente discussi con il mercato, anche con CRa, prima della loro adozione effettiva. CRa ha partecipato attivamente al gruppo di esperti istituito dal ministero ceco dell’Industria e del commercio che ha lavorato alla strategia del 2016.

CRa ritiene che la strategia del 2016 costituisca un documento fondamentale che ha fornito garanzie sufficienti agli operatori della TDT. La strategia del 2016 imponeva al ministero dell’Industria e del commercio l’obbligo di procedere unitamente al ministero della Cultura e al CTU conformemente alla strategia del 2016, anche al fine di garantire la realizzazione delle misure compensative descritte nella strategia del 2016, previa approvazione della Commissione.

CRa ha indicato che già nel 2016 il CTU aveva rilasciato due autorizzazioni individuali di frequenza a CRa (su 26 autorizzazioni individuali di frequenza per i trasmettitori e circa 50 autorizzazioni individuali di frequenza per i ritrasmettitori per colmare «i vuoti» utilizzati successivamente) al fine di soddisfare la strategia e consentire a CRa di iniziare a costruire la rete di transizione 12.

4.3.6. Necessità

4.3.6.1. Sulla necessità di finanziare i costi ammissibili nel contesto della decisione sull’uso della banda

Nel contesto della strategia del 2016 la Cechia aveva già stabilito che la transizione non era fattibile in assenza di determinato periodo di funzionamento simultaneo delle reti di transizione DVB-T e DVB-T2 esistenti e l’uso della banda dei 700 MHz per la TDT. Il consenso in genere condiviso prevedeva quindi innanzitutto che dovesse avvenire la transizione verso il DVB-T2, ossia verso la tecnologia DVB-T2/HEVC più efficiente dal punto di vista dello spettro, e soltanto allora la banda dei 700 MHz avrebbe potuto essere liberata, se necessario. In caso contrario, avrebbe potuto verificarsi un drastico calo della disponibilità (copertura del segnale presso la popolazione) e della qualità della TDT, e quindi del servizio pubblico di trasmissione, che avrebbe portato molto probabilmente alla scomparsa della TDT in quanto tale110.

La strategia del 2016 ha stabilito altresì che la durata della radiodiffusione simultanea doveva innanzitutto rispettare la necessità di dotare le famiglie di un numero sufficiente di apparecchiature con ricevitori televisivi o ricevitori digitali nuovi compatibili con la trasmissione DVB-T2/HEVC in base alla loro disponibilità sul mercato e il ciclo di sostituzione delle apparecchiature era stimato ad almeno cinque o sei anni111. Tenendo conto di almeno tre anni di radiodiffusione simultanea, la strategia del 2016 ha stimato che il ciclo di sostituzione avrebbe potuto essere ridotto a un periodo di quattro o cinque anni112.

CRa ha spiegato che le reti di transizione erano necessarie per motivi tecnici, in particolare in considerazione della necessità di coordinamento internazionale e di evitare interferenze, nonché al fine di concedere tempo per dotare le famiglie di ricevitori nuovi e passare alle frequenze nuove.

Tanto CRa quanto DB hanno ritenuto che in assenza della transizione verso il DVB-T2 non sarebbe stato possibile liberare la banda dei 700 MHz. La creazione di SFN di grandi dimensioni rese possibili dal DVB-T2 è stata di fondamentale importanza113. Lo standard HEVC è stato scelto come la tecnologia più efficiente disponibile all’epoca per la compressione video e audio, che contribuiva a un uso efficiente dello spettro radio e proteggeva gli investimenti dei consumatori in apparecchi televisivi compatibili114.

Secondo CRa, la transizione verso il DVB-T2 costituiva una condizione preliminare per la liberazione della banda dei 700 MHz. Presumibilmente tale posizione sarebbe stata ampiamente sostenuta dai pareri di vari organi consultivi della Commissione elaborati prima della WRC-15, in particolare la relazione Lamy115 e il parere dell’RSPG116. Inoltre la decisione sull’uso della banda, al considerando 20 recita: «[s]e gli Stati membri intendono mantenere la DTT, nelle loro tabelle di marcia nazionali dovrebbero considerare l’opzione di facilitare l’aggiornamento delle apparecchiature di trasmissione e il loro passaggio a tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente, quali formati video (ad esempio HEVC) o tecnologie di trasmissione del segnale (ad esempio DVB-T2) avanzati». In seguito ad ampie discussioni e studi di esperti (ad esempio lo studio ADL), la Cechia ha deciso di avvalersi della suddetta opzione per adottare tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente e per effettuare la transizione verso il DVB-T2.

CRa ha ritenuto che la semplice sostituzione delle frequenze radio della banda dei 700 MHz senza l’aggiornamento al DVB-T2, rispettando nel contempo le prescrizioni dei paesi vicini nel contesto del coordinamento internazionale delle frequenze, comporterebbe una limitazione sostanziale della trasmissione terrestre, che interesserebbe circa il 60 % della popolazione della Cechia117. Nella pratica, ciò significherebbe che delle sei reti nazionali garantite di fatto dall’accordo internazionale di Ginevra del 2006, rimarrebbero disponibili solo tre reti DVB-T pienamente utilizzabili. DB ha insistito sul fatto che la necessità di mantenere le quattro reti esistenti a livello nazionale nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz richiedeva il ricorso a SFN di grandi dimensioni che utilizzano lo standard DVB-T2, in quanto il loro funzionamento non è fattibile con lo standard DVB-T. CRa ha rilevato che il mantenimento dello standard DVB-T limiterebbe inoltre l’ulteriore sviluppo tecnologico e quindi l’uso di programmi televisivi in HD. La scelta dello standard DVB-T2 era inoltre compatibile con lo standard scelto dai paesi vicini (Germania, Austria).

Secondo CRa, il funzionamento delle reti di transizione consentiva altresì la continuità tecnica della trasmissione, in quanto gli operatori di rete TDT avevano avuto più tempo per sottoporre a prova e verificare il corretto funzionamento delle nuove reti. Anche per le famiglie era importante disporre di un periodo di transizione più lungo al fine di sostituire i loro apparecchi televisivi in modo naturale118. Secondo DB, il mancato ricorso alla trasmissione parallela avrebbe potuto comportare la perdita di servizi TDT per circa la metà delle famiglie ceche. Un aumento massiccio della domanda di nuovi ricevitori e il passaggio simultaneo a una piattaforma diversa potrebbero destabilizzare il mercato.

CRa ha sottolineato che i costi ammissibili per il funzionamento delle reti di transizione sono i costi incrementali sostenuti dagli operatori della TDT necessari per la liberazione della banda dei 700 MHz. CRa ha inoltre evidenziato che l’importo della compensazione è ampiamente indipendente dalla scelta degli standard tecnologici (la tecnologia DVB-T e la tecnologia DVB-T2, così come anche la tecnologia MPEG2/MPEG4/HEVC119, presentano costi analoghi delle apparecchiature). I costi ammissibili sono dovuti al periodo di radiodiffusione simultanea, indipendentemente dalla scelta del codec.

4.3.6.2. Sull’esistenza di un fallimento del mercato

CRa ha sottolineato che gli operatori della TDT non erano giuridicamente tenuti a passare allo standard DVB-T2. Il passaggio al DVB-T2 non sarebbe neppure necessario per consentire loro di competere efficacemente sul mercato in assenza della liberazione della banda dei 700 MHz. Il quadro legislativo non avrebbe consentito alla Repubblica ceca di garantire la liberazione della banda dei 700 MHz e la transizione verso il DVB-T2 secondo il calendario previsto senza il consenso e la cooperazione degli operatori di rete TDT. La Cechia ha dovuto trovare una soluzione di compromesso accettabile per gli operatori della rete TDT che detenevano assegnazioni di frequenze radio interessate, esponendosi altrimenti al rischio di contenziosi e di arbitrati internazionali a lungo termine.

Secondo CRa, la liberazione della banda dei 700 MHz ha accelerato notevolmente la migrazione al DVB-T2, in quanto ha limitato lo spettro disponibile per la diffusione della TDT. I paesi vicini hanno inoltre collegato tale liberazione alla transizione verso uno standard di trasmissione più elevato e più efficiente sotto il profilo della frequenza. Ciò avrebbe aumentato ulteriormente il rischio di interferenze qualora la Cechia non fosse passata al DVB-T2.

4.3.7. Adeguatezza

CRa ha ritenuto che le soluzioni alternative proposte dalla Commissione nella decisione di avvio (ossia certificazione, campagne di informazione o sostegno diretto alle famiglie per l’acquisto di apparecchiature compatibili con il DVB-T2) fossero meno appropriate rispetto all’uso di reti di transizione.

4.3.7.1. Sull’eventualità o meno che la campagna di informazione/certificazione potesse essere sufficiente

È stata condotta una campagna d’informazione, finanziata principalmente direttamente dagli operatori della TDT120. La Cechia ha finanziato la campagna di informazione in misura minima. La certificazione dei ricevitori televisivi per garantire la piena compatibilità con lo standard DVB-T2, anch’essa finanziata dalla CRa, è iniziata in Cechia nel 2016. La combinazione di tali attività del settore privato, unitamente alla costruzione e alla gestione di reti di transizione sostenute dallo Stato, ha garantito una liberazione agevole della banda dei 700 MHz, mantenendo nel contempo la diffusione della TDT, che è l’unica trasmissione in chiaro disponibile.

Secondo CRa, la radiodiffusione simultanea era appropriata in quanto riduceva significativamente e sostanzialmente gli impatti sociali negativi e garantiva la continuità delle trasmissioni televisive. Le reti di transizione hanno inoltre indotto gli importatori di elettronica di consumo a importare televisori DVB-T2 e HEVC e ricevitori digitali.

4.3.7.2. Sulla possibilità di utilizzare voucher finanziari a favore delle famiglie

Le sovvenzioni dirette alle famiglie avrebbero rappresentato una soluzione notevolmente più costosa, in quanto la compensazione avrebbe dovuto essere versata in modo non discriminatorio a un gran numero di famiglie. CRa ha sottolineato che le sovvenzioni dirette alle famiglie (ad esempio i voucher) sarebbero state una soluzione più costosa (circa 83 milioni di EUR)121, di molte volte superiore alla compensazione prevista dalla misura notificata (circa 18 milioni di EUR). Se i voucher fossero forniti soltanto alle famiglie con una situazione socioeconomica svantaggiata, l’importo (circa 37 milioni di EUR)122 sarebbe comunque notevolmente superiore alla compensazione prevista dalla misura. La Cechia ha inoltre beneficiato delle entrate relative all’imposta sul valore aggiunto (IVA) associate all’aumento della vendita di nuovi televisori e ricevitori digitali.

CRa ha inoltre ritenuto che le sovvenzioni dirette alle famiglie avrebbero un effetto negativo sulla concorrenza nel mercato della trasmissione televisiva. Ad esempio un voucher tecnologicamente neutro potrebbe indurre alcune famiglie a lasciare la piattaforma TDT per un’altra piattaforma (ad esempio quella via satellite o IPTV) qualora la trasmissione comporti un costo aggiuntivo per la famiglia, aumentando in tal modo i costi totali per le famiglie.

4.3.8. Proporzionalità

4.3.8.1. Sulla durata della radiodiffusione simultanea

CRa ha rilevato che il periodo di radiodiffusione simultanea stabilito nella transizione era superiore a soli sei mesi, ad esempio la durata media della radiodiffusione simultanea sui trasmettitori che costituivano parte del MUX1 era di 19,5 mesi. La durata della radiodiffusione simultanea non può essere paragonata a quella della Germania, dove soltanto il 6 % circa della popolazione utilizzava la TDT, rispetto al 60 % circa della popolazione nella Cechia.

Secondo CRa, la durata del periodo di radiodiffusione simultanea si basava sul piano tecnico per la transizione verso il DVB-T2 elaborato dal CTU unitamente al ministero dell’Industria e del commercio, successivamente approvato dal governo della Cechia nella strategia del 2016. La durata è stata debitamente discussa e presa in considerazione al fine di rispecchiare le considerazioni tecniche e il coordinamento internazionale e di fornire il comfort necessario alle famiglie, riducendo nel contempo i rischi derivanti dalla migrazione123. La solidità dell’approccio scelto si è dimostrata adeguata nella crisi della COVID-19, durante la quale la migrazione è stata temporaneamente interrotta senza problemi significativi.

Secondo CRa, un periodo di tempo molto più limitato (circa tre o quattro mesi anziché i due o tre anni proposti) poteva essere basato esclusivamente su una migrazione puramente tecnica che comporti un riassetto diretto delle frequenze e non sulla necessità di un sostegno e di una motivazione socialmente accettabili da parte delle famiglie al fine di spingerle a sostituire i loro ricevitori e passare al DVB-T2.

4.3.8.2. Sull’eventualità che l’attuazione accelerata dello standard DVB-T2 non sia controbilanciata da vantaggi commerciali

CRa ha indicato che, a differenza del passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale, il processo attuale non è determinato dalle tendenze del mercato e da un miglioramento tecnologico. Secondo CRa, l’aggiornamento al DVB-T2 era prematuro. Al momento della liberazione della banda dei 700 MHz, le famiglie e le emittenti non erano desiderose di ottenere un prodotto potenziato.

CRa ha ritenuto che la valutazione della proporzionalità debba tenere conto del corretto ambito di applicazione della misura proposta, ossia del fatto che essa è limitata ai costi relativi alla radiodiffusione simultanea. I costi dell’aggiornamento dal DVB-T al DVB-T2/HEVC devono essere parzialmente compensati soltanto in relazione alle tre reti di transizione.

Né CRa né gli altri operatori della TDT hanno realizzato entrate in relazione alla radiodiffusione simultanea. CRa ha sottolineato che la compensazione richiesta rappresenta soltanto lo [0-50] % circa dei suoi costi totali relativi alla trasmissione parallela124.

4.3.8.3. Sulla pertinenza di taluni parametri ai fini del calcolo della compensazione

CRa ha spiegato che la compensazione rappresenta i costi reali (spese operative e spese in conto capitale) registrati nella contabilità di ciascun beneficiario, effettivi e sostenuti durante la trasmissione transitoria. La compensazione non si basa su costi medi mensili teorici. Tali costi medi mensili sono stati utilizzati soltanto per stimare l’importo massimo della compensazione ai soli fini della notifica.

CRa ha spiegato che i costi di ammortamento che quantificano i costi relativi alle spese in conto capitale sono l’ammortamento effettivo di ciascun attivo pertinente utilizzato per la trasmissione nel contesto della rete di transizione di ciascun operatore. L’ammortamento è un costo effettivo e l’utilizzo dell’attivo nel contesto della rete di transizione ne ha ridotto la vita utile residua, ossia il tempo in cui l’attivo può essere utilizzato nella rete finale. L’ammortamento è un modo oggettivo per quantificare i costi relativi alle spese in conto capitale, che costituisce in genere la pratica migliore per quantificare una riduzione del valore di un attivo nel tempo dovuta in particolare all’usura. L’ammortamento nei documenti contabili dovrebbe rispecchiare la realtà, conformemente alla legge ceca sulla contabilità125, ed evitare il doppio conteggio degli stessi costi.

4.3.8.4. Sull’eventualità che i costi ammissibili siano stati compensati da altri regimi di aiuto

CRa ha indicato che la misura si limita a compensare i costi che non sono già stati compensati da misure esistenti, quale quella approvata con decisione della Commissione nel caso SA.55742 e con decisione della Commissione nel caso SA.60062.

4.3.9. Effetti negativi

CRa ha sostenuto che la liberazione della banda dei 700 MHz non era dovuta a uno sviluppo tecnologico naturale del mercato della trasmissione televisiva, ma a un intervento statale che limitava lo spettro a disposizione della piattaforma TDT. Altre piattaforme di trasmissione, in particolare via satellite, via cavo e IPTV, detenevano una quota di mercato notevolmente inferiore rispetto alla TDT in Cechia e si trattava di servizi di televisione a pagamento. Tali piattaforme possono sostituire la piattaforma TDT soltanto da un punto di vista tecnico. Inoltre, gli studi disponibili126 hanno confermato che non ci si può attendere una sostituzione della piattaforma TDT da parte di altre piattaforme nei paesi che presentano una penetrazione elevata della TDT.

5. VALUTAZIONE DELLA MISURA

5.1. Sussistenza di un aiuto ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE

La Commissione ha valutato se la misura in questione possa essere qualificata come aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, secondo cui «sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza».

Per qualificarsi come un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE una misura deve soddisfare tutte le condizioni seguenti: i) i beneficiari della misura devono essere imprese, ossia soggetti che esercitano un’attività economica; ii) la misura deve essere imputabile allo Stato e finanziata mediante risorse statali; iii) la misura deve conferire un vantaggio al suo beneficiario; iv) tale vantaggio deve essere selettivo; e v) la misura deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza ed essere atta a incidere sugli scambi tra gli Stati membri.

Nella decisione di avvio, la Commissione ha ritenuto che la misura soddisfi in via preliminare i criteri di cui all’articolo 107, paragrafo 1, TFUE. La Cechia non ha contestato tale risultanza. Tuttavia uno dei beneficiari ha contestato il fatto che la misura notificata sia imputabile allo Stato, che conferisca un vantaggio selettivo e che falsi la concorrenza.

5.1.1. Beneficiari di aiuti individuali

La Cechia ha notificato una misura che consiste in una compensazione dei costi di gestione delle reti di transizione nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz da parte degli operatori della TDT.

La modifica digitale ha stabilito che i beneficiari sono i titolari di frequenze radio assegnate alle reti nazionali secondo lo standard DVB-T, che hanno diritto al rimborso dei costi sostenuti in modo effettivo ed efficace nel processo di transizione verso lo standard DVB-T2 al fine di garantire tecnicamente il servizio di diffusione della trasmissione della televisione terrestre utilizzando reti di transizione (considerando 44). Di conseguenza i beneficiari sono i titolari di diritti d’uso di frequenze che utilizzano lo standard DVB-T e che hanno sostenuto costi per il funzionamento di reti di transizione. Tuttavia la modifica digitale non specifica quali titolari dello spettro radio fossero tenuti (o addirittura potessero) gestire una rete di transizione.

La strategia del 2016 aveva già individuato due reti di transizione a livello nazionale, denominate A e B, che sarebbero state progettate per essere compatibili rispettivamente con la rete esistente 1 (gestita da Česká televize) e con la rete 2 (gestita da CRa). Una terza rete di transizione denominata R, con capacità di regionalizzazione, era associata alla rete 4 (gestita da DB) e sarebbe stata utilizzata se consentita dal coordinamento internazionale delle frequenze (considerando 32). Il piano tecnico di transizione ha stabilito le condizioni dettagliate secondo le quali le reti di transizione dovevano essere gestite, determinando i trasmettitori, le date e le condizioni tecniche per la trasmissione parallela. Secondo il piano tecnico di transizione, tali reti di transizione erano denominate reti 11, 12 e 13 (considerando 49 e 50), che utilizzerebbero rispettivamente i trasmettitori delle reti esistenti 1, 2 e 4.

Sulla base della strategia del 2016 e del piano tecnico, soltanto tre fornitori che disponevano di diritti d’uso dello spettro associati allo standard DVB-T (dei quattro fornitori titolari di tali diritti) erano tenuti a gestire reti di transizione. I fornitori che potrebbero beneficiare della compensazione sono pertanto individuati dalle disposizioni della strategia del 2016, della modifica digitale e del piano tecnico di transizione, come segue:

  1. (1) uno dei beneficiari, Česká televize, è l’emittente pubblica e detiene anche i diritti d’uso dello spettro associati alla rete TDT 1 che utilizzava lo standard DVB-T e che detta emittente gestisce. Ha gestito la rete esistente 1, la rete di transizione 11 (denominata A nella strategia del 2016) e ora la rete finale 21. La gestione della rete di Česká televize è esternalizzata a CRa (considerando 25, punto 1). Česká televize ha presentato una domanda di compensazione per la gestione della rete di transizione 11 a CTU, sulla base dell’articolo 27 della legge sulle comunicazioni elettroniche (considerando 59);

  2. (2) un altro beneficiario è CRa. CRa deteneva i diritti d’uso dello spettro associati alla rete TDT 2 che utilizzava lo standard DVB-T, che gestiva. Tale impresa gestiva la rete esistente 2, la rete di transizione 12 (denominata B nella strategia del 2016) utilizzata per la radiodiffusione simultanea dei contenuti delle reti esistenti 2 e 3127 e ora gestisce la rete finale 22 (considerando 25, punto 3); CRa ha presentato una domanda di compensazione per la gestione della rete di transizione 12 a CTU, sulla base dell’articolo 27 della legge sulle comunicazioni elettroniche (considerando 59);

  3. (3) l’ultimo beneficiario è DB. DB deteneva i diritti d’uso dello spettro associati alla rete TDT 4 che utilizzava lo standard DVB-T, che gestiva. Ha gestito la rete esistente 4, la rete di transizione 13 (denominata R nella strategia del 2016) e ora la rete finale 24 (considerando 25, punto 4). DB ha presentato una domanda di compensazione per la gestione della rete di transizione 13 a CTU, sulla base dell’articolo 27 della legge sulle comunicazioni elettroniche (considerando 59).

In considerazione di quanto precede, è opportuno innanzitutto stabilire se la misura notificata costituisce un regime di aiuti o una misura individuale. Affinché una misura statale possa essere qualificata come regime di aiuti ai sensi dell’articolo 1, lettera d), prima parte di frase, del regolamento (UE) 2015/1589128, devono essere soddisfatte tre condizioni cumulative. In primo luogo, che sulla base di un atto possano essere adottate singole misure di aiuto a favore di imprese; in secondo luogo, che per la concessione di tali misure di aiuto non sia richiesta alcuna ulteriore misura di attuazione; e, in terzo luogo, che le imprese alle quali possono essere concessi gli aiuti individuali siano definite «in linea generale e astratta»129.

La misura notificata è concessa sulla base di tre atti, ossia la strategia del 2016, la modifica digitale e il piano tecnico di transizione. La modifica digitale fa riferimento ai beneficiari in modo generale e astratto, ossia ai titolari di diritti d’uso dello spettro che utilizzano lo standard DVB-T e che hanno sostenuto costi per la gestione delle reti di transizione (considerando 217). Tuttavia non è possibile concedere l’aiuto unicamente sulla base di tale atto, dato che non stabilisce quali reti di transizione debbano essere costruite e gestite, né le prescrizioni tecniche per la liberazione della banda dei 700 MHz e per la migrazione dei servizi TDT. A tale proposito, la strategia del 2016 prevede già tre reti di transizione associate ai tre beneficiari, mentre il piano tecnico di transizione conferma quali (tre) reti di transizione specifiche debbano essere istituite, ossia le reti 11, 12 e 13, e stabilisce le condizioni tecniche per la gestione di tali reti, comprese le date di inizio e di fine. Tali reti di transizione dovevano essere costruite sulla base degli stessi trasmettitori gestiti, rispettivamente, nel contesto delle reti esistenti 1, 2 e 4. Di conseguenza dalla lettura congiunta della strategia del 2016, della modifica digitale e del piano tecnico di transizione si desume quali sono i (tre) singoli beneficiari della compensazione per la gestione delle reti di transizione.

La Commissione ritiene pertanto che la misura notificata consista in tre misure di aiuto individuali. I beneficiari degli aiuti individuali sono Česká televize, CRa e DB.

5.1.2. Attività economica

Secondo la costante giurisprudenza della Corte di giustizia, la nozione di impresa abbraccia qualsiasi entità che esercita un’attività economica, a prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalla sua modalità di finanziamento130. La classificazione di una particolare entità come impresa quindi dipende interamente dalla natura delle sue attività. Secondo la giurisprudenza, costituisce un’attività economica qualsiasi attività che consista nell’offrire beni o servizi su un determinato mercato131.

Nel caso di specie, l’aiuto è concesso agli operatori che forniscono servizi di radiodiffusione. Gli operatori della TDT forniscono servizi di radiodiffusione della televisione terrestre ad emittenti. Nel contesto della loro attività in veste di operatori della TDT, la fonte principale di entrate di CRa e DB consiste nella remunerazione versata da emittenti per tali servizi (considerando 102). Per quanto concerne Česká televize, l’emittente pubblica, essa fornisce il servizio di radiodiffusione della televisione terrestre per le proprie attività di trasmissione, che rappresentano anch’esse un’attività economica.

La Commissione conclude pertanto che i tre beneficiari per i quali si chiede una compensazione per la gestione delle reti di transizione sono imprese che esercitano un’attività economica di fornitura di servizi di trasmissione della TDT.

5.1.3. Risorse statali e imputabilità

I costi ammissibili saranno compensati dal conto «Radiocomunicazioni» (considerando 56). Le risorse del conto «Radiocomunicazioni» derivano da una parte dei contributi versati allo Stato dai titolari dei diritti d’uso delle frequenze per l’utilizzo di tali risorse. La misura è finanziata con risorse pubbliche ed è imputabile allo Stato per i motivi seguenti:

  1. (1) il conto «Radiocomunicazioni» è stabilito e disciplinato dalla legge (considerando 56);

  2. (2) i contributi versati dai titolari dei diritti sono riscossi dalle autorità nazionali in cambio dell’uso dello spettro, che costituisce una risorsa pubblica e tali contributi rappresentano entrate dello Stato;

  3. (3) la quota dei contributi che deve contribuire al conto è decisa dalle autorità nazionali;

  4. (4) il CTU apre e gestisce il conto «Radiocomunicazioni». Le risorse all’interno di tale conto sono soggette a controllo da parte del CTU, che ne stabilisce la destinazione. Il CTU deve presentare una relazione annuale sull’amministrazione di tale conto;

  5. (5) i costi e le entrate derivanti dal deposito del conto sono imputati al bilancio dello Stato;

  6. (6) la misura è prevista nelle misure legislative e amministrative di cui al considerando 26;

  7. (7) il CTU gestisce la misura esaminando le domande di aiuto e verificando l’accuratezza dei costi ammissibili (considerando 58).

CRa ha sostenuto che la misura notificata non è imputabile allo Stato in quanto garantisce che la Cechia rispetti gli obiettivi imposti dalla decisione sull’uso della banda e attui direttamente tale decisione adottata a livello di UE (cfr. sezione 4.3.2.1). Inoltre la decisione sull’uso della banda prevede che gli Stati membri possano fornire una compensazione al fine di agevolare la transizione verso tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente.

La Commissione rileva tuttavia che la misura notificata sotto forma di compensazione agli operatori della TDT non è imposta alla Cechia dalla decisione sull’uso della banda. In particolare, sebbene sia vero che la decisione sull’uso della banda stabilisce gli obblighi per gli Stati membri: i) di consentire l’uso della banda dei 700 MHz per i servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili132 e ii) di garantire la disponibilità almeno fino al 2030 della banda al di sotto dei 700 MHz per la fornitura di servizi di trasmissione terrestre133, la decisione sull’uso della banda non impone agli Stati membri l’obbligo di fornire una compensazione alle emittenti della TDT. La decisione sull’uso della banda riconosce la discrezionalità degli Stati membri nel decidere se debba essere fornita o meno una compensazione adeguata, in particolare per gli utenti finali134. Soltanto quando lo Stato membro è tenuto ad attuare il diritto dell’Unione senza margini di discrezionalità, la misura non può essere considerata imputabile a tale Stato membro135. Al contrario, l’articolo 6 della decisione sull’uso della banda prevede un ampio margine di discrezionalità per gli Stati membri i quali «possono, se del caso e in conformità del diritto dell’Unione, garantire che un’adeguata compensazione [...]». Inoltre è evidente che la decisione sull’uso della banda non determina la progettazione di tale compensazione, indipendentemente dal fatto che si tratti della sua cerchia di beneficiari, dei costi ammissibili o di qualsiasi altra condizione. Inoltre la decisione sull’uso della banda stabilisce inequivocabilmente che tale compensazione può essere fornita soltanto in conformità del diritto dell’Unione e pertanto non pregiudica l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato, che devono essere rispettate dalla Cechia.

La Commissione conclude pertanto che la misura è imputabile allo Stato e finanziata mediante risorse statali.

5.1.4. Vantaggio economico

Ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, per vantaggio si intende un vantaggio economico che un’impresa non avrebbe ottenuto in condizioni normali di mercato, ossia in assenza di un intervento dello Stato136. Tale vantaggio può assumere la forma di un sostegno finanziario positivo, ma anche di qualsiasi misura che attenui gli oneri, che di norma sono inclusi nel bilancio di un’impresa137. Tra gli oneri che gravano normalmente sul bilancio di un’impresa figurano i costi che le imprese devono sopportare in ragione di misure regolamentari inerenti all’esercizio di un’attività economica regolata138.

Nel caso di specie, l’aiuto è concesso agli operatori che forniscono servizi di radiodiffusione terrestre, il che costituisce un’attività economica (cfr. sezione 5.1.2). La misura attenua gli oneri che normalmente gravano sul bilancio di un’impresa per i motivi illustrati di seguito. Innanzitutto la misura intende compensare i costi derivanti da misure normative, ossia la strategia del 2016, la modifica digitale e il piano tecnico di transizione (considerando 26). La modifica digitale obbliga gli operatori della TDT ad attuare reti di transizione (considerando 43) e la strategia del 2016 e il piano tecnico di transizione stabiliscono concretamente quali reti di transizione sono necessarie, nonché le date e le condizioni dettagliate per il funzionamento di tali reti di transizione (considerando 49 e 50). Gli obblighi normativi derivanti dalla strategia del 2016, dalla modifica digitale e dal piano tecnico di transizione sono intrinseci all’attività economica degli operatori della TDT. Prima della modifica digitale, l’articolo 19 della legge sulle comunicazioni elettroniche prevedeva già la possibilità per il CTU di modificare (o persino di revocare) le autorizzazioni all’uso delle frequenze radio, se necessario affinché la Cechia si conformasse al diritto dell’Unione (considerando 38 e 39). Nel caso di specie, l’obiettivo della strategia del 2016, della modifica digitale e del piano tecnico di transizione era che la Cechia rispettasse gli obblighi stabiliti nella decisione sull’uso della banda. In secondo luogo, la possibilità di essere obbligati a liberare lo spettro assegnato o a subire una modifica delle condizioni per i diritti d’uso delle frequenze e degli standard di trasmissione e compressione, nel contesto del coordinamento internazionale, prima della scadenza dei diritti, non è un evento che avrebbe potuto essere sconosciuto ai titolari dei diritti, tenuto conto dei precedenti (ossia la liberazione della banda degli 800 MHz – cfr. considerando 13); il Parlamento europeo e il Consiglio hanno deciso che la banda degli 800 MHz sarebbe stata assegnata ai servizi a banda larga senza fili a partire dal gennaio 2013) e delle discussioni internazionali preliminari (considerando 13 e 14). La Cechia ha spiegato che l’intervento normativo rientra nella competenza nazionale (considerando 128). L’intervento normativo è stato adottato mediante diversi atti giuridici vincolanti (considerando 26), tra cui la strategia del 2016, la modifica (la modifica digitale) del quadro normativo per le comunicazioni elettroniche in Cechia (la legge sulle comunicazioni elettroniche) e un decreto governativo che stabilisce le condizioni tecniche dettagliate per la transizione (il piano tecnico di transizione). La Commissione ritiene pertanto che i costi coperti dalla misura notificata derivino da interventi normativi adottati dalla Cechia e siano inerenti all’esercizio di attività relative a servizi di radiodiffusione svolte dagli operatori della TDT.

La Commissione non concorda con le osservazioni ricevute da un beneficiario secondo cui non vi è alcun vantaggio derivante dalla misura notificata e i costi normativi che la misura mira a compensare non sono inerenti a tale attività economica. Il beneficiario ha affermato che la misura si limita a compensare gli operatori della TDT per uno svantaggio strutturale (considerando 161). La Commissione rileva tuttavia che, anche se gli obblighi normativi pertinenti hanno interessato soltanto gli operatori della TDT e il rispetto di tali obblighi può comportare costi per tali operatori, ciò non modifica il fatto che i costi derivanti da tali obblighi sono intrinseci all’attività economica degli operatori della TDT e possono implicare il rispetto di obblighi normativi. La Commissione affronterà l’aspetto della selettività dell’argomentazione del beneficiario nella prossima sezione (considerando 249).

Il beneficiario ha asserito altresì che la sentenza Enirisorse139 era pertinente ai fini della valutazione delle circostanze in esame (considerando 162). Tuttavia la Commissione rileva che la misura di cui alla sentenza Enirisorse non costituiva un vantaggio dato che aveva come conseguenza l’annullamento dell’effetto di una misura precedente, con la conseguenza che la situazione che ne derivava tornava alle condizioni normali, che secondo la Corte erano stabilite dal codice civile italiano. La misura nazionale si limitava ad evitare che sul bilancio dell’impresa gravasse un onere che, in una situazione normale, non sarebbe esistito e non mirava a ridurre un onere che tale società avrebbe dovuto normalmente sostenere. Al contrario, le normali condizioni di funzionamento del mercato della TDT possono comprendere l’adempimento di obblighi normativi imposti dalla Cechia e l’assunzione dei costi per il rispetto di tali obblighi, quali la gestione di reti di transizione. Tra le condizioni normali non figuravano la compensazione di eventuali costi derivanti dal rispetto delle misure di regolamentazione, per cui non si trattava di condizioni normali che sarebbero esistite e alle quali la misura notificata sta tornando. Inoltre la situazione di cui alla sentenza Enirisorse è molto specifica e riguarda una controversia tra due imprese relativa ai diritti di recesso dei soci da società per azioni. Nel caso di specie, come illustrato in precedenza, i costi normativi sono inerenti all’attività economica di fornitura di servizi di trasmissione della TDT. Tali costi non possono essere considerati un onere anormale a carico del bilancio di un’impresa, il che significa che tali costi non sono inerenti all’attività degli operatori della TDT. In effetti gli operatori della TDT erano già consapevoli del fatto che erano possibili sviluppi nella politica in materia di spettro, dato che l’articolo 19 della legge sulle comunicazioni elettroniche prevedeva persino tale possibilità, nonché in considerazione altresì della precedente liberazione della banda degli 800 MHz, completata nel 2012 in Cechia.

Per quanto concerne l’argomento sollevato dal beneficiario sulla base della sentenza Germania/Commissione140, secondo cui i normali costi a carico di un’impresa sono quelli sostenuti da tutti i concorrenti (considerando 162), è opportuno rilevare che il Tribunale ha fatto riferimento, in tale situazione specifica, all’esistenza di uno svantaggio strutturale (ossia il finanziamento delle pensioni di ex funzionari) che, a causa delle circostanze specifiche, solo un’impresa aveva sostenuto, a differenza dei suoi concorrenti. Tuttavia, nel caso di specie, non vi è tale svantaggio strutturale, dato che si prevede che gli operatori sostengano i costi degli aggiornamenti tecnologici e della corrispondente radiodiffusione simultanea in parallelo. Gli operatori che utilizzavano la piattaforma via satellite hanno sostenuto i costi di aggiornamento al DVS-T2. Inoltre gli operatori della TDT hanno sostenuto i costi dell’aggiornamento alla tecnologia digitale durante la transizione dalla trasmissione analogica a quella digitale. Anche in termini più generali, si prevede che gli operatori di rete sostengano di norma i costi per il rispetto di obblighi normativi compresi quelli connessi ai diritti d’uso dello spettro.

Il beneficiario ha inoltre affermato che non vi è alcun vantaggio in quanto la Cechia ha avuto bisogno del consenso degli operatori della TDT per modificare le loro assegnazioni di frequenze radio a norma dell’articolo 19 della legge sulle comunicazioni elettroniche, in particolare dato che la decisione sull’uso della banda non è direttamente applicabile/vincolante per gli operatori della TDT, ma è rivolta agli Stati membri (considerando 163). Tuttavia la misura notificata non è collegata a eventuali danni e non è stata notificata alla Commissione come transazione tra la Cechia e gli operatori della TDT. La compensazione non tiene conto di elementi quali la data di scadenza dei diritti d’uso dello spettro di ciascun operatore (oltre il 2020). La Commissione rileva inoltre che l’articolo 19 della legge sulle comunicazioni elettroniche consentiva già al CTU di modificare unilateralmente (o persino di revocare) le autorizzazioni all’uso delle frequenze radio laddove necessario al fine di rispettare gli impegni assunti a norma del diritto dell’Unione (considerando 39), pertanto la Cechia aveva il diritto di adottare misure al riguardo, senza il consenso dei fornitori di TDT.

L’argomentazione del beneficiario secondo cui la Cechia avrebbe potuto dover affrontare richieste di risarcimento danni a causa di un’espropriazione di fatto non è pertinente ai fini della valutazione di un vantaggio legato alla misura notificata. La misura notificata costituisce una compensazione per il rispetto di un obbligo normativo, ossia il funzionamento delle reti di transizione, e non una compensazione tra la Cechia e gli operatori della TDT a seguito di richieste concrete di un risarcimento dei danni. Inoltre i diritti d’uso dello spettro radio non sono assimilabili ai diritti di proprietà in considerazione, da un lato, del fatto che lo spettro radio è di proprietà pubblica e, dall’altro, del fatto che il quadro legislativo prevedeva già la possibilità di modificare o revocare tali diritti prima della scadenza. Inoltre i diritti d’uso dei beneficiari non sono stati in effetti revocati, ma prorogati fino al 2030, garantendo a detti soggetti prevedibilità normativa per quanto concerne l’uso dello spettro.

Si potrebbe sostenere che una modifica delle autorizzazioni all’uso delle frequenze radio ai sensi dell’articolo 19 della legge sulle comunicazioni elettroniche avrebbe consentito agli operatori della TDT di beneficiare di una determinata compensazione. La possibilità di tale compensazione è descritta all’articolo 19, secondo comma, e all’articolo 27 della legge sulle comunicazioni elettroniche (considerando 40) e nota 43). Il sesto comma dell’articolo 27 descrive le categorie di costi per le quali può essere richiesta una compensazione (prima della modifica digitale), compresi i costi di adeguamenti tecnici, i costi ammortizzati di apparecchiature dismesse, i costi di smantellamento e disattivazione di apparecchiature e i costi per garantire in modo diverso i servizi di comunicazione elettronica forniti attraverso le frequenze radio esistenti, per il tempo necessario a garantire le misure tecniche necessarie per effettuare le modifiche nell’uso di frequenze radio (nota 45). La Commissione rileva tuttavia che tra le categorie di costi di cui sopra non figurano quelle oggetto della misura notificata, ossia non sono connesse alla gestione di reti di transizione141. La gestione di reti di transizione non era ammissibile a ricevere alcuna compensazione fino all’adozione della modifica digitale che consentiva tale compensazione (considerando 44). La Commissione sottolinea altresì che i costi che figurano nel sesto comma dell’articolo 27 corrispondono a costi che, in linea di principio, sono già stati coperti nell’ambito della misura approvata dalla decisione nel caso SA.55742 concernente la compensazione di apparecchiature relative allo spettro.

Il beneficiario ha asserito altresì che le reti di transizione erano gestite a titolo gratuito e senza scopo di lucro, istituite al fine di garantire un obiettivo di politica pubblica, e che l’unica remunerazione possibile per gli operatori della TDT era la compensazione nel contesto della misura (considerando 165). Il beneficiario ha indicato che le sue entrate sono diminuite dopo la liberazione della banda dei 700 MHz e la relativa transizione verso il DVB-T2, indipendentemente da qualsiasi aumento della capacità di trasmissione dei dati nella rete gestita (considerando 166). Ciò non significa tuttavia che i costi di gestione delle reti di transizione non fossero costi normativi inerenti all’attività economica di qualsiasi detentore di diritti d’uso dello spettro e che la compensazione di tali costi non avrebbe conferito un vantaggio agli operatori della TDT. L’individuazione del vantaggio non dipende dall’eventualità che l’assunzione di tali costi possa o meno aumentare il fatturato o gli utili ottenuti dalle imprese interessate.

Alla luce di quanto precede e in linea con la prassi precedente142, la Commissione ritiene che la misura esoneri gli operatori della TDT da costi normativi inerenti alla loro attività commerciale, mentre altri operatori devono sostenere da soli detti costi. In assenza della misura notificata, gli operatori della TDT sarebbero stati tenuti a sostenere tutti i costi derivanti dal funzionamento delle reti di transizione durante la migrazione alla banda al di sotto dei 700 MHz.

La misura ha consentito inoltre agli operatori della TDT di fornire servizi di trasmissione TDT senza interruzioni. Inoltre, a seguito del completamento del processo di migrazione per il quale è stata istituita la misura, gli operatori della TDT utilizzano ora reti per la televisione terrestre potenziate che presentano una maggiore capacità e sono in grado di fornire servizi televisivi potenziati.

Le considerazioni di cui sopra sono applicabili alla situazione di tutti e tre i beneficiari che beneficerebbero dell’aiuto nel contesto della misura notificata. Inoltre, una volta ricevuta la compensazione, i tre beneficiari sarebbero avvantaggiati rispetto alla situazione di CDG, che deteneva diritti d’uso dello spettro radio, gestiva la rete 3 e doveva anch’essa aggiornare la propria rete finale 23 allo standard DVB-T2/HEVC.

La Commissione conclude che la misura conferisce un vantaggio economico ai tre beneficiari ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato.

5.1.5. Selettività

L’articolo 107, paragrafo 1, TFUE considera aiuti le misure attuate dagli Stati membri o mediante risorse pubbliche che falsano o minacciano di falsare la concorrenza «favorendo talune imprese o talune produzioni». Tale criterio serve a individuare le misure che favoriscono talune imprese o taluni settori dell’economia.

A tale proposito, la Commissione rileva che la misura intende compensare tre operatori della TDT che hanno gestito reti di transizione nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz (considerando 53). I beneficiari della misura sono imprese che operano nel settore dei servizi di radiodiffusione televisiva. Di conseguenza la misura riguarda soltanto le imprese che operano in un segmento concreto del settore della radiodiffusione, alle quali la Cechia ha imposto l’obbligo normativo di gestire reti di transizione, in particolare Česká televize (rete di transizione 11), CRa (rete di transizione 12) e DB (rete di transizione 13). La Commissione ritiene che la misura notificata costituisca un aiuto individuale a favore di tali tre beneficiari (considerando 222). Nel caso di aiuti individuali, l’individuazione di un vantaggio consente, in linea di principio, di presumere la selettività della misura143.

Un beneficiario ha insistito sul fatto che la Commissione deve spiegare il motivo per cui le imprese che utilizzano la TDT dovrebbero essere considerate in una situazione di fatto e di diritto paragonabile a quella delle imprese che utilizzano altre tecnologie ai fini della determinazione dell’eventuale selettività della misura (considerando 167). Secondo la giurisprudenza della Corte, una misura è selettiva «solo se, nell’ambito di un dato regime giuridico, essa ha l’effetto di favorire talune imprese rispetto ad altre che appartengano ad altri settori o al medesimo settore e si trovino, in considerazione dell’obiettivo perseguito da tale regime, in una situazione fattuale e giuridica analoga»144.

Dato che gli aiuti sono concessi sotto forma di sovvenzioni (ossia sovvenzioni dirette), il sistema di riferimento nel caso di specie è costituito dalle normali condizioni di mercato in cui le imprese in questione operano. L’obiettivo del sistema di riferimento non può essere quello di prevedere sovvenzioni, dato che, in condizioni normali di mercato, gli operatori dovrebbero sostenere i propri costi per conformarsi agli obblighi normativi. Come illustrato nella sezione 5.1.4, la Commissione ritiene che la misura notificata riguardi i costi normativi inerenti alla normale attività degli operatori della TDT in Cechia. La misura costituisce pertanto un’eccezione al sistema di riferimento (ossia le normali condizioni di mercato) in quanto riduce i costi normali per alcune imprese.

Di conseguenza i beneficiari della misura notificata sono favoriti rispetto alle altre imprese degli altri settori e dello stesso settore, che devono sostenere i propri costi. La misura, pertanto, è prima facie selettiva.

In alternativa, qualora si potesse ritenere che il sistema di riferimento fosse limitato al settore della radiodiffusione televisiva (il che non è il caso), e qualora si considerasse l’obiettivo di tale sistema di riferimento, è opportuno rilevare che, nel settore della radiodiffusione televisiva, esistono altre piattaforme tecnologiche concorrenti, quali quelle vie satellite, via cavo o IPTV (considerando 21)145, che non sono compensate per i costi normativi in condizioni di mercato normali. Gli operatori che utilizzano altre piattaforme tecnologiche si trovano in una situazione fattuale e giuridica analoga a quella degli operatori della TDT, in quanto devono sostenere i costi associati agli aggiornamenti tecnologici delle loro reti e ai relativi periodi di radiodiffusione simultanea. Gli operatori satellitari, ad esempio, sono soggetti altresì a obblighi per l’uso dello spettro che derivano da costi normativi e i loro diritti d’uso possono anch’essi essere soggetti a modifiche. Anche gli operatori satellitari devono finanziare autonomamente gli aggiornamenti tecnologici (ad esempio da DVB-S a DVB-S2146). Il fatto che gli operatori delle diverse piattaforme tecnologiche per la trasmissione video in Cechia abbiano modelli imprenditoriali diversi e possano non essere in concorrenza nello stesso segmento (ad esempio servizi televisivi in chiaro rispetto a quelli a pagamento) non li pone in una situazione giuridica e fattuale diversa alla luce dell’obiettivo di fornire trasmissioni televisive. Le diverse piattaforme concorrenti (TDT, via satellite, IPTV) sono sostituibili. Tutte sono in grado di trasmettere servizi televisivi, tanto in chiaro quanto a pagamento, come dimostrano diversi esempi forniti nel corso dell’inchiesta, ad esempio talune emittenti commerciali hanno ripetutamente annunciato l’intenzione di cifrare le versioni HD dei loro programmi (considerando 153), il gruppo Skylink/M7 ha sperimentato un servizio di TDT a pagamento (considerando 91), Telly stava prendendo in considerazione una carta IPTV per i servizi in chiaro (considerando 154). La Cechia ha confermato inoltre la sostituibilità dei servizi sostenendo che il rischio principale durante la transizione era il rischio di perdita di pubblico a favore di altre piattaforme derivante da una migrazione incontrollata (considerando 103). La Cechia ha inoltre confermato che non vi sono ostacoli giuridici alla cifratura della TDT e all’offerta di servizi di televisione a pagamento. Di conseguenza gli operatori della TDT possono scegliere di modificare il loro modello imprenditoriale in qualsiasi momento.

Anche se la liberazione della banda dei 700 MHz ha interessato soltanto gli operatori della TDT, la Commissione non concorda sul fatto che il sistema di riferimento possa essere impostato in modo restrittivo per coincidere con la cerchia esatta dei beneficiari, ossia talune imprese di TDT che gestivano reti di transizione. Ammettere che il sistema di riferimento comprenda soltanto le imprese interessate da una misura di regolamentazione significherebbe che qualsiasi compensazione per una misura di regolamentazione sfuggirebbe al controllo sugli aiuti di Stato, in quanto la maggior parte delle misure di regolamentazione è destinata a segmenti specifici del mercato, tenendo conto delle loro caratteristiche (e si applicherebbe quindi soltanto a determinati fornitori), dato che non sarebbe selettiva. Di contro, tutti i segmenti di mercato sono soggetti a misure di regolamentazione che comportano costi di conformità per i fornitori ai quali tali obblighi sono rivolti. Come illustrato in precedenza, la Commissione ritiene che gli effetti delle misure di regolamentazione derivanti dalla liberazione della banda dei 700 MHz siano inerenti all’attività degli operatori della TDT. Di conseguenza il sistema di riferimento ai fini dell’esame della selettività non può essere limitato alle imprese soggette a un obbligo normativo specifico.

Un beneficiario ha sostenuto che la compensazione può essere collegata a obblighi di servizio pubblico. Tuttavia nulla indica che la misura notificata sia collegata ad obblighi di servizio pubblico. In ogni caso, occorre ricordare che una misura rimane selettiva anche se il suo obiettivo è quello di favorire finanziariamente entità considerate socialmente utili147 o che producono effetti positivi sull’economia che vanno al di là dei loro interessi148. Gli effetti positivi della transizione concepita dalla Cechia per la liberazione della banda dei 700 MHz non possono compromettere la conclusione sulla selettività della misura.

5.1.6. Distorsione della concorrenza ed effetto sugli scambi all’interno dell’Unione

Le misure statali rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE nella misura in cui falsano o minacciano di falsare la concorrenza e incidono sugli scambi tra Stati membri. Si ritiene che una misura concessa dallo Stato falsi o minacci di falsare la concorrenza quando è in grado di migliorare la posizione concorrenziale del beneficiario nei confronti di altre imprese concorrenti149.

Come spiegato nelle sezioni precedenti, la misura si applica a tre operatori della TDT. Tali tre operatori competono in particolare con altri operatori che utilizzano altre piattaforme tecnologiche per la trasmissione di video (via satellite, via cavo, IPTV). CRa appartiene a un gruppo che opera a livello internazionale (nota 31) e in diversi settori di attività al di là dei servizi di trasmissione della TDT. Česká televize in veste di emittente pubblica è in concorrenza con le emittenti commerciali.

Un beneficiario ha sostenuto che, per essere distorsiva, la misura dovrebbe migliorare la posizione concorrenziale del beneficiario rispetto ad altre imprese con cui è in concorrenza, e ha osservato che gli operatori della TDT non sono in concorrenza con altre piattaforme tecnologiche e che la misura è intesa a compensare i beneficiari per i costi incrementali aggiuntivi sostenuti a causa delle modifiche normative imposte dallo Stato (considerando 169). Tuttavia è sufficiente che l’aiuto consenta all’impresa beneficiaria di mantenere una posizione concorrenziale più forte di quella che avrebbe avuto in assenza di aiuto. In tale contesto, affinché si possa ritenere che gli aiuti falsino la concorrenza, è di norma sufficiente che l’aiuto conferisca al beneficiario un vantaggio che lo sgravi dal sostenere spese cui avrebbe dovuto far fronte nell’ambito della propria gestione corrente150.

La Commissione ritiene che altre piattaforme tecnologiche siano in concorrenza sufficientemente stretta con i beneficiari, in particolare per quanto concerne gli utenti finali dei servizi forniti utilizzando piattaforme diverse, al fine di concludere che la misura minaccia di falsare la concorrenza ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE. In ogni caso, la Commissione ritiene che la misura minacci di falsare la concorrenza e incida sugli scambi tra Stati membri in quanto rafforza la posizione concorrenziale dei tre beneficiari.

Di conseguenza, la misura minaccia di falsare la concorrenza e altera gli scambi tra Stati membri.

5.1.7. Conclusione sull’esistenza di un aiuto

Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che la misura soddisfa i criteri di cui all’articolo 107, paragrafo 1, TFUE e costituisce un aiuto di Stato ai sensi di tale articolo. Le autorità ceche non hanno contestato tale conclusione.

5.2. Legittimità dell’aiuto

Nella decisione di avvio, la Commissione ha indicato di non essere in grado di trarre conclusioni sul rispetto dell’obbligo di sospensione di cui all’articolo 108, paragrafo 3, TFUE (considerando 101) della decisione di avvio). Al considerando 99 della decisione di avvio, la Commissione ha rilevato che la disposizione pertinente della legge sulle comunicazioni elettroniche cui la Cechia faceva riferimento come clausola sospensiva151, come modificata dalla modifica digitale, faceva riferimento alle procedure dinanzi alla Commissione, ma lasciava discrezionalità alle autorità nazionali. Inoltre i beneficiari dell’aiuto hanno già presentato le loro domande al CTU, che ha già effettuato il proprio audit dei costi ammissibili. Di contro, al considerando 100 della decisione di avvio, la Commissione ha osservato che la base giuridica della misura non specifica elementi dell’aiuto quali le categorie di costi ammissibili, l’importo massimo dell’aiuto o l’intensità di aiuto, come descritto dalla Cechia nella decisione di avvio. Le autorità ceche hanno inoltre confermato che non sarà erogato alcun aiuto prima dell’approvazione della misura da parte della Commissione (considerando 60).

Secondo la giurisprudenza, gli aiuti devono essere considerati concessi nel momento in cui il diritto di riceverli sia conferito al beneficiario in forza della normativa nazionale applicabile152. Il trasferimento effettivo delle risorse in questione non è determinante.

La Commissione prende atto della leale cooperazione delle autorità ceche nel contesto del presente procedimento ai fini del rispetto dell’obbligo di sospensione di cui all’articolo 108, paragrafo 3, TFUE. La strategia del 2016 specificava già che il governo avrebbe dovuto fornire una compensazione una volta che la Commissione ne avesse valutato la compatibilità con il mercato interno153. Dal dicembre 2016 le autorità ceche hanno avviato discussioni con la Commissione, antecedenti la notificazione, in merito a diverse misure relative alla liberazione della banda dei 700 MHz, compresa la compensazione per il funzionamento delle reti di transizione (considerando 1). Nel luglio 2021 la Cechia ha notificato la misura (considerando 3) e si è impegnata a non erogare l’aiuto prima dell’approvazione della misura da parte della Commissione.

La Commissione ritiene che la misura notificata comprenda l’impegno delle autorità ceche a non erogare l’aiuto prima della notifica di una decisione della Commissione che approvi la misura. Di conseguenza anche se la clausola sospensiva inclusa nella modifica digitale potrebbe lasciare un margine di discrezionalità alle autorità ceche, tale margine di discrezionalità non è più presente nella misura notificata.

Infine l’efficacia della clausola sospensiva è stata ulteriormente chiarita dalla successiva modifica della legge sulle comunicazioni elettroniche, applicabile a decorrere dal 1o gennaio 2022 (considerando 175). Di conseguenza, nelle circostanze del caso di specie, la Commissione ritiene che la misura notificata, unitamente ai chiarimenti forniti dalle autorità ceche nel procedimento dinanzi alla Commissione e attraverso la modifica legislativa, rispetti l’obbligo di sospensione di cui all’articolo 108, paragrafo 3, TFUE.

Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che la Cechia abbia rispettato l’obbligo di sospensione di cui all’articolo 108, paragrafo 3, TFUE.

5.3. Compatibilità dell’aiuto

Dato che la misura costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, è opportuno esaminarne la compatibilità con il mercato interno. Le autorità ceche hanno asserito che la misura è compatibile con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE, il quale stabilisce che si possono considerare compatibili con il mercato interno «gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse».

Di conseguenza per poter essere dichiarato compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE, l’aiuto deve prima di tutto essere destinato ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche e, oltre a ciò, non deve alterare le condizioni degli scambi in misura contraria all’interesse comune154.

Dato che non esistono orientamenti che disciplinino specificamente la valutazione della compatibilità della misura notificata, la Commissione effettuerà la propria valutazione direttamente sulla base dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE.

5.3.1. Agevolazione dello sviluppo di un’attività economica

5.3.1.1. L’attività economica agevolata dalla misura

Ai considerando 106 e 107 della decisione di avvio, la Commissione ha concluso in via preliminare che la misura ha aiutato i tre operatori della TDT a sviluppare la loro attività economica nel settore della trasmissione di servizi di televisione terrestre e soddisfa pertanto il primo criterio. Non sono pervenute osservazioni contrarie a tale parere preliminare.

La misura notificata mira a compensare tre operatori della TDT per i costi sostenuti per il funzionamento delle reti di transizione che utilizzano standard tecnologici aggiornati (DVB-T2/HEVC) durante un periodo di radiodiffusione simultanea, imposti come obbligo normativo relativo alla liberazione anticipata della banda dei 700 MHz. Al considerando 106 della decisione di avvio, la Commissione ha osservato che la misura sosteneva l’aggiornamento delle reti gestite dai tre operatori della TDT, consentendo loro di offrire servizi migliori. Ha consentito agli operatori della TDT di aumentare la capacità delle loro reti e di offrire un maggior numero di programmi con una migliore qualità video (da SD a HD) per un certo numero di programmi155 ed eventualmente di includere offerte di servizi televisivi a pagamento156. Ha inoltre contribuito a mantenere e abituare i telespettatori al nuovo standard di televisione terrestre (DVB-T2/HEVC), garantendo che il pubblico fosse pronto per le offerte aggiornate.

Nella misura in cui la misura notificata ha un effetto di incentivazione (sezione 5.3.1.2), essa facilita l’attività economica di fornitura di servizi di radiodiffusione della TDT dei tre beneficiari compensando i costi di gestione delle reti di transizione negli standard aggiornati, quali una maggiore capacità e una migliore qualità video, nonché il mantenimento del numero di telespettatori. Inoltre le reti finali hanno beneficiato altresì del riutilizzo di apparecchiature delle reti di transizione, nonché della configurazione e della stabilizzazione delle reti effettuate durante il periodo di trasmissione parallela. I nuovi standard per la televisione terrestre (DVB-T2/HEVC) rappresentano altresì miglioramenti sostanziali per le famiglie, in particolare consentendo loro di ricevere un’offerta in chiaro più diversificata (ossia la possibilità di un maggior numero di canali televisivi) e una migliore qualità (HD e Ultra HD).

La Commissione rileva inoltre l’importanza della piattaforma TDT in Cechia per la trasmissione di servizi televisivi in chiaro, compresi quelli forniti dall’emittente pubblica ceca, in particolare per rafforzare la coesione sociale, il funzionamento della democrazia e l’economia in generale. La Commissione rileva inoltre che la misura contribuisce a conseguire il rispetto dell’obbligo stabilito nella decisione sull’uso della banda, ossia la liberazione della banda dei 700 MHz da parte dei servizi di trasmissione terrestre, anche agevolando la transizione verso tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente, in particolare gli standard DVB-T2/HEVC (considerando 16).

5.3.1.2. Effetto di incentivazione

5.3.1.2.1. Sull’avvio dei lavori prima dell’adozione formale degli atti di concessione dell’aiuto – effetto di incentivazione formale

Nei considerando da 112 a 114 della decisione di avvio, la Commissione ha espresso dubbi circa l’effetto di incentivazione della misura in quanto gli operatori della TDT hanno iniziato a investire nelle reti di transizione a partire da marzo 2017, prima dell’adozione della decisione sull’uso della banda nel maggio 2017, della modifica digitale nel luglio 2017 e del piano tecnico di transizione nell’agosto 2018. L’inizio della migrazione ha inoltre preceduto gli accordi definitivi sul coordinamento internazionale delle frequenze conclusi dalla Cechia con i paesi vicini. La Commissione ha rilevato che la strategia del 2016 non sembrava fornire orientamenti sufficienti sui parametri chiave della portata della compensazione e del processo di migrazione, compreso il coordinamento delle frequenze con i paesi vicini. La Commissione ha rilevato altresì che i trasmettitori DVB-T originali erano stati spenti nell’ottobre 2020 e che pertanto tutti i costi erano già stati sostenuti prima dell’adozione di una decisione definitiva della Commissione in merito alla misura.

La Cechia ha spiegato che gli operatori della TDT hanno attivamente anticipato la liberazione della banda dei 700 MHz già nel periodo 2013-2016 nel quadro delle discussioni pubbliche sulla procedura e sulle misure proposte. Per questo motivo, gli operatori della TDT avrebbero investito nella transizione anche prima del marzo 2017, anche se tali costi non avrebbero ottenuto alcuna compensazione (considerando 108). La Cechia ha sostenuto che il fatto che il processo fosse stato concordato per consenso tra le autorità ceche e gli operatori della TDT interessati non annulla l’effetto di incentivazione della misura (considerando 99).

Inoltre CRa ha spiegato che la misura si inserisce nel contesto di un pacchetto di misure descritto nella strategia del 2016, che è stato discusso con la Commissione. Ha inoltre sostenuto che la Commissione ha accettato che le misure approvate nel caso SA.55742, che derivano dalla medesima, abbiano un effetto di incentivazione.

CRa ha inoltre sostenuto che la valutazione dell’effetto di incentivazione dovrebbe basarsi sulla sentenza nella causa Graphischer Maschinenbau157, secondo la quale occorre tenere conto del contesto più ampio, comprese le comunicazioni delle autorità nazionali (considerando 184)). Detta impresa ha spiegato che, prima di avviare gli investimenti, aveva ricevuto garanzie relative al meccanismo di compensazione dalle autorità ceche già prima del marzo 2017 (considerando 185): la strategia del 2016 è stata un documento fondamentale (considerando 186) che è stato il risultato di discussioni pubbliche dal 2013, il beneficiario ha partecipato attivamente al gruppo di esperti istituito dal ministero ceco dell’Industria e del commercio che ha partecipato alla definizione della strategia del 2016 (considerando 185) e il CTU aveva già rilasciato autorizzazioni all’uso di frequenze a CRa nel 2016 per le reti di transizione (considerando 187).

La Commissione rileva innanzitutto che la strategia del 2016 ha già individuato in linea di principio quali reti di transizione saranno istituite e i collegamenti con le reti esistenti, nonché con le reti future (considerando 32 e 218). La Commissione osserva inoltre che la base giuridica della misura deriva dalla lettura congiunta della strategia del 2016, della modifica digitale e del piano tecnico di transizione. La modifica digitale fornisce i dettagli della compensazione prevista nella strategia del 2016, accettando l’ammissibilità dei costi sostenuti dal momento dell’adozione della strategia del 2016 (considerando 46). Il piano tecnico di transizione conferma le tre reti di transizione e stabilisce le condizioni tecniche per il loro funzionamento, rispecchiando l’avvio effettivo del funzionamento delle reti di transizione in passato (ossia marzo 2017 per la rete di transizione 12).

Anche se, come osservato al considerando 113) della decisione di avvio, la strategia del 2016 non costituisce la base giuridica della misura stricto sensu (ossia il conferimento del diritto a ricevere l’aiuto), resta il fatto che detta strategia costituiva un documento fondamentale sulla base del quale i beneficiari potevano desumere garanzie ragionevoli circa il fatto che avrebbero gestito una delle reti di transizione oggetto della misura. Di conseguenza taluni beneficiari hanno potuto avviare i lavori per la costruzione delle reti di transizione sulla base della strategia del 2016.

A tale proposito, l’effetto di incentivazione formale può derivare altresì dall’esistenza di assicurazioni precise fornite dallo Stato membro ai beneficiari, che hanno consentito loro di avviare i lavori a proprio rischio. Il fatto che tutti i costi fossero stati sostenuti prima dell’approvazione della misura da parte della Commissione non è definitivo ai fini della (non) esistenza di un effetto di incentivazione formale. A tale proposito, la Commissione ritiene che gli elementi elencati al considerando 272) siano sufficienti a dimostrare che le autorità ceche hanno fornito ai tre beneficiari garanzie precise, sufficienti a giustificare l’avvio anticipato dei lavori fino all’adozione formale degli atti che prevedevano la misura. A tale riguardo, è opportuno rilevare che CRa ha iniziato a trasmettere in parallelo prima dell’adozione della modifica digitale in una parte del territorio ceco e per un periodo massimo di quattro mesi (ossia da marzo 2017 a luglio 2017), pertanto CRa aveva sostenuto soltanto una frazione dei costi totali del funzionamento di reti di transizione a proprio rischio prima dell’adozione della modifica digitale158. Secondo il piano tecnico di transizione, DB ha iniziato a trasmettere in parallelo soltanto nell’agosto 2017 e Česká televize nel marzo 2018, il che significa che in entrambi i casi i beneficiari hanno iniziato a trasmettere dopo l’adozione della modifica digitale.

Alla luce di quanto precede, l’effetto di incentivazione formale non è vanificato dall’avvio anticipato dei lavori prima dell’adozione formale degli atti che prevedono la misura. Tuttavia l’esistenza di tale effetto formale non è sufficiente, in quanto la misura notificata richiede un effetto di incentivazione sostanziale.

5.3.1.2.2. Sull’esistenza di un incentivo commerciale per i tre operatori della TDT - effetto di incentivazione sostanziale

Per essere compatibile con il mercato interno, l’aiuto previsto deve avere un effetto di incentivazione. A tal fine deve essere dimostrato che, in assenza dell’aiuto progettato, l’investimento destinato alla realizzazione del progetto di cui trattasi non sarebbe effettuato. Se, invece, dovesse apparire che tale investimento sarebbe effettuato anche in assenza dell’aiuto progettato, se ne dovrebbe concludere che quest’ultimo ha l’unico effetto di migliorare la situazione finanziaria dell’impresa o delle imprese beneficiarie, senza per questo soddisfare la condizione posta dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE, ossia di essere necessario ai fini dello sviluppo di talune attività159.

La Commissione ha sostenuto attivamente il processo di messa a disposizione della banda dei 700 MHz per la fornitura di servizi a banda larga senza fili e la necessità di adeguare lo spettro disponibile per i servizi di trasmissione mediante radiodiffusione terrestre (considerando 14)). La decisione sull’uso della banda adottata dai colegislatori nel maggio 2017 prevedeva l’obbligo di assegnare la banda dei 700 MHz esclusivamente ai servizi a banda larga senza fili entro il 30 giugno 2020, riconoscendo che tale banda costituisce una risorsa preziosa per fornire allo stesso tempo capacità aggiuntiva e copertura universale per i servizi a banda larga senza fili, in particolare nelle zone rurali, montane e insulari, nonché per l’uso in ambienti interni. Di conseguenza la fornitura di servizi di radiodiffusione terrestre ha dovuto liberare le frequenze utilizzate nella banda dei 700 MHz, in linea di principio, entro la stessa data (considerando 15)).

La decisione sull’uso della banda ha riconosciuto la possibilità per gli Stati membri di compensare, se del caso, i costi diretti connessi alla liberazione della banda dei 700 MHz, anche al fine di agevolare la transizione verso tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente, menzionando in particolare gli standard DVB-T2/HEVC, nel rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato (considerando 16)).

La Commissione ha esaminato, alla luce delle norme in materia di aiuti di Stato, una serie di misure attuate al fine di consentire agli operatori della TDT di liberare la banda dei 700 MHz, senza sollevare obiezioni in merito alle misure volte a finanziare la sostituzione e l’adeguamento delle apparecchiature tecniche necessarie per completare la conversione di frequenza dalla banda dei 700 MHz alla banda al di sotto dei 700 MHz160. In tali casi la Commissione ha riconosciuto che può esistere un fallimento del mercato sotto forma di problema di coordinamento, quando gli operatori del mercato non sono disposti a concordare un calendario comune per la liberazione delle frequenze pertinenti o quando non internalizzano sufficientemente gli effetti positivi della liberazione delle frequenze pertinenti per la società nel suo complesso. In tali casi, le misure di sostegno non riguardavano aggiornamenti tecnologici di reti TDT. A tale proposito, la Commissione ha già approvato una misura a sostegno della sostituzione di apparecchiature dipendenti dalla frequenza in Cechia, applicabile anche ai tre beneficiari (decisione nel caso SA.55742).

Tuttavia le misure che prevedono il sostegno agli aggiornamenti tecnologici della piattaforma TDT, anche se connesse alla liberazione dei 700 MHz, possono incidere sullo statu quo della concorrenza tra le diverse piattaforme tecnologiche (ad esempio TDT, via satellite, via cavo, IPTV) che possono essere utilizzate per la trasmissione televisiva. Si prevede in genere che gli aggiornamenti tecnologici apporteranno e apportino vantaggi che possono essere sfruttati commercialmente dai beneficiari di tali misure e che questi ultimi attuerebbero di norma autonomamente, in assenza di aiuti. Nel caso dell’aggiornamento al DVB-T2/HEVC, i vantaggi più evidenti sono la maggiore capacità di trasmissione (per lo stesso spettro) e la migliore compressione video, che consentono di aumentare il numero di canali televisivi che una rete TDT può trasmettere simultaneamente e/o di migliorare la qualità video (ad esempio una definizione video più elevata).

Per questi motivi, nella valutazione di tali misure, la Commissione ha attribuito particolare importanza all’effetto di incentivazione e all’esistenza di un fallimento del mercato, dato che, salvo circostanze eccezionali, gli operatori della TDT dovrebbero essere in grado di finanziare aggiornamenti tecnologici senza ricorrere ad aiuti di Stato.

Nell’aprile 2024 la Commissione ha approvato una misura slovacca che contemplava il sostegno al passaggio allo standard DVB-T2 per una delle quattro reti TDT, nonché la relativa campagna di informazione (decisione nel caso SA.55953). Nel contesto di tale caso, la Commissione ha ritenuto che vi fossero circostanze eccezionali che giustificavano il sostegno pubblico a favore dell’aggiornamento tecnologico. In particolare, la Commissione ha ritenuto che, in assenza dell’aiuto, l’operatore della TDT in Slovacchia non avrebbe avuto alcun incentivo ad attuare l’aggiornamento necessario per la liberazione della banda dei 700 MHz, compromettendo in tal modo la continuità e la disponibilità dei servizi TDT per gli utenti finali dopo la liberazione di tale banda. La Commissione ha rilevato a tale proposito la tendenza al ribasso del mercato slovacco della TDT (ossia una diminuzione pari ad almeno il 45 % fino al raggiungimento di una quota di mercato inferiore al 10 % nel 2022161) e la scarsa penetrazione del DVB-T2 in Slovacchia (ossia l’80 % della popolazione sarebbe dotato di ricevitori compatibili soltanto dopo il 2024)162. Inoltre, in considerazione del calo della quota di mercato e del rifiuto delle emittenti di finanziare l’aggiornamento, il fornitore non poteva aspettarsi di recuperare i costi dell’aggiornamento tecnologico. Allo stesso tempo, per motivi tecnici, non era possibile effettuare la migrazione alla banda al di sotto dei 700 MHz in assenza dell’aggiornamento.

Nel caso di specie, la misura notificata sostiene un aggiornamento tecnologico a standard più avanzati: DVB-T2/HEVC. Nella decisione di avvio la Commissione ha riconosciuto gli effetti positivi della misura ai fini dello sviluppo e della continuità dei servizi di TDT nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz, nonché il ruolo importante svolto dai media, compresi i servizi televisivi, per la coesione sociale, il funzionamento delle democrazie e l’economia in generale. Tuttavia la Commissione ha preso in considerazione in via preliminare il fatto che la misura è andata oltre il mantenimento dello statu quo, consentendo agli operatori della TDT di rimanere competitivi riducendone nel contempo i costi di investimento, costi che altri operatori, quali quelli satellitari, devono sostenere ricorrendo a risorse private (considerando 89)).

Nella decisione di avvio, la Commissione ha sollevato altresì dubbi in merito all’effetto di incentivazione della misura. La Commissione ha riconosciuto che i tre operatori della TDT titolari di diritti d’uso delle frequenze potrebbero non avere alcun incentivo commerciale a liberare una determinata parte dello spettro e a trasferirsi in un’altra parte dello stesso a vantaggio dei fornitori di comunicazioni senza fili, come richiesto dalla decisione sull’uso della banda (considerando 109) e 110 della decisione di avvio). Allo stesso tempo, la Commissione ha espresso dubbi circa il fatto che la misura notificata abbia un effetto di incentivazione in quanto gli operatori della TDT hanno beneficiato di vantaggi commerciali che potevano incentivarli a investire nell’aggiornamento tecnologico di propria iniziativa: i) la migrazione comporta l’aggiornamento tecnico delle reti, potenziandone capacità e qualità; ii) la modifica digitale ha autorizzato gli operatori a prorogare le loro licenze fino al 2030, migliorando la prevedibilità degli investimenti; iii) l’ambizione delle autorità ceche di installare due reti supplementari in futuro poteva essere considerata una prospettiva positiva per lo sviluppo del mercato (considerando 111) e 112 della decisione di avvio).

Nelle osservazioni presentate, un beneficiario ha ricordato (sezione 4.3.5) che gli operatori della TDT non erano pronti a investire nell’aggiornamento tecnologico nel periodo 2017-2020, dato che il ciclo di investimento comprende generalmente 12-15 anni nel settore delle comunicazioni elettroniche e che gli operatori della TDT non avevano ancora recuperato gli investimenti effettuati per il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale che erano stati completati nel 2012. La liberazione anticipata della banda dei 700 MHz (nel giugno 2020) era inoltre in contraddizione con i contratti commerciali esistenti stipulati con le emittenti televisive e con il ciclo di rinnovo dei ricevitori televisivi presso le famiglie. Il beneficiario ha sottolineato che, anche se la capacità di trasmissione dei dati delle reti è aumentata a seguito della transizione verso il DVB-T2, lo stesso non è stato in grado di vendere l’intera capacità delle nuove reti e le sue entrate sono addirittura diminuite a seguito della transizione verso il DVB-T2. La Cechia ha condiviso tali osservazioni e ha indicato che si presumeva in generale che la transizione naturale alla tecnologia DVB-T2 avrebbe avuto luogo a partire dal 2022-2024 unitamente all’avvio dell’operatività di una o due reti di trasmissione supplementari DVB-T2 (considerando 97) e 98).

La Cechia ha spiegato inoltre che il mercato ceco della TDT è rimasto relativamente stabile nonostante un calo della quota di mercato della TDT (dal 60 % prima della transizione al 52,9 % nel 2023) (considerando 101) e 102). Il fatturato della TDT deriva principalmente da entrate riscosse presso emittenti in chiaro e dipende quindi, in ultima analisi, dal mercato della pubblicità televisiva, che si basa sugli ascolti (considerando 102)). Il rischio principale durante la transizione è stato quello relativo alla perdita di pubblico derivante da una migrazione incontrollata. Tale rischio percepito ha spinto le emittenti a rinegoziare remunerazioni inferiori per gli operatori della TDT dopo la transizione (considerando 103)).

Inoltre, secondo la Cechia, nonostante l’aumento del numero di canali televisivi trasmessi, i tre operatori della TDT non hanno potuto trarre un vantaggio commerciale dalla transizione, le loro entrate e la loro redditività sono diminuite e hanno dovuto far fronte a costi e servizi di investimento significativi per le reti di transizione che non sono stati fatturati alle emittenti (considerando 105)).

La Commissione ritiene che, in considerazione del ciclo di investimenti di 12-15 anni e considerando che il precedente significativo aggiornamento tecnologico per la TDT è stato completato nel 2012, gli elementi di cui sopra confermino che l’aggiornamento delle reti TDT nel periodo 2017-2020, come previsto nel piano tecnico di transizione, non rientrava nel normale ciclo di investimenti per tutti e quattro gli operatori della TDT, compresi i tre beneficiari che erano tenuti a gestire le reti di transizione e il quarto operatore che non era tenuto a farlo, ma era comunque tenuto a utilizzare tecnologie aggiornate nella propria rete finale. Sembra ragionevole attendersi che gli operatori della TDT avrebbero continuato ad attuare il loro modello imprenditoriale esistente basato sul DVB-T fino alla scadenza delle autorizzazioni iniziali nel 2021-2024, il che sarebbe stato coerente anche con i loro contratti commerciali in essere con le emittenti televisive. Inoltre, come ricordato da CRa, la strategia del 2016 descriveva già il passaggio al DVB-T2 come un processo obbligatorio, al quale le emittenti avevano ripetutamente rifiutato di contribuire.

La Cechia e i beneficiari hanno ulteriormente risposto ai dubbi espressi dalla Commissione al considerando 124), lettera a), della decisione di avvio in merito a diversi elementi affermando che: i) i vantaggi offerti dagli standard DVB-T2 e HEVC erano stati individuati dalle autorità ceche e dal settore della televisione terrestre diversi anni prima dell’obbligo di liberare i 700 MHz; ii) la relazione annuale 2011 di CRa indicava che il DVB-T2 avrebbe potuto contribuire allo sviluppo delle attività dell’impresa; iii) CRa aveva già sottoposto a prova la tecnologia DVB-T2 nel 2012. A tale proposito, è stato spiegato che nel 2012 sono state effettuate prove sperimentali della tecnologia DVB-T2 ma che gli operatori di norma investono nella verifica delle nuove tecnologie senza che ciò comporti un uso immediato di tali tecnologie (considerando 100)). Ad esempio CRa ha sottoposto a prova la tecnologia DVB-T nel 1999, ma ne ha completato la diffusione soltanto nel 2012 (considerando 181)). Analogamente il riferimento alla tecnologia DVB-T2 nella relazione annuale 2011 di CRa non implicava necessariamente un calendario per il suo futuro utilizzo a livello commerciale (considerando 182)). La Commissione ritiene che tali spiegazioni siano ragionevoli, in quanto tanto le autorità quanto gli operatori possono mostrare interesse per nuovi standard di trasmissione e codifica e persino effettuare prove sperimentali in relazione a tali tecnologie molto prima della loro diffusione a livello commerciale.

Tuttavia il fatto che l’intervento normativo abbia indotto gli operatori della TDT a investire al di fuori del loro normale ciclo di investimento non è sufficiente per concludere che i beneficiari non fossero incentivati a investire di propria iniziativa. In particolare il funzionamento delle reti di transizione apporta benefici principalmente ai tre operatori della TDT, consentendo loro di passare alla tecnologia aggiornata riducendo nel contempo il rischio di una perdita di pubblico nel corso del processo. Inoltre le apparecchiature oggetto della compensazione sono in parte riutilizzate nelle reti finali. Come esaminato in dettaglio nella sezione 5.3.2.4.3, la misura notificata prevede una compensazione per l’ammortamento contabile delle apparecchiature durante il loro utilizzo nelle reti di transizione, ma tale ammortamento contabile va oltre l’usura effettiva delle apparecchiature stesse. La Commissione ritiene pertanto che la misura notificata contribuisca anche a finanziare l’aggiornamento delle reti finali.

Inoltre la Commissione ha già osservato al considerando 124), lettere da b) a e), della decisione di avvio che vi sono altri elementi che potrebbero incidere positivamente sulle prospettive di mercato degli operatori della TDT e incentivarli a investire nell’aggiornamento tecnologico (anche al di fuori del normale ciclo di investimento). Innanzitutto gli operatori della TDT, quando hanno iniziato a preparare l’aggiornamento tecnologico, potevano ragionevolmente attendersi la proroga delle loro licenze fino al 2030 sulla base della modifica digitale e come già previsto nella strategia del 2016. Investendo nel periodo 2017-2020, avrebbero potuto ragionevolmente attendersi l’ammortamento del loro investimento entro tale termine, disponendo di una conseguente prevedibilità degli investimenti. In secondo luogo, le reti TDT originali erano prossime alla piena capacità e le piattaforme televisive concorrenti, quali quella via satellite, avevano già aggiornato i loro sistemi e ciò aveva consentito loro di migliorare la qualità dei loro contenuti. A causa della pressione concorrenziale, gli operatori della TDT hanno dovuto investire nell’aggiornamento tecnologico al fine di mantenere la loro posizione di mercato e non perdere utenti finali. L’aggiornamento tecnologico ha consentito alla piattaforma TDT di mantenere in generale la propria quota di mercato. Infine le autorità ceche avevano già espresso l’intenzione di aggiungere due nuove reti TDT, indicando così l’esistenza di un interesse commerciale nei confronti dello sviluppo di tale piattaforma.

In tale situazione, in cui il funzionamento delle reti di transizione offre evidenti vantaggi commerciali ai tre operatori della TDT, in cui la compensazione finanzia anche parzialmente i costi di investimento nelle reti finali potenziate e in cui vi erano prospettive di mercato positive con prevedibilità degli investimenti fino al 2030, è molto importante verificare se i beneficiari avrebbero investito di propria iniziativa.

Sebbene la Commissione abbia chiesto informazioni in merito ai calcoli economici effettuati nel momento in cui l’investimento ha iniziato a confrontare l’impatto incrementale (in termini di redditività degli operatori) della transizione accelerata (considerando 143) della decisione di avvio), né la Cechia né i beneficiari hanno fornito piani aziendali contemporanei di uno scenario di adozione più lenta (ossia a partire dal 2022-2024) o hanno confrontato tali piani aziendali con lo scenario della transizione accelerata imposto dalla Cechia. La Cechia ha sostenuto che tali piani aziendali non esistevano nel momento in cui la misura era stata inizialmente prevista (considerando 134)) e ha fatto riferimento allo studio ADL aggiornato. La Commissione rileva tuttavia che, sebbene lo studio ADL aggiornato abbia analizzato diversi scenari (ossia: i) l’aggiornamento con passaggio al DVB-T2 con trasmissione parallela, ii) l’aggiornamento con passaggio al DVB-T2 senza trasmissione parallela e iii) il mantenimento dello standard DVB-T che avrebbe portato a una riduzione della copertura) e abbia fornito una valutazione qualitativa e quantitativa dei costi dei diversi scenari (considerando 45)), non ha stimato le entrate potenziali o l’impatto dell’aggiornamento tecnologico sulla redditività degli operatori della TDT. Inoltre lo studio ADL aggiornato non ha confrontato tali scenari con quello di un’adozione più lenta (ossia a partire dal 2022-2024), che la Cechia ha spiegato di aver scartato in una fase precoce (nota 87). La Commissione sottolinea altresì di non aver ricevuto alcuna ricostruzione ex post di piani aziendali contemporanei.

La Commissione riconosce che dalle informazioni ex post fornite dalle autorità ceche sul mercato della TDT emerge che CRa e DB hanno generato entrate inferiori e hanno avuto una redditività inferiore negli anni immediatamente successivi alla transizione. Tuttavia, anche se potrebbe aver portato a una minore redditività a breve termine, la transizione potrebbe avere effetti positivi in un arco di tempo più lungo (supponendo che entrate inferiori e una redditività minore siano il risultato effettivo della transizione e non di altre cause, quali l’interesse degli utenti finali a utilizzare servizi e canali più diversificati forniti da altre piattaforme). Inoltre un ammortamento contabile accelerato può anch’esso determinare una redditività minore a breve termine. In assenza di un’analisi controfattuale, non è inoltre possibile accertare se la transizione non abbia di fatto impedito un risultato finanziario peggiore (ad esempio la perdita di pubblico a favore di altre piattaforme) nel caso in cui gli investimenti non avessero avuto luogo. In ogni caso, la Commissione osserva che la redditività di CRa e DB non sembrava a rischio in seguito alla copertura da parte loro degli investimenti per la transizione. In particolare, la redditività di CRa a livello di gruppo si attestava a un livello analogo prima (ossia nel 2017) e dopo la transizione (ossia nel 2023). La redditività di DB era diminuita dopo la transizione, ma il suo margine di profitto è rimasto allo [0-50] % (considerando 106)).

Per quanto concerne il terzo beneficiario, Česká televize, la Commissione ritiene che il suo piano aziendale non fosse a rischio a causa della transizione, dato che Česká televize è l’emittente del servizio pubblico, il suo bilancio è ampiamente superiore ai costi di gestione della rete di transizione e la sua principale fonte di finanziamento non dipende dalla pubblicità163.

In tale contesto la Commissione ritiene che la Cechia non abbia dimostrato che la riduzione delle entrate e della redditività subita da CRa e DB immediatamente dopo la transizione sia stata causata dall’intervento normativo (o piuttosto da altri sviluppi del mercato). Né la Cechia ha quantificato l’impatto differenziale (qualora presente) dell’intervento normativo sulla redditività a medio termine degli operatori della TDT. Tenuto conto della mancanza di piani aziendali e dell’evoluzione della piattaforma TDT dopo la transizione, la Commissione ritiene che la Cechia non abbia giustificato il fatto che i costi normativi prevalessero sui potenziali benefici commerciali positivi per gli operatori.

In ogni caso, anche supponendo che i costi normativi possano prevalere sui potenziali benefici commerciali (o anche supponendo l’assenza di benefici commerciali), non vi è alcuna indicazione del fatto che il possibile impatto sulla redditività degli operatori della TDT rappresenti un rischio per la continuità della piattaforma TDT. Inoltre la Commissione ritiene che i dati ex post confermino ulteriormente che il mercato della TDT è stabile e che i tre beneficiari non sono stati colpiti pesantemente dagli obblighi normativi (CRa e DB sono rimaste redditizie dopo la transizione e il bilancio di Česká televize è ampiamente superiore al costo di gestione della rete di transizione). La Commissione ritiene pertanto che gli operatori della TDT fossero in grado di assorbire i costi normativi. Ciò è ulteriormente confermato dal persistere della redditività dei presunti beneficiari in assenza del versamento dell’aiuto. Inoltre il mercato della TDT è rimasto relativamente stabile dopo la transizione, il che dovrebbe fornire stabilità agli investimenti, sebbene con una quota di mercato in calo dal 60 % al 52,9 %. Di contro, nella situazione valutata nella decisione nel caso SA.55953, la quota di mercato della TDT in Slovacchia aveva registrato un netto calo pari ad almeno il 45 % e aveva conservato soltanto meno del 10 % dopo la transizione.

Quest’ultimo caso è stato invocato anche dalla Cechia, sostenendo che, come gli operatori slovacchi di TDT, gli operatori cechi di TDT non avevano un incentivo commerciale ad aggiornare le loro reti nei tempi richiesti dalla liberazione dei 700 MHz (considerando 92), (95) e (96)). La Cechia ha affermato che, se la Commissione non approvasse la misura notificata, ciò potrebbe comportare una disparità di trattamento tra gli Stati membri. La Commissione non ritiene che la valutazione nel caso di specie possa portare a una disparità di trattamento degli Stati membri, in quanto le situazioni in questione non sono comparabili (come illustrato in precedenza), e osserva che si adopera per valutare ciascun caso nel merito.

La Commissione conclude pertanto che la misura notificata non ha un effetto di incentivazione. Dato che la misura notificata non ha un effetto di incentivazione, non può agevolare lo sviluppo di un’attività economica. Anche soltanto per questo motivo, la misura notificata non può essere considerata compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE. La Commissione valuta tuttavia, per completezza, le altre condizioni richieste affinché una misura sia considerata compatibile con il mercato interno ai sensi di tale disposizione.

5.3.2. L’aiuto non deve alterare indebitamente le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse

Al fine di concludere che la misura non altera indebitamente le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse, la Commissione deve esaminare gli effetti positivi della misura e se gli eventuali effetti negativi della misura sono ridotti al minimo, ossia se la misura è necessaria, adeguata e proporzionata.

5.3.2.1. Effetti positivi dell’aiuto

Ai considerando 118) e (119) della decisione di avvio, la Commissione ha ritenuto in via preliminare che la misura abbia effetti positivi, agevolando lo sviluppo di determinate attività economiche che sono importanti per il buon funzionamento del panorama dei media e per il pluralismo dei media, il funzionamento delle democrazie e le economie degli Stati membri. I media in generale, compresi i servizi televisivi, svolgono un ruolo importante nel contesto della coesione sociale garantendo un’ampia copertura della popolazione, in particolare nelle zone rurali.

Un denunciante ha convenuto che un panorama e un pluralismo dei media ben funzionanti sono importanti al fine di avere democrazie ed economie funzionanti, ma ha sostenuto che gli effetti positivi della misura sono limitati. In particolare, ha indicato che non esistono disposizioni giuridiche o garanzie contrattuali che impediscano alle emittenti commerciali di criptare i programmi utilizzando lo standard DVB-T2 (considerando 153)).

La Cechia ha espresso disaccordo sul fatto che gli effetti positivi siano limitati, dato che le diverse piattaforme tecnologiche utilizzano modelli economici diversi. Nel caso della TDT, il modello dominante è la fornitura di servizi in chiaro, nel contesto della quale i costi per la trasmissione del segnale televisivo sono pagati dalle emittenti all’operatore della TDT, mentre l’accesso è gratuito per i telespettatori. Nel caso delle piattaforme alternative, i telespettatori pagano tanto per la trasmissione del segnale quanto per i contenuti televisivi (considerando 136)). La Cechia ha spiegato altresì che la transizione verso il DVB-T2/HEVC si è tradotta in famiglie meglio dotate in termini di apparecchiature di ricezione, una circostanza questa che va a vantaggio anche di altre piattaforme concorrenti di distribuzione del segnale televisivo (considerando 137)).

La Commissione ritiene che, al momento della transizione e ancora oggi, la piattaforma TDT fosse e sia la piattaforma principale utilizzata per fornire servizi televisivi in chiaro in Cechia. Prima della transizione (ossia nel 2017), il 60 % della popolazione si basava su tale piattaforma per i propri servizi televisivi (considerando 101)). Un beneficiario ha inoltre fatto riferimento a studi indicanti che non è possibile prevedere la sostituzione della piattaforma TDT con altre piattaforme in paesi con un’elevata penetrazione della TDT, come la Cechia (considerando 212)).

La Commissione rileva inoltre che le misure di regolamentazione adottate dalla Cechia contribuiscono a rispettare gli obblighi stabiliti nella decisione sull’uso della banda, ossia la liberazione dei 700 MHz dai servizi di trasmissione terrestre. La misura notificata facilita inoltre la transizione verso tecnologie che utilizzano lo spettro in modo efficiente, quali gli standard DVB-T2 e HEVC.

La Commissione ritiene tuttavia che gli effetti positivi dichiarati dalla Cechia non siano generati dalla misura notificata, in quanto la compensazione non ha avuto un effetto di incentivazione sul comportamento degli operatori della TDT (considerando 301)), quanto piuttosto dalle misure normative che hanno previsto il ricorso a reti di transizione nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz. Di conseguenza, sebbene le misure normative volte a garantire la continuità dei servizi di TDT durante la liberazione dei 700 MHz (ossia la gestione di reti di transizione) abbiano avuto effetti positivi, in quanto miravano ad agevolare le attività dei beneficiari, la compensazione per l’aggiornamento tecnologico al DVB-T2 attraverso la costruzione e la gestione di reti di transizione non ha prodotto effetti positivi per lo sviluppo di tali attività (o tali effetti hanno avuto natura limitata), in quanto non è stato possibile stabilire che la misura incentivasse il comportamento dei tre beneficiari a svolgere attività che non avrebbero intrapreso in assenza di tali misure né tale compensazione era necessaria per lo sviluppo di tali attività (sezione 5.3.2.2.2).

La Commissione conclude pertanto che la misura notificata non ha effetti positivi (o che tali effetti hanno avuto natura limitata).

5.3.2.2. Necessità della misura

5.3.2.2.1. Sulla necessità della misura nel contesto della decisione sull’uso della banda

Gli aiuti di Stato dovrebbero essere destinati alle situazioni in cui possono apportare un miglioramento tangibile, che i soli meccanismi del mercato non riescono a conseguire. Nel contesto della decisione di avvio, la Commissione ha sollevato dubbi circa l’esistenza di un fallimento del mercato e il fatto che la compensazione dei costi ammissibili sia necessaria ai fini del conseguimento dell’obiettivo di liberare senza soluzione di continuità la banda dei 700 MHz, in particolare circa il fatto che i costi ammissibili possano essere qualificati come costi diretti come previsto nella decisione sull’uso della banda.

Nei considerando 122) e (123) della decisione di avvio, la Commissione ha riconosciuto che, in casi precedenti, la stessa aveva riconosciuto che l’accesso allo spettro radio e il suo uso sono regolamentati dalle autorità nazionali e che il processo di liberazione della banda dei 700 MHz entro il 2020 è una misura normativa coordinata a livello di UE che pertanto non è rimessa alle dinamiche di mercato. Gli operatori del mercato potrebbero non essere disposti volontariamente a concordare un calendario comune (problema di coordinamento) oppure non considerare gli effetti positivi (esternalità positive) connessi alla liberazione dello spettro e alla modifica delle configurazioni di rete, compreso lo standard di trasmissione (cfr. anche considerando 281) e nota 156). Ciò è dovuto al fatto che di norma gli operatori pianificano la loro attività fino al termine della validità delle loro assegnazioni dello spettro, che è andato oltre il termine in ragione della liberazione della banda dei 700 MHz.

Al considerando 126) della decisione di avvio, la Commissione ha espresso dubbi in merito al fatto che la compensazione dei costi ammissibili sia necessaria ai fini del conseguimento dell’obiettivo della liberazione senza soluzione di continuità dei 700 MHz, in particolare in merito al fatto che possano essere considerati costi diretti ai sensi dell’articolo 6 della decisione sull’uso della banda (considerando 126) della decisione di avvio). La Commissione ha espresso altresì dubbi circa la necessità di creare reti di transizione prima di rendere operative le reti finali (considerando 128) della decisione di avvio) e la necessità di un periodo di radiodiffusione simultanea (considerando 130) della decisione di avvio). La Commissione ha chiesto osservazioni sulla necessità di compensare i costi delle apparecchiature di trasmissione DVB-T2 (in particolare al fine di evitare interferenze significative), delle apparecchiature HEVC e di altre apparecchiature (considerando 129), lettere da a) a c), della decisione di avvio).

Come indicato al considerando 311), la regolamentazione dello spettro radio è effettuata dalle autorità nazionali conformemente al quadro dell’Unione. La definizione degli standard tecnici di trasmissione (ossia l’obbligo di utilizzare il DVB-T2/HEVC) rientra in tali poteri di regolamentazione. La decisione sull’uso della banda ha inoltre raccomandato agli Stati membri di prendere in considerazione l’aggiornamento verso tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente in relazione alla liberazione della banda dei 700 MHz, menzionando specificamente il DVB-T2/HEVC (considerando 16)). L’uso efficiente dello spettro costituisce uno dei principi guida fondamentali del quadro normativo dell’UE164. Di conseguenza, sebbene non abbia imposto la transizione verso tecnologie più efficienti, la decisione sull’uso della banda ha lasciato agli Stati membri un margine di discrezionalità nel prevedere tali misure nel processo di liberazione della banda dei 700 MHz, in considerazione delle circostanze nazionali.

La Cechia ha fornito una serie di argomentazioni che spiegano il motivo per cui ha ritenuto necessario l’aggiornamento tecnologico nel contesto del processo di liberazione della banda dei 700 MHz (considerando 111)) e ha fatto riferimento in particolare all’impossibilità di effettuare un riassetto diretto delle frequenze in assenza di un aggiornamento tecnologico per motivi di coordinamento internazionale delle frequenze. In assenza dell’aggiornamento, la Cechia sarebbe stata esposta a gravi perturbazioni della radiodiffusione televisiva TDT, a una notevole perdita di disponibilità del segnale, all’incapacità di mantenere in essere le quattro reti TDT esistenti con una copertura del 98 % e non sarebbe inoltre stata in grado di conseguire l’obiettivo strategico di installare due reti TDT supplementari. Inoltre le reti DVB-T esistenti non sarebbero state compatibili con i paesi vicini (in particolare Germania, Austria e Polonia).

A tale proposito, le autorità ceche hanno sostenuto innanzitutto che era necessario ricorrere all’uso di SFN di grandi dimensioni con DVB-T2 al fine di ridistribuire efficacemente lo spettro rimanente, il che non era possibile con la tecnologia DVB-T, che avrebbe altrimenti causato interferenze e perdita di copertura (cfr. considerando 64) della decisione di avvio e la tabella ivi presente). La Cechia ha inoltre spiegato che nella rete 4 non sono state utilizzate SFN di grandi dimensioni, motivo per cui le sue trasmissioni hanno potuto essere regionalizzate, ma ha scelto di utilizzare gli stessi standard in tutte le reti. Se non fosse compensata per la gestione della rete di transizione 13 per la rete 4, DB subirebbe un pregiudizio (considerando 111), punto 6)).

In secondo luogo le reti di transizione erano necessarie al fine di evitare perturbazioni, incentivare le famiglie a sostituire le loro apparecchiature di ricezione e acquisire familiarità con le trasmissioni DVB-T2 (considerando 112, punto 1). Una volta liberata la banda dei 700 MHz, non sarebbe stato possibile mettere in atto una transizione verso il DVB-T2 utilizzando reti di transizione per un periodo di radiodiffusione simultanea in considerazione della disponibilità ridotta dello spettro (considerando 112, punto 3). In effetti, una volta liberata la banda dei 700 MHz, le reti esistenti avrebbero esaurito lo spettro disponibile nella banda al di sotto dei 700 MHz, motivo per cui non sarebbe stato possibile creare le reti supplementari necessarie per effettuare trasmissioni parallele (ossia le reti di transizione nel caso di specie).

In terzo luogo, per quanto concerne l’aggiornamento verso la compressione HEVC, la Cechia ha indicato che era altresì necessario garantire una capacità sufficiente per trasmettere programmi della qualità richiesta. Il mantenimento di standard di compressione più datati (ad esempio l’AVC/H.264) avrebbe comportato la necessità di limitare il numero di programmi disponibili o di ridurne la qualità. L’HEVC è uno standard moderno che soddisfa le prescrizioni attuali e future per la radiodiffusione digitale, compatibile con i paesi vicini (considerando 111, punto 7).

I beneficiari hanno ulteriormente elaborato le argomentazioni della Cechia di cui sopra (sezione 4.3.6). Un denunciante ha tuttavia insistito sul fatto che altri Stati membri erano stati in grado di liberare i 700 MHz senza richiedere un aggiornamento tecnologico (sezione 4.2.4).

Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che non vi sia stato alcun errore manifesto nella decisione della Cechia di imporre l’aggiornamento tecnologico delle reti TDT e l’uso di reti di transizione (ma di durata ragionevole165) nel processo di liberazione della banda dei 700 MHz. In particolare, la Commissione rileva che la Cechia ha confermato che un riassetto diretto senza ammodernamento non era possibile per motivi di coordinamento internazionale delle frequenze e che non sarebbe stata in grado di mantenere le quattro reti TDT esistenti con una copertura del 98 % senza una sostanziale perdita di disponibilità del segnale. Il denunciante non ha suffragato la propria argomentazione secondo cui nella situazione della Cechia era possibile un riassetto diretto e tale scenario non era esposto a rischi e la Commissione non ha individuato altre informazioni che indicherebbero che così fosse. La Cechia ha inoltre confermato che il ricorso a SFN di grandi dimensioni che utilizzano la tecnologia DVB-T2 era essenziale ai fini della transizione senza creare interferenze166.

La Commissione ritiene inoltre che un periodo di radiodiffusione simultanea durante l’aggiornamento delle tecnologie delle reti (ma di durata ragionevole) potesse ridurre al minimo le perturbazioni e i costi sociali, rappresentando pertanto una pratica ragionevole per garantire la continuità della trasmissione. La Commissione rileva che il funzionamento delle reti di transizione era necessario al fine di realizzare un periodo di radiodiffusione simultanea, durante il quale le due tecnologie di trasmissione (ossia DVB-T e DVB-T2) avrebbero funzionato contemporaneamente in parallelo. Inoltre se la Cechia avesse optato per l’aggiornamento tecnologico dopo la liberazione dei 700 MHz (ad esempio nel 2024), il restante spettro disponibile per i servizi di TDT non sarebbe stato sufficiente per istituire tali reti di transizione, impedendo l’attuazione di un periodo di radiodiffusione simultanea come intervento normativo nel contesto di un futuro aggiornamento delle reti.

La Commissione osserva altresì che la scelta dello standard di compressione HEVC è stata una scelta ragionevole per passare a tecnologie che utilizzano lo spettro in modo più efficiente, che la decisione sull’uso della banda invita gli Stati membri a prendere in considerazione e ad agevolare.

Alla luce di quanto precede, la Commissione accetta che gli obblighi normativi istituiti dalla Cechia nel contesto della liberazione dei 700 MHz rientrino nel suo margine di discrezionalità e il paese abbia conseguito alcuni obiettivi normativi di interesse pubblico. Dato che i costi ammissibili coperti dalla misura notificata (i costi della creazione e della gestione delle reti di transizione) sono stati sostenuti per conformarsi a tali obblighi normativi imposti nel contesto della liberazione della banda dei 700 MHz, si potrebbe ritenere che detti costi siano costi diretti della migrazione o della riassegnazione dell’uso dello spettro ai sensi dell’articolo 6 della decisione sull’uso della banda. Tuttavia, affinché la compensazione di tali costi sia necessaria, essa deve essere mirata a una situazione in cui tale obiettivo non potrebbe essere conseguito dal solo mercato, il che significa che dovrebbe mirare a porre rimedio a un fallimento del mercato.

5.3.2.2.2. Sull’esistenza di un fallimento del mercato

In tale contesto, la Commissione valuterà se l’aiuto nel caso di specie sia necessario e mirato a risolvere una situazione in cui può determinare un miglioramento tangibile che il mercato da solo non è in grado di assicurare, ad esempio per porre rimedio a un fallimento del mercato. La valutazione dell’esistenza di un fallimento del mercato è pertinente nel caso di specie, dato che, se il mercato da solo avesse potuto coprire i costi di gestione delle reti di transizione, l’aiuto comporterebbe una distorsione indebita della concorrenza sul mercato dei servizi di radiodiffusione in Cechia.

Innanzitutto la Commissione opera una distinzione tra gli obblighi normativi imposti dalla Cechia (ossia l’aggiornamento verso il DVB-T2/HEVC e la gestione di reti di transizione) e la misura notificata (che mira a fornire una compensazione dei costi relativi alla gestione delle reti di transizione). Sebbene le misure normative da sole possano essere vantaggiose per lo sviluppo della TDT (considerando da (267) a (269)) e possano avere effetti positivi (considerando 306) e (307)), la Commissione ritiene che la compensazione non abbia un effetto di incentivazione in quanto i tre operatori della TDT erano in grado di assorbire i costi normativi imposti dalla Cechia senza mettere a rischio la continuità dei servizi di TDT (considerando 292)). Di contro, la quota dei servizi TDT tra i servizi di trasmissione televisiva è rimasta relativamente stabile in Cechia, anche dopo la transizione (ossia una quota del 52,9 % nel 2023) (considerando 102)). In assenza di una situazione eccezionale, che la Commissione non è stata in grado di individuare nel caso di specie (né sono state presentate prove in merito all’esistenza di una siffatta situazione eccezionale), le imprese dovrebbero sostenere i costi inerenti alla loro attività economica.

Di conseguenza, dato che l’investimento avrebbe avuto luogo in assenza della misura, ciò indica già che la misura notificata non apporta un miglioramento tangibile rispetto a quanto il mercato non sarebbe stato in grado di produrre da solo. Inoltre anche supponendo che i costi degli obblighi normativi imposti dalla Cechia avessero potuto prevalere sui benefici incrementali per i tre beneficiari (considerando 299)), la Commissione ha constatato che i tre beneficiari erano in grado di assorbire tali costi per conformarsi agli obblighi normativi. La Commissione ricorda che i costi degli obblighi normativi sono inerenti all’attività economica degli operatori e dovrebbero, in linea di principio, essere sostenuti dalle imprese che operano sul mercato in questione. In ogni caso, un fallimento del mercato (e quindi la necessità dell’aiuto) non può essere basato sulla necessità di preservare un determinato livello di redditività dei beneficiari della misura prevista.

Inoltre la necessità della misura notificata è smentita anche dal fatto che CDG ha aggiornato la rete 3 nella rete finale 23 senza alcuna compensazione. La radiodiffusione simultanea delle trasmissioni televisive della rete 3 è stata assicurata utilizzando la rete di transizione 12 gestita da CRa, in quanto CDG è una controllata del gruppo CRa. Ciò nonostante resta il fatto che i tre beneficiari hanno potuto riutilizzare le apparecchiature parzialmente sovvenzionate nelle loro reti finali, mentre CDG ha coperto integralmente tali costi, senza alcun sostegno pubblico.

A tale proposito un beneficiario ha asserito che la Cechia ha dovuto trovare una soluzione di compromesso accettabile per gli operatori della TDT che detenevano diritti d’uso nella banda dei 700 MHz, in quanto si sarebbe altrimenti esposta al rischio di contenziosi e di arbitrati internazionali a lungo termine (considerando 196)). Tuttavia un fallimento del mercato non può essere stabilito sulla base di un potenziale rischio di contenzioso, ma occorre stabilire se il mercato non avrebbe prodotto lo stesso risultato in assenza della compensazione prevista dalla misura notificata. Inoltre la misura notificata non riguarda una transazione nel corso di un’azione di risarcimento danni, bensì il risarcimento di costi normativi.

In ogni caso, la Commissione rileva che erano già state messe in atto misure volte a garantire che i beneficiari proseguissero le loro attività in qualità di fornitori di TDT dopo la liberazione della banda dei 700 MHz e oltre la data di scadenza iniziale dei diritti d’uso in tale banda. La Cechia ha prorogato i diritti d’uso dello spettro per la fornitura dei servizi TDT dei tre beneficiari, su loro richiesta, fornendo nel contempo sostegno statale per l’aggiornamento e la risintonizzazione delle reti TDT (decisione nel caso SA.55742). Al momento di effettuare gli investimenti necessari per conformarsi agli obblighi normativi imposti per la liberazione della banda dei 700 MHz, i tre beneficiari hanno necessariamente tenuto conto di tali elementi, correndo il rischio che in quel momento non vi fosse alcuna decisione della Commissione che approvasse la misura notificata e che l’aiuto fosse subordinato all’adozione di tale decisione.

Di conseguenza la misura non può essere considerata necessaria in quanto non mira a porre rimedio a un fallimento del mercato.

5.3.2.3. Adeguatezza della misura

Una misura di aiuto non può essere considerata compatibile con il mercato interno se non è adeguata, ossia se lo stesso risultato è ottenibile mediante altre politiche o strumenti di aiuto meno distorsivi. Nella decisione di avvio, la Commissione ha menzionato diversi approcci possibili per conseguire gli stessi obiettivi.

5.3.2.3.1. Sull’eventualità che l’interesse proprio degli operatori della TDT avrebbe potuto essere sufficiente

Prendendo atto del possibile interesse proprio degli operatori della TDT a investire nell’aggiornamento tecnologico, la Commissione ha espresso dubbi circa il fatto che l’obbligo normativo avrebbe potuto essere sufficiente come strumento più appropriato per conseguire il medesimo obiettivo (considerando 137) della decisione di avvio). La Commissione ha inoltre espresso il parere secondo cui la revoca anticipata dei diritti unitamente a una nuova procedura per l’assegnazione dei diritti d’uso dello spettro radio per i servizi di radiodiffusione trasmessi secondo gli standard DVB-T2/HEVC avrebbe potuto essere un mezzo più appropriato e meno restrittivo per conseguire l’obiettivo della misura (considerando 137) della decisione di avvio).

La Commissione ritiene che i tre operatori della TDT fossero in grado di sostenere i costi normativi inerenti all’attività economica degli operatori della TDT senza che ciò comportasse un rischio di continuità per i servizi TDT (considerando 329)). Analogamente la Commissione ritiene altresì che la misura notificata sia priva di effetto di incentivazione (considerando 301)).

La Commissione ritiene pertanto che, tenendo conto del fatto che gli operatori della TDT avrebbero avuto interesse a sostenere i costi di investimento, l’imposizione di obblighi normativi sarebbe stata sufficiente per conseguire gli obiettivi perseguiti dalla Cechia, ossia garantire la continuità della fornitura di servizi sulla piattaforma TDT e garantire la migrazione di tali servizi nella banda al di sotto dei 700 MHz, prevedendo nel contempo un aggiornamento tecnologico, senza la necessità di una compensazione per il funzionamento delle reti di transizione. Di conseguenza l’imposizione di tali obblighi normativi da sola, in assenza di una compensazione dei costi ammissibili, sarebbe stata più appropriata.

5.3.2.3.2. Sull’eventualità o meno che la campagna di informazione/certificazione potesse essere sufficiente

Nella decisione di avvio, la Commissione ha espresso dubbi anche in merito al fatto che le campagne di informazione/certificazione non sarebbero state sufficienti per informare gli utenti finali della necessità di sostituire le apparecchiature di ricezione. La Commissione ha indicato che, considerando che la certificazione dei televisori che utilizzano lo standard DVB-T2 è iniziata nel 2016, il fatto che le vendite di apparecchiature compatibili siano aumentate dal 2016 non sembrava sufficiente, se non affatto pertinente, a dimostrare l’opportunità di utilizzare reti di transizione per dimostrare la compatibilità della misura. Al contrario, tale circostanza suggeriva piuttosto che la certificazione avrebbe potuto essere sufficiente a garantire che le famiglie avessero accesso al servizio televisivo migrato entro il 2020 (considerando 133) e (134 della decisione di avvio). La Commissione ha inoltre sostenuto che una lunga radiodiffusione simultanea a partire dal 2017 non sembrava appropriata, considerando che la campagna di informazione era iniziata soltanto nell’ottobre 2019 e che la liberazione della banda dei 700 MHz era prevista entro giugno 2020 (considerando 135) della decisione di avvio).

La Cechia ha insistito sul fatto che i dati sull’aumento delle vendite di apparecchiature di ricezione compatibili sono pertinenti per la durata della radiodiffusione simultanea, sostenendo che l’aumento delle vendite di apparecchiature di ricezione compatibili e l’accettazione diffusa delle apparecchiature costituiscono un indicatore sostanziale dell’adeguatezza dell’approccio di trasmissione parallela (considerando 116)).

La Cechia ha chiarito che la campagna di informazione relativa allo spegnimento delle reti DVB-T esistenti è stata avviata soltanto nell’ottobre 2019. Tuttavia altre parti della campagna di informazione erano già state avviate a seguito dell’adozione della strategia del 2016 a metà del 2016 (considerando 116)). Allo stesso tempo, uno dei denuncianti ha sostenuto che tale affermazione non è adeguatamente suffragata da prove. A suo avviso, la campagna d’informazione a livello nazionale è iniziata soltanto nell’ottobre 2019 (considerando 150)). Uno dei beneficiari ha indicato che una campagna di informazione è stata condotta anche dagli operatori della TDT, finanziati principalmente direttamente da questi ultimi (considerando 199)). Il beneficiario ha insistito sul fatto che le reti di transizione avevano notevolmente ridotto al minimo gli impatti sociali negativi e garantito la continuità televisiva, motivando gli importatori (considerando 200)).

La Commissione ha già spiegato che la compensazione per i costi di radiodiffusione simultanea non ha un effetto di incentivazione in quanto i tre beneficiari avrebbero investito di propria iniziativa (considerando 301)) e che la misura notificata non è necessaria (considerando 329)). Alla luce di tali risultanze, e indipendentemente dal momento in cui la campagna di certificazione è effettivamente iniziata, la Commissione ritiene che una campagna di informazione possa conseguire l’obiettivo di informare adeguatamente le famiglie in merito alla necessità di sostituire le apparecchiature, al fine di garantire la continuità della ricezione dei servizi TDT. Anche la certificazione delle apparecchiature riceventi compatibili può contribuire al conseguimento dell’obiettivo di garantire alle famiglie l’accesso alle apparecchiature necessarie. Ciò nonostante, nel contesto di un aggiornamento tecnologico delle reti, la Commissione non esclude l’opportunità di una radiodiffusione simultanea (comunque di durata ragionevole167) al fine di agevolare il passaggio tecnico tra due standard tecnici di trasmissione (ossia DVB-T e DVB-T2). Di conseguenza la conclusione sull’adeguatezza della misura notificata alla luce della possibilità di fare affidamento sulla campagna di informazione/certificazione dipende dalla proporzionalità della durata della radiodiffusione simultanea. Per i motivi esposti nella sezione 5.3.2.4.1, la Commissione ritiene che la durata della radiodiffusione simultanea non sia proporzionata.

5.3.2.3.3. Sulla possibilità di concedere voucher alle famiglie per la sostituzione delle apparecchiature di ricezione

La Commissione ha inoltre espresso dubbi circa il fatto che la fornitura di voucher finanziari alle famiglie al fine di compensare i costi sostenuti da queste ultime non sarebbe stata più appropriata e meno distorsiva rispetto alla compensazione dei costi di investimento nelle reti aggiornate sostenuti dagli operatori della TDT. Il sostegno agli utenti finali potrebbe essere mirato alle persone in stato di bisogno ed essere tecnologicamente neutro. La possibilità di fornire una compensazione in particolare per gli utenti finali è menzionata nella decisione sull’uso della banda (considerando 136) della decisione di avvio e considerando 16).

A tale proposito, la Cechia ha ricordato che i voucher finanziari a favore delle famiglie sarebbero stati più costosi per lo Stato. Inoltre i voucher comportano altresì costi di distribuzione e sarebbe stato necessario un periodo di uno o due anni al fine di adottare la legislazione pertinente (considerando 118)). Uno dei beneficiari ha affermato che le sovvenzioni dirette alle famiglie sarebbero state diverse volte più costose per la Cechia, mentre anche i voucher sociali sarebbero stati due volte più costosi del bilancio stanziato nell’ambito della misura notificata (considerando 202)). Di contro uno dei denuncianti ritiene che il sostegno diretto alle famiglie sarebbe molto meno distorsivo, meno costoso e tecnologicamente neutro (considerando 148)).

La Commissione prende atto delle informazioni che indicano che i voucher finanziari sarebbero stati più costosi per lo Stato. La Commissione ritiene tuttavia che il legame tra il funzionamento delle reti di transizione e l’incentivo fornito alle famiglie per aggiornare le apparecchiature di ricezione sia indiretto e debole rispetto al sostegno diretto fornito alle famiglie attraverso i voucher finanziari per l’acquisto di apparecchiature nuove.

La Cechia ha sostenuto inoltre che il periodo di radiodiffusione simultanea era necessario al fine di stimolare le famiglie a cambiare le loro apparecchiature. La Commissione ritiene tuttavia che la durata della radiodiffusione simultanea (anch’essa coperta dalla compensazione nell’ambito della misura notificata) sia sproporzionata per i motivi illustrati nella sezione 5.3.2.4.1. In tale contesto, la Commissione non ritiene che il rimborso agli operatori della TDT dei costi per il funzionamento delle reti di transizione di una radiodiffusione simultanea sproporzionatamente lunga sia una misura adeguata per stimolare le famiglie ad ammodernare le loro apparecchiature di ricezione. Ciò è dovuto al fatto che una compensazione fornita agli operatori della TDT per i costi di gestione delle reti di transizione non fornisce alcuna compensazione finanziaria diretta agli utenti finali. Inoltre la durata della radiodiffusione simultanea non incentiva direttamente gli utenti finali ad acquistare apparecchiature di ricezione compatibili. Indipendentemente dal periodo di radiodiffusione simultanea, gli utenti finali potrebbero rinviare l’acquisto di apparecchiature compatibili verso la data finale della transizione (indipendentemente dal momento in cui tale data è fissata) e non prima. La Cechia ha inoltre spiegato che, in relazione al passaggio al DVB-T2 (considerando 96)), le emittenti non avevano alcun interesse commerciale e avevano manifestato una forte opposizione al finanziamento di eventuali costi (considerando 165) e 115). Tale aggiornamento non è stato accettato dal mercato come una tappa innovativa importante, a differenza del passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale (considerando 126)). Tali elementi, che indicano una mancanza di interesse da parte del pubblico televisivo, contraddicono qualsiasi incentivo significativo per le famiglie a migliorare le loro apparecchiature di ricezione derivante dal funzionamento prolungato di reti di transizione.

5.3.2.3.4. Sulla possibilità di ritardare la liberazione della banda dei 700 MHz

La Commissione ha inoltre espresso dubbi circa il fatto che ritardare la liberazione della banda dei 700 MHz non sarebbe stata una misura più appropriata al fine di conseguire gli obiettivi perseguiti dalla Cechia tramite la misura notificata. A tale riguardo, la Commissione ha rilevato che la decisione sull’uso della banda consente agli Stati membri di ritardare fino a due anni la liberazione della banda dei 700 MHz per motivi riguardanti, ad esempio, la necessità e la complessità di assicurare la migrazione tecnica di un’ampia fetta di popolazione verso standard di trasmissione avanzati o i costi finanziari della transizione superiori ai ricavi previsti generati dalle procedure di aggiudicazione (considerando 137) della decisione di avvio). Tale intervento normativo non avrebbe perturbato le attività, durante il periodo di validità dei diritti d’uso, dei titolari dei diritti, che sarebbero scaduti prima del giugno 2022168.

Le autorità ceche hanno spiegato che, ai sensi della decisione sull’uso della banda, la possibilità di ritardare fino a due anni la liberazione della banda dei 700 MHz è stata concessa nella pratica soltanto ai paesi confinanti con paesi terzi. La Cechia ha respinto tale possibilità, ritenendo che il rispetto del termine fosse fattibile e possibile entro il calendario stabilito (considerando 120)).

Tuttavia l’allegato della decisione sull’uso della banda stabilisce i motivi giustificati di un ritardo nella liberazione della banda dei 700 MHz, ossia problemi di coordinamento transfrontaliero irrisolti con conseguenti interferenze dannose; la necessità e la complessità di assicurare la migrazione tecnica di un’ampia fetta di popolazione verso standard di radiodiffusione avanzati; costi finanziari della transizione superiori ai ricavi previsti generati dalle procedure di aggiudicazione; forza maggiore.

La Commissione riconosce la complessità della situazione relativa alla liberazione dei 700 MHz, che comporta una transizione tecnica per la piattaforma TDT in Cechia e fa scattare la necessità di un coordinamento internazionale. Allo stesso tempo la Commissione rileva che la Cechia ha ritenuto fattibile il rispetto del termine stabilito nella decisione sull’uso della banda. In effetti la Cechia ha elaborato la strategia del 2016 e il piano tecnico di transizione al fine di conseguire tale obiettivo entro le tempistiche richieste. La Commissione osserva inoltre che ritardare la liberazione dei 700 MHz rappresenterebbe altresì un ritardo nell’uso di tale banda dello spettro per i servizi avanzati di comunicazioni mobili in Cechia. Inoltre era ragionevole ritenere che le entrate derivanti dalle procedure di aggiudicazione dei 700 MHz sarebbero state di gran lunga superiori ai costi di migrazione169.

In tale contesto la Commissione ritiene che non richiedere un ritardo per la liberazione della banda dei 700 MHz rientri nel margine di discrezionalità della Cechia. Nel complesso la Commissione ritiene ragionevole la decisione della Cechia di non chiedere un ritardo per la liberazione della banda dei 700 MHz di fronte alla realizzazione dell’aggiornamento delle reti entro il 2020.

5.3.2.3.5. Conclusioni sull’adeguatezza

La Commissione ritiene che non sia necessario fornire una compensazione per la radiodiffusione simultanea in quanto l’interesse proprio dei tre operatori della TDT sarebbe stato sufficiente a produrre l’esito normativo. Inoltre una campagna di informazione/certificazione accompagnata da un periodo di radiodiffusione simultanea (comunque di durata ragionevole) sarebbe stata più adeguata per informare e incentivare gli utenti finali a sostituire le apparecchiature di ricezione. Infine il rimborso dei costi sostenuti dagli operatori della TDT per la gestione di una radiodiffusione simultanea sproporzionatamente lunga potrebbe fornire soltanto uno stimolo debole e indiretto alle famiglie a migliorare le loro apparecchiature di ricezione, rispetto al sostegno finanziario diretto che i voucher finanziari agli utenti finali avrebbero potuto fornire. La Commissione ritiene pertanto che la misura notificata non sia adeguata.

5.3.2.4. Proporzionalità della misura

La misura deve essere proporzionata al conseguimento degli obiettivi che si prefigge di conseguire. L’aiuto è considerato proporzionato se il suo importo è limitato al minimo necessario per realizzare l’attività oggetto dell’aiuto e se le potenziali distorsioni della concorrenza sono ridotte al minimo.

Nella decisione di avvio, la Commissione ha espresso dubbi sulla durata del periodo di radiodiffusione simultanea (ossia la durata della trasmissione parallela), sull’eventualità che la misura si limiti a compensare costi che non sono già stati compensati da misure esistenti, sulla pertinenza di determinati parametri per calcolare la compensazione e sull’eventualità che l’attuazione accelerata dello standard DVB-T2 non sia controbilanciata dai vantaggi commerciali alla luce delle esigenze di finanziamento dei beneficiari. La Commissione ha inoltre rilevato che l’importo dell’aiuto non sembra tenere conto del tempo rimanente fino alla fine iniziale della validità delle assegnazioni di frequenze o della loro proroga fino al 2030 a seguito della modifica digitale (considerando 144) della decisione di avvio).

5.3.2.4.1. Sulla durata della radiodiffusione simultanea

Al considerando 141) della decisione di avvio, la Commissione ha osservato che la durata della radiodiffusione simultanea superava quella normalmente intesa come periodo transitorio (tre o quattro mesi) per la trasmissione parallela necessaria per motivi tecnici. La Commissione ha inoltre rilevato che il CTU aveva ritenuto che un periodo di sei mesi fosse inutilmente lungo al momento del passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale. La Cechia aveva sostenuto che la durata era stata decisa sulla base delle esigenze delle famiglie e delle imprese. La Commissione ha osservato che i dati relativi all’aumento delle vendite di apparecchiature riceventi compatibili sembravano irrilevanti al fine di dimostrare la proporzionalità della durata della radiodiffusione simultanea. La Commissione ha indicato in via preliminare che un periodo di radiodiffusione simultanea più lungo sembrava essere principalmente vantaggioso per gli operatori della TDT che intendevano abituare le famiglie a una nuova offerta televisiva.

Nel corso del procedimento di indagine formale la Cechia ha insistito sul fatto che la durata della radiodiffusione simultanea era stata stabilita tenendo conto principalmente delle esigenze delle famiglie, riducendo il numero di tali famiglie che sarebbero state costrette a investire in un nuovo ricevitore al di fuori del ciclo naturale di rinnovo. Tale tipo di trasmissione era stato inoltre necessario al fine di stimolare il mercato al dettaglio (considerando 121) e 122). La durata in questione era stata inoltre necessaria al fine di tenere conto di aspetti quali le condizioni meteorologiche (ad esempio la sostituzione dei sistemi di antenne trasmittenti non è pratica in inverno) e la capacità delle società di supporto (una radiodiffusione simultanea notevolmente ridotta non avrebbe concesso tempo per la manutenzione delle apparecchiature delle antenne presso le abitazioni). Inoltre, per la durata della radiodiffusione simultanea, è stata presa in considerazione anche la garanzia della verifica pratica, della costruzione e del funzionamento di SFN di grandi dimensioni (considerando 123)). Un periodo più breve avrebbe potuto causare problemi tecnici ed economici (considerando 124)).

La Cechia ha indicato altresì che l’uso di reti di transizione consentiva una transizione senza soluzione di continuità verso lo standard DVB-T2 per tutte le stazioni televisive, il che non poteva essere conseguito mediante un passaggio diretto, ossia in un breve periodo di tre o quattro mesi, come ipotizzato dai denuncianti (considerando 125)). La Cechia ha spiegato che la durata della radiodiffusione simultanea non è descritta con precisione affermando che corrisponde a tre anni e mezzo, ma che dovrebbe essere calcolata per ciascuna rete (ad esempio la durata media della radiodiffusione simultanea per la rete 1 è stata pari a 19 mesi).

La Cechia ha espresso disaccordo in merito al fatto che il periodo di sei mesi per una radiodiffusione simultanea durante il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale sia comparabile. Il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale (2008-2012 in Cechia) è stato accettato dal mercato come un importante passo innovativo che ha apportato un valore aggiunto significativo, a differenza della liberazione obbligatoria della banda dei 700 MHz (considerando 126)). La Cechia ha ricordato che la radiodiffusione simultanea è stata limitata al minimo necessario e che i tre operatori della TDT non hanno ottenuto alcuna entrata dalle reti di transizione.

La Cechia ha ritenuto inoltre che la durata della radiodiffusione simultanea rientrasse interamente nella competenza nazionale e si basasse su aspetti tecnici ed economici della transizione verso il nuovo standard di trasmissione, ma tenesse conto anche della dimensione sociale del processo (considerando 128)).

Uno dei beneficiari ha riferito che un periodo di tempo molto più limitato (circa tre o quattro mesi anziché i due o tre anni proposti) poteva essere basato esclusivamente su una migrazione puramente tecnica che comportasse un riassetto diretto delle frequenze e non tenesse conto della necessità di un sostegno e di una motivazione socialmente accettabili da parte dei cittadini e delle famiglie al fine di spingerli a sostituire i loro ricevitori e passare al DVB-T2, come concepito dalla Cechia (considerando 204) e 205). Tale beneficiario ha sostenuto che la pandemia di COVID-19 ha dimostrato la solidità della strategia. Il beneficiario ha confermato che la durata effettiva media della radiodiffusione simultanea nella rete 1 era pari a 19,5 mesi (considerando 203)). Lo stesso ha spiegato che, a suo avviso, l’aggiornamento verso il DVB-T2 era prematuro e che, in quella fase, le famiglie e le emittenti non erano desiderose di ottenere un prodotto potenziato (considerando 206)).

Di contro, uno dei denuncianti ha ritenuto che qualsiasi durata della radiodiffusione simultanea superiore a tre o quattro mesi (o addirittura sei mesi) non fosse giustificata. Il denunciante ha contestato le argomentazioni della Cechia secondo cui il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale non era paragonabile all’aggiornamento tecnologico verso il DVB-T2/HEVC (considerando 151)).

La Commissione osserva di non mettere in discussione la competenza nazionale nell’adozione di misure di regolamentazione relative alla piattaforma TDT (conformemente al quadro dell’UE) in considerazione della dimensione tecnica, economica e sociale del processo di migrazione. La Commissione deve tuttavia valutare se la compensazione notificata per i costi relativi a tali misure di regolamentazione sia proporzionata. Tale compensazione copre i costi di gestione delle reti di transizione durante l’intero periodo della radiodiffusione simultanea.

A tale proposito, la Commissione ritiene che la durata della radiodiffusione simultanea non sia giustificata dall’obiettivo di incentivare le famiglie (a cambiare le loro apparecchiature) e i loro dettaglianti (a importare apparecchiature compatibili). Innanzitutto la Commissione non ritiene che la gestione delle reti di transizione abbia fornito alle famiglie maggiore flessibilità nella sostituzione delle apparecchiature di ricezione. In particolare le famiglie hanno potuto iniziare ad acquistare ricevitori compatibili dall’avvio della campagna di certificazione nel 2016 fino alla liberazione della banda dei 700 MHz nel 2020. Non è chiaro in che modo la gestione delle reti di transizione abbia contribuito ulteriormente a tale processo. Come indicato nella decisione di avvio, i dati relativi alle vendite di ricevitori compatibili non dimostrano l’adeguatezza della durata della radiodiffusione simultanea. La Commissione ritiene che il rimborso dei costi per la gestione delle reti di transizione possa fornire soltanto un incentivo indiretto e debole alle famiglie ai fini dell’aggiornamento delle apparecchiature di ricezione (considerando 340)). La Commissione rileva altresì che la Cechia ha spiegato che l’aggiornamento verso il DVB-T2/HEVC non è stato considerato un importante passo innovativo (considerando 126)), ricordando che le famiglie e le emittenti non avevano interesse a tale aggiornamento. Di conseguenza le famiglie non potrebbero essere fortemente incentivate ad acquistare apparecchiature nuove mediante la gestione di reti di transizione. Al contrario, una lunga radiodiffusione simultanea potrebbe in effetti incentivare le famiglie a posticipare l’aggiornamento fino a un momento prossimo allo spegnimento delle reti DVB-T originarie. La Commissione non accoglie pertanto l’affermazione secondo cui la durata della radiodiffusione simultanea sia stata proporzionata sulla base della dimensione sociale del processo di migrazione, dato che ciò non è stato adeguatamente suffragato da prove.

La Commissione ritiene pertanto che la radiodiffusione simultanea sproporzionatamente lunga abbia avvantaggiato principalmente i tre operatori della TDT, contribuendo a consentire loro di abituare e a mantenere la loro base di clienti. Inoltre, come spiegato nella sezione 5.3.2.4.3, la Commissione ritiene che il calcolo dei costi di ammortamento basato sulla vita contabile delle apparecchiature non rispecchi la vita economica più lunga delle apparecchiature, con conseguenti costi di ammortamento più elevati del necessario, con la conseguenza che la misura finanzia anche l’aggiornamento delle reti finali attraverso il riutilizzo di apparecchiature parzialmente sovvenzionate. Dato che gli effetti dell’ammortamento si accumulano nel tempo, la durata sproporzionata della radiodiffusione simultanea amplifica ulteriormente il trasferimento di parte del finanziamento alle reti finali.

La Commissione potrebbe concordare in merito al fatto che una breve radiodiffusione simultanea tecnica potrebbe essere necessaria e proporzionata al fine di facilitare il passaggio tecnico tra gli standard di trasmissione (ossia da DVB-T a DVB-T2) da parte delle famiglie (ad esempio risintonizzazione). A tale proposito la Commissione ritiene che il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale possa essere confrontato da un punto di vista tecnico170 (o anche da un punto di vista tecnico più complesso rispetto alla liberazione della banda dei 700 MHz) con la liberazione della banda dei 700 MHz; di conseguenza è importante rilevare che, al momento del passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale, l’autorità di regolamentazione ceca aveva ritenuto che un periodo di sei mesi fosse inutilmente lungo. La Commissione non ritiene che una durata più lunga sia giustificata da altre considerazioni tecniche sollevate dalla Cechia, quali la complessità dell’introduzione del DVB-T2, la necessità di sostituire i sistemi di antenne trasmittenti durante l’inverno e la capacità delle società di sostegno che forniscono i servizi necessari, dato che tali difficoltà erano simili a quelle riscontrate durante il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale. Per quanto concerne la necessità di stabilizzare le SFN di grandi dimensioni, la Cechia non ha fornito prove concrete della durata di tali lavori. La Commissione rileva inoltre che uno dei beneficiari ha indicato che un periodo di tempo molto più limitato, pari a circa tre o quattro mesi, potrebbe essere utilizzato per una migrazione puramente tecnica che comporti un riassetto diretto delle frequenze. Alla luce di tali elementi, la Commissione ritiene che una breve radiodiffusione simultanea tecnica della durata massima di sei mesi possa essere giustificata.

In altri casi, la Commissione ha accettato una durata della radiodiffusione simultanea pari a fino a un anno, pur rilevando che le autorità nazionali avrebbero dovuto ridurla a sei mesi, se possibile171. Tuttavia la durata della misura notificata (anche ipotizzando una durata media effettiva di 19,5 mesi per ciascun sito trasmettitore nella rete 11) è sproporzionatamente lunga. In ogni caso, la Commissione rileva che le altre due reti di transizione presentano durate medie pianificate ancora più lunghe secondo il piano tecnico di transizione (ossia 31 mesi per la rete di transizione 12 e 24 mesi per la rete di transizione 13).

La Commissione ritiene pertanto che la compensazione dei costi per la gestione delle reti di transizione durante il periodo di radiodiffusione simultanea previsto dalla misura notificata sia sproporzionata.

5.3.2.4.2. Sull’eventualità che i costi ammissibili siano stati compensati da altri regimi di aiuto

La Commissione ha inoltre chiesto osservazioni per verificare che i costi ammissibili non siano stati compensati da altri regimi di aiuto (considerando 129), lettera c), della decisione di avvio).

La Cechia ha confermato che la misura si limita a compensare i costi che non sono già stati compensati da misure esistenti, quali quelle approvate a norma della decisione nel caso SA.55742 e della decisione nel caso SA.60062. In particolare il CTU ha effettuato una verifica dettagliata dei costi ammissibili presentati dai beneficiari al fine di evitare la doppia compensazione. La Cechia ha sottolineato che tutti i costi pertinenti sono registrati nella contabilità di ciascun beneficiario (considerando 135)).

Uno dei denuncianti ha sostenuto tuttavia che l’audit effettuato dal CTU non può risolvere i dubbi della Commissione e ha ritenuto che gli esperti che hanno effettuato l’audit possano essere di parte (considerando 152)). La Cechia ha risposto che tale asserzione è irrilevante e priva di fondamento, spiegando che il CTU effettua i propri audit conformemente al quadro giuridico.

La Commissione ritiene che l’asserzione del denunciante sia ipotetica e non suffragata da prove. Inoltre la Commissione non ha riscontrato alcuna prova o indicazione del fatto che l’audit svolto dal CTU o da esperti fosse soggetto a distorsioni. La Commissione ritiene pertanto, sulla base delle spiegazioni fornite dalla Cechia, che la misura si limiti a compensare costi che non sono già stati compensati da altre misure e osserva che la misura notificata non può essere cumulata con altre misure (sezione 2.3.5).

5.3.2.4.3. Sulla pertinenza di taluni parametri ai fini del calcolo della compensazione

Al considerando 137) della decisione di avvio, la Commissione ha espresso dubbi circa la pertinenza dell’utilizzo dell’ammortamento degli attivi per determinare la compensazione e circa il fatto che la misura notificata garantisca che l’aiuto sia mantenuto al minimo. La Commissione ha rilevato che la misura non operava una distinzione tra le apparecchiature che rimangono nelle reti finali e quelle che non vi rimangono. Le autorità ceche non hanno dimostrato che la metodologia di compensazione proposta non comporti una sovracompensazione alla luce del fabbisogno di finanziamento dei beneficiari degli aiuti.

Uno dei beneficiari ha insistito sul fatto che la corretta definizione dell’ambito di applicazione della misura notificata deve essere mantenuta in modo coerente, in quanto la misura riguarda soltanto la radiodiffusione simultanea e i costi di aggiornamento dal DVB-T al DVB-T2/HEVC sono compensati solo parzialmente sulla base dell’ammortamento (considerando 206)).

Tanto la Cechia quanto CRa hanno spiegato che la compensazione compenserà i costi reali (spese operative e spese in conto capitale) registrati nella contabilità di ciascun beneficiario, effettivi e sostenuti durante la radiodiffusione simultanea per ciascun beneficiario. Tali soggetti hanno spiegato altresì che i costi relativi alle spese in conto capitale sono calcolati come l’ammortamento reale di ciascun attivo pertinente utilizzato per la trasmissione nel contesto delle reti di transizione. L’ammortamento è un costo reale, calcolato in modo obiettivo e in genere considerato la migliore pratica per quantificare una riduzione del valore di un attivo nel tempo, in particolare in relazione all’usura. L’ammortamento nei documenti contabili dovrebbe rispecchiare la realtà, conformemente alla legge ceca sulla contabilità, ed evitare il doppio conteggio degli stessi costi (considerando 209), (210) e da (129) a (133)).

La Commissione riconosce che la svalutazione/l’ammortamento costituisce una prassi abituale per quantificare l’usura nel tempo. Tuttavia i costi di ammortamento contabile sono adeguati per calcolare i costi connessi alla gestione delle reti di transizione soltanto nella misura in cui si basano sulla vita economica delle apparecchiature. Ciò è particolarmente importante nel caso di specie, dato che le apparecchiature sono state riutilizzate nelle reti finali. Se le apparecchiature sono ammortizzate a un ritmo più rapido (rispetto alla vita economica) durante la gestione delle reti di transizione e tali costi di ammortamento più elevati sono compensati dallo Stato, ciò ha l’effetto di finanziare in larga misura le reti finali. Inoltre, nella misura notificata, i costi di ammortamento costituiscono la componente principale della compensazione (nota 60).

Secondo la misura notificata, i costi di ammortamento sono stati calcolati sulla base della vita contabile delle apparecchiature compresa tra [meno di 10] anni, fatta eccezione per le apparecchiature di raffrescamento e i gruppi di continuità, per i quali tale periodo era pari a [5-15] anni (nota 63). La Commissione ritiene tuttavia che la vita economica delle apparecchiature utilizzate per le infrastrutture di supporto alla trasmissione video digitale sia pari ad almeno 10 anni172. Questa risultanza è coerente con le spiegazioni di uno dei beneficiari (CRa) secondo cui i cicli di investimento nel settore durano in genere 12-15 anni (considerando 178)). Ciò è confermato anche da un piano aziendale del 2010 di uno dei beneficiari di una rete DVB-T presentato dalla Cechia (considerando 134)). Tale piano aziendale riguardava il periodo […], prevedendo soltanto spese in conto capitale nell’anno […], ipotizzando quindi una vita economica di almeno [10-15] anni.

La Commissione ritiene pertanto che la compensazione notificata sia superiore al necessario per quanto riguarda i costi relativi alle spese in conto capitale delle apparecchiature (ossia superiore di circa il 200 %, se calcolata utilizzando una vita contabile di cinque anni anziché una vita economica di 10 anni). Di conseguenza la compensazione notificata per la gestione delle reti di transizione contribuisce di fatto anche al finanziamento dell’aggiornamento delle reti finali (ossia circa il 50 % dei costi relativi alle spese in conto capitale ammissibili delle reti di transizione è trasferito alle reti finali), dato che le apparecchiature riutilizzate potrebbero essere utilizzate fino al termine della loro vita economica.

La durata sproporzionatamente lunga della gestione delle reti di transizione amplifica ulteriormente tale effetto, in quanto i costi di ammortamento aumentano nel corso del tempo. La Commissione stima che la misura notificata comprenda un ammortamento in eccesso pari al 16 % per Česká televize, al 26 % per CRa e al 20 % per DB rispetto al totale delle spese in conto capitale per le apparecchiature. Tale ammortamento in eccesso è quindi trasferito al finanziamento delle reti finali173. Di conseguenza le apparecchiature sono sovvenzionate in modo sproporzionato per il loro utilizzo nelle reti di transizione, con l’effetto di ridurre i costi totali di investimento per le reti finali potenziate. Infine, oltre al riutilizzo delle apparecchiature sovvenzionate nelle reti finali, i beneficiari continuerebbero a beneficiare della compensazione dei costi per l’installazione, la configurazione e la stabilizzazione delle apparecchiature aggiornate quando tali apparecchiature sono riutilizzate nelle reti finali, dato che la maggior parte di tali attività è già stata effettuata per la costruzione delle reti di transizione.

5.3.2.4.4. Sull’eventualità che l’attuazione accelerata dello standard DVB-T2 non sia controbilanciata da vantaggi commerciali alla luce delle esigenze di finanziamento dei beneficiari

Al considerando 137) della decisione di avvio, la Commissione ha espresso dubbi in merito al fatto che l’attuazione accelerata dello standard DVB-T2 non sarebbe stata compensata da vantaggi commerciali alla luce delle esigenze di finanziamento dei beneficiari degli aiuti, rilevando che le tecnologie aggiornate offrono vantaggi commerciali in termini di aumento della capacità e della qualità di trasmissione. La Commissione ha inoltre osservato che i beneficiari potevano utilizzare le reti finali aggiornate (sulla base delle reti di transizione) fino al 2030. Le autorità ceche non hanno inoltre dimostrato che l’aiuto copra l’impatto incrementale (in termini di redditività) di uno scenario di adozione più rapida (ossia l’aggiornamento tecnologico accelerato in vista della liberazione della banda dei 700 MHz) rispetto allo scenario controfattuale di adozione più lenta (ossia un aggiornamento tecnologico guidato dal mercato).

Come spiegato nella sezione sull’effetto di incentivazione (sezione 5.3.1.2.1), la Commissione riconosce che, in assenza della transizione accelerata imposta dalla Cechia nel periodo 2017-2020, un naturale aggiornamento tecnologico delle reti TDT guidato dal mercato avrebbe avuto luogo soltanto a partire dal 2022-2024 (considerando 290)).

Tuttavia la Commissione rileva che il funzionamento delle reti di transizione avvantaggia principalmente i tre operatori della TDT, consentendo loro di passare alla tecnologia aggiornata riducendo nel contempo il rischio di una perdita di pubblico nel corso del processo. Inoltre le apparecchiature oggetto della compensazione sono in parte riutilizzate nelle reti finali (considerando 292)). Come esaminato nella sezione 5.3.2.4.3, il calcolo dei costi di ammortamento basato sulla vita contabile delle apparecchiature e non sulla loro vita economica più lunga comporta una compensazione più elevata per l’usura delle apparecchiature per l’uso nelle reti di transizione, con la conseguenza che il riutilizzo di tali apparecchiature nelle reti finali riduce il costo totale degli investimenti nelle reti finali. I tre operatori della TDT possono inoltre beneficiare dei costi di installazione, configurazione e stabilizzazione delle apparecchiature aggiornate quando tali apparecchiature sono riutilizzate nelle reti finali, dato che la maggior parte di tali attività si è già svolta per la costruzione delle reti di transizione. Inoltre i tre beneficiari avevano prospettive di mercato positive e una prevedibilità degli investimenti fino al 2030 a seguito dell’estensione delle loro licenze per lo spettro radio (considerando 293)).

In tale contesto, che evidenzia vantaggi commerciali e il trasferimento di parte dei finanziamenti verso l’aggiornamento delle reti finali, la Commissione non ha ricevuto alcun piano aziendale che dimostri le esigenze di finanziamento dei beneficiari. La Cechia ha fatto riferimento allo studio ADL aggiornato. La Commissione rileva tuttavia che lo studio ADL aggiornato ha analizzato diversi scenari di migrazione (ossia l’aggiornamento con trasmissione parallela, l’aggiornamento senza trasmissione parallela e nessun aggiornamento), fornendo una valutazione qualitativa e quantitativa dei costi dei diversi scenari, ma non ha stimato le entrate potenziali o l’impatto dell’aggiornamento tecnologico sulla redditività degli operatori della TDT. Inoltre lo studio ADL aggiornato non è stato confrontato con lo scenario di un’adozione più lenta (ossia a partire dal 2022-2024). La Commissione rileva di non aver ricevuto alcuna ricostruzione ex post di piani aziendali contemporanei (considerando 295)).

La Commissione ritiene pertanto che la Cechia non abbia dimostrato che i costi di gestione delle reti di transizione prevalessero sui benefici commerciali (considerando 298)).

5.3.2.4.5. Conclusioni in merito alla proporzionalità

La Commissione ritiene innanzitutto che la compensazione dei costi di gestione delle reti di transizione (trasmissione parallela) sia sproporzionata, in quanto la radiodiffusione simultanea è durata più a lungo del necessario (ossia sei mesi e fino a un anno in situazioni debitamente giustificate).

Inoltre il calcolo dei costi di ammortamento si basava sulla vita contabile delle apparecchiature, che non rispecchia la loro vita economica più lunga. Ciò comporta una compensazione più elevata per l’usura delle apparecchiature derivante dall’uso nelle reti di transizione, con la conseguenza che il riutilizzo di tali apparecchiature nelle reti finali riduce il costo totale degli investimenti nelle reti finali da parte dei beneficiari. Inoltre i tre operatori della TDT possono beneficiare dei costi di installazione, configurazione e stabilizzazione delle apparecchiature aggiornate quando tali apparecchiature sono riutilizzate nelle reti finali, dato che la maggior parte di tali attività si è già svolta per la costruzione delle reti di transizione.

Infine la Commissione non è stata in grado di dimostrare che l’aiuto sia stato mantenuto al minimo, in quanto le informazioni disponibili non dimostrano che l’attuazione accelerata dello standard DVB-T2 come conseguenza degli obblighi normativi abbia prevalso sui vantaggi commerciali e, in caso affermativo, in quale misura (non è stata effettuata un’analisi del deficit di finanziamento).

La misura notificata non è pertanto proporzionata.

5.3.2.5. Trasparenza e cumulo

La Cechia si è impegnata a pubblicare il testo della misura e le informazioni relative ai beneficiari di qualsiasi aiuto di importo superiore a 500000 EUR (considerando 69)). La misura è pertanto conforme ai requisiti di trasparenza.

La Cechia ha confermato che la misura non può essere cumulata con altre misure che finanziano gli stessi costi ammissibili (considerando 67)) e che i beneficiari dell’aiuto non sarebbero in grado di chiedere l’ammortamento a fini fiscali degli attivi soggetti a compensazione ai sensi della misura (considerando 68)). La Cechia ha escluso dalla misura qualsiasi costo che potesse essere soggetto a doppia compensazione mediante altri regimi di aiuto (considerando 366)). La Commissione ritiene che ciò sia sufficiente per evitare questioni derivanti dal cumulo con altre misure di sostegno.

5.3.2.6. Effetti negativi della misura

Nei considerando da (148) a (149) della decisione di avvio, la Commissione ha indicato che la misura ha aiutato gli operatori della TDT a rimanere competitivi sul mercato, riducendo nel contempo i costi di investimento in apparecchiature aggiornate, che gli operatori che utilizzano altre piattaforme (ad esempio via satellite per passare allo standard DVB-S2/MPEG4) hanno dovuto finanziare con risorse private. La Commissione ha indicato che la misura sembrava finanziare i normali costi degli operatori della TDT, qualora avessero cercato di mantenere la loro posizione di mercato fornendo servizi avanzati. La Commissione ha rilevato che la misura va oltre il mantenimento dello statu quo esistente prima della liberazione della banda dei 700 MHz.

Uno dei denuncianti ha insistito sul fatto che la misura favoriva la tecnologia televisiva meno progressiva, arrecando pregiudizio ad altre piattaforme e ai clienti. Tale soggetto ha fornito esempi di situazioni in cui le emittenti in chiaro potevano ora utilizzare lo standard DVB-T2 per offrire servizi di televisione a pagamento e in relazione ai quali il denunciante (un fornitore di IPTV) avrebbe potuto essere disponibile a fornire un’offerta gratuita (considerando 154)).

La Cechia ha spiegato che la liberazione della banda dei 700 MHz è avvenuta in modo relativamente rapido dopo la liberazione degli 800 MHz da parte degli operatori della TDT, che hanno sostenuto i costi associati e il deterioramento della loro situazione concorrenziale a vantaggio delle piattaforme concorrenti. Ha inoltre affermato che una liberazione incontrollata della banda dei 700 MHz avrebbe potuto avere un impatto anche sulle famiglie. La Cechia ha riferito l’esistenza di una sana concorrenza tra le diverse piattaforme (considerando 138)), pur esprimendo un disaccordo sostanziale in merito al fatto che la misura favorisse la piattaforma meno progressista, sostenendo che la selezione delle tecnologie si basava soltanto sulla raccomandazione contenuta nella decisione sull’uso della banda, nel rispetto della compatibilità con i paesi vicini (considerando 140)).

Uno dei beneficiari ha ricordato che la misura compensa soltanto gli operatori interessati dalla modifica normativa. Ha spiegato che la sostituibilità tra le piattaforme era bassa e fattibile soltanto da un punto di vista tecnico nella situazione della Cechia, dove altre piattaforme (ad esempio quelle via satellitare, via cavo e IPTV) detenevano una quota di mercato notevolmente inferiore rispetto alla TDT e costituivano servizi di televisione a pagamento (considerando 212)).

La Commissione ritiene che la misura notificata esoneri i tre operatori della TDT dai costi normativi inerenti alla loro attività, mentre gli operatori che utilizzano altre piattaforme, quali quelle via satellite o cavo, devono sostenere essi stessi costi analoghi. La misura notificata rafforza pertanto la posizione concorrenziale dei tre operatori della TDT a scapito degli operatori che utilizzano altre piattaforme. Inoltre l’aiuto può sovvenzionare in modo incrociato le attività dei beneficiari in altri settori e in altri Stati membri, dato che CRa appartiene a un gruppo attivo a livello internazionale (nota 31) e in diversi settori di attività al di là dei servizi di trasmissione della TDT, e Česká televize, in quanto emittente pubblica, è in concorrenza anche con emittenti commerciali. La Commissione ritiene che, nonostante i diversi modelli aziendali delle diverse piattaforme televisive in Cechia (ossia servizi televisivi in chiaro rispetto a quelli a pagamento), permangano significativi effetti distorsivi, come dimostra l’esistenza di denunce da parte di operatori che utilizzano altre piattaforme tecnologiche. Ad esempio la piattaforma via satellite è tecnicamente in grado di fornire servizi in chiaro. La piattaforma IPTV potrebbe essere utilizzata anche per trasmettere canali in chiaro e alcuni operatori li includono già nei loro pacchetti televisivi standard in altri Stati membri174. Telly (fornitore di IPTV) ha inoltre preso in considerazione la possibilità di offrire una tessera DIGI TV non a pagamento in Cechia (considerando 153)). La piattaforma TDT è inoltre tecnicamente in grado di fornire servizi di televisione a pagamento (anche se il progetto commerciale di Skylink/M7 in Cechia non ha avuto esito positivo (considerando 91))) e non vi è alcun obbligo giuridico di fornire soltanto servizi in chiaro su tale piattaforma.

La Commissione conferma pertanto la propria conclusione preliminare secondo cui la misura ha avuto effetti negativi sulla concorrenza.

5.3.2.7. Ponderazione degli effetti positivi dell’aiuto rispetto a qualsiasi effetto negativo in termini di distorsione della concorrenza ed effetti avversi sugli scambi

Una misura di aiuto di Stato accuratamente strutturata deve garantire che il risultato complessivo degli effetti della misura sia positivo, evitando di alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.

La Commissione riconosce l’intenzione delle autorità ceche di garantire una liberazione agevole della banda dei 700 MHz dai servizi televisivi terrestri con un impatto limitato sui telespettatori, al fine di garantire una transizione accettabile a livello sociale volta a ridurre al minimo le possibili perturbazioni. La Commissione prende atto degli effetti positivi delle misure normative (ossia la gestione di reti di transizione) ai fini della continuità dei servizi TDT, che costituiscono la fonte primaria di servizi televisivi in chiaro in Cechia. La Commissione riconosce inoltre l’importante ruolo svolto dai servizi televisivi in chiaro nel sostenere il pluralismo e il buon funzionamento delle democrazie. La Commissione ritiene tuttavia che la misura notificata (ossia la compensazione per la gestione delle reti di transizione) abbia avuto effetti positivi limitati (considerando 308)).

La Commissione rileva che la misura comporta effetti negativi, in termini di esonero degli operatori della TDT da una parte degli oneri connessi agli obblighi normativi stabiliti dalla Cechia che sono inerenti alla loro attività economica. La Commissione ritiene inoltre che la misura non abbia un effetto di incentivazione e non miri a risolvere un fallimento del mercato che giustifichi la necessità di un sostegno pubblico agli operatori della TDT. Analogamente la Commissione non ritiene che la misura sia concepita in modo adeguato o proporzionato.

5.3.3. Conclusioni sulla compatibilità della misura

Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che gli effetti negativi della misura in termini di distorsioni della concorrenza e di effetti negativi sugli scambi siano superiori ai suoi effetti positivi limitati.

La Commissione conclude pertanto che la misura di aiuto notificata non è compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE. La Commissione non ha individuato altre basi giuridiche pertinenti per la compatibilità della misura notificata, inoltre né la Cechia né gli interessati hanno fornito informazioni o prove al riguardo.

5.4. CONCLUSIONI

La Commissione ritiene che la misura notificata costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, incompatibile con il mercato interno,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: