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Decisione (UE) 2026/1121 del Consiglio del 5 maggio 2026 relativa alla posizione da adottare, a nome dell’Unione europea, in sede di organi del Consiglio d’Europa riguardo all’Accordo parziale allargato sul comitato di gestione del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 212, in combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 9,

vista la proposta della Commissione europea,

Nelle conclusioni del 24 febbraio 2022 il Consiglio europeo ha condannato con la massima fermezza l’aggressione militare non provocata e ingiustificata della Federazione russa nei confronti dell’Ucraina, affermando che la responsabilità di questo atto di aggressione ricade interamente sulla Russia, che sarà chiamata a rispondere delle sue azioni.

Nella risoluzione A/RES/ES-11/1 del 2 marzo 2022, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto che le operazioni militari della Federazione russa all’interno del territorio sovrano dell’Ucraina sono a un livello mai visto dalla comunità internazionale in Europa da decenni, ha deplorato con la massima fermezza l’aggressione della Federazione russa nei confronti dell’Ucraina in violazione dell’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite sul divieto dell’uso della forza e ha chiesto che la Federazione russa cessi immediatamente l’uso della forza contro l’Ucraina e che ritiri immediatamente, completamente e senza condizioni tutte le sue forze militari dal territorio dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale.

Il 2 marzo 2022 l’Ufficio del procuratore della Corte penale internazionale (CPI) ha annunciato di aver avviato un’indagine sulla situazione in Ucraina sulla base delle segnalazioni di tale situazione pervenuti da 39 Stati aderenti alla CPI e della constatazione dell’esistenza di una base ragionevole per ritenere che siano stati commessi reati rientranti nella giurisdizione della CPI. Tuttavia, il regime giurisdizionale per il crimine di aggressione previsto dallo statuto di Roma impedisce attualmente alla CPI di esercitare la propria giurisdizione in relazione al crimine di aggressione nella situazione dell’Ucraina.

Nelle conclusioni del 20 e 21 ottobre 2022 il Consiglio europeo ha invitato l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («alto rappresentante») e la Commissione a vagliare opzioni che permettano di garantire il pieno accertamento delle responsabilità, anche per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. Nelle conclusioni del 15 dicembre 2022 il Consiglio europeo ha accolto con favore e incoraggiato gli ulteriori sforzi volti a garantire il pieno accertamento delle responsabilità per i crimini di guerra e gli altri crimini più gravi legati alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, comprese le modalità per assicurare l’accertamento delle responsabilità per il crimine di aggressione. Ha invitato la Commissione, l’alto rappresentante e il Consiglio a portare avanti i lavori, in conformità del diritto dell’Unione e del diritto internazionale, sottolineando che il perseguimento del crimine di aggressione riguarda la comunità internazionale nel suo insieme.

Nella risoluzione A/RES/ES-11/6 del 23 febbraio 2023, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha sottolineato la necessità di garantire l’accertamento delle responsabilità per i crimini più gravi ai sensi del diritto internazionale commessi nel territorio dell’Ucraina, attraverso indagini e azioni penali adeguate, eque e indipendenti a livello nazionale o internazionale, e di assicurare la giustizia per tutte le vittime e la prevenzione di futuri crimini.

Dal gennaio 2023 i rappresentanti di circa 40 Stati, i servizi della Commissione europea e il servizio europeo per l’azione esterna nonché il Consiglio d’Europa si sono riuniti nell’ambito della coalizione sulla creazione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina («gruppo ristretto») e hanno discusso le modalità di istituzione di un tribunale speciale con il potere di indagare, perseguire e processare le persone che hanno la maggiore responsabilità per il crimine di aggressione nei confronti dell’Ucraina.

Il 3 luglio 2023 presso l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) è stato avviato il Centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione nei confronti dell’Ucraina (ICPA), per la cooperazione e il coordinamento degli sforzi investigativi nazionali volti a garantire un’indagine adeguata sul crimine di aggressione contro l’Ucraina, con il sostegno delle capacità rafforzate di Eurojust sulla base del regolamento (UE) 2022/838 del Parlamento europeo e del Consiglio1 che consente a Eurojust di preservare, analizzare e conservare le prove relative a genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e reati connessi.

Nelle conclusioni di giugno, ottobre e dicembre 2023, il Consiglio europeo ha ribadito il suo sostegno all’istituzione del tribunale speciale. Nelle conclusioni del marzo 2024 il Consiglio europeo ha affermato che la Federazione russa e i suoi dirigenti devono essere chiamati a rispondere pienamente della guerra di aggressione condotta nei confronti dell’Ucraina e di altri crimini di estrema gravità ai sensi del diritto internazionale, come pure degli ingenti danni causati dalla guerra. Il Consiglio europeo ha inoltre affermato che sostiene gli sforzi, anche in sede di gruppo ristretto, al fine di istituire un tribunale per il perseguimento del crimine di aggressione nei confronti dell’Ucraina che goda del più ampio sostegno a livello interregionale e della più ampia legittimità.

Il 21 marzo 2025 il gruppo ristretto ha concluso i lavori a livello tecnico sui progetti di strumenti giuridici necessari per istituire il tribunale speciale, vale a dire l’accordo tra l’Ucraina e il Consiglio d’Europa sull’istituzione del tribunale speciale, lo statuto del tribunale speciale allegato a tale accordo e l’Accordo parziale allargato sul comitato di gestione del tribunale speciale.

Il 9 maggio 2025 i ministri degli Affari esteri e altri rappresentanti dei partecipanti al gruppo ristretto si sono riuniti a Leopoli e hanno adottato la «dichiarazione di Leopoli», in cui hanno ribadito il loro impegno a istituire il tribunale speciale nel quadro del Consiglio d’Europa, ad avviare rapidamente le sue attività e a sostenerne l’efficace funzionamento.

Il 24 giugno 2025 il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa («Comitato dei ministri») ha adottato le decisioni che autorizzano il segretario generale del Consiglio d’Europa a firmare, a nome del Consiglio d’Europa, l’accordo tra il Consiglio d’Europa e l’Ucraina sull’istituzione del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina («accordo sull’istituzione del tribunale speciale»), al quale è allegato lo statuto del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina («tribunale speciale»). Il Comitato dei ministri ha inoltre autorizzato l’istituzione di un Accordo parziale allargato sul comitato di gestione del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina («Accordo parziale allargato»).

Il 25 giugno 2025 il presidente dell’Ucraina e il segretario generale del Consiglio d’Europa hanno firmato l’accordo sull’istituzione del tribunale speciale.

Conformemente al suo statuto, il tribunale speciale ha lo scopo di perseguire e processare i dirigenti politici e militari responsabili di atti di aggressione nei confronti dell’Ucraina in violazione dell’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite. Il comitato di gestione del tribunale speciale che sarà istituito dalla risoluzione che istituisce l’Accordo parziale allargato mira a fornire i mezzi finanziari per il tribunale speciale e a sostenere altri aspetti amministrativi e gestionali del suo funzionamento, al fine di consentire al tribunale speciale di adempiere al suo mandato.

Il 21 gennaio 2026 il Comitato dei ministri ha adottato una decisione in cui accoglie con favore la messa a punto del progetto di risoluzione che istituisce l’Accordo parziale allargato, nonché il fatto che il gruppo preparatorio sia pronto a svolgere i suoi compiti a partire dal 1o gennaio 2026, grazie a un contributo volontario dell’Unione europea. Di conseguenza il 22 gennaio 2026 il Consiglio d’Europa e l’Unione hanno firmato un accordo di contributo relativo a un contributo finanziato tramite il servizio degli strumenti di politica estera della Commissione europea. Tale accordo di contributo prevede un progetto della durata massima di 24 mesi volto a istituire un gruppo preparatorio per gettare le basi istituzionali, logistiche e organizzative delle prossime fasi del tribunale speciale.

Ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 5, e dell’articolo 21, paragrafi 2 e 3, del trattato sull’Unione europea (TUE), l’Unione deve affermare e promuovere i suoi valori e contribuire alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite.

È pertanto opportuno che l’Unione notifichi al segretario generale del Consiglio d’Europa l’intenzione di aderire all’Accordo parziale allargato, previo espletamento delle procedure interne necessarie per esprimere il proprio consenso a essere vincolata, e di partecipare all’adozione della decisione dei rappresentanti in seno al Comitato dei ministri di almeno 16 Stati membri del Consiglio d’Europa e dei rappresentanti dell’Unione che adottano la risoluzione che istituisce l’Accordo parziale allargato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 1

La posizione da adottare, a nome dell’Unione, in sede di organi del Consiglio d’Europa riguardo all’Accordo parziale allargato sul comitato di gestione del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina («Accordo parziale allargato») consiste nel notificare al segretario generale del Consiglio d’Europa l’intenzione dell’Unione di aderire all’Accordo parziale allargato, con riserva di notifica dell’espletamento delle procedure interne necessarie per la conclusione dell’Accordo parziale allargato, e di partecipare all’adozione della decisione dei rappresentanti in seno al Comitato dei ministri di almeno 16 Stati membri del Consiglio d’Europa e dei rappresentanti dell’Unione europea che adottano la risoluzione che istituisce l’Accordo parziale allargato.

Il progetto di decisione e il progetto di risoluzione di cui al primo comma sono acclusi alla presente decisione.

Modifiche formali e di lieve entità ai testi del progetto di decisione e del progetto di risoluzione di cui al primo comma che non alterino la sostanza dei testi possono essere concordate dalla Commissione, a nome dell’Unione, senza un’ulteriore decisione del Consiglio.

Art. 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Fatto a Bruxelles, il 5 maggio 2026 Per il Consiglio Il presidente M. Keravnos