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Decisione di esecuzione (UE) 2026/2146 della Commissione del 25 settembre 2026 che consente alla Polonia di autorizzare i biocidi contenenti ossido di etilene per la tutela del patrimonio culturale [notificata con il numero C(2026) 6682] (Il testo in lingua polacca è il solo facente fede)

Testo vigente

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi1, in particolare l’articolo 55, paragrafo 3,

previa consultazione del comitato permanente sui biocidi,

L’ossido di etilene nel tipo di prodotto 2 (disinfettanti e alghicidi non destinati all’applicazione diretta sull’uomo o animali), quale definito nell’allegato V del regolamento (UE) n. 528/2012, è stato incluso nel programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui a tale regolamento, come stabilito nell’allegato II del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione2. Il 1o dicembre 2009 è stata presentata una domanda di approvazione dell’ossido di etilene nel tipo di prodotto 2.

La decisione di esecuzione (UE) 2025/1074 della Commissione3 ha concluso che il prodotto rappresentativo figurante nella domanda di approvazione non rientrava nell’ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 528/2012 e che era pertanto opportuno non approvare l’ossido di etilene come principio attivo ai fini del suo uso nei biocidi del tipo di prodotto 2.

Il 25 febbraio 2026, in conformità dell’articolo 55, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012, la Polonia ha presentato alla Commissione una domanda di deroga all’articolo 19, paragrafo 1, lettera a), del suddetto regolamento nella quale chiedeva di poter autorizzare i biocidi contenenti ossido di etilene per la tutela del patrimonio culturale, compresi i materiali archivistici.

Secondo le informazioni fornite dalla Polonia, l’uso dell’ossido di etilene è considerato essenziale per la tutela degli oggetti aventi un substrato di cellulosa, nonché di altri oggetti appartenenti al patrimonio culturale, in quanto è l’unica tecnica efficace per controllare i vari organismi nocivi che possono mettere a rischio tali oggetti, in particolare muffe e batteri. L’attività di funghi o batteri sui substrati di cellulosa di oggetti appartenenti al patrimonio culturale può causare danni meccanici, decolorazione, una diminuzione della resistenza dei materiali e, in ultima istanza, la completa distruzione dell’oggetto. La conservazione di materiali quali il legno policromo, i prodotti tessili e i dipinti da cavalletto è minacciata anche dalla contaminazione microbiologica, che può causare sia una degradazione chimica, come l’alterazione dei pigmenti e la decomposizione dei leganti, sia danni fisici, come la formazione di macchie e l’indebolimento delle fibre. Inoltre la contaminazione microbiologica colpisce solitamente collezioni intere piuttosto che singoli oggetti. Secondo la Polonia, le infezioni fungine sono particolarmente pericolose in tal senso, in quanto tali microrganismi possono crescere su vari tipi di substrati ed essenzialmente l’unico fattore necessario per il loro sviluppo è un’elevata umidità.

Come affermato dalla Polonia nella domanda, la disinfezione mediante ossido di etilene nelle camere di fumigazione è la procedura di disinfezione più efficace ai fini della tutela degli oggetti appartenenti al patrimonio culturale, in particolare delle risorse di biblioteche e archivi: tale tecnica è altamente efficace contro i microrganismi, comprese le muffe, le loro spore e le forme resistenti, e non altera i parametri ottici né accelera i processi di invecchiamento naturale della carta trattata; il sistema di disinfezione basato su dette camere è sicuro per il personale operativo e le collezioni oggetto di disinfezione sono sicure per i futuri utilizzatori. Secondo la Polonia, uno dei principali vantaggi di questa tecnica è la possibilità di impiego su larga scala, che consente la disinfezione di intere collezioni in contemporanea. Questa caratteristica è particolarmente importante nel caso si verifichi una contaminazione di massa causata da inondazioni e altre calamità naturali, spandimenti d’acqua o estinzione di incendi con acqua.

Secondo la Polonia, non esistono metodi alternativi appropriati per il trattamento degli oggetti appartenenti al patrimonio culturale, compresi i materiali archivistici. L’uso dell’etanolo è efficace soltanto contro la contaminazione localizzata e superficiale, ma non contro la contaminazione interna, né è adatto alle procedure di disinfezione di massa. L’uso di fumi di ammonio quaternari è inefficace contro le spore e i funghi cellulosolitici e può indurre cambiamenti delle proprietà fisiche e del pH della carta. L’anossia è efficace contro gli insetti, ma è inefficace contro muffe e batteri. Le radiazioni ionizzanti, come le radiazioni gamma, aumentano la vulnerabilità della carta alla germinazione di microrganismi e possono causare un degrado significativo della cellulosa. Le radiazioni UV sono inefficaci contro le spore e sono potenzialmente dannose per gli oggetti trattati, in quanto inducono cambiamenti di colore, fragilità e reticolazione nei materiali organici.

Come indicato dalla Polonia nella domanda, i prodotti contenenti ossido di etilene sono utilizzati mediante fumigazione da professionisti formati. A causa delle proprietà pericolose della sostanza, la disinfezione mediante ossido di etilene è effettuata esclusivamente in camere di fumigazione a vuoto sigillate ermeticamente, che operano in un sistema chiuso, completamente automatizzato e controllato con precisione, a una pressione inferiore alla pressione atmosferica. Il processo di disinfezione prevede diverse fasi, tra cui una fase finale ripetibile di aerazione e rimozione dei gas residui, che sono indirizzati verso un inceneritore catalitico in cui l’etilene subisce una decomposizione completa, in modo da evitare il rilascio di emissioni nell’ambiente. Una volta completato il processo, i materiali trattati sono collocati per almeno sette giorni in un’area di immagazzinamento pulita e dotata di un sistema di rilevamento dell’ossido di etilene, integrato con un sistema di ventilazione ai fini di una sicurezza operativa supplementare.

Le informazioni e la motivazione contenute nella domanda presentata dalla Polonia indicano che l’uso dell’ossido di etilene è essenziale per la tutela del patrimonio culturale e che non esistono alternative appropriate per il trattamento degli oggetti appartenenti al patrimonio culturale in Polonia, in particolare per il trattamento delle risorse di archivi e biblioteche, in quanto tutte le tecniche alternative attualmente disponibili non sono sufficientemente efficaci o possono arrecare danni ai materiali trattati.

Sulla base delle informazioni e della motivazione presentate dalla Polonia, è opportuno concludere che l’ossido di etilene è essenziale per la tutela del patrimonio culturale in Polonia e che in tale paese non sono attualmente disponibili alternative appropriate. È pertanto opportuno consentire alla Polonia di autorizzare i biocidi contenenti ossido di etilene per la tutela del patrimonio culturale,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 1

La Polonia può autorizzare i biocidi contenenti ossido di etilene per la tutela del patrimonio culturale fino al 31 luglio 2031.

Art. 2

La Repubblica di Polonia è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 25 settembre 2026 Per la Commissione Olivér Várhelyi Membro della Commissione