REGOLAMENTO (CE) N. 985/97 DELLA COMMISSIONE del 30 maggio 1997 che chiude l'inchiesta relativa all'elusione delle misure antidumping definitive istituite dal regolamento (CEE) n. 993/93 del Consiglio sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche per il commercio al minuto originarie del Giappone per mezzo di importazioni degli stessi prodotti assemblati in Indonesia oppure trasbordati attraverso tale paese e mette fine all'obbligo di registrazione per i prodotti in questione
Testo vigente
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, considerando quanto segue:
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea1, modificato dal regolamento (CE) n. 2331/962, in particolare gli articoli 9, 13 e 14, sentito il comitato consultivo,
A. PROCEDIMENTO1 Il 31 agosto 1996, con regolamento (CE) n. 1717/963, la Commissione ha aperto un'inchiesta sull'asserita elusione dei dazi antidumping istituiti dal regolamento (CEE) n. 993/93 del Consiglio4, sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche per il commercio al minuto (in appresso denominate «bilance elettroniche») originarie del Giappone, per mezzo di importazioni degli stessi prodotti assemblati in Indonesia e/o trasbordati attraverso tale paese, e ha incaricato le autorità doganali, a norma dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso denominato «regolamento di base»), di registrare le importazioni dall'Indonesia dei prodotti oggetto dell'inchiesta.
L'inchiesta è stata aperta a seguito di una domanda ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento di base presentata, a norme dell'industria comunitaria, dalle seguenti società:
- Bizerba GmbH & Co KG,
- Campesa SA,
- Dataprocess Industria SpA,
- Testut SA,
- Lutrana SA,
- GEC Avery Limited,
- Maatschappij van Berkel's Patent BV,
- Brevetti van Berkel SpA.
La domanda conteneva elementi di prova, ai sensi delle disposizioni dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento di base, che dimostravano l'elusione del dazio antidumping sulle importazioni di bilance elettroniche prodotte dalla società «TEC Corporation» di Tokyo (5) (in appresso denominata «TEC») e originarie del Giappone per mezzo di operazioni di assemblaggio in Indonesia e/o di trasbordo attraverso tale paese delle bilance elettroniche successivamente esportate nella Comunità. Tali prove sono state considerate sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta.
I prodotti in questione sono bilance elettroniche per il commercio al minuto, con indicazione numerica del peso, del prezzo unitario e del prezzo da pagare, provviste o no di un dispositivo per stampare le tre indicazioni suddette (in appresso denominate «bilance elettroniche»). Le bilance elettroniche sono attualmente classificate nel codice NC ex 8423 81 50.
L'inchiesta riguardava il periodo compreso tra il 1° luglio 1995 e il 30 giugno 1996.
Hanno collaborato all'inchiesta e fornito risposte soddisfacenti ai questionari le seguenti società:
- TEC Corporation (Giappone) [esportatore],
- PT TEC Indonesia (in appresso denominata TEC Indonesia) [assemblatore],
- TEC Elektronic GMBH [importatore collegato],
- TEC UK Ltd [importatore collegato],
- TEC France International SA [importatore collegato],
- TEC Belgium SA [importatore collegato].
Sono state concesse audizioni alle società che lo hanno richiesto entro i termini previsti dal regolamento (CE) n. 1717/96. La Commissione ha informato le autorità di Giappone, Singapore e Indonesia e si è consultata con i rappresentanti dell'Indonesia.
La società indonesiana citata nella domanda - la PT Kahar Duta Sarana (Giakarta, Indonesia) - ha informato la Commissione di avere consegnato bilance elettroniche sul mercato indonesiano, ma di non averne esportate nella Comunità europea. Essa non ha pertanto risposto al questionario.
B. INCHIESTA (7) L'articolo 13, paragrafo 1, prima frase, del regolamento di base prevede che i dazi antidumping in vigore possano essere estesi alle importazioni da paesi terzi di prodotti finiti, se le misure in vigore vengono eluse. L'inchiesta ha dimostrato che l'operazione che aveva luogo in Indonesia consisteva nell'assemblaggio di bilance elettroniche. L'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base specifica le circostanze in cui un'operazione di assemblaggio sia da considerare elusiva delle misure vigenti.
C. RISULTATI DELL'INCHIESTA 1. Forma di elusione (8) L'inchiesta ha concluso che la TEC Corporation (Giappone) assembla bilance elettroniche in Indonesia attraverso la sua affiliata TEC Indonesia e che una parte di tali bilance viene esportata nella Comunità. Le operazioni di assemblaggio di bilance elettroniche in Indonesia sono iniziate nel maggio 1994 sull'isola di Batham (Indonesia), una zona di libero scambio situata vicino a Singapore.
La Commissione ha accertato che la TEC Indonesia, già attiva nel luglio 1992, è di proprietà della società «TEC Singapore Electronics Ltd» (in appresso denominata TEC Singapore), che è a sua volta di proprietà della TEC Corporation (Giappone). Essa produce apparecchiature elettroniche - tra cui bilance - in base ad un accordo di licenza con la TEC Singapore. Si è riscontrato che la TEC Indonesia funge praticamente da officina della TEC Singapore e le due società sono pertanto considerate, ai fini dell'inchiesta, un'unica entità economica.
La TEC Indonesia riceve dalla TEC Singapore tutti i pezzi utilizzati per l'assemblaggio delle bilance elettroniche. La TEC Singapore acquista i prezzi dal Giappone (tra l'altro, dalla sua società madre «TEC Corporation»), da Singapore e da paesi terzi. La TEC Singapore monta inoltre schede a circuito stampato (printed circuit boards - PCB) che sono vendute, tra l'altro, alla TEC Indonesia.
Dopo essere state assemblate dalla TEC Indonesia, le bilance elettroniche sono vendute alla TEC Singapore che la rivende a sua volta alla TEC Giappone. Quest'ultima si occupa della gestione delle esportazioni (commercializzazione e fatturazione) dirette, tra l'altro, alla Comunità. Fisicamente, le bilance elettroniche giungono nella Comunità dall'Indonesia.
La società indonesiana citata nella denuncia (PT Kahar Duta Sarana) gestisce la distribuzione locale delle bilance elettroniche TEC in Indonesia. Le vendite di bilance elettroniche TEC alla PT Kahar Duta Sarana nel periodo dell'inchiesta sono state quantitativamente limitate ed è stato accertato che tali vendite erano destinate unicamente al mercato indonesiano.
La maggior parte delle bilance elettroniche TEC esportate nella Comunità nel periodo dell'inchiesta sono state vendute ai quattro importatori collegati elencati precedentemente al punto 6. Le bilance rimanenti sono state vendute a distributori comunitari indipendenti.
2. Condizioni previste dall'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base i) Inizio o sostanziale incremento delle operazioni (11) L'assemblaggio delle bilance elettroniche TEC da parte della TEC Indonesia è iniziato nel maggio 1994, vale a dire dopo l'apertura dell'inchiesta antidumping del 1991 [avviso di apertura pubblicato il 26 febbraio 19916], che ha determinato, nell'aprile 1993, l'imposizione delle misure originarie. Si è riscontrato che prima del maggio 1994 la TEC Indonesia non effettuava operazioni di assemblaggio delle bilance elettroniche TEC.
Le esportazioni nella Comunità di bilance elettroniche assemblate in Indonesia sono aumentate, passando da zero unità del maggio 1994 a 5 114 unità nel periodo dell'inchiesta. ii) Regola del 60 % sul valore complessivo dei pezzi del prodotto assemblato (12) Il valore dei pezzi è stato calcolato rispetto alle bilance elettroniche assemblate in Indonesia esportate nella Comunità nel periodo dell'inchiesta.
Tutti gli elementi, materiali o immateriali (tra cui il software), acquistati dalla TEC Indonesia per essere inseriti nelle bilance elettroniche, sono stati considerati pezzi. Tutti gli elementi fabbricati, assemblati o elaborati dalla TEC Indonesia o dalla TEC Singapore (poiché tali società sono considerate un'unica entità economica) per essere inseriti nelle bilance elettroniche sono stati considerati pezzi singoli, laddove fosse assolutamente impossibile invertire i processi di fabbricazione, assemblaggio o elaborazione senza causare una significativa diminuzione del valore degli elementi.
È risultato fattibile riportare tutti i sottosistemi, ad eccezione delle celle di carico, al livello di assemblaggio precedente, senza causare diminuzioni significative del loro valore. Del valore aggiunto apportato dall'assemblaggio di questi sottosistemi si è tenuto conto nel quadro del test del 25 % (vedi più avanti).
Le PCB assemblate dalla TEC Singapore e vendute alla TEC Indonesia per essere assemblate nelle bilance elettroniche esportate nella Comunità sono state riportate al livello di assemblaggio immediatamente precedente all'applicazione delle componenti elettroniche sulla scheda vergine. Di conseguenza, il valore dei pezzi acquistati dalla TEC Singapore per l'assemblaggio di queste schede è stato considerato, per il calcolo del test del 60/40 %, in base alle loro rispettive origini.
Il valore delle celle di carico (che è sembrato impossibile smontare senza causare gravi danni materiali alle componenti e la conseguente diminuzione del loro valore) è stato quindi calcolato sommando al costo dei pezzi introdotti il costo della manodopera diretta e i costi generali di produzione.
Si è riscontrato che il valore medio ponderato dei pezzi di origine giapponese inseriti nelle bilance elettroniche TEC assemblate dalla TEC Indonesia e vendute alla Comunità nel periodo dell'inchiesta ha superato la soglia del 60 %.
Tuttavia, si è riscontrato anche che, nell'aprile 1996 (verso la fine del periodo dell'inchiesta), la TEC Giappone ha trasferito in Indonesia la produzione di un pezzo importante per la fabbricazione dei due modelli di bilance elettroniche esportati nella Comunità. Tale trasferimento ha determinato una considerevole riduzione del valore dei pezzi di origine giapponese inseriti nelle bilance elettroniche prodotte dalla TEC Indonesia che, al termine del periodo dell'inchiesta, è risultato essere di gran lunga inferiore alla soglia del 60 %. A tale riguardo, andrebbe specificato che anche il valore dei pezzi di origine giapponese inseriti in ogni singolo modello era inferiore al 60 % al termine del periodo dell'inchiesta.
Sebbene le decisioni relative all'adozione di misure siano prese di norma in base alla situazione durante l'intero periodo dell'inchiesta, in questo caso la Commissione ha preso in considerazione la sensibile diminuzione della percentuale di pezzi giapponesi avvenuta al termine del periodo dell'inchiesta, il trasferimento in Indonesia della produzione di un pezzo importante per la fabbricazione delle bilance elettroniche e il fatto che la diminuzione della percentuale dei pezzi giapponesi utilizzati nell'assemblaggio delle bilance elettroniche da parte della TEC Indonesia dovrebbe continuare, in quanto deriva da una modifica del modello produttivo che conviene mantenere per motivi economici.
In queste particolari circostanze, la Commissione ritiene che le operazioni di assemblaggio della TEC in Indonesia non soddisfino i requisiti sul valore dei pezzi di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera b). iii) Regola del 25 %: valore aggiunto (19) Si è riscontrato che il valore aggiunto medio ponderato apportato ai pezzi utilizzati per l'assemblaggio delle bilance elettroniche TEC esportate nella Comunità dalla TEC Indonesia è di gran lunga inferiore alla soglia del 25 % stabilita dall'articolo 13, paragrafo 2, lettera b). Per inciso, la Commissione ha notato altresì che il valore totale dei pezzi di origine indonesiana, sommato al valore aggiunto dei pezzi impiegati nelle operazioni di assemblaggio, alle spese generali, amministrative e di vendita e agli introiti della TEC Indonesia, rappresentava solo una piccola parte del prezzo franco fabbrica (TEC Indonesia) delle bilance elettroniche.
D. CHIUSURA DELL'INCHIESTA (20) In considerazione di quanto precede, si ritiene opportuno chiudere la presente inchiesta senza estendere le attuali misure antidumping. Cesserà pertanto la registrazione delle importazioni di bilance elettroniche provenienti dall'Indonesia, introdotta in virtù del regolamento (CE) n. 1717/96, e il regolamento sarà abrogato.
Il comitato consultivo è stato sentito e non ha sollevato obiezioni.
Le parti interessate sono state informate degli elementi e delle considerazioni principali sulla base dei quali la Commissione intendeva chiudere l'inchiesta e hanno avuto la possibilità di esprimere osservazioni di cui si è tenuto debitamente conto,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Art. 1
È chiusa l'inchiesta sull'elusione dei dazi antidumping imposti dal regolamento (CEE) n. 993/93 sulle importazioni di alcune bilance elettroniche per il commercio al minuto originarie del Giappone per mezzo di importazioni degli stessi prodotti assemblati in Indonesia oppure trasbordati attraverso tale paese, avviata dal regolamento (CE) n. 1717/96.
Art. 2
Il regolamento (CE) n. 1717/96 è abrogato.
Art. 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, il 30 maggio 1997. Per la Commissione Leon BRITTAN Vicepresidente (5) In base al regolamento (CEE) n. 993/93, il Consiglio ha imposto, tra l'altro, un dazio individuale definitivo del 22,5 % sulle bilance elettroniche prodotte dalla «Tokyo Electric Co. Ltd» (Tokyo, Giappone). La «Tokyo Electric Co. Ltd» e la sua affiliata per le vendite interne «TEC Electronics Corporation» si sono fuse nell'ottobre 1994, dando vita alla società «TEC Corporation».