Regolamento (UE) n. 965/2012 della Commissione del 5 ottobre 2012 che stabilisce i requisiti tecnici e le procedure amministrative per quanto riguarda le operazioni di volo ai sensi del regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio
Testo vigente
ALLEGATO I
ALLEGATO I
Allegato I — Definizioni dei termini utilizzati negli allegati da II a IX
Ai fini del presente regolamento, si applicano le seguenti definizioni:
1) «distanza disponibile di accelerazione e arresto (ASDA)», la lunghezza di pista disponibile per la corsa di decollo più zona d’arresto, a condizione che tale zona d’arresto sia dichiarata disponibile dallo Stato dell’aeroporto e sia in grado di sopportare la massa del velivolo nelle condizioni operative prevalenti;
2) «metodi accettabili di rispondenza (AMC)», norme non vincolanti adottate dall’Agenzia per illustrare i metodi per stabilire la conformità al regolamento (CE) n. 216/2008 e corrispondenti norme attuative;
3) «lista di controlli per l’accettazione», un documento utilizzato per effettuare il controllo dello stato esteriore dei colli contenenti merci pericolose e il controllo dei relativi documenti al fine di verificare il rispetto di tutti i requisiti appropriati;
4) «aeroporto adeguato», aeroporto sul quale può operare un aeromobile tenuto conto dei requisiti prestazionali applicabili e delle caratteristiche della pista;
5) ai fini della classificazione dei passeggeri:
a) «adulto», una persona di età uguale o superiore a 12 anni;
b) «bambino/bambini», una persona di età uguale o superiore a 2 anni, ma inferiore a 12 anni;
c) «neonato», persona di età inferiore a 2 anni;
6) «minimi operativi di aeroporto», limiti di utilizzabilità di un aeroporto per:
a) decollo, espresso in termini di portata visiva di pista (RVR) e/o visibilità e, se necessario, ceiling;
b) atterraggio in operazioni di avvicinamento strumentale 2D, espresso in termini di visibilità e/o RVR, altitudine/altezza minima di discesa (MDA/H) e, se necessario, ceiling;
c) atterraggio in operazioni di avvicinamento strumentale 3D, espresso in termini di visibilità e/o RVR e altitudine/altezza di decisione (DA/H) a seconda del tipo e/o della categoria dell’operazione;
7) «volo con l’ausilio di un sistema di visione notturna (NVIS)», nel caso di operazioni NVIS, la porzione di un volo notturno condotto secondo le regole del volo a vista (VFR) con un membro dell’equipaggio che utilizza visori notturni (NVG);
8) «aeromobile», qualsiasi apparecchio in grado di sostenersi nell’atmosfera grazie a reazioni dell’aria diverse dalle reazioni dell’aria sulla superficie terrestre;
8 bis) «monitoraggio degli aerei», un processo a terra che mantiene e aggiorna, a intervalli predeterminati, un registro di posizione quadridimensionale del singolo aeromobile in volo;
8 ter) «sistema di monitoraggio degli aeromobili», un sistema che si avvale del monitoraggio degli aeromobili in volo per individuare comportamenti di volo anomali e allertare in merito;
8 quater) «aeroporto alternato», un aeroporto adeguato verso il quale un aeromobile può procedere quando diventa impossibile o sconsigliabile proseguire il volo verso o atterrare sull’aeroporto di atterraggio previsto, che dispone dei servizi e delle infrastrutture necessari, che può soddisfare i requisiti di prestazione dell’aeromobile e che è operativo all’orario previsto di utilizzo; il termine «aeroporto alternato» comprende:
a) «aeroporto alternato al decollo», un aeroporto alternato in cui un aeromobile potrebbe atterrare in caso ciò si rendesse necessario poco dopo il decollo e non fosse possibile usare l’aeroporto di partenza;
b) «aeroporto alternato in rotta (ERA)», un aeroporto alternato in cui un aeromobile potrebbe atterrare qualora lungo la rotta si rendesse necessaria una deviazione;
c) «aeroporto alternato in rotta per motivi di combustibile/energia (ERA combustibile/energia)», un aeroporto ERA richiesto durante la fase di pianificazione ai fini del calcolo del combustibile/dell’energia;
d) «aeroporto alternato di destinazione», un aeroporto alternato in cui un aeromobile potrebbe atterrare qualora diventasse impossibile o sconsigliabile atterrare nell’aeroporto di atterraggio previsto;
9) «metodi alternativi di rispondenza», i metodi che propongono un’alternativa ai metodi accettabili di rispondenza esistenti o quelli che propongono nuovi metodi per stabilire la conformità al regolamento (CE) n. 216/2008 e corrispondenti norme attuative per il quale non sono stati adottati dall’Agenzia metodi accettabili di rispondenza corrispondenti;
10) «procedura antighiaccio», nel caso di procedure a terra, una procedura che assicura protezione contro la formazione di brina o ghiaccio e l’accumulo di neve sulle superfici trattate dell’aeromobile per un periodo limitato di tempo (tempo di tenuta);
11)
11 bis)
12) «membro d’equipaggio di cabina», un membro d’equipaggio adeguatamente qualificato, diverso dall’equipaggio di condotta o dall’equipaggio tecnico, a cui vengono assegnati da un operatore dei compiti connessi alla sicurezza dei passeggeri e del volo durante le operazioni;
13)
14)
15)
16)
17) «categoria A relativamente agli elicotteri», un elicottero plurimotore progettato con caratteristiche di isolamento di motori e sistemi indicate nella specifica di certificazione applicabile e in grado di effettuare operazioni utilizzando dati di decollo e atterraggio stabiliti secondo un concetto di avarie critiche al motore che assicura una superficie designata e capacità prestazionali adeguate per la continuazione in sicurezza del volo o per l'interruzione in sicurezza del decollo nel caso di avaria al motore;
18) «categoria B relativamente agli elicotteri», un elicottero monomotore o plurimotore che non soddisfa gli standard di categoria A. Gli elicotteri di categoria B non hanno una capacità garantita di continuare il volo in sicurezza nel caso di avaria al motore e si presume che venga eseguito un atterraggio imprevisto;
18 bis) «ceiling», altezza al di sopra del suolo o dell’acqua della base dello strato più basso di nubi al di sotto di 6000 metri (20000 ft) che copre più della metà del cielo;
19) «specifiche di certificazione», standard tecnici adottati dall’Agenzia che indicano i mezzi per dimostrare la conformità al regolamento (CE) n. 216/2008 e le corrispondenti norme attuative e che possono essere utilizzati da un’organizzazione a fini di certificazione;
20) «circuitazione a vista (circling)», fase visiva di un’operazione di avvicinamento con circuitazione;
20 bis) «operazione di avvicinamento con circuitazione a vista (circling)», operazione di avvicinamento strumentale di tipo A per portare un aeromobile in posizione per l’atterraggio su una pista/area di avvicinamento finale e di decollo (FATO) collocata in modo tale da non consentire un avvicinamento diretto;
21) «area sgombra», un’area rettangolare, su terra o su acqua, sotto il controllo dell’autorità competente, scelta o preparata come area idonea al di sopra della quale un aeromobile può eseguire parte della sua salita iniziale fino a una altezza specificata;
22) «base delle nubi», l’altezza della base della più bassa copertura di nuvole osservata o prevista nella vicinanza di un aeroporto o di un sito operativo, o all’interno di una specifica area di operazioni, misurata normalmente al di sopra dell’elevazione aeroportuale o, in caso di operazioni fuori costa, sopra il livello medio del mare;
22 bis) «fonoregistratore in cabina di pilotaggio (CVR)», un registratore di volo a prova di impatto, che utilizza una combinazione di microfoni e altri input audio e digitali per rilevare e registrare l'ambiente sonoro della cabina di pilotaggio e le comunicazioni verso, da e tra i membri dell'equipaggio di condotta;
23) «accordo commerciale di condivisione di codice di volo (code share)», un accordo in base al quale un operatore attribuisce il suo codice a un volo operato da un altro operatore, e vende ed emette biglietti per quel volo;
23 bis) «competenza», una dimensione delle prestazioni umane utilizzata per prevedere in modo affidabile le prestazioni positive nello svolgimento di un lavoro e che si manifesta ed è osservata attraverso comportamenti che mobilitano le conoscenze, abilità e attitudini pertinenti all'esecuzione di attività o compiti in determinate condizioni;
23 ter) «addestramento basato sulle competenze», programmi di valutazione e addestramento caratterizzati da un orientamento alle prestazioni, dall'importanza attribuita agli standard di prestazione e alla loro misurazione e dallo sviluppo di un addestramento conforme agli standard di prestazione specificati;
23 quater) «quadro delle competenze», un insieme completo di competenze individuate che vengono sviluppate e sottoposte a un addestramento e una valutazione nell'ambito del programma di addestramento basato su evidenze fornito dall'operatore utilizzando scenari pertinenti alle operazioni, e che è sufficientemente ampio da preparare il pilota alle minacce e agli errori sia previsti che imprevisti;
24) «area congestionata», con riferimento a un’area metropolitana, a una cittadina o a un insediamento si definisce «Area congestionata» ogni area utilizzata in misura prevalente per uso residenziale, commerciale o ricreativo;
25) «pista contaminata», una pista in cui una parte significativa della superficie (in aree isolate o meno) compresa nella lunghezza e nella larghezza utilizzata è ricoperta da una o più delle sostanze elencate tra i descrittori dello stato della superficie della pista;
26) «combustibile/energia per le necessità contingenti» (contingency fuel/energy), la quantità di combustibile/energia necessaria per far fronte a circostanze impreviste che potrebbero influenzare il consumo di combustibile/energia fino all’aeroporto o al vertiporto di destinazione;
27) «avvicinamento finale in discesa continua (CDFA)», una tecnica, coerente con le procedure di avvicinamento stabilizzate, per eseguire il segmento di avvicinamento finale (FAS) di una procedura di avvicinamento non di precisione (NPA) con una discesa continua, senza livellamento, da un’altitudine/altezza pari o superiore all’altitudine/altezza del fix di avvicinamento finale:
a) per le operazioni di avvicinamento diretto, fino a un punto situato a circa 15 m (50 ft) al di sopra della soglia della pista di atterraggio oppure fino al punto in cui inizia la manovra di richiamata; o
b) per le operazioni di avvicinamento con circuitazione a vista (circling), fino al raggiungimento della MDA/H o dell’altitudine/altezza della manovra di volo a vista;
28) «visibilità meteorologica convertita (CMV, converted meteorological visibility)», un valore, equivalente a una RVR, derivato dalla visibilità meteorologica riferita;
29) «membro d’equipaggio», una persona assegnata da un operatore a svolgere dei compiti a bordo dell’aeromobile;
30) «fasi critiche del volo», nel caso dei degli autogiri, la corsa di decollo, la traiettoria di volo in decollo, l’avvicinamento finale, il mancato avvicinamento, l’atterraggio compresa la decelerazione in pista e qualsiasi altra fase del volo a discrezione del pilota in comando o del comandante;
31) «fasi critiche del volo»,
a) per gli elicotteri, il rullaggio, il volo stazionario, il decollo, l’avvicinamento finale, il mancato avvicinamento, l’atterraggio e qualsiasi altra fase del volo a discrezione del pilota in comando o del comandante;
b) per i VCA, il rullaggio a terra con passeggeri ai fini del volo o in seguito all’atterraggio, il rullaggio in aria, il volo stazionario, il decollo, l’avvicinamento finale, il mancato avvicinamento (riattaccata), l’atterraggio e qualsiasi altra fase del volo a discrezione del pilota in comando;
31 bis) «regime vigente in materia di combustibile/energia», il regime approvato in materia di combustibile/energia attualmente utilizzato dall’operatore;
32)
33) «merci pericolose (DG)», articoli o sostanze tali da rappresentare un rischio per la salute, la sicurezza, i beni materiali o l’ambiente e che sono riportate in un elenco di merci pericolose nelle istruzioni tecniche o che sono classificate secondo tali istruzioni;
34) «incidente relativo a merci pericolose», un evento associato e relativo al trasporto di merci pericolose che causa ferite fatali o gravi a una persona o danni materiali notevoli;
35) «inconveniente relativo a merci pericolose»,
a) un evento, diverso da un incidente relativo a merci pericolose, associato e relativo al trasporto di merci pericolose per via aerea, non verificatosi necessariamente a bordo di un aeromobile, che causa ferite a una persona, danni materiali, incendio, rottura, spillamento, fuoriuscita di fluidi o radiazioni o altri segni di degrado dell’integrità dell’imballaggio;
b) un evento relativo al trasporto di merci pericolose che mette in serio pericolo un aeromobile o i suoi occupanti;
35 bis) «altitudine di decisione (DA) o altezza di decisione (DH)», altitudine o altezza specifica in un’operazione di avvicinamento strumentale 3D alla quale deve essere iniziata una procedura di mancato avvicinamento se non è stato stabilito il riferimento visivo richiesto per proseguire l’avvicinamento;
36) «sghiacciamento», nel caso di procedure a terra, una procedura per mezzo della quale brina, ghiaccio, neve o fanghiglia vengono rimossi da un aeromobile per ottenere una superficie pulita;
37) «punto definito dopo il decollo (DPATO)», il punto, entro la fase di decollo e l’inizio salita, prima del quale la capacità dell’elicottero di continuare il volo in sicurezza, con il motore critico inoperativo, non è assicurata e un atterraggio forzato può essere necessario;
38) «punto definito sulla traiettoria di avvicinamento finale prima dell’atterraggio (DPBL)», un punto tra la fase di avvicinamento finale e quella di atterraggio dopo il quale, in caso di avaria al motore critico, non è assicurata la capacità dell’elicottero di proseguire il volo in sicurezza e potrebbe essere richiesto un atterraggio forzato;
39) «distanza DR», la distanza orizzontale percorsa dall’elicottero o dal VCA dalla fine della distanza disponibile per il decollo;
40) «noleggio senza equipaggio (dry lease Agreement)», un contratto tra imprese ai sensi del quale un aeromobile è operato sotto il certificato di operatore aereo (AOC) del locatario o, nel caso di operazioni commerciali diverse dal CAT, sotto la responsabilità del locatario;
41) «massa operativa a vuoto», la massa totale dell’aeromobile destinato a un tipo specifico d’impiego meno il combustibile consumabile e il carico pagante;
42) «pista asciutta», una pista la cui superficie è priva di umidità visibile e non contaminata nella zona che si intende utilizzare;
42 bis) «applicazione EFB», un'applicazione software installata su una piattaforma ospite EFB che fornisce una o più funzioni operative specifiche a sostegno delle operazioni di volo;
42 ter) «piattaforma ospite EFB», l'hardware nel quale risiedono le capacità di calcolo e sul quale è installato il software di base, compreso il sistema operativo e il software di input/output;
42 quater) «sistema EFB», l'hardware (comprese eventuali batterie, dispositivi di connessione, componenti di input/output) e il software (comprese le banche dati e i sistemi operativi) necessari a supportare l'applicazione o le applicazioni EFB previste;
42 quinquies) «modulo EBT», una combinazione di sessioni su un dispositivo qualificato di addestramento al volo simulato, che rientra nella valutazione e nell'addestramento periodici svolti nell'arco di tre anni;
43) «aeromobile ELA1», indica il seguente aeromobile leggero europeo con pilota:
a) un velivolo con una massa massima al decollo (MTOM) inferiore o pari a 1200 kg, non classificato come aeromobile a motore complesso;
b) un aliante o motoaliante con MTOM inferiore o pari a 1200 kg;
c) un pallone con una quantità di gas massima di progettazione o di volume d’aria calda non superiore a 3400 m3 per i palloni ad aria calda, 1050 m3 per i palloni a gas, 300 m3 per i palloni (a gas) frenati;
44) «aeromobile ELA2», indica il seguente aeromobile leggero europeo con conducente:
a) un velivolo con una massa massima al decollo (MTOM) inferiore o pari a 2000 kg, non classificato come aeromobile a motore complesso;
b) un aliante o motoaliante con MTOM inferiore o pari a 2000 kg;
c) un pallone;
d) un aeromobile molto leggero ad ala rotante con MTOM inferiore o pari a 600 kg di progettazione semplice, progettato per il trasporto al massimo di due occupanti, senza motori a turbina e/o a razzo; limitato a operazioni VFR diurno;
44 bis) «electronic flight bag (EFB)»: un sistema di informazione elettronico, composto di strumenti e applicazioni per l'equipaggio di condotta, che consente la registrazione, l'aggiornamento, la visualizzazione e l'elaborazione di funzioni EFB a sostegno delle operazioni o dei compiti di volo;
45) «area elevata di avvicinamento finale e di decollo (FATO elevata)», una FATO almeno 3 m sopra la superficie circostante;
45 bis) «uscita di emergenza»: punto di uscita dell'aeromobile installato sullo stesso per consentire la migliore evacuazione possibile della cabina e del compartimento dell'equipaggio di condotta in un periodo di tempo adeguato, che comprende una porta a livello del pavimento, finestre che consentano l'uscita o un'uscita di qualsiasi altro tipo, ad esempio una botola nel compartimento dell'equipaggio di condotta e un'uscita dal cono di coda;
46) «sistema di miglioramento della visione di volo (EFVS)», sistema elettronico che offre all’equipaggio di condotta una visualizzazione in tempo reale migliorata o derivata da sensori della topografia dell’ambiente esterno (le caratteristiche naturali o dovute all’intervento umano di un luogo o di una regione, in particolare in modo da mostrarne le relative posizioni ed elevazioni) mediante l’uso di sensori di immagini; un EFVS è integrato con un sistema di guida del volo ed è utilizzato in un display Head-Up o in un sistema di visualizzazione equivalente; se un EFVS è certificato conformemente ai requisiti di aeronavigabilità applicabili e un operatore è in possesso dell’approvazione specifica necessaria (se richiesta), esso può essere utilizzato per operazioni EFVS e può consentire operazioni con crediti operativi;
46 bis) «operazione EFVS», operazione nella quale le condizioni di visibilità richiedono l’uso di un EFVS invece della visione naturale al fine di effettuare un avvicinamento o un atterraggio, individuare i riferimenti visivi richiesti o effettuare una corsa di decelerazione (roll-out);
46 ter) «operazione EFVS 200», operazione con un credito operativo nella quale le condizioni di visibilità richiedono l’uso di un EFVS fino a 200 ft al di sopra della soglia della pista o della FATO. Da tale punto fino a terra è utilizzata la visione naturale. La RVR non deve essere inferiore 550 m;
47) «sistema di miglioramento della visione (EVS)», sistema elettronico che offre all’equipaggio di condotta un’immagine in tempo reale dell’effettiva topografia dell’ambiente esterno (le caratteristiche naturali o dovute all’intervento umano di un luogo o di una regione, in particolare in modo da mostrarne le relative posizioni ed elevazioni) mediante l’uso di sensori di immagini;
47 bis) «iscrizione», l'azione amministrativa eseguita dall'operatore in seguito alla quale un pilota partecipa al programma EBT dell'operatore;
47 ter) «pilota iscritto», un pilota che partecipa al programma di addestramento periodico EBT;
47 quater) «equivalenza degli avvicinamenti», tutti gli avvicinamenti che richiedono un impegno supplementare a un equipaggio esperto, indipendentemente dal fatto che tali avvicinamenti siano utilizzati o meno nei moduli EBT;
47 quinquies) «equivalenza dei malfunzionamenti», tutti i malfunzionamenti che richiedono un impegno significativo a un equipaggio esperto, indipendentemente dal fatto che tali malfunzionamenti siano utilizzati o meno nei moduli EBT;
47 sexies) «fase di valutazione», una delle fasi di un modulo EBT che consiste in uno scenario di volo orientato all'attività di linea, rappresentativo dell'ambiente dell'operatore e durante il quale sono presentati uno o più eventi allo scopo di valutare elementi essenziali del quadro di competenze definito;
47 septies) «addestramento basato su evidenze (EBT)», la valutazione e l'addestramento basati su dati operativi e caratterizzati dallo sviluppo e dalla valutazione delle capacità complessive di un pilota attraverso una serie di competenze (quadro delle competenze), anziché dalla misurazione delle prestazioni durante singoli eventi o manovre;
48) «area di avvicinamento finale e di decollo (FATO)», un’area definita per operazioni di elicotteri o VCA, sulla quale si completa la fase finale della manovra di avvicinamento per il volo stazionario o l’atterraggio, e dalla quale inizia la manovra di decollo; nel caso di elicotteri che operano con prestazioni di classe 1 e VCA che operano in categoria «Enhanced» (Migliorata) o equivalente, tale area include l’area disponibile per la manovra di mancato decollo;
48 bis) «membro dell'equipaggio di condotta», un membro dell'equipaggio, munito di apposito brevetto o licenza, al quale sono stati affidati compiti fondamentali per l'utilizzo di un aeromobile durante il periodo di servizio di volo;
48 ter) «segmento di avvicinamento finale (FAS)», segmento di una procedura di avvicinamento strumentale (IAP) in cui in cui si effettuano l’allineamento e la discesa per l’atterraggio;
49) «controllo dei dati relativi al volo (FDM)», utilizzo proattivo e non punitivo dei dati digitali di volo relativi alle operazioni di routine per migliorare la sicurezza dell’aviazione;
49 bis) «responsabile delle operazioni di volo» o «flight dispatcher», una persona designata dall'operatore per il controllo e la supervisione delle operazioni di volo, che è adeguatamente qualificata, che fornisce sostegno, informazioni e/o assistenza al pilota in comando al fine di garantire la condotta in sicurezza del volo;
49 ter) «registratore dei dati di volo (FDR)», un registratore di volo a prova di impatto, che utilizza una combinazione di fonti di dati per rilevare e registrare parametri che riflettono lo stato e le prestazioni dell'aeromobile;
49 quater) «registratore di volo», qualsiasi tipo di registratore installato a bordo dell'aeromobile per agevolare le inchieste di sicurezza su incidenti o inconvenienti;
49 quinquies) «tracciamento del volo», la registrazione in tempo reale dei messaggi di partenza e di arrivo da parte del personale operativo per garantire che un volo sia operativo e sia arrivato all’aeroporto di destinazione o a un aeroporto alternato;
49 sexies) «monitoraggio del volo», indica, oltre ai requisiti definiti per il tracciamento del volo,
a) il monitoraggio operativo dei voli da parte di personale addetto al controllo operativo adeguatamente qualificato dalla partenza e durante tutte le fasi del volo,
b) la comunicazione di tutte le informazioni disponibili e pertinenti in materia di sicurezza tra il personale addetto al controllo operativo a terra e l’equipaggio di condotta e
c) l’assistenza critica all’equipaggio di condotta in caso di emergenza o problema di sicurezza in volo, o su richiesta dell’equipaggio di condotta;
50) «dispositivo di addestramento al volo simulato (FSTD)», un dispositivo di addestramento che sia:
a) nel caso di velivoli, un simulatore integrale di volo (FFS), un dispositivo di addestramento al volo (FTD), un addestratore per le procedure di volo e di navigazione (FNPT) o un dispositivo di addestramento strumentale basico (BITD);
b) nel caso di elicotteri, un simulatore integrale di volo (FFS), un dispositivo di addestramento al volo (FTD) o un addestratore per le procedure di volo e di navigazione (FNPT);
50 bis) «tempo di volo»,
a) per i velivoli, il tempo totale dal momento in cui un velivolo inizia il rullaggio allo scopo di decollare al momento in cui il velivolo si arresta alla fine del volo;
b) per gli elicotteri, il tempo totale tra il momento in cui le pale del rotore dell’elicottero iniziano a ruotare ai fini del decollo e il momento in cui l’elicottero si arresta alla fine del volo, e le pale del rotore sono ferme;
c) per i VCA, il tempo totale dal momento in cui le unità di sollevamento/spinta sono accese allo scopo di decollare fino al momento in cui l’aeromobile si arresta alla fine del volo e le unità di sollevamento/spinta sono spente;
50 ter) «guardia di volo», in aggiunta a tutti gli elementi definiti per il «monitoraggio del volo», il monitoraggio attivo di un volo da parte di personale addetto al controllo operativo adeguatamente qualificato durante tutte le fasi del volo, volto a garantire che il volo segua la rotta prescritta senza deviazioni, diversioni o ritardi non pianificati;
51)
52) «sistema globale di navigazione satellitare per l’atterraggio (GLS)», un sistema di atterraggio che usa informazioni provenienti dal sistema globale di navigazione satellitare (GNSS/GBAS) integrate con sistemi terrestri al fine di fornire all’aeromobile informazioni di guida basate sulla propria posizione laterale e verticale ottenuta dal sistema globale di navigazione satellitare (GNSS). Il sistema usa il riferimento di altitudine geometrica per determinare l’angolo di discesa del sentiero di avvicinamento;
52 bis) «riattaccata», transizione da un’operazione di avvicinamento a una salita stabilizzata. Sono comprese le manovre effettuate in corrispondenza o al di sopra della MDA/H o della DA/H o al di sotto della DA/H (atterraggi interrotti);
53) «personale addetto ai servizi di emergenza a terra», tutto il personale addetto ai servizi di emergenza a terra, quali agenti di polizia, vigili del fuoco ecc., coinvolto nell’ambito del servizio medico di emergenza con elicotteri (HEMS) o del servizio medico di emergenza con VCA (VEMS), il cui compito è pertinente con le operazioni;
54) «fermo macchina», il divieto formale impartito a un aeromobile di decollare e l’adozione delle misure a tal fine necessarie;
55) «sistema di atterraggio con display Head-Up (HUDLS)», sistema di bordo completo che fornisce al pilota la guida in modalità Head-Up per consentirgli di controllare l’aeromobile o di monitorare il pilota automatico durante il decollo (se applicabile), l’avvicinamento e l’atterraggio (e la corsa di decelerazione (roll-out), se applicabile) o la riattaccata. Comprende tutti i sensori, i computer, gli alimentatori, le indicazioni e i comandi;
56)
57)
58) «membro di equipaggio dell’elicottero addetto alle operazioni con il verricello (HHO)», membro d’equipaggio tecnico che svolge un compito assegnato relativo all’utilizzo del verricello;
59) «piattaforma per elicotteri», una FATO (Final Approach and Take off area) situata su una struttura fuori costa galleggiante o fissa;
60) «membro d’equipaggio HEMS», membro d’equipaggio tecnico che è impiegato in voli di emergenza medica con elicottero (HEMS) con il compito di assistere le persone che, a bordo dell’elicottero, necessitano di assistenza medica e che coadiuva il pilota durante la missione;
61) «volo HEMS», un volo effettuato da un elicottero che opera con un’approvazione HEMS, in cui il trasporto immediato e rapido è essenziale e il cui scopo è uno dei seguenti:
a) fornire assistenza medica di emergenza mediante il trasporto di:
i) personale medico;
ii) forniture mediche (attrezzature, sangue, organi, medicinali);
iii) persone malate o ferite e altre persone direttamente coinvolte;
b) effettuare un’operazione in cui una persona si trova ad affrontare un rischio per la salute, imminente o previsto, posto dall’ambiente ed è soddisfatta una delle seguenti condizioni:
i) tale persona deve essere salvata o rifornita;
ii) persone, animali o attrezzature devono essere trasportati da e verso il sito operativo HEMS;
c)
61 bis) «operazione HEMS HEC», operazioni di volo e a terra finalizzate al trasporto di una o più persone come carico esterno umano (HEC) nell’ambito di un volo HEMS;
62) «base operativa HEMS», un aeroporto in cui i membri dell’equipaggio e l’elicottero HEMS possono essere in standby per operazioni HEMS;
63) «sito operativo HEMS», un sito selezionato dal comandante durante un volo HEMS per un’operazione HEMS HEC o per un atterraggio o un decollo;
64) «volo HHO», un volo effettuato con elicottero con approvazione HHO, il cui scopo è rendere possibile il trasferimento di persone e/o merci tramite l’uso del verricello;
65) «HHO fuori costa», volo condotto con un elicottero che opera sotto approvazione HHO, il cui scopo è rendere possibile il trasferimento di persone e/o di carico con il verricello da/verso una nave o una struttura in mare aperto o verso il mare stesso;
66) «passeggero HHO», persona che deve essere trasferita per mezzo di verricello;
67) «sito HHO», un’area specifica nella quale l’elicottero effettua un trasferimento con verricello;
68) «tempo di persistenza (HoT)», il periodo stimato durante il quale si presume che un fluido antighiaccio impedisca la formazione di brina o ghiaccio e l’accumulo di neve sulle superfici protette (trattate) di un velivolo;
69) «ambiente ostile»:
a) un'area in cui:
i) un atterraggio forzato non può essere compiuto in sicurezza per l'inadeguatezza della superficie; o
ii) gli occupanti dell’aerogiro o gli occupanti del VCA non possono essere adeguatamente protetti dagli elementi atmosferici; oppure
iii) i tempi di risposta e la capacità di ricerca e salvataggio non sono assicurati in modo congruo con l’esposizione prevista; o
iv) c’è un rischio inaccettabile di danni a persone o proprietà in superficie;
b) in ogni caso, le seguenti aree:
i) per operazioni su specchi d'acqua, l'area di mare aperto a Nord di 45N e a Sud di 45S, a meno che le zone siano designate quali non ostili dall'autorità responsabile dello Stato in cui vengono effettuate le operazioni; e
ii) le zone di un’area congestionata, prive di aree idonee per un atterraggio di emergenza in sicurezza;
69 bis) «interfaccia uomo-macchina (HMI)», in alcuni dispositivi, un componente in grado di gestire le interazioni uomo-macchina. L'interfaccia consiste di hardware e software attraverso i quali gli input dell'utente sono interpretati ed elaborati da macchine o sistemi che, a loro volta, forniscono all'utente i risultati richiesti;
69 ter) «istruzione dal posto di pilotaggio», una tecnica utilizzata nella fase di addestramento alle manovre o nella fase basata su scenari, con cui l'istruttore può:
(a) fornire semplici istruzioni a un pilota, o
(b) effettuare esercizi predeterminati, agendo dal posto di pilotaggio in qualità di pilota ai comandi (pilot flying - PF) o pilota non ai comandi (pilot monitoring - PM) per:
1) dimostrare tecniche, e/o
2) provocare l'intervento dell'altro pilota o spingerlo a interagire;
69 quater) «concordanza degli istruttori», la coerenza o la stabilità dei punteggi attribuiti dai diversi istruttori EBT, che consiste nell'assegnare uno o più punti al livello di omogeneità o di consenso che caratterizza le valutazioni formulate dagli istruttori (valutatori);
69 quinquies) «operazione di avvicinamento strumentale», avvicinamento e atterraggio usando gli strumenti per la guida di navigazione in base alla procedura di avvicinamento strumentale (IAP). Vi sono due metodi per eseguire le operazioni di avvicinamento strumentale:
a) l’operazione di avvicinamento strumentale bidimensionale (2D), per cui si utilizza solo la guida per la navigazione laterale; e
b) l’operazione di avvicinamento strumentale tridimensionale (3D), per cui si utilizza sia la guida per la navigazione laterale sia la guida per la navigazione verticale;
69 sexies) «procedura di avvicinamento strumentale (IAP)», serie di manovre predeterminate con riferimento agli strumenti di volo, con una specificata protezione dagli ostacoli, dal fix di avvicinamento iniziale o, dove applicabile, dall’inizio di una definita rotta di arrivo a un punto dal quale può essere completato l’atterraggio e a seguire, se l’atterraggio non viene completato, a una posizione in cui si applicano i criteri di separazione dagli ostacoli in rotta o per l’attesa. Le IAP sono classificate come segue:
a) procedura di avvicinamento non di precisione (NPA), IAP progettata per le operazioni di avvicinamento strumentale 2D di tipo A;
b) procedura di avvicinamento con guida verticale (APV), IAP che utilizza la navigazione basata su requisiti di prestazione (PBN), progettata per le operazioni di avvicinamento strumentale 3D di tipo A;
c) procedura di avvicinamento di precisione (PA), IAP che utilizza i sistemi di navigazione, progettata per le operazioni di avvicinamento strumentale 3D di tipo A o B;
70) «punto di decisione di atterraggio (LDP)»,
a) per gli elicotteri, il punto utilizzato per determinare le prestazioni di atterraggio dal quale, se viene individuata un’avaria motore, l’atterraggio può essere continuato in sicurezza o può essere iniziata una manovra di atterraggio interrotto;
b) per i VCA, il punto utilizzato per determinare le prestazioni di atterraggio dal quale, a seguito di un’avaria critica per le prestazioni (CFP), l’atterraggio può essere continuato in sicurezza o può essere iniziata una manovra di atterraggio interrotto;
70 bis) «distanza di atterraggio all'orario di arrivo (LDTA)», una distanza di atterraggio possibile in condizioni operative normali, sulla base dei dati relativi alle prestazioni di atterraggio e alle relative procedure determinati in base alle condizioni prevalenti al momento dell'atterraggio;
71) «distanza di atterraggio disponibile» (LDA),
a) per i velivoli (LDAA), la lunghezza di pista dichiarata disponibile dallo Stato dell’aeroporto e idonea per la corsa a terra del velivolo durante l’atterraggio;
b) per gli elicotteri (LDAH), la lunghezza della FATO più ogni altra area dichiarata disponibile dallo Stato dell’aeroporto e idonea affinché l’elicottero completi la manovra di atterraggio da un’altezza specificata; e
c) per i VCA (LDAV), la lunghezza della FATO più ogni altra area dichiarata disponibile e idonea affinché il VCA completi la manovra di atterraggio da un’altezza specificata;
71 bis) «distanza richiesta per l’atterraggio (LDR)»,
a) per gli elicotteri (LDRH), la distanza orizzontale richiesta per l’atterraggio e per raggiungere l’arresto completo da un punto posto 15 m (50 ft) al di sopra della superficie di atterraggio; e
b) per i VCA (LDRV), la distanza orizzontale richiesta per l’atterraggio e per raggiungere l’arresto completo da un punto posto 15 m (50 ft) al di sopra della superficie di atterraggio;
72) «velivolo terrestre», aeromobile ad ala fissa che è progettato per il decollo e l’atterraggio su terra e include gli anfibi quando sono utilizzati come velivoli terrestri;
72 bis) «scenario di volo orientato all'attività di linea», la valutazione e l'addestramento che comportano la simulazione realistica, integrale e in tempo reale di scenari rappresentativi delle operazioni di linea;
72 ter) «controllo in linea», controllo effettuato dall’operatore e completato dal pilota o dal membro d’equipaggio tecnico per dimostrare la competenza nello svolgere le normali operazioni di linea descritte nel manuale delle operazioni;
73) «operazioni locali con elicottero (LHO)», operazioni di trasporto aereo commerciale diurne, condotte a contatto visivo con il terreno in un’area geografica locale e definita, specificata nel manuale delle operazioni, con elicotteri aventi una massa massima certificata (MCTOM) superiore a 3175 Kg e una configurazione massima di passeggeri certificata (MOPSC) pari o inferiore a nove;
74) «operazioni in bassa visibilità (LVO)», operazioni di avvicinamento o decollo su una pista con una portata visiva di pista inferiore a 550 m o con un’altezza di decisione inferiore a 200 ft;
75) «decollo in bassa visibilità (LVTO)», decollo con una RVR inferiore a 550 m;
76)
76 bis) «volo di collaudo (maintenance check flight, “MCF”)», un volo di un aeromobile dotato di un certificato di aeronavigabilità o di un permesso di volo, effettuato per la risoluzione dei problemi o per controllare il funzionamento di uno o più sistemi, parti o pertinenze dopo la manutenzione, se il funzionamento dei sistemi, delle parti o delle pertinenze non può essere determinato durante i controlli a terra; tale volo si effettua in una qualsiasi delle seguenti situazioni:
a) come richiesto dal manuale di manutenzione dell'aeromobile (AMM) o altri da dati di manutenzione emessi dal titolare dell'approvazione di progetto responsabile dell'aeronavigabilità continua dell'aeromobile;
b) dopo aver effettuato interventi di manutenzione, come richiesto dall'operatore o proposto dall'organizzazione responsabile dell'aeronavigabilità continua dell'aeromobile;
c) come richiesto dall'organizzazione di manutenzione per verificare che l'intervento di correzione dei difetti sia andato a buon fine;
d) per fornire assistenza ai fini dell'isolamento degli errori o della risoluzione dei problemi;
76 ter) «fase di addestramento alle manovre», fase di un modulo EBT durante la quale, in funzione della generazione dell'aeromobile, gli equipaggi hanno il tempo di fare pratica e migliorare le loro prestazioni in esercitazioni basate prevalentemente su abilità psicomotorie eseguendo una traiettoria di volo prescritta o realizzando un evento prescritto fino al raggiungimento di un risultato predeterminato;
76 quater) «programma misto EBT», un programma di addestramento e controlli periodici dell'operatore, conformemente alla norma ORO.FC.230, di cui una parte è dedicata all'applicazione dell'EBT ma che non sostituisce i controlli di professionalità di cui all'allegato I (Parte FCL), appendice 9, del regolamento (UE) n. 1178/2011;
77) «configurazione operativa massima di sedili passeggeri (MPOSC)», la massima capacità di sedili passeggeri di un singolo aeromobile, con l’esclusione dei sedili dell’equipaggio, stabilita a fini operativi e specificata nel manuale delle operazioni. Prendendo come configurazione di riferimento la configurazione massima di sedili passeggeri stabilita durante il processo di certificazione condotto per il certificato di omologazione (TC), il certificato supplementare di omologazione (STC) o modifica al TC o STC come applicabile all’aeromobile individuale, la MOPSC può stabilire un numero di sedili uguale o inferiore, sulla base delle limitazioni operative;
78) «passeggero medico», personale medico a bordo dell’elicottero durante un volo HEMS o a bordo del VCA durante un volo VEMS, compresi, ma non solo, i medici, gli infermieri e i paramedici;
78 bis) «condizione di avaria minore», condizione di avaria che non compromette in modo significativo la sicurezza del volo e che richiede da parte dell'equipaggio di condotta l'attuazione di misure che non superano le sue capacità;
78 ter) «uso improprio di sostanze», uso di una o più sostanze psicoattive da parte dei membri dell'equipaggio di condotta e di cabina e di altro personale critico ai fini della sicurezza in modo tale da:
a) costituire un pericolo diretto per chi le usa o mettere in pericolo la vita, la salute o il benessere di terzi; e/o
b) provocare o peggiorare un problema o un disturbo di tipo professionale, sociale, mentale o fisico;
78 quater) «altitudine minima di discesa (MDA) o altezza minima di discesa (MDH)», altitudine o altezza specifica in un’operazione di avvicinamento strumentale 2D o in un’operazione di avvicinamento con circuitazione a vista (circling) al di sotto della quale la discesa non deve essere effettuata senza il riferimento visivo richiesto;
79) «notte», il periodo compreso fra la fine del crepuscolo serale civile e l’inizio del crepuscolo mattutino civile o altro periodo di tempo compreso tra il tramonto e l’alba, così come previsto dalla pertinente autorità, come definito dallo Stato membro;
80) «visori notturni (NVG)», dispositivo intensificatore di luce binoculare montato sul casco che migliora la capacità di mantenimento di riferimenti visuali sulla superficie durante la notte;
81) «sistema di visione notturna (NVIS)», l’integrazione di tutti gli elementi richiesti per operare con successo e sicurezza un elicottero con visori notturni. Il sistema include almeno: visori notturni (NVG), il sistema di visione notturna (NVIS), altri componenti dell’elicottero, addestramento e aeronavigabilità continua;
82) «ambiente non ostile», un ambiente nel quale:
a) può essere effettuato un atterraggio forzato in sicurezza;
b) gli occupanti dell’aerogiro o gli occupanti del VCA possono essere protetti dagli elementi atmosferici; e
c) i tempi di risposta e la capacità di ricerca e salvataggio sono assicurati in modo congruo con l’esposizione prevista.
In ogni caso, le parti di area congestionata dove sono presenti aree adeguate per poter effettuare un atterraggio forzato in sicurezza, possono essere considerate non ostili;
83)
84) «membro d’equipaggio NVIS», un membro d’equipaggio tecnico assegnato a un volo NVIS;
85) «volo con sistema di visione notturna (NVIS)», volo condotto in condizioni di volo notturno VMC, con l’uso da parte dell’equipaggio di volo di visori notturni (NVG), su elicottero che opera con un’approvazione NVIS;
85 bis) «altitudine di separazione dagli ostacoli (OCA) o altezza di separazione dagli ostacoli (OCH)», altitudine minima o altezza minima al di sopra dell’elevazione della pertinente soglia della pista o dell’elevazione aeroportuale, a seconda dei casi, utilizzata nel determinare la conformità agli opportuni criteri di separazione dagli ostacoli;
86) «operazione fuori costa», un'operazione con elicottero che richiede l'effettuazione di una parte sostanziale del volo su aree di mare aperto da o verso una località fuori costa;
86 bis) «località fuori costa», una installazione destinata a essere utilizzata per le operazioni con elicotteri su una struttura fuori costa fissa o galleggiante o un'imbarcazione;
86 ter) «area di mare aperto», l'area d'acqua al largo della costa;
87) «sito operativo», un sito, diverso da un aeroporto, scelto dall’operatore o dal pilota in comando o dal comandante per l’atterraggio, il decollo e/o le operazioni di carico esterno;
88) «operazione con prestazione di classe 1», un'operazione nella quale, nel caso di avaria al motore critico, l’elicottero è in grado di atterrare all’interno della distanza disponibile per il decollo, o continuare in sicurezza il volo fino a un’area idonea per l’atterraggio, a seconda del momento in cui avviene l’avaria;
89) «operazione con prestazione di classe 2», un'operazione nella quale, nel caso di avaria al motore critico, le prestazioni consentono all’elicottero di proseguire il volo in sicurezza, fatta eccezione quando l’avaria si verifica durante l’inizio delle manovre di decollo, o alla fine di quelle di atterraggio, casi nei quali può rendersi necessario un atterraggio di emergenza;
90) «operazione con prestazione di classe 3», un'operazione nella quale, nel caso di avaria al motore in qualunque fase del volo, può essere richiesto un atterraggio di emergenza per un elicottero plurimotore, o deve essere richiesto per un elicottero monomotore;
91) «controllo operativo», la responsabilità per iniziare, continuare, terminare o dirottare un volo nell’interesse della sicurezza;
91 bis) «credito operativo», credito per operazioni con un aeromobile avanzato che consente minimi operativi di aeroporto inferiori a quelli che sarebbero di norma stabiliti dall’operatore per un aeromobile di base, sulla scorta delle prestazioni di sistemi aeromobili avanzati che utilizzano l’infrastruttura esterna disponibile. I minimi operativi inferiori possono includere un’altitudine/altezza di decisione o un’altitudine/altezza minima di discesa inferiore, requisiti di visibilità ridotti o installazioni a terra ridotte o una combinazione di essi;
92) «controllo di professionalità dell’operatore», controllo effettuato dall’operatore e completato dal pilota o dal membro d’equipaggio tecnico per dimostrare la competenza nello svolgere le procedure normali, anormali e di emergenza;
93) «velivoli con prestazioni di classe A», velivoli plurimotore equipaggiati con motori a turboelica con una MOPSC superiore a nove o una massa massima al decollo superiore a 5700 kg, e tutti i velivoli plurimotore equipaggiati con turboreattori;
94) «velivoli con prestazioni di classe B», velivoli equipaggiati con motori a elica con una MOPSC di nove o meno e una massa massima al decollo di 5700 kg o meno;
95) «velivoli con prestazioni di classe C», velivoli equipaggiati con motori a pistoni con una MOPSC superiore a nove o una massa massima al decollo superiore a 5700 kg;
95 bis) «sistema di dispositivi per il trasporto di personale (PCDS)», un sistema comprendente uno o più dispositivi che è agganciato a un verricello o a un gancio di carico o è montato sulla cellula dell'aeromobile ad ala rotante durante le operazioni di carico esterno umano («HEC») o le operazioni con elicotteri con verricello («HHO»). I dispositivi sono dotati delle capacità e delle caratteristiche strutturali necessarie per il trasporto di occupanti all'esterno dell'elicottero, ad esempio una cintura di sicurezza con o senza rilascio rapido e una cinghia con un anello di connessione, una navicella o una gabbia rigida;
95 ter) «sistema semplice di dispositivi per il trasporto di personale (“PCDS” semplice)», un PCDS che soddisfa le seguenti condizioni:
a) deve essere conforme a una norma armonizzata a norma del regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio4 o della direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio5;
b) deve essere concepito per il trasporto di non più di una persona (ad esempio, l'operatore del verricello o del gancio di carico, lo specialista o il fotografo) all'interno della cabina o per il trasporto di non più di due persone all'esterno della cabina;
c) non deve essere una struttura rigida come una gabbia, una piattaforma o una navicella;
96) «pilota in comando (PIC)», il pilota designato come responsabile e incaricato della condotta sicura del volo; nel solo ambito delle operazioni di trasporto aereo commerciale effettuate con velivoli ed elicotteri, il «pilota in comando» è identificato con il termine di «comandante»;
96 bis) «EFB portatile», una piattaforma ospite EFB portatile, utilizzata nella cabina di pilotaggio, che non costituisce parte della configurazione dell'aeromobile certificato;
96 ter) «dispositivo elettronico portatile (PED)», qualsiasi tipo di dispositivo elettronico, tipicamente elettronica di consumo (ma non solo), portato a bordo dell'aeromobile da membri dell'equipaggio, passeggeri, o come parte del carico, che non costituisce parte della configurazione dell'aeromobile certificato. Corrispondono a questa definizione tutti i dispositivi che consumano energia elettrica. L'energia elettrica può essere fornita da sorgenti interne come batterie (caricabili o non ricaricabili) oppure il dispositivo può essere collegato a specifiche sorgenti di energia dell'aeromobile;
97) «sede principale dell’attività», sede principale o sede legale dell’organizzazione dove vengono svolte le principali funzioni finanziarie e il controllo operativo delle attività di cui al presente regolamento;
98) «assegnazione di priorità nelle ispezioni di rampa», l’assegnazione di una porzione adeguata del numero totale delle ispezioni di rampa condotte da, o per conto di, un’autorità competente su base annuale, come previsto nella parte ARO;
98 bis) «competente», persona che ha dimostrato di possedere le conoscenze, abilità e attitudini necessarie allo svolgimento di compiti definiti conformemente agli standard prescritti;
98 ter) «sostanze psicoattive», gli alcolici, gli oppiacei, i derivati della cannabis, i sedativi e gli ipnotici, la cocaina, altri psicostimolanti, allucinogeni e solventi volatili, ad eccezione della caffeina e del tabacco;
99) «sito di interesse pubblico (PIS)», sito utilizzato esclusivamente per operazioni di pubblico interesse;
100) «ispezione di rampa», l’ispezione di un aeromobile, delle qualifiche dell’equipaggio di volo e di cabina, e della documentazione di volo per la verifica di rispondenza ai requisiti applicabili;
101) «intervallo di rettifica», una limitazione della durata delle operazioni con equipaggiamento non operativo;
102) «distanza disponibile per la manovra di mancato decollo (RTODA)»,
a) per gli elicotteri (RTODAH), la lunghezza dell’area di avvicinamento finale e di decollo dichiarata disponibile e adatta per un elicottero che opera con prestazioni di classe 1 a completare la manovra di mancato decollo; oppure
b) per i VCA (RTODAV), la lunghezza dell’area di avvicinamento finale e di decollo dichiarata disponibile e adatta per un VCA a completare la manovra di mancato decollo conformemente alla categoria in cui tale aeromobile opera;
103) «distanza richiesta per la manovra di mancato decollo (RTODR)»,
a) per gli elicotteri (RTODRH), la distanza orizzontale necessaria dall’inizio del decollo fino al punto in cui l’elicottero giunge a completo arresto a seguito di avaria motore e interruzione di decollo al punto di decisione al decollo;
b) per i VCA (RTODRV), la distanza orizzontale necessaria dall’inizio del decollo fino al punto in cui il VCA giunge a completo arresto completando una manovra di mancato decollo a seguito dell’individuazione di una CFP al punto di decisione al decollo;
103 bis) «specifica relativa alle prestazioni di navigazione richieste (RNP)», specifica di navigazione per operazioni PBN che comprende un obbligo di monitoraggio e allarme a bordo delle prestazioni di navigazione;
103 ter) «regole dell'aria», le norme stabilite nel regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012 della Commissione6;
103 quater) «relazione sullo stato della pista (RCR)», una relazione completa e standardizzata sullo stato della superficie della pista e il suo effetto sulle prestazioni di atterraggio e decollo del velivolo, descritto mediante il codice RCC (Runway Condition Code, codice relativo allo stato della pista);
104) «portata visiva di pista (RVR)», la distanza massima alla quale il pilota di un aeromobile, posto sull’asse pista, può distinguere la segnaletica orizzontale o le luci di pista che ne delimitano i bordi o ne tracciano l’asse;
104 bis) «atterraggio in sicurezza», nel contesto delle linee guida o dei regimi in materia di combustibile/energia, un atterraggio in un aeroporto o sito operativo adeguato oppure in un vertiporto o un luogo di diversione adeguato con almeno la riserva finale di combustibile/energia e in conformità alle procedure operative e ai minimi operativi di aeroporto applicabili;
105) «atterraggio forzato in sicurezza», un atterraggio o ammaraggio inevitabile effettuato con la ragionevole aspettativa che non siano procurati danni alle persone a bordo dell’aeromobile o a terra;
105 bis) «personale critico ai fini della sicurezza», persone che potrebbero pregiudicare la sicurezza aeronautica qualora dovessero eseguire impropriamente i loro compiti e le loro funzioni, compresi i membri dell'equipaggio di condotta e di cabina, il personale di manutenzione degli aeromobili e i controllori del traffico aereo;
105 ter) «fase di addestramento basata su scenari», fase di un modulo EBT incentrata sullo sviluppo di competenze, durante la quale il pilota è addestrato a mitigare i rischi più critici individuati per quella generazione di aeromobili. Dovrebbe includere la gestione delle minacce e degli errori specifici di un operatore in un ambiente orientato all'attività di linea e in tempo reale;
106) «idrovolante», aeromobile ad ala fissa che è progettato per il decollo e l’atterraggio su acqua e include gli anfibi quando vengono utilizzati come idrovolanti;
107) «piste separate», piste dello stesso aeroporto che costituiscono superfici d’atterraggio separate. Tali piste possono sovrapporsi o incrociarsi in modo tale che il blocco di una delle piste non pregiudica le operazioni previste sull’altra pista. Ogni pista è dotata di una procedura di avvicinamento distinta basata su un radiofaro separato;
107 bis) «pista invernale appositamente preparata», una pista dalla superficie asciutta e congelata, costituita da neve o ghiaccio compattati e trattata con sabbia o ghiaia oppure trattata meccanicamente per migliorare l'attrito della pista;
108) «volo VFR speciale», un volo VFR autorizzato dal controllo del traffico aereo a operare in una zona controllata in condizioni meteorologiche inferiori a VMC;
109) «avvicinamento stabilizzato (SAp)», un avvicinamento effettuato in modo controllato e adeguato in termini di configurazione, energia e controllo della traiettoria di volo da un punto o un’altitudine/altezza predeterminati fino a un punto situato a 50 ft al di sopra della soglia oppure fino al punto in cui si inizia la manovra di richiamata, se quest’ultimo è più alto;
109 bis) «cabina di pilotaggio sterile»: il periodo di tempo in cui i membri dell'equipaggio non sono disturbati o distratti, tranne che per questioni essenziali al funzionamento sicuro dell'aeromobile o alla sicurezza degli occupanti;
110) «aeroporto alternato al decollo», un aeroporto alternato in cui può atterrare un aeromobile in caso si renda necessario poco dopo il decollo e non sia possibile utilizzare l’aeroporto di partenza;
111) «punto di decisione al decollo (TDP)»,
a) per gli elicotteri, il punto utilizzato nel determinare le prestazioni di decollo nel quale, nel caso in cui venga individuata un’avaria motore a questo punto, il decollo può essere continuato in sicurezza o può essere iniziata una manovra di mancato decollo;
b) per i VCA, il primo punto definito dalla combinazione di velocità e altezza da cui può essere effettuata una continuazione del decollo che soddisfi le prestazioni minime certificate (CMP) a seguito di una CFP, ed è l’ultimo punto del sentiero di decollo dal quale è garantita una manovra di mancato decollo;
112) «distanza disponibile per il decollo (TODA)», nel caso di velivoli, la lunghezza di pista disponibile per la corsa di decollo più la lunghezza dell’area libera dagli ostacoli disponibile posta sul prolungamento della pista;
113) «distanza disponibile per il decollo (TODA)»,
a) per gli elicotteri, la lunghezza dell’area di avvicinamento finale e di decollo più la lunghezza dell’area sgombra per l’elicottero (se conosciuta) dichiarata disponibile e idonea affinché l’elicottero completi il decollo;
b) per i VCA, la lunghezza dell’area di avvicinamento finale e di decollo più la lunghezza dell’area sgombra (se conosciuta) dichiarata disponibile e idonea affinché il VCA completi il decollo;
114) «distanza richiesta per il decollo (TODR)»,
a) per gli elicotteri (TODRH), la distanza richiesta dall’inizio del decollo al punto in cui vengono raggiunte la velocità di sicurezza al decollo (VTOSS), un’altezza selezionata e un gradiente di salita positivo, a seguito dell’avaria al motore critico individuata al TDP e con i rimanenti motori funzionanti entro i limiti operativi approvati;
b) per i VCA (TODRV), la distanza orizzontale richiesta dall’inizio del decollo al punto in cui si raggiungono la separazione sicura dagli ostacoli e un gradiente di salita positivo, a seguito di un’avaria critica per le prestazioni (CFP) individuata al TDP;
115) «sentiero di decollo»,
a) il sentiero verticale e orizzontale, con il motore critico non operativo, da un punto specificato nel decollo per i velivoli fino a 1500 ft sopra la superficie e per gli elicotteri fino a 1000 ft sopra la superficie;
b) per i VCA, il sentiero verticale e orizzontale con un’avaria critica per le prestazioni (CFP), che si estende dal punto di decollo a un punto in cui il VCA si trova a un’altezza superiore all’elevazione di decollo compatibile con il profilo in rotta e non superiore a 305 m (1000 ft);
116) «massa al decollo», la massa comprendente l’insieme delle cose e delle persone trasportate a bordo all’inizio del decollo per gli elicotteri o per i VCA e durante la corsa di decollo per i velivoli;
117) «lunghezza disponibile per la corsa di decollo (TORA)», la lunghezza della pista dichiarata disponibile dallo Stato dell’aeroporto e idonea per la corsa a terra di un velivolo in decollo;
117 bis) «specialista di mansione», una persona designata dall’operatore o da un terzo, o che opera come un’impresa, che svolge compiti a terra direttamente connessi con un’attività specializzata o esegue compiti specializzati a bordo o dall’aeromobile;
118) «membro d’equipaggio tecnico», membro d’equipaggio che è impiegato in voli commerciali di trasporto aereo di emergenza medica con elicottero (HEMS) o con VCA (VEMS), operazioni al verricello (HHO), oppure operazioni con sistemi di visione notturna (NVIS), diverso da membro dell’equipaggio di condotta o di cabina, assegnato dall’operatore a compiti di assistenza nell’aeromobile o a terra, allo scopo di assistere il pilota durante operazioni HEMS, VEMS, HHO, NVIS, che richiedono l’impiego a bordo di equipaggiamenti specifici;
119) «istruzioni tecniche (TI)», l’ultima edizione in vigore delle istruzioni tecniche per la sicurezza del trasporto aereo di merci pericolose, comprendente supplementi e addenda, approvata e pubblicata dall’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO);
120) «carico pagante», la massa totale di passeggeri, bagagli, carico ed equipaggiamenti specialistici trasportati a mano, compresa l'eventuale zavorra;
120 bis) «applicazione EFB di tipo A», un'applicazione EFB il cui malfunzionamento o uso improprio non ha effetto sulla sicurezza;
120 ter) «applicazione EFB di tipo B», un'applicazione EFB:
a) il cui malfunzionamento o uso improprio è classificato come condizione di avaria minore o ancora meno grave; e
b) che non sostituisce né duplica alcun sistema o alcuna funzionalità richiesti dalle norme di aeronavigabilità, dai requisiti dello spazio aereo o dalle regole operative;
120 quater) «addestramento finalizzato al raggiungimento della competenza», addestramento finalizzato al raggiungimento degli obiettivi prestazionali finali e che fornisce sufficienti garanzie circa il fatto che la persona addestrata è in grado di svolgere coerentemente compiti specifici in modo sicuro ed efficace;
120 quinquies) «operazione di avvicinamento strumentale di tipo A», operazione di avvicinamento strumentale con una MDH o una DH pari o superiore a 250 ft;
120 sexies) «operazione di avvicinamento strumentale di tipo B», operazione con una DH inferiore a 250 ft. Le operazioni di avvicinamento strumentale di tipo B sono categorizzate come:
a) categoria I (CAT I): con una DH non inferiore a 200 ft e una visibilità non inferiore a 800 m o una RVR non inferiore a 550 m;
b) categoria II (CAT II): con una DH inferiore a 200 ft, ma non inferiore a 100 ft, e una RVR non inferiore a 300 m;
c) categoria III (CAT III): con una DH inferiore a 100 ft o nessuna DH e una RVR inferiore a 300 m o senza limitazioni di RVR;
121) «volo VFR notturno senza l’ausilio dell’equipaggiamento NVG», nel caso di operazioni NVIS, quella parte di volo a vista notturno (VFR/N), durante il quale un membro d’equipaggio non usa i visori notturni (NVG);
122) «utente», ogni persona fisica o giuridica, avente o meno scopo di lucro, o ogni ente riconosciuto avente o meno personalità giuridica;
123) «V1», la velocità massima al decollo alla quale il pilota deve iniziare a frenare il velivolo entro la distanza disponibile di accelerazione e arresto. V1 è anche la velocità minima al decollo, a seguito dell’avaria al motore critico alla VEF, alla quale il pilota può continuare il decollo e raggiungere l’altezza richiesta sopra la superficie di decollo entro la distanza di decollo;
124) «VEF», velocità alla quale il motore critico si presume vada in avaria durante il decollo;
124 bis) «visibilità (VIS)», visibilità ai fini aeronautici, definita come il maggiore fra i seguenti valori:
a) la massima distanza alla quale un oggetto nero di adeguate dimensioni, posto in prossimità del suolo, può essere visto e riconosciuto contro uno sfondo luminoso; e
b) la massima distanza alla quale una luce di circa 1000 candele può essere vista e riconosciuta contro uno sfondo non illuminato;
125) «operazione di avvicinamento a vista», operazione di avvicinamento effettuata da un volo IFR quando la totalità o una parte di una IAP non viene completata e l’operazione di avvicinamento viene eseguita con riferimento visivo al terreno;
126) «aeroporto agibile dal punto di vista meteorologico», un aeroporto adeguato nel quale, per il tempo di utilizzo previsto, i riporti meteorologici, o le previsioni, o l’eventuale combinazione di entrambi, indicano che le condizioni meteorologiche saranno uguali o superiori ai minimi operativi di aeroporto richiesti e i rapporti sulle condizioni di superficie della pista indicano che è possibile un atterraggio in sicurezza;
127) «wet lease agreement (noleggio con equipaggio)»:
nel caso di operazioni CAT, un contratto tra vettori aerei ai sensi del quale l’impiego l’aeromobile è operato sotto il COA del locatore; oppure
nel caso di operazioni commerciali diverse da CAT, un contratto tra operatori ai sensi del quale l’aeromobile è operato sotto la responsabilità del locatore.
128) «pista bagnata», una pista la cui superficie è ricoperta da umidità visibile o da uno strato d'acqua il cui spessore può raggiungere 3 mm all'interno della zona che si intende utilizzare.
129) «aeromobile a motore complesso»:
a) un velivolo:
con una massa massima certificata al decollo superiore a 5700 kg, o
certificato per una configurazione massima di sedili passeggeri superiore a diciannove, o
certificato per operare con equipaggio minimo di almeno due piloti, o
dotato di uno o più motori a turbogetto o più di un motore a turboelica, o
b) un elicottero certificato:
i) per una massa massima al decollo superiore a 3175 kg, o
ii) per una configurazione massima di sedili passeggeri superiore a nove, o
iii) per operare con equipaggio minimo di almeno due piloti, o
c) un aeromobile a rotore basculante.
130) «movimento a terra», indica il movimento di un aeromobile nell’area di movimento di un aerodromo o di un vertiporto con l’aiuto di un equipaggiamento o di un accessorio esterno non alimentato dall’aeromobile;
131) «personale di terra», indica il personale, diverso dai membri dell’equipaggio di condotta o dai membri d’equipaggio tecnico, a cui sono assegnati compiti relativi al movimento a terra del VCA o a qualsiasi altra assistenza a terra per l’aeromobile e che è stato addestrato alle pertinenti procedure operative e di sicurezza;
132) «categoria “Enhanced” (Migliorata)», categoria per la certificazione e le operazioni dei VCA in base alla quale l’aeromobile soddisfa i requisiti per la continuazione in sicurezza del volo o dell’atterraggio dopo un’avaria critica per le prestazioni (CFP);
133) «prestazioni minime certificate (CMP)», in relazione ai VCA, l’insieme dei dati di prestazione ottenuti considerando l’effetto di singole avarie e combinazioni di avarie classificate non estremamente improbabili sui parametri di prestazione nominali;
134) «continuazione in sicurezza del volo e dell’atterraggio (CSFL)», in relazione a un VCA impiegato nella categoria «Enhanced», significa che l’aeromobile è in grado di continuare il volo controllato e l’atterraggio in un vertiporto, eventualmente utilizzando procedure di emergenza, senza richiedere abilità o forza di pilotaggio eccezionali;
135) «avaria critica per le prestazioni (CFP)», in relazione ai VCA, un’avaria o una combinazione di avarie che comporta il massimo degrado per una determinata fase di volo e per un parametro di prestazione; la serie di avarie critiche per le prestazioni è utilizzata per stabilire le prestazioni minime certificate (CMP);
136) «operazione limitata sull’acqua», un’operazione di mobilità aerea innovativa (IAM) con un VCA condotta sull’acqua per un tempo di volo limitato;
137) «membro d’equipaggio tecnico VEMS», membro d’equipaggio tecnico (TCM) che è impiegato in un volo VEMS con il compito di coadiuvare il pilota durante le operazioni di volo e di assistere le persone che necessitano di assistenza medica;
138) «base operativa VEMS», vertiporto in cui il VCA, il suo equipaggio di condotta e i membri d’equipaggio VEMS restano in standby per le operazioni VEMS;
139) «sito operativo VEMS», sito operativo selezionato dal pilota in comando durante le operazioni VEMS per l’atterraggio e il decollo;
140) «vertiporto», area di terra, specchio d’acqua o struttura utilizzata/o o destinata/o a essere utilizzata/o per l’atterraggio e il decollo di VCA e per il movimento di VCA;
141) «vertiporto adeguato», un vertiporto in cui si può impiegare il VCA, tenendo conto delle dimensioni, del peso, dei sentieri di avvicinamento e di partenza dell’aeromobile, che è provvisto dei servizi e delle strutture necessari per le operazioni previste ed è disponibile all’orario previsto di utilizzo;
142) «velocità di sicurezza al decollo VTOL (VTOSS)», la velocità minima alla quale deve essere effettuata la salita con una CFP individuata al TDP in caso di VCA operato in categoria «Enhanced»;
143) «aeromobile con equipaggio con capacità di decollo e atterraggio verticale», un VCA pilotato da almeno un pilota a bordo.