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Sez. 1, Sentenza n. 10788 del 04/11/1997 (Rv. 509452 - 01)

FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'ATTIVO - VENDITA DI IMMOBILI - MODALITÀ | Sospensione della vendita - Potere del giudice delegato - Fattispecie.
Stato
decisa il 1997-11-04
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/509452-01

FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'ATTIVO - VENDITA DI IMMOBILI - MODALITÀ

In tema di liquidazione dell'attivo fallimentare e di sospensione della vendita a norma dell'art. 108 legge fall., pur se il giudice delegato non può determinare il "giusto prezzo", quale termine di paragone per la formulazione del giudizio di "notevole" inferiorità del prezzo di aggiudicazione rispetto a quello di mercato in base al mero fatto della maggiore entità offerta da un terzo, può tuttavia ritenere il dato della maggiore offerta come elemento idoneo, in relazione ad una valutazione su ogni altra circostanza, per desumere che il prezzo di aggiudicazione sia notevolmente inferiore a quello giusto (nel caso di specie era stato valutato l'elemento nuovo della maggiore offerta (sia pure condizionata) nel quadro degli altri elementi già acquisiti, in ordine alla determinazione del valore di mercato dell'azienda oggetto di vendita, e della sperimentata constatazione della inadeguatezza per difetto de valore di stima, in quanto riferito alla valutazione delle componenti aziendali frazionate e non all'azienda funzionante).

Riferimenti normativi: Legge Falliment. art. 108, Legge 16/03/1942 num. 267 art. 108

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)