Sez. 6, Sentenza n. 29260 del 17/05/2018 Ud. (dep. 26/06/2018) Rv. 273444 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - MOMENTO CONSUMATIVO DEL REATO | Violenza o minaccia non seguita dalla realizzazione del risultato perseguito - Tentativo - Configurabilità - Sussistenza - Ragioni - Fattispecie.
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - MOMENTO CONSUMATIVO DEL REATO
È configurabile il reato di tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni allorchè la violenza o la minaccia non sia seguita dalla realizzazione del risultato, trattandosi di un reato di evento la cui consumazione avviene solo con il raggiungimento dello scopo perseguito dall'agente (Fattispecie in cui la Corte ha riqualificato come tentativo, ai sensi degli artt. 56 e 393 cod. pen., la condotta dell'imputata che, successivamente al proprio licenziamento, aveva inviato una lettera al datore di lavoro in cui prospettava la rivelazione di segreti familiari qualora non fossero stati soddisfatti crediti maturati nel corso del rapporto lavorativo in relazione ai quali aveva poi intentato un'azione davanti al giudice del lavoro).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 392, Cod. Pen. art. 393
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)