Sez. 1, Sentenza n. 10233 del 18/12/1987 Ud. (dep. 19/10/1988) Rv. 179469 - 01
REATO - REATO CONTINUATO - REATO GIUDICATO ED ALTRO REATO - REATO GIUDICATO MENO GRAVE - APPLICABILITÀ DELLA CONTINUAZIONE - AMMISSIBILITÀ - CONDIZIONE ESSENZIALE DELL'UNICITÀ DEL DISEGNO CRIMINOSO - NOZIONE.*
REATO - REATO CONTINUATO - REATO GIUDICATO ED ALTRO REATO - REATO GIUDICATO MENO GRAVE - APPLICABILITÀ DELLA CONTINUAZIONE - AMMISSIBILITÀ - CONDIZIONE ESSENZIALE DELL'UNICITÀ DEL DISEGNO CRIMINOSO - NOZIONE.*
È possibile riconoscere il vincolo della continuazione fra reati giudicati in separati procedimenti, anche se per uno di essi siasi formato il giudicato e pur se questo concerne reati meno gravi. Condizione essenziale, però, è la unicità del disegno criminoso posto a monte delle diverse risoluzioni criminose, nel senso che - quanto meno nelle più vaste linee essenziali - i vari crimini siano stati previsti e ricompresi nel programma delinquenziale sia da prima che ne venisse iniziata la realizzazione così ponendosi una netta linea di demarcazione con l'abitualità o la professionalità del delitto oppure anche con un sistema di vita solitamente dedito ad esso ma nel quale, per la estemporaneità o la successione delle risoluzioni criminali di volta in volta assunte, manchi quella unicità dell'originario disegno criminoso. (V mass n 167871; (V mass n 167961; (Conf mass n 169701).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)