Sez. 4, Sentenza n. 4098 del 17/01/1989 Ud. (dep. 20/03/1989) Rv. 180846 - 01
REATO - DELITTO TENTATO (TENTATIVO) - APPLICABILITÀ DI CIRCOSTANZE - RIFERIBILITÀ DELL'ART. 56 COD. PEN. ANCHE AL REATO CIRCOSTANZIATO.*
REATO - DELITTO TENTATO (TENTATIVO) - APPLICABILITÀ DI CIRCOSTANZE - RIFERIBILITÀ DELL'ART. 56 COD. PEN. ANCHE AL REATO CIRCOSTANZIATO.*
La norma dell'art. 56 cod. pen. non fa esclusivo riferimento alla figura tipica del reato, ma anche a quella del reato circostanziato, per cui l'estensione al tentativo delle circostanze previste per il corrispondente reato consumato comporta un problema di semplice compatibilità logico-giuridica che non tocca il principio della legalità. Infatti, ai fini della configurazione del tentativo di delitto aggravato, oltre al criterio della idoneità e della univocità degli Atti e dei mezzi che possono indicare un proposito criminoso riferibile a un delitto aggravato, acquistano Rilevanza e sono compatibili - e, dunque, estensibili al tentativo - tutte le circostanze, aggravanti o attenuanti, che attengono ai fini dell'Azione criminosa. (Conf mass n 120866; (Conf mass n 120865).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 1 CORTE COST., Cod. Pen. art. 56 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)