Sez. U, Sentenza n. 1030 del 10/02/1996 (Rv. 495793 - 01)
CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, AGRICOLTURA E ARTIGIANATO - ATTRIBUZIONI - PROPRIE - CERTIFICAZIONE | Certificazione inesatta imputabile a comportamento colposo - Illecito civile comportante risarcimento del danno - Configurabilità - Accertamento relativo - Spettanza al giudice ordinario.
CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, AGRICOLTURA E ARTIGIANATO - ATTRIBUZIONI - PROPRIE - CERTIFICAZIONE
L'attività della P.A. deve svolgersi nei limiti posti non solo dalla legge, ma anche dalla norma primaria del neminem laedere; con la conseguenza che è consentito al giudice ordinario accertare se, da parte della stessa P.A., vi sia stato un comportamento colposo tale che, in violazione di detta norma primaria, abbia determinato la lesione di un diritto soggettivo, in quanto, dati i principi di legalità, imparzialità e buona amministrazionè, la P.A. medesima è tenuta a subire le conseguenze stabilite dall'art. 2043 cod. civ., atteso che tali principi si pongono come limiti esterni alla sua attività discrezionale. Pertanto, le Camere di commercio, nel rilasciare certificazioni inesatte a causa di negligente o errato accertamento circa l'origine di merci (art. 13 d.P.R. n. 620 del 1955), possono incorrere in un comportamento colposo che si risolve in un illecito civile, spettando, quindi, al giudice ordinario l'accertamento in concreto della sussistenza delle posizioni di diritto soggettivo lese e meritevoli di risarcimento del danno.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 2 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 4 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 5 CORTE COST., DPR 28/06/1955 num. 620 art. 13
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)