Sez. U, Sentenza n. 578 del 14/03/1961 (Rv. 240647 - 01)
GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - DETERMINAZIONE E CRITERI - IN GENERE - NEGAZIONE O CATTIVO USO DEL POTERE AMMINISTRATIVO - FATTISPECIE.*
GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - DETERMINAZIONE E CRITERI - IN GENERE - NEGAZIONE O CATTIVO USO DEL POTERE AMMINISTRATIVO - FATTISPECIE.*
Il criterio distintivo della Competenza giudiziaria e amministrativa, costituito dalla contrapposizione tra esistenza del potere e suo Esercizio, implica che si accerti la disciplina del singolo potere, previsto dalla particolare fattispecie legale, in relazione alla tutela del diritto soggettivo o dell'interesse legittimo, che si stabilisca, cioe, con riferimento alle norme di legge da applicare, se la questione concerne l'esistenza di un presupposto che possa qualificarsi di astratta attribuzione del potere, in quanto la sua Mancanza escluda la riferibilita dell'atto al potere medesimo (e, quindi importi il Sindacato del giudice ordinario) ovvero un presupposto che, pur non essendo di astratta attribuzione del potere, abbia la funzione di tutela del diritto soggettivo, o invece l'osservanza di un limite previsto per la tutela di un interesse pubblico, come le prescrizioni di carattere formale. Ove la legge conferisca all'autorita amministrativa il potere d'incidere sui diritti soggettivi per la tutela di un interesse pubblico, il diritto soggettivo del singolo si attenua nella sua esistenza e si trasforma soltanto relativamente, ossia soltanto di fronte alla pa, in un'interesse pubblico e, come tale, non puo ricevere protezione se non dalla giurisdizione amministrativa. Pertanto, ove il cittadino neghi il potere discrezionale dell'autorita amministrativa e la negazione, presenti, in concreto, sostanziale aderenza nella legge, la Competenza a conoscere della controversia spetta al giudice ordinario, occorrendo accertare appunto se il diritto soggettivo sia tale anche di fronte alla pa. Se invece (come nella specie) non si contesti che il sindaco abbia il potere di emanare provvedimenti contingibili ed urgenti per motivi di sicurezza pubblica, di igiene o di sanita pubblica, ma la controversia abbia per oggetto l'Esercizio, che si pretende scorretto, del potere discrezionale sotto l'aspetto della Competenza, della Forma (ordinanza verbale del sindaco, seguita solo a distanza da un atto formale e del contenuto e specie in relazione all'eccesso di potere in tutte le sue manifestazioni, va negata la giurisdizione del giudice ordinario ed affermata quella del giudice amministrativo.*
Riferimenti normativi: Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)