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Sez. 4, Sentenza n. 1293 del 29/11/2004 Ud. (dep. 19/01/2005) Rv. 230863 - 01

GIUDICE DI PACE - GIUDIZIO - SENTENZA - CONDANNA ALLA PENA DELLA PERMANENZA DOMICILIARE | Imputato contumace - Applicazione della pena del lavoro di pubblica utilità - Richiesta presentata dal difensore - Necessità della procura speciale.
Stato
decisa il 2004-11-29
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/230863-01

GIUDICE DI PACE - GIUDIZIO - SENTENZA - CONDANNA ALLA PENA DELLA PERMANENZA DOMICILIARE

Nel procedimento davanti al giudice di pace, la richiesta di applicazione della pena del lavoro di pubblica utilità può essere presentata, dopo la pronuncia della sentenza di condanna alla pena della permanenza domiciliare, anche dal difensore, purché munito di procura speciale, necessaria anche nel caso in cui rappresenti l'imputato contumace. (In motivazione la Corte ha affermato che l'unico soggetto titolare della facoltà di richiedere l'applicazione della pena del lavoro di pubblica utilità è l'imputato, che per tale atto personalissimo non può essere rappresentato dal difensore, a meno che questi non sia munito di procura speciale, in quanto deve comunque risultare la consapevole accettazione della particolare modalità di emenda e delle conseguenze derivanti dalla violazione degli obblighi collegati alla esecuzione di tale sanzione).

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 28/08/2000 num. 274 art. 33, Decreto Legisl. 28/08/2000 num. 274 art. 54 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 420 quater com. 2

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)