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Sez. 1, Sentenza n. 830 del 28/01/1998 (Rv. 511996 - 01)

IGIENE E SANITÀ PUBBLICA - IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLE BEVANDE - ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE - UOVA, POLLAME, CACCIAGIONE, CARNI, PESCI E PRODOTTI DELLA PESCA | Macellazione di carni - Dichiarazione dell'allevatore del bestiame ex art. 14 D.Lgs. n. 118 del 1992 - Errore addotto dal titolare del macello circa la mancata somministrazione agli animali di sostanze vietate agli animali macellati - Natura dell'errore - Accertamento - Criteri.
Stato
decisa il 1998-01-28
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/511996-01

IGIENE E SANITÀ PUBBLICA - IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLE BEVANDE - ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE - UOVA, POLLAME, CACCIAGIONE, CARNI, PESCI E PRODOTTI DELLA PESCA

La previsione dell'art. 14 del D.Lgs. n. 118 del 1992 (secondo cui gli animali, per essere introdotti nei macelli, devono essere scortati da una dichiarazione del titolare dell'allevamento di origine contenente, tra l'altro, la dichiarazione che essi non sono stati trattati o alimentati con sostanze di cui è vietato l'impiego) comporta che, in presenza della menzionata dichiarazione, l'errore addotto, sulla base di detta dichiarazione, da chi abbia proceduto alla macellazione di animali ai quali siano state invece somministrate sostanze vietate, non può essere ritenuto colpevole per il solo fatto di non avere egli compiuto preventive analisi di laboratorio (non prescritte a suo carico dalla legge), ma, piuttosto, da altri elementi i quali dimostrino, pur in mancanza di tale obbligo ed in presenza della suddetta dichiarazione, un comportamento imprudente o negligente, o che provi la mancanza della perizia necessaria all'esercizio dell'attività di macellazione, in relazione ad elementi che possano far sospettare la somministrazione all'animale di sostanze vietate.

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 27/01/1992 num. 118 art. 4, Decreto Legisl. 27/01/1992 num. 118 art. 3 CORTE COST., Decreto Legisl. 27/01/1992 num. 118 art. 14, Legge 24/11/1981 num. 689 art. 3

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)