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Sez. 2, Sentenza n. 5641 del 18/05/1993 (Rv. 482413 - 01)

Successioni "mortis causa" - Disposizioni generali - Accettazione dell'eredità - Con beneficio di inventario - Effetti - In genere | Debiti ereditari - Responsabilità "intra vires" dell'erede beneficiario - Accertamento - Interesse dell'erede nel giudizio di cognizione del credito ereditario - Sussistenza - Misure cautelari sui beni personali dell'erede - Preclusione.
Stato
decisa il 1993-05-18
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/482413-01

Successioni "mortis causa" - Disposizioni generali - Accettazione dell'eredità - Con beneficio di inventario - Effetti - In genere

La responsabilità "intra vires" dell'erede beneficiario per i debiti ereditari costituisce una qualità del relativo rapporto che assume rilievo già in fase antecedente l'esecuzione forzata, precludendo ogni misura anche cautelare sui beni personali dell'erede, onde l'interesse di quest'ultimo al relativo accertamento già nel giudizio di cognizione del credito ereditario (nella specie, la Suprema Corte ha confermato la decisione di merito che aveva riconosciuto l'interesse del coerede ad opporsi al decreto ingiuntivo emesso per il pagamento di un debito ereditario senza alcun riferimento né alle quote ereditarie, né alla qualità di erede beneficiario, sì da esporre i coeredi alla responsabilità solidale "ultra vires" per l'intero debito).

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 490, Cod. Civ. art. 752, Cod. Civ. art. 754, Cod. Proc. Civ. art. 100 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 645 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)