Sez. 3, Sentenza n. 4595 del 22/05/1990 (Rv. 467305 - 01)
OBBLIGAZIONI IN GENERE - ADEMPIMENTO - PAGAMENTO - A CREDITORE APPARENTE - PAGAMENTO A RAPPRESENTANTE APPARENTE - LIBERAZIONE DEL DEBITORE DI BUONA FEDE - REQUISITI DELL'APPARENZA - FATTISPECIE.*
OBBLIGAZIONI IN GENERE - ADEMPIMENTO - PAGAMENTO - A CREDITORE APPARENTE - PAGAMENTO A RAPPRESENTANTE APPARENTE - LIBERAZIONE DEL DEBITORE DI BUONA FEDE - REQUISITI DELL'APPARENZA - FATTISPECIE.*
Il pagamento fatto al rappresentante apparente, al pari di quello fatto al creditore apparente, libera il debitore di buona fede, ai sensi dell'art. 1189 cod. civ., sempreché il debitore che invoca il principio dell'apparenza giuridica fornisca la prova non solo di avere confidato senza sua colpa nella situazione apparente, ma, altresì, che il proprio erroneo convincimento sia stato determinato da un comportamento colposo del creditore che abbia fatto sorgere nel "solvens" in buona fede una ragionevole presunzione sulla rispondenza alla realtà dei poteri rappresentativi dell'accipiens. (nell'affermare il suddetto principio la S.C. ha respinto il ricorso contro la sentenza di merito che aveva escluso l'applicabilità del principio della apparenza avendo rilevato che al momento del pagamento, eseguito a mani del rappresentante del creditore, il debitore era a conoscenza dell'avvenuto decesso del creditore esecutante e quindi della perdita dei poteri rappresentativi dell'accipiens). (V 4326/87, mass n 453074; (V 3808/80, mass n 407651).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1189
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)