Sez. 6, Sentenza n. 413 del 29/11/1988 Ud. (dep. 17/01/1989) Rv. 180174 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - OLTRAGGIO - A PUBBLICO UFFICIALE O IMPIEGATO - ESTREMI - LOCUZIONE RICORRENTE NEL LINGUAGGIO COMUNE - IRRILEVANZA - FATTISPECIE: RITENUTA SUSSISTENZA DEL REATO.*
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - OLTRAGGIO - A PUBBLICO UFFICIALE O IMPIEGATO - ESTREMI - LOCUZIONE RICORRENTE NEL LINGUAGGIO COMUNE - IRRILEVANZA - FATTISPECIE: RITENUTA SUSSISTENZA DEL REATO.*
Sussiste il delitto di oltraggio a pubblico ufficiale, punibile ai sensi dell'art. 341 cod. pen., quando la frase, la parola, l'espressione adoperata siano tali - per il loro contenuto e per le circostanze nelle quali vennero pronunziate - da costituire offesa al prestigio del pubblico ufficiale, il quale, trovandosi nello Esercizio delle sue funzioni, rappresenta e interpreta le esigenze della pubblica amministrazione. Nè rileva che una data locuzione ricorra ormai frequentemente nel linguaggio comune: quando essa si trova inserita in un contesto che esprime, senza possibilità di equivoci, disprezzo e disistima per le funzioni del pubblico ufficiale, in quanto tale, perde il significato anodino e quasi senza importanza acquisito nell'uso comune ed esprime tutta la valenza offensiva che le è propria. (nella specie, relativa a ritenuta sussistenza del reato, erano state rivolte ai pubblici ufficiali le frasi: "che me ne frega; tanto io ho i miliardi, e poi le vostre multe me le metto nelle balle" e "siete dei buffoni e dei pellegrini"). (Conf mass n 172840; (Conf mass n 169052; (Conf mass n 155307).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 341 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)