Sez. 6, Sentenza n. 4308 del 12/12/1985 Ud. (dep. 27/05/1986) Rv. 172840 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - OLTRAGGIO - A PUBBLICO UFFICIALE O IMPIEGATO - LOCUZIONE ENTRATA A FAR PARTE DEL LINGUAGGIO COMUNE - UTILIZZAZIONE IN UN CONTESTO OLTRAGGIOSO - CONFIGURABILITÀ DEL REATO.*
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - OLTRAGGIO - A PUBBLICO UFFICIALE O IMPIEGATO - LOCUZIONE ENTRATA A FAR PARTE DEL LINGUAGGIO COMUNE - UTILIZZAZIONE IN UN CONTESTO OLTRAGGIOSO - CONFIGURABILITÀ DEL REATO.*
In tema di oltraggio, una data locuzione, ancorché ricorra frequentemente nel linguaggio comune, vale a sostanziare il reato di cui all'art. 341 cod. pen. qualora, nell'ambito dell'intero contesto della frase, perda il significato neutro acquisito nell'uso comune ed assuma valenza offensiva per la persona del pubblico ufficiale ed i poteri da questa rappresentati. (nella specie è stata ritenuta oltraggiosa la espressione "che C..... vuoi" pur considerandosi che essa, secondo un uso ormai diffuso, sia sinonimo di "cosa vuoi).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 341 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)