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Sez. 5, Sentenza n. 33 del 11/10/1984 Ud. (dep. 03/01/1985) Rv. 167261 - 01

REATO - CIRCOSTANZE - ATTENUANTI COMUNI - PROVOCAZIONE - FATTO INGIUSTO ALTRUI - INGIUSTIZIA INTRINSECA ED ESTRINSECA - RAPPORTO TEMPORALE TRA LA SUA PERCEZIONE E L'INSORGENZA ED IL PERMANERE DELLO STATO D'IRA.*
Stato
decisa il 1984-10-11
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/167261-01

REATO - CIRCOSTANZE - ATTENUANTI COMUNI - PROVOCAZIONE - FATTO INGIUSTO ALTRUI - INGIUSTIZIA INTRINSECA ED ESTRINSECA - RAPPORTO TEMPORALE TRA LA SUA PERCEZIONE E L'INSORGENZA ED IL PERMANERE DELLO STATO D'IRA.*

Ai fini della configurabilità dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 2 cod. pen. il fatto provocante deve essere obiettivamente ingiusto, nel senso che non deve presentare alcuna giustificazione nel suo contenuto intrinseco e anche nel modo della sua esteriorizzazione, avendo in sè, - essendo illegittimo o contrario a norme del vivere civile - la potenzialità di suscitare un ingiustificato turbamento nell'animo dell'agente. Occorre, altresì, che il carattere ingiusto dell'altrui comportamento sia stato percepito dall'agente in un lasso di tempo tale da giustificare l'insorgere e il permanere dello stato d'ira che ha accompagnato la reazione. (V mass n 156454; (V mass n 156250; (Conf mass n 152997).*

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 62 com. 2

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)