Sez. 1, Sentenza n. 8424 del 21/06/2000 (Rv. 537863 - 01)
PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO | Inattendibilità dei criteri indicati dal consulente tecnico - Decisione in difformità - Obbligo di motivazione - Sussistenza - Portata - Fattispecie in materia di ricorso al precedente.
PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO
In materia di valutazione di immobili ai fini della liquidazione dell'indennità di esproprio o del risarcimento del danno da occupazione appropriativa, il giudice, qualora ritenga inaccettabili i criteri adottati e le valutazioni espresse dal c.t.u., può disattenderne le conclusioni, ma non può determinare il valore venale dell'area acquisita sulla base del valore accertato da altra sentenza avente ad oggetto un diverso settore della medesima particella catastale, senza dare atto se la destinazione urbanistica dell'intero terreno sia rimasta immutata, quali siano state le conclusioni del c.t.u., quali i contrasti delle parti sul valore accertato dal consulente e i motivi per i quali gli stessi sarebbero stati superati con l'adozione del valore indicato.
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 116 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 195, Legge 22/10/1971 num. 865 CORTE COST., Legge 08/08/1992 num. 359 art. 5 bis CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)