Sez. 1, Sentenza n. 8574 del 05/04/1990 Ud. (dep. 13/06/1990) Rv. 184653 - 01
REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - CONNESSIONE TELEOLOGICA - CONTINUAZIONE PER UNICITÀ DEL DISEGNO CRIMINOSO - ASSORBIMENTO - INSUSSISTENZA - COMPATIBILITÀ.*
REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - CONNESSIONE TELEOLOGICA - CONTINUAZIONE PER UNICITÀ DEL DISEGNO CRIMINOSO - ASSORBIMENTO - INSUSSISTENZA - COMPATIBILITÀ.*
Anche se, in definitiva, sia la circostanza aggravante del nesso teleologico prevista dall'art. 61 n. 2 cod. pen., che la fictio iuris della continuazione, ex art. 81 cpv. Cod. pen., influiscono sull'aumento della pena, tuttavia ognuna di esse agisce su piani diversi, in momenti differenti ed ha una propria "ratio". Infatti, l'aggravante teleologica è prefigurata in considerazione della maggiore criminalità dimostrata dal reo, mentre la continuazione attua il cumulo giuridico delle pene, in luogo di quello materiale, in considerazione della unicità del disegno criminoso e, quindi, realizza un "favor rei". Devesi, quindi, escludere che la circostanza di cui all'art. 61 n. 2 cod. pen. sia concettualmente assorbita dall'unicità del disegno criminoso prevista dall'art. 81 cpv. Cod. pen. e che il riconoscimento della continuazione non consenta la configurabilità della circostanza aggravante predetta. (Conf mass n 154346; (Conf mass n 151270; (Conf mass n 150928; (Conf mass n 149614; (Conf mass n 146041).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 61 com. 1 n. 2, Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)