Sez. 6, Sentenza n. 3089 del 21/05/1998 Ud. (dep. 08/03/1999) Rv. 213572 - 01
REATI CONTRO L'ORDINE PUBBLICO - DELITTI - ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE - IN GENERE | Di tipo mafioso - Partecipante a sodalizio formatosi in Italia e ivi operante - Consumazione del reato nel territorio dello Stato - Sussistenza - Permanenza dell'agente sempre all'estero - Irrilevanza.
REATI CONTRO L'ORDINE PUBBLICO - DELITTI - ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE - IN GENERE
In virtù del principio di territorialità della legge penale di cui al secondo comma dell'art. 6 cod. pen., il reato si considera commesso nel territorio dello Stato anche quando l'azione o l'omissione, che ne costituisce la condotta, si è ivi realizzata soltanto in parte, dovendosi tale termine intendersi in senso naturalistico, come un momento dell' "iter criminoso" che, considerato unitariamente ai successivi atti compiuti all'estero, viene a integrare un'ipotesi di delitto tentato o consumato. Pertanto, con riferimento al reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, l'adesione al sodalizio criminoso che si è formato e ha operato in Italia, integra partecipazione a un reato commesso nel territorio dello Stato anche se l'aderente materialmente rimanga sempre all'estero, ove la sua condotta di partecipazione all'associazione si sia svolta per intero, con l'apporto di contributi apprezzabili alla organizzazione.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 6, Cod. Pen. art. 416 bis CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)