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Sez. L, Sentenza n. 9017 del 27/07/1992 (Rv. 478365 - 01)

Prova civile - Confessione - Stragiudiziale - Al terzo | Valore probatorio - Mero indizio - Esclusione - Prova diretta - Configurabilità - Conseguenze.
Stato
decisa il 1992-07-27
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/478365-01

Prova civile - Confessione - Stragiudiziale - Al terzo

La confessione stragiudiziale fatta ad un terzo non costituisce una prova legale, come la confessione giudiziale e stragiudiziale fatta alla parte o a chi la rappresenta, e tuttavia non è valutabile alla stregua di un mero indizio, idoneo a fondare unicamente una presunzione, ovvero ad integrare una prova manchevole, essendo, in realtà, un mezzo di prova diretta, su cui il giudice può basare, anche in via esclusiva, il proprio convincimento in esito al libero apprezzamento.

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2735

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)