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Sez. 6, Sentenza n. 21987 del 05/04/2023 Ud. (dep. 22/05/2023) Rv. 284709 - 01

REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - DELITTI CONTRO L'ATTIVITA' GIUDIZIARIA - FALSA TESTIMONIANZA - CASI DI NON PUNIBILITA' | Mendaci dichiarazioni rese per evitare un'accusa penale - Esimente di cui all'art. 384 cod. pen. - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie.
Stato
decisa il 2023-04-05
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/284709-01

REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - DELITTI CONTRO L'ATTIVITA' GIUDIZIARIA - FALSA TESTIMONIANZA - CASI DI NON PUNIBILITA'

In tema di falsa testimonianza, la causa di esclusione della punibilità, prevista per chi ha commesso il fatto per essere stato costretto dalla necessità di salvare sé stesso o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell'onore, opera anche nelle ipotesi in cui il soggetto abbia reso mendaci dichiarazioni per evitare un'accusa penale nei suoi confronti, a condizione che tale timore attenga a un rapporto di derivazione del danno dal contenuto della deposizione rilevabile sulla base di un criterio di immediata ed inderogabile consequenzialità e non di semplice supposizione. (Nella specie, la Corte ha ritenuto corretta l'esclusione dell'esimente, invocata, anche in forma putativa, dall'acquirente di un quadro risultato provento di furto, il quale non aveva ragione di temere di essere incriminato per ricettazione, dato il comportamento ampiamente collaborativo mostrato agli inquirenti fin dal primo sequestro).

Cod. Pen. art. 372 CORTE COST., Cod. Pen. art. 384 com. 1 CORTE COST., Costituzione art. 24, Cod. Pen. art. 59 com. 3

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)