Sez. 3, Sentenza n. 12280 del 15/06/2016 (Rv. 640309 - 01)
AVVOCATO E PROCURATORE - RESPONSABILITÀ CIVILE - ERRORI ED OMISSIONI | Tardiva proposizione di appello avverso sentenza di condanna a pena detentiva - Impossibilità per l'imputato di fruire di una riduzione di pena - Liquidazione del danno - Applicazione della disciplina sull'ingiusta detenzione - Esclusione - Liquidazione equitativa - Necessità.
AVVOCATO E PROCURATORE - RESPONSABILITÀ CIVILE - ERRORI ED OMISSIONI
In tema di responsabilità professionale dell'avvocato per tardiva impugnazione di una sentenza penale di condanna, cui consegua l'impossibilità per il cliente di ottenere una riduzione della pena detentiva in sede di gravame (nella specie, per non potere accedere al cd. "patteggiamento in appello"), il pregiudizio di carattere non patrimoniale patito dal condannato non può essere risarcito applicando automaticamente i criteri elaborati dalla giurisprudenza penale per il ristoro del danno da ingiusta detenzione - trattandosi di condanna legalmente data e, quindi, di detenzione legittima - ma va liquidato in via equitativa.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1226, Cod. Civ. art. 2059 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2236, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 314 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 315 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 599 com. 4 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)