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Sez. 6, Sentenza n. 699 del 20/06/2013 Cc. (dep. 10/01/2014) Rv. 257766 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - PECULATO - PER APPROPRIAZIONE | Disposizione di risorse pubbliche per finalità diverse da quelle previste - Attività svolta dal pubblico agente in virtù delle norme organizzative dell'ente - Appropriazione - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2013-06-20
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/257766-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - PECULATO - PER APPROPRIAZIONE

Non è configurabile l'appropriazione, necessaria ad integrare il delitto di peculato, nell'ipotesi in cui la disposizione di risorse pubbliche avvenga per finalità diverse da quelle specificamente previste, ma pur sempre nell'ambito delle attribuzioni del ruolo istituzionale svolto dall'agente pubblico in virtù delle norme organizzative dell'ente, perché in questa situazione permane la connessione fra la "res" ed il "dominus" e, quindi, la legittimità del possesso. (In applicazione del principio, la Corte ha escluso la configurazione di peculato con riferimento ad una cessione, ad un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato, di azioni di proprietà di un comune attraverso una procedura di evidenza pubblica sia pure irregolare, non potendosi qualificare la condotta del pubblico agente in termini di appropriazione ma di mera di distrazione).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 314 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)