Sez. 6, Sentenza n. 11413 del 17/02/2003 Ud. (dep. 11/03/2003) Rv. 224069 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE | Elemento soggettivo - Configurabilità del reato - Dolo intenzionale - Necessità - Fattispecie.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE
Per la configurazione del reato di abuso di ufficio nella formulazione dell'art. 323 cod. pen. introdotta dalla L. 16 luglio 1997 n. 234, nel caso in cui il risultato dell'azione delittuosa consista nel cagionare un danno ingiusto, è indispensabile che tale danno sia conseguenza diretta ed immediata del comportamento dell'agente e quindi che sia da costui voluto quale obiettivo del suo operato, come si evince dall'avverbio intenzionalmente utilizzato dal legislatore. (Fattispecie in cui è stata esclusa l'ipotesi di reato per la dilazione della decisione di concedere l'autorizzazione per un passo carrabile giustificata dalla necessità di prevenire controversie con altre parti interessate e realizzata per acquisire ulteriori informazioni tecniche).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST., Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Legge 14/07/1997 num. 234 art. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)