Sez. 4, Sentenza n. 38498 del 11/09/2002 Ud. (dep. 18/11/2002) Rv. 223410 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE | Elemento soggettivo - Dolo intenzionale - Realizzazione di un ingiusto vantaggio patrimoniale o di arrecare un ingiusto danno - Coincidenza con l' interesse pubblico - Configurabilità del reato - Esclusione - Fattispecie.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE
In tema di abuso di ufficio, nella formulazione dell'art. 323 cod. pen. introdotta dalla legge 14 luglio 1997, n. 234, l'uso dell'avverbio"intenzionalmente" per qualificare il dolo ha voluto limitare il sindacato del giudice penale a quelle condotte del pubblico ufficiale dirette, come conseguenza immediatamente perseguita, a procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale o ad arrecare un ingiusto danno. Ne deriva che, qualora nello svolgimento della funzione amministrativa, il pubblico ufficiale si prefigga di realizzare un interesse pubblico legittimamente affidato all'agente dall'ordinamento, pur giungendo alla violazione di legge e realizzando un ingiusto danno al privato, deve escludersi la sussistenza del reato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che correttamente fosse stata esclusa, per difetto dell'elemento soggettivo, la configurabilità del reato di abuso d'ufficio a carico di un provveditore agli studi il quale, per ritenute imprescindibili esigenze di buon andamento del servizio, aveva disposto il trasferimento di un insegnante, investito delle funzioni di consigliere comunale, da un istituto scolastico ad un altro, in violazione del divieto normativo di siffatti provvedimenti, in assenza del consenso dell'interessato).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST., Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Legge 14/07/1997 num. 234 art. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)