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Sez. 1 - , Ordinanza n. 29336 del 22/12/2020 (Rv. 660188 - 01)

IMPUGNAZIONI CIVILI - IMPUGNAZIONI IN GENERALE - MEZZI DI IMPUGNAZIONE | Illecito trattamento dei dati personali - Richiesta di risarcimento del danno alla riservatezza ed all’immagine - Qualificazione della domanda ad opera del giudice di prima istanza - Ritenuta unicità della “causa petendi” - Conseguenze - Appellabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
Stato
decisa il 2020-12-22
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/660188-01

IMPUGNAZIONI CIVILI - IMPUGNAZIONI IN GENERALE - MEZZI DI IMPUGNAZIONE

Nel giudizio avente ad oggetto tanto la lesione del diritto alla protezione dei dati personali, cui si applica la disciplina processuale speciale di cui al d.lgs. n. 150 del 2011 (che non prevede la ricorribilità in appello), quanto la domanda di risarcimento del danno per la lesione dei diritti alla riservatezza ed all'immagine, cui si applica il rito ordinario, al fine di identificare il mezzo di impugnazione esperibile, in ossequio al principio dell'apparenza, deve farsi riferimento esclusivo a quanto previsto dalla legge per le decisioni emesse secondo il rito in concreto adottato in relazione alla qualificazione dell'azione effettuata dal giudice; pertanto, qualora il tribunale abbia ritenuto di giudicare unitariamente sulle domande, applicando il rito speciale, in quanto i danni risarcibili erano stati prospettati come conseguenza dell'illecita diffusione dei dati personali, il ricorso in appello avverso la decisione del tribunale é inammissibile.

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 30/06/2003 num. 196 art. 152, Decreto Legisl. 01/09/2011 num. 150 art. 10 com. 10, Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2059 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 323, Cod. Proc. Civ. art. 339 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)