Sez. L, Ordinanza n. 30080 del 21/11/2024 (Rv. 673066-01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - ESTINZIONE DEL RAPPORTO - DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO - INFORTUNI E MALATTIE - IN GENERE | Rifiuto del lavoratore di eseguire la prestazione - Art. 1460, comma 2, c.c. - Buona fede del dipendente - Valutazione da parte del giudice di merito - Contenuto - Gravità dell’inadempimento datoriale - Incidenza sulle fondamentali esigenze personali e familiari del prestatore - Attivazione degli accomodamenti ragionevoli - Necessità - Fattispecie. LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - ESTINZIONE DEL RAPPORTO - LICENZIAMENTO INDIVIDUALE - IN GENERE - In genere.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - ESTINZIONE DEL RAPPORTO - DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO - INFORTUNI E MALATTIE - IN GENERE
La valutazione della buona fede del lavoratore - che giustifica il rifiuto di rendere la prestazione ex art. 1460, comma 2, c.c. - deve essere effettuata dal giudice di merito tenendo conto anche della gravità dell'inadempimento datoriale in relazione al complessivo assetto di interessi regolato dal contratto e della concreta incidenza di detto inadempimento sulle fondamentali esigenze di vita personali e familiari del prestatore, con indispensabile valutazione, quindi, anche dell'attivazione o meno da parte del datore degli accomodamenti ragionevoli, di cui all'art. 3, comma 3 bis, del d.lgs. n. 216 del 2003, nei confronti delle persone con disabilità. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che - senza alcuna verifica circa l'attivazione o meno di accomodamenti ragionevoli da parte dell'imprenditore - aveva ritenuto contrario a buona fede il rifiuto del lavoratore oncologico, invalido totale e con handicap grave, di riprendere servizio nella sede di lavoro, a seguito del diniego di trasferimento in sede più vicina alla famiglia).
Decreto Legge 09/07/2003 num. 216 art. 3 com. 3, Legge 03/03/2009 num. 18 art. 2, Direttive del Consiglio CEE 27/11/2000 num. 78 art. 1 CORTE COST., Direttive del Consiglio CEE 27/11/2000 num. 78 art. 5, Cod. Civ. art. 1460 com. 2
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)